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prepping in vista della guerra

Audreyaddams97Audreyaddams97 Post: 29
modificato 21 settembre in Novità e iniziative
Come pensate di organizzarvi per i tempi che verranno? Sto leggendo diversi libri di "prepping" da brava paranoica.
Sembra un argomento impegnativo, ma vorrei sentire come e se pensate di organizzarvi.

Commenti

  • Questo post mi ha fatto venire molta ansia, comunque dubito sia una cosa per la quale ci si possa preparare...


  • riotriot Post: 6,698
    Sai cosa penso? Che farano un accordo e quindi dovrai mangiarti tutta quella roba piena di conservanti!
  • riot ha detto:
    Sai cosa penso? Che farano un accordo e quindi dovrai mangiarti tutta quella roba piena di conservanti!

    Se lo faranno meglio così , in caso avrò cibo che scadrà tra 15 anni (militare) e in caso di qualsiasi disastro potrò aiutare anche altre persone. Se non lo faranno , visto che la precedente guerra fredda è durata 44 anni con ripercussioni ed instabilità a livello mondiale trovo che sia sempre bene essere organizzati anche se non dovesse succedere nulla.
  • ClaraDiLuna ha detto:
    Questo post mi ha fatto venire molta ansia, comunque dubito sia una cosa per la quale ci si possa preparare...

    Mio zio è militare ,questi segnali sono sempre gli stessi che portano o a guerre fredde o una terza guerra mondiale. Preciso che il post era per parlare di un argomento serio , non fare venire l'ansia a nessuno , visto che io stessa soffro di disturbo d'ansia. E so che non si è mai sufficientemente preparati , ma vedila in luce positiva , più ci si prepara per quanto possibile più l'ansia in occasione di quel "disastro" sarà di minore entità perché avrai fatto tutto il possibile.
    Comunque speravo ci fossero altri asperger amanti del "survival" visto che molti di noi sono paranoici e organizzati. Speriamo ci sia qualcuno così.
  • io ho una visione peraculturale, che spesso su molte cose "tecniche" e' simile al "prepping". Cioe' si va contro le tendendenze (di cui la guarra e' solo un sintono di picco diciamo, ma non certo l'unico ne' il piu' importante) della cosidetta societa' "moderna" in quanto ci sono delle cose insostenibili (a livello etico, ambientale, di qualita' di vita, ecc)

    Ovviamente essendo gli esseri umani normalissimi animali, le cose vanno male sui bisogni primari: aria (ancora nessuna ne parla, ma sara' la nuova acqua), acqua (se ne parla ma ancora non siamo nel mezzo), cibo (ti parlo da una UK post-Brexit dove e' chiara la spianata che e' stata promessa alle compagnie americane), shelter (case di qualita' infima, in cui ancora usiamo acqua da bere per tirare il cesso, materiali assolutamente devastanti, cemento in primis, per non parlare dell'urbanistica inesistente perche' bisogna far soldi su qualsiasi cm2), vestiti (la famosa fast fashion), trasporti (non c'e' nenache da dettagliare qua, e' piuttosto evidente) e quella che io chiamo socialita' (per farla breve, se uno non e' sui social non esiste, ma sto banalizzando).

    Ora, la permacultura non e' prepper perche' e' ovvio che neanche Terminator puo' resistere da solo. Ti puoi nascondere ma il mondo e' piccolo, te ne accorgi se cerchi di fare hutting in Scozia per piu' dei 28 giorni consentiti (non che io lo faccia, ma leggo i forum). Inoltre, se hai cibo armi ecc, sei solo un bersaglio. Per il teorema del gallo del pollaio, ci sara' sempre un gallo piu' forte e quando si parla di strategie, devi calcolare il caso, quindi cosa fai in quel caso? Insomma, la migliore strategia e' avere conoscenza e sperare che il bullo di turno sia un minimo illuminato. 

    Per quanto riguarda le tecniche invece, la' vabbe' ti ci puoi sbizzarrire. 

    Il prepping come la permacultura e' personale e puo' essere adattato a qualsiasi situazione, persona e luogo. Ovvio che alcune cose possono essere universali altre no. Quindi rispondere in maniera generica non ha molto senso se non per dare spunti ma devi sempre pensare alla tua situazione e agli scenari che secondo te possono realmente avvenire. 

    Purtroppo non penso che succedera' molto in realta', si andra' avanti con le dinamiche che ci sono gia'. Quindi molto sta nel far parte del sistema al meglio possibile, cosi' da avere una buona retribuzione monetaria . Certo non so quanto gente come noi possa contare su questa strada, anche se siamo molto specializzati, non ci vedo in ruoli "politici/manageriali" con i quali sono associati decisamente piu' soldi delle mansioni srettamente tecniche.

