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Massa, 18 febbraio 2023, evento gratuito

Pareri sul femminismo

Tra i temi per eccellenza che mi suscitano molta curiosità per dialogare c'è quello del femminismo. 
Per me da maschio quale sono il femminismo è positivo in una ragazza se dimostra allo stesso tempo indipendenza verso gli uomini senza nessun tipo di prevaricazione reciproca o unilaterale.
Non condivido per niente chi si proclama femminista e poi nei fatti è subalterna in tutto e per tutto ad un uomo dimostrando un incoerenza tra pensiero teorico e prassi. 
Reputo si possa essere femministe indipendenti o in alternativa vecchia maniera patriarcale. Quello che voglio dire in sostanza è che ritengo giuste entrambe le alternative da me appena elencate, non condivido invece la disforia di rapporto che ho spiegato all'inizio.
Sono disponibile anche a dialogare o a capire di più sull'argomento se qualcuno o qualcuna ha da esporre un analisi migliore o più lunga ed articolata della mia.
Antares

Commenti

  • AntaresAntares Post: 841
    Argomento che mi ha sempre fatto "ammattire", forse perchè ho sempre proiettato le mie insicurezze nei riguardi del genere femminile sul discorso femminismo in generale, come per esternalizzare la colpa del mio distacco dalle donne. Però non nego nel merito molte cose che sostenevo in passato, quando ancora non ero consapevole di questo processo di proiezione che mi ha fatto soffrire veramente molto.

    In un mio vecchio thread su questo forum, scrivevo questo:

    "io temo che il problema sia sempre quello: i movimenti femministi sono una sorta di sindacato delle donne; se gli uomini hanno tendenzialmente uno svantaggio (non inscrivibile nel mantra "è colpa del patriarcato cue danneggia anche gli uomini"), pur riconoscendoglielo in linea molto teorica, le femministe non si adoperano per sensibilizzare i lettori sul tema.

    Nulla di male a tutelare le donne perchè non è che così facendo automaticamente svantaggi gli uomini, però un articolo del genere in difesa degli uomini, nel quale parlare incidentalmente di svantaggio paterno nel male applicato affidamento condiviso (così come non troppo centralmente si è parlato di vantaggio femminile nell'applicare l'affidamento condiviso), io penso che non lo avrebbero mai fatto.

    Nulla di male in questo, secondo me, ma allora bisognerebbe dire "siamo femministi/e e ci battiamo per i diritti delle donne", piuttosto che dire "siamo femministi/e e ci battiamo contro ogni forma di disuguaglianza". la seconda delle due asserzioni è limitante per chi propone integrazioni ed ampliamenti del pensiero femminista, perchè fa passare il concetto "il femminismo è completo, si prefigge già l'obiettivo per il quale tu vuoi batterti, tu sei un maschio che riconosce penalizzato il proprio genere in alcune dinamiche ma no problem, sii femminista e vedrai che ci faremo carico anche delle tue questioni". ma così non è. o perlomeno, non è sempre così."

  • AntaresAntares Post: 841
    modificato 12 gennaio
    Scrivevo poi questo in risposta ad un altro utente:

    "i gruppi femministi accetterebbero di far parte di questi gruppi di lavoro comuni, secondo te, una volta appurato l'intento (palesemente) non reazionario e non sessista di TALUNI (perchè per primo so che non tutti sono così) movimrnti per i diritti maschili? anche se una equa redistribuzione di risorse (da quelle materiali nel caso degli immobili dopo la separazione e dell'assegno di mantenimento non staccato quasi di default dall'uomo per la donna, a quelle affettivo-relazionali nel caso dei figli, con un affidamento REALMENTE paritario) comporterebbe, accanto a delle acquisizioni maschili, la rinuncia femminile ad alcuni privilegi?

    le femministe si occupano dei diritti degli uomini solo quando essi non hanno una ricaduta "scomoda" sulle donne. ad esempio:
    -"l'uomo può piangere e mostrare le sue debolezze". inibizione del sentimentalismo maschile dovuta al patriarcato. se gli uomini sono più liberi in questo senso, le donne non hanno uno svantaggio riflesso. ergo, sostegno femminista (che approvo pienamente) a questa istanza. altro esempio: "gli uomini muoiono di più perchè tendono a farsi controllare poco dal medico, questo perchè il modello maschile patriarcale vuole l'uomo restio alle preoccupazioni, alle richieste di aiuto e alla tutela del proprio corpo". concordo in toto anche stavolta, e i gruppi femministi sensibilizzano su questo tema, ma (io credo) solo perchè non ne traggono uno svantaggio: allungare la vita degli uomini non equivale ad accorciarla alle donne, logicamente.

    da questi due esempi, quale errata conclusione deriva? che se il sessismo antimaschile è (nobilmente) combattuto dal femminismo su fronti come quelli, allora (generalizzando) il sessismo antimaschile è combattuto dal femminismo in TUTTI i campi. ora faccio però un altro esempio: "i figli devono essere affidati alle madri e ai padri, salvo eccezioni particolari, per un periodo equo di tempo". direi che sia sacrosanta una rivendicazione di questo tipo (qualche padre forse non vorrebbe avere troppo i figli con sè, e su questo ci sarebbe da aprire una parentesi). ebbene, l'affido condiviso (e non esclusivo, perlomeno su questo ci siamo) risulta paritario (50% del tempo con un genitore e 50% con l'altro) solo in una minoranza dei casi: nella maggioranza dei divorzi, di fatto, le madri passano più tempo con i figli che i padri. un genitore, madre o padre che sia, è tendenzialmente geloso dei propri figli e può arrivare, con egoismo, a non volere che essi stiano troppo tempo con l'ex coniuge (che spesso è anche "odiato", spesso legittimamente ci mancherebbe, per vecchie questioni personali). quindi avere per meno tempo con sè i figli, sapendoli da un coniuge che spesso non si apprezza umanamente, rendendo pienamente paritario l'affido condiviso, sarebbe uno svantaggio per le donne. difatti, non mi risulta che le femministe si mobilitino per eliminare il "matricentrismo" tendenziale delle separazioni con affido condiviso dei figli.

