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Ciao a tutti

Buongiorno a tutti, ho 39 anni, vivo a Roma e sto aspettando la diagnosi anche se il medico mi ha fatto intendere che sia abbastanza scontata.
Negli ultimi 3/4 anni ho fatto uno sforzo enorme per analizzarmi a fondo e capire cosa non andava in me. Ero giunto alla conclusione di avere una gran depressione dovuta alla mia enorme insoddisfazione per quanto riguarda il mio lavoro. Sembrava tutto risolto( tranne il fatto di voler morire ogni mattina), scelte sbagliate mi hanno portato a vivere in maniera che odiavo, quindinora ti attacchi e vivi male per sempre. Amen.
Fino a inizio anno, quando per caso mi capita un post su Fb di Amber Rossi( nome fittizio ) che spiegava alcune cose sull autismo, sopratutto su cosa non era l'autismo. Le sue parole mi fecero salire alcuni dubbi e cominciai a cercare di capirne di più. Finché non chiesi consiglio a lei per contattare qualche specialista che potesse chiarirmi le idee. Ed eccomi qui, ho fatto i test e il primo incontro, tutto sembra indicare un disturbo dell'apprendimento non diagnosticato da bambino e sindrome di Asperger.
Sono molto confuso e non riesco bene a crederci anche se leggendo i vostri post mi riconosco in molte situazioni. Mi sono stati consigliati dei libri per approfondire il tutto. Spero che con i libri(mia grande passione), questo forum e il gruppo Fb che mi è stato consigliato possa schiarirmi un po' le idee.
Grazie a tutti di condividere le vostre vite, io non ho amici né persone con cui parlare liberamente ( tranne mia moglie) e leggere di altre persone simili a me mi aiuta molto.


samxx

Commenti

  • riotriot Post: 6,771
    Gabriele82 ha detto:
    Fino a inizio anno, quando per caso mi capita un post su Fb di Amber Rossi( nome fittizio ) che spiegava alcune cose sull autismo, sopratutto su cosa non era l'autismo. Le sue parole mi fecero salire alcuni dubbi e cominciai a cercare di capirne di più.

    Ciao e benvenuto!
    Se ti va, puoi raccontare quanto ho citato? Sarebbe interessante.
  • Purtropo non mi è più visibile il post per essere più preciso, comunque le due cose che mi colpirono di più sono state la depressione e il masking.
    Per la depressione diceva che spesso ad occhi non esperti non veniva indagata la causa dietro l'effetto, non si approfondivano le ragioni profonde che portavano alla depressione e così l'asperger rimaneva "nascosta". Racconti che sei insoddisfatto, che sei pessimista, non hai fiducia nel futuro, non riesci a goderti il presente, e ti dicono che devi sorridere, ci devi credere, di guardare il lato positivo, magari aiutati con queste pillole e vedrai che passerà.
    D'altronde, nella società moderna, è molto più comune ( e forse più semplice) sentirsi depressi che autistici.
    Ma la cosa principale che mi ha fatto sorgere molti dubbi è stato il masking. Lei parlava di come sia sfiancante fingersi uguale agli altri per essere accettati, sopratutto nel mondo del lavoro. Io, inconsapevolmente, l'ho sempre fatto. Nel mio ambiente di lavoro non ho mai avuto la possibilità di condividere le mie passioni, le mie idee su quasi la totalità degli argomenti sono state sempre opposte a quelle di chi lavorava con me. Faccio un lavoro dove fondamentalmente si deve ingannare il cliente perché l'importante è solo vendere, e a me questa cosa mi ha sempre fatto stare male mentre gli altri se ne vantano.
    Non so bene come sia iniziato, ho cominciato a lavorare molto presto, ma ho subito imparato che dovevo essere come gli altri per potermi adattare a quel mondo. Ho assorbito talmente bene atteggiamenti e modi di parlare di alcuni di loro, che mi ci comportavo anche fuori dal lavoro perché  pensavo che così fosse giusto essere. Sono arrivato al punto di copiarne l'intonazione della voce.
    E tutto questo ha funzionato alla grande, dovunque vado a lavorare non ho problemi ad ambientarmi, ho sempre la battuta pronta ( sconcia o offensiva che sia), sono rude, ignorante e maleducato se ce n'è bisogno. Poi torno a casa e leggo Bauman, Candiani, McCarthy, oppure ascolto jazz, ammiro Van gogh, Munch. Tutto questo è massacrante.
    Fino al punto di non sapere bene chi io sia veramente.
    Sono un mio collega di lavoro che quando torna a casa si da delle arie intellettuali, o sono quel ragazzino pieno di sogni mandato in guerra con gli stivali di cartone?
    E tutto questo non avviene solo nell'ambito lavorativo ma anche al di fuori. Ho represso quello che pensavo fosse giusto per me perché osservando gli altri vedevo che facevano scelte differenti, e allora forse per vivere bisogna fare come loro visto che sembrano tutti contenti (anche se nella mia testa mi sembra che siano ben pochi quelli che stanno bene).
    Forse mi sto dilungando troppo, scusatemi ma spesso mi capita😅.
    Comunque queste solo state le due cose che mi hanno fatto sorgere il dubbio e che mi hanno spinto a cercare nuove informazioni.

    LaRosadiAndromedasamxx
  • Benvenuto. Riguardo al masking ho sempre questo peso a lavoro di dover far finta di nulla, sorridere,...Tutta questa gente che si aspetta da me le stesse cose che fanno gli altri. Alcune volte vorrei scomparire. 
    Gabriele82samxx
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