    Oppure cerchi di andare verso altre forme di esistenza, che siano piu' rigenerative e che non siano legate troppo strettamente al mercato gloablizzato e alle solite materie prime. Cio' non vuol dire fare gli hippie, ma anzi, essere molto informati in molti campi, dalle costruzioni in bioedilizia, alle tecniche antiche di uso di materiali vegetali che non si usano piu', alla finanza personale e all'investimento, all autoproduzione cibaria e tessile e alla conoscenza del territorio er economia di scambio con altri individui o realta' simili, ecc, ecc. 

    Se sei in citta' in una situazione che dsfinirei media, il cibo non e' per forza quello in scatola con i conservanti che dice riot. Puoi fare essicazione (beh magari era da fare d'estate, altrimenti ora spendi un sacco in energia), pero' comunque puoi essicare porzioni in piu' di minestroni, risotti e molti altri piatti magari quando fai altro al forno e da reidratare esattamente come si fa con il cibo iofilizzato, puoi iniziare a usare piante o carta di giornale al posto della carta igienica o non usarla proprio e fare solo bidet. Puoi comprare un filtro d'acqua da situazioni d'emergenza (consiglio le marche che vengono usate nelle missioni umanitarie e non quelli venduti agli "sportivi", anche se ce ne sono di buoni anche). Puoi iniziare a informarti su che foraging puoi fare nella tua zona. Puoi iniziare a crescere funghi coi fondi di caffe' se lo bevi. Puoi cambiare carboidrati invece di usare il solito grano, puoi allevare il Tenebrio Molitor per mangiarlo, boh cosi' idee sparse. 

    La poverta' e' madre dell'ingegno.

    p.s. riguardo l'essicazione e' la pratica in assoluto piu' interessante per usare tutto cio' che compri. si puo' usare i termosifonio quando sono accessi e dare l'ultiam passata in forno solo per essere sicuri di aver rimosso il 90-95% di acqua. Essica le bucce di cipolle e vedrai che avrai un prodotto meraviglioso, gia' solo quello ti renderebbe in situazine di crisi mangiabile una brodaglia.

    Una cosa che avrai letto nei libri di prepping e' che e' fondamentale la mentalita'.  

    Un buon esercizio per il prepping e' iniziare invece che da "la guerra", da cose che si verificano invece molto piu' assiduamente. L'Italia e' territorio sismico. Io vivevo in Friuli e chiunque entrasse sotto il mio tetto sapeva quali sono i muri portanti. Le case private devono avere le cartine per sapere cosa fare in caso di incendio/terremoto/fuga di gas/etc. Queste non sono occorrenze cosi'. Queste cose accadono ogni giorno. Preparare una bug out bag in caso di terremoto da lasciare all'uscita? Ecco questi, sono gli esercizi da cui iniziare.

    Ora mi viene in mente quello che e' successo nelle Marche. Ecco li' si' che ci vuole il prepping. Prova a leggere le testimonianze delle persone e pensare cosa potresti fare per prepararti. Immaginati di essere colpita du uno tsunami e scoprirai che tipo di EDC (every day carry) devi avere, ecc....


    Audreyaddams97ClaraDiLunacharlie
  • alexander_pope ha detto:
    io ho una visione peraculturale, che spesso su molte cose "tecniche" e' simile al "prepping". Cioe' si va contro le tendendenze (di cui la guarra e' solo un sintono di picco diciamo, ma non certo l'unico ne' il piu' importante) della cosidetta societa' "moderna" in quanto ci sono delle cose insostenibili (a livello etico, ambientale, di qualita' di vita, ecc)

    Ovviamente essendo gli esseri umani normalissimi animali, le cose vanno male sui bisogni primari: aria (ancora nessuna ne parla, ma sara' la nuova acqua), acqua (se ne parla ma ancora non siamo nel mezzo), cibo (ti parlo da una UK post-Brexit dove e' chiara la spianata che e' stata promessa alle compagnie americane), shelter (case di qualita' infima, in cui ancora usiamo acqua da bere per tirare il cesso, materiali assolutamente devastanti, cemento in primis, per non parlare dell'urbanistica inesistente perche' bisogna far soldi su qualsiasi cm2), vestiti (la famosa fast fashion), trasporti (non c'e' nenache da dettagliare qua, e' piuttosto evidente) e quella che io chiamo socialita' (per farla breve, se uno non e' sui social non esiste, ma sto banalizzando).

    Ora, la permacultura non e' prepper perche' e' ovvio che neanche Terminator puo' resistere da solo. Ti puoi nascondere ma il mondo e' piccolo, te ne accorgi se cerchi di fare hutting in Scozia per piu' dei 28 giorni consentiti (non che io lo faccia, ma leggo i forum). Inoltre, se hai cibo armi ecc, sei solo un bersaglio. Per il teorema del gallo del pollaio, ci sara' sempre un gallo piu' forte e quando si parla di strategie, devi calcolare il caso, quindi cosa fai in quel caso? Insomma, la migliore strategia e' avere conoscenza e sperare che il bullo di turno sia un minimo illuminato. 