    questo perchè? perchè nei primi due esempi che ho fatto, la situazione è: "io, donna, ho 10 euro e tu, uomo, non hai nulla. ti spiego in quale modo puoi ottenere i 10 euro che ti spetterebbero di diritto, dimodochè anche tu sarai contento". l'esempio dell'affidamento, invece, vede questa situazione: "io, donna, ho 10 euro e tu, uomo, non hai nulla. se rinuncio alla collocazione prevalente dei figli presso casa mia, tu guadagni dei soldi, ma io perdo parte di quelli che ho. ergo, siccome ho dei soldi e me li voglio tenere, non combatterò affinchè parte dei miei soldi vengano dati a te". e chi potrebbe dare contro ad un ragionamento del genere, del resto? perchè dovrei dare soldi ad una controparte quando per legge non è scritto da nessuna parte che io debba darli? per questo dico che servirebbe un sano "conflitto di interessi", su alcune tematiche (come questa), con dei movimenti maschili (previo accertarsi del loro antisessismo di fondo, beninteso).

    a margine: vorrei fosse ben chiaro che non vedo i figli freddamente come fossero soldi... chiamiamoli, con un analogo concettuale ma non materialistico, delle "ricchezze". senza contare che, ma qui vado un po' OT, i figli in un'età in cui siano senzienti debbano avere una libertà assai maggiore di scegliere il genitore con cui stare per più tempo rispetto a quella che, tra uno scannamento davanti a un giudice e l'altro, hanno ora"

  • AntaresAntares Post: 841
    @neutralix forse sono andato fuori tema rispetto allo spuntl di riflessione che avevi fornito tu...
  • No no, immagino sia frutto della tua esperienza personale
  • AntaresAntares Post: 841
    Esperienze personali ne ho poche in merito, però di osservazioni del fenomeno ne ho fatte tante (forse troppe). È curioso che tu ti preoccupi che il femminismo non resti un "maschilismo camuffato da altro", a danno delle stesse donne in primis, mentre io temo derive quasi opposte, cioè di finta presa in carico dei problemi maschili e di ipersemplificazione, con annessa critica agli uomini a priori, delle dinamiche sessiste/di potere/privilegi ecc.

    L'argomento è molto interessante ma non so bene che altro dire, al momento :(
  • luckyduckluckyduck Post: 543
    E' un ismo e come tale vuole rasentare l'assoluto. Inevitabile quanto inutile. Necessario quanto desiderabile.
    samxx
  • samxxsamxx Post: 16
    neutralix ha detto:
    Tra i temi per eccellenza che mi suscitano molta curiosità per dialogare c'è quello del femminismo. 
    Per me da maschio quale sono il femminismo è positivo in una ragazza se dimostra allo stesso tempo indipendenza verso gli uomini senza nessun tipo di prevaricazione reciproca o unilaterale.
    Non condivido per niente chi si proclama femminista e poi nei fatti è subalterna in tutto e per tutto ad un uomo dimostrando un incoerenza tra pensiero teorico e prassi. 
    Reputo si possa essere femministe indipendenti o in alternativa vecchia maniera patriarcale. Quello che voglio dire in sostanza è che ritengo giuste entrambe le alternative da me appena elencate, non condivido invece la disforia di rapporto che ho spiegato all'inizio.
    Sono disponibile anche a dialogare o a capire di più sull'argomento se qualcuno o qualcuna ha da esporre un analisi migliore o più lunga ed articolata della mia.
    Ciao Neutralix, la "disforia" di cui parli probabilmente origina dal fatto che è difficile svincolarsi da un'educazione e una cultura patriarcale millenarie; con questo voglio dire che le bambine vengono educate e instradate fin da piccole ad avere un determinato ruolo all'interno della società e così anche i bambini, d'altronde i piccoli sono come spugne che assorbono qualsiasi informazione disponibile e cercano di emulare gli adulti per adattarsi e sopravvivere. Poi si cresce e la società continua a provvedere con rinforzi culturali che fanno il resto, sennonché ci sono spinte opposte di movimenti culturali per i diritti umani che remano al contrario di questa grande corrente che è la cultura nella quale nasciamo e cresciamo. Infatti si parla anche di misoginia interiorizzata, ovvero quel processo secondo cui una donna proietta verso se stessa o altre donne le pratiche oppressive che la società, di stampo patriarcale, spinge sulle stesse.

    Per farti un esempio che puoi capire: probabilmente ti hanno cresciuto con l'idea che l'uomo deve essere sempre forte e non deve piangere e mostrarsi debole, tu sai razionalmente che sono tutte cazzate e che se inibisci così le tue emozioni e sentimenti poi va a finire che esplodi, fa male a te e a quelli che ti circondano, PERÒ l'educazione che ti è stata imposta ti spinge anche solo inconsciamente a limitarti nell'espressione di emozioni e sentimenti considerati dalla società come femminili e invece li esprimi con la rabbia, per esempio, un'emozione questa che è considerata appropriata per gli uomini.

    Spero che la mia risposta ti sia stata utile e chiarificatrice.
    neutralixAntares
    With eyes that watch the world and can't forget 
    Vincent
  • Ritengo la tua analisi completamente utile e chiarificatrice. Grazie per le delucidazioni
    samxx
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