    Per quanto riguarda le tecniche invece, la' vabbe' ti ci puoi sbizzarrire. 

    Il prepping come la permacultura e' personale e puo' essere adattato a qualsiasi situazione, persona e luogo. Ovvio che alcune cose possono essere universali altre no. Quindi rispondere in maniera generica non ha molto senso se non per dare spunti ma devi sempre pensare alla tua situazione e agli scenari che secondo te possono realmente avvenire. 

    Purtroppo non penso che succedera' molto in realta', si andra' avanti con le dinamiche che ci sono gia'. Quindi molto sta nel far parte del sistema al meglio possibile, cosi' da avere una buona retribuzione monetaria . Certo non so quanto gente come noi possa contare su questa strada, anche se siamo molto specializzati, non ci vedo in ruoli "politici/manageriali" con i quali sono associati decisamente piu' soldi delle mansioni srettamente tecniche.

    Oppure cerchi di andare verso altre forme di esistenza, che siano piu' rigenerative e che non siano legate troppo strettamente al mercato gloablizzato e alle solite materie prime. Cio' non vuol dire fare gli hippie, ma anzi, essere molto informati in molti campi, dalle costruzioni in bioedilizia, alle tecniche antiche di uso di materiali vegetali che non si usano piu', alla finanza personale e all'investimento, all autoproduzione cibaria e tessile e alla conoscenza del territorio er economia di scambio con altri individui o realta' simili, ecc, ecc. 

    Se sei in citta' in una situazione che dsfinirei media, il cibo non e' per forza quello in scatola con i conservanti che dice riot. Puoi fare essicazione (beh magari era da fare d'estate, altrimenti ora spendi un sacco in energia), pero' comunque puoi essicare porzioni in piu' di minestroni, risotti e molti altri piatti magari quando fai altro al forno e da reidratare esattamente come si fa con il cibo iofilizzato, puoi iniziare a usare piante o carta di giornale al posto della carta igienica o non usarla proprio e fare solo bidet. Puoi comprare un filtro d'acqua da situazioni d'emergenza (consiglio le marche che vengono usate nelle missioni umanitarie e non quelli venduti agli "sportivi", anche se ce ne sono di buoni anche). Puoi iniziare a informarti su che foraging puoi fare nella tua zona. Puoi iniziare a crescere funghi coi fondi di caffe' se lo bevi. Puoi cambiare carboidrati invece di usare il solito grano, puoi allevare il Tenebrio Molitor per mangiarlo, boh cosi' idee sparse. 

    La poverta' e' madre dell'ingegno.

    p.s. riguardo l'essicazione e' la pratica in assoluto piu' interessante per usare tutto cio' che compri. si puo' usare i termosifonio quando sono accessi e dare l'ultiam passata in forno solo per essere sicuri di aver rimosso il 90-95% di acqua. Essica le bucce di cipolle e vedrai che avrai un prodotto meraviglioso, gia' solo quello ti renderebbe in situazine di crisi mangiabile una brodaglia.

    Una cosa che avrai letto nei libri di prepping e' che e' fondamentale la mentalita'.  

    Un buon esercizio per il prepping e' iniziare invece che da "la guerra", da cose che si verificano invece molto piu' assiduamente. L'Italia e' territorio sismico. Io vivevo in Friuli e chiunque entrasse sotto il mio tetto sapeva quali sono i muri portanti. Le case private devono avere le cartine per sapere cosa fare in caso di incendio/terremoto/fuga di gas/etc. Queste non sono occorrenze cosi'. Queste cose accadono ogni giorno. Preparare una bug out bag in caso di terremoto da lasciare all'uscita? Ecco questi, sono gli esercizi da cui iniziare.

    Ora mi viene in mente quello che e' successo nelle Marche. Ecco li' si' che ci vuole il prepping. Prova a leggere le testimonianze delle persone e pensare cosa potresti fare per prepararti. Immaginati di essere colpita du uno tsunami e scoprirai che tipo di EDC (every day carry) devi avere, ecc....



    Grazie della tua risposta davvero esaustiva , ovviamente io non potevo esprimere tutte le idee che ho qui in una conversazione , ne sarebbe uscito un papiro. La mia mentalità è sempre su qualsiasi situazione dedita alla sopravvivenza (ma non andrò nei dettagli). Per ora a cibo sono abbastanza messa bene , come dici tu c'è sempre qualcuno più forte di noi , ma in questo che ci si può fare? Ci si ingegna punto.
    Comunque mi hai dato degli ottimi consigli , ti ringrazio molto , e mi informerò su quello che mi hai detto  È sempre bello trovare persone come te ⭐
    alexander_pope
  • @Audreyaddams97 penso proprio di capire cosa intendi quando dici della sopravvivenza come forma mentis. 

    Assolutamente si', tutto e' utile non non almeno per appunto imparare a pensare e risolvere i problemi. 

    Prego, grazie a te di aver letto. per altre siamo qui.
    Audreyaddams97
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