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Differenza tra amore e fissazione

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Commenti

  • @IlViandante : Credo che l'ossessione sia patologica. L'amore, più banalmente, è ogni tanto poco logico. Io non sono affatto ossessionata dalle persone che amo. Nella fase dell'innamoramento, probabilmente, si sarebbe potuto parlare anche nel mio caso di ossessione, ma solo in termini consapevolmente iperbolici e in accezione positiva. L'ossessione durante la fase dell'innamoramento è inoltre abbastanza ovvia: all'inizio c'è da scoprire molto di più su quel qualcuno che si è scelto. Dopo qualche anno di conoscenza e assidua frequentazione è naturale che quel tipo di ossessione dettata da vertiginosa smania di sapere tutto di lui/lei venga meno lasciando il posto ad un più conveniente equilibrio per la stabilità della relazione.
    [Nota: Ancora non capisco bene la differenza che intercorre fra l'amore che provo per il mio ragazzo e quello che provo ad esempio per le mie sorelle. Darei indistintamente e ad occhi chiusi la mia vita per ognuno di loro. Potrei dire forse che mentre ho iniziato ad amare le mie sorelle "istintivamente", l'amore che provo ora per il mio ragazzo è nato da una mia libera scelta fatta in età semi-adulta. Ma ora mi pare che "quantitativamente" io li ami in misura uguale. E come non sono ossessionata dal pensiero delle mie sorelle, così non lo sono dal pensiero del mio ragazzo.] 
  • andato6andato6 Post: 194
    mi piace questo ragonamento.
    Lo trovo appropiato.

    Io per il momento non sento nulla per nessuno. Eppure lo condivido.

    E condivido in parte in fatto che l'ossessione pre innamoramento sia ovvia,
    però ritengo che se l'altra persona non ne voglia sapere, lì ci sarebbe da smettere
    @IlViandante : Credo che l'ossessione sia patologica. L'amore, più banalmente, è ogni tanto poco logico. Io non sono affatto ossessionata dalle persone che amo. Nella fase dell'innamoramento, probabilmente, si sarebbe potuto parlare anche nel mio caso di ossessione, ma solo in termini consapevolmente iperbolici e in accezione positiva. L'ossessione durante la fase dell'innamoramento è inoltre abbastanza ovvia: all'inizio c'è da scoprire molto di più su quel qualcuno che si è scelto. Dopo qualche anno di conoscenza e assidua frequentazione è naturale che quel tipo di ossessione dettata da vertiginosa smania di sapere tutto di lui/lei venga meno lasciando il posto ad un più conveniente equilibrio per la stabilità della relazione.
    [Nota: Ancora non capisco bene la differenza che intercorre fra l'amore che provo per il mio ragazzo e quello che provo ad esempio per le mie sorelle. Darei indistintamente e ad occhi chiusi la mia vita per ognuno di loro. Potrei dire forse che mentre ho iniziato ad amare le mie sorelle "istintivamente", l'amore che provo ora per il mio ragazzo è nato da una mia libera scelta fatta in età semi-adulta. Ma ora mi pare che "quantitativamente" io li ami in misura uguale. E come non sono ossessionata dal pensiero delle mie sorelle, così non lo sono dal pensiero del mio ragazzo.] 

  • JimJim Post: 787
    modificato ottobre 2013
    @LadyLazarus: daresti la vita per le tue sorelle?
    Io non gli darei nemmeno 5 euro a quei due scellerati dei miei fratelli! :P
    Al momento non darei la vita per nessuno.

    Riguardo all'ossessione o all'indipendenza in amore, secondo me aveva ragione Bob Marley:

    <<Non voglio aspettarti invano,
    dalla primissima volta che ho posato i miei occhi su di te
    il mio cuore mi ha detto "accompagnala"
    ma adesso so di essere in coda alla tua fila
    anche se l'attesa non è male.

    Quindi non trattarmi come una marionetta
    perchè so badare a me stesso!
    Non parlarmi come se fossi un idiota,
    voglio solo sapere quando verrai... >>




    Pongo un limite alla mia felicità, per porre una fine alla tua sofferenza. Questo è amore, secondo me. Rinunciare a un piccolo "me" per un piu' grande "Noi".
  • bannato2bannato2 Post: 2,035
    modificato ottobre 2013
    @IlViandante : Credo che l'ossessione sia patologica. L'amore, più banalmente, è ogni tanto poco logico. Io non sono affatto ossessionata dalle persone che amo. Nella fase dell'innamoramento, probabilmente, si sarebbe potuto parlare anche nel mio caso di ossessione, ma solo in termini consapevolmente iperbolici e in accezione positiva. L'ossessione durante la fase dell'innamoramento è inoltre abbastanza ovvia: all'inizio c'è da scoprire molto di più su quel qualcuno che si è scelto. Dopo qualche anno di conoscenza e assidua frequentazione è naturale che quel tipo di ossessione dettata da vertiginosa smania di sapere tutto di lui/lei venga meno lasciando il posto ad un più conveniente equilibrio per la stabilità della relazione.
    [Nota: Ancora non capisco bene la differenza che intercorre fra l'amore che provo per il mio ragazzo e quello che provo ad esempio per le mie sorelle. Darei indistintamente e ad occhi chiusi la mia vita per ognuno di loro. Potrei dire forse che mentre ho iniziato ad amare le mie sorelle "istintivamente", l'amore che provo ora per il mio ragazzo è nato da una mia libera scelta fatta in età semi-adulta. Ma ora mi pare che "quantitativamente" io li ami in misura uguale. E come non sono ossessionata dal pensiero delle mie sorelle, così non lo sono dal pensiero del mio ragazzo.] 
    ti stimo @lady :D
    io la mia famiglia avrei dovuto disconoscerla moìto tempo fa prima che mi rubassero la vita.
    ma ti capisco e condivido i tuoi pensieri lady
    anche io presumo darei la vita per i miei fratelli ma sono invece certo che la darei la mia vita , per la mia lei !. .. :-)
    bel video come sempre @jim
    chiedo  se qualcuno mi sa dire se jarod il camaleonte e luca carboni sono degli aspie..
    magari rispo privatamente riscusate il disturbo :D ciao att
  • @mnk : Credo anche io che nel caso in cui l'ossessione da innamoramento fosse univoca sarebbe auspicabile avere la capacità di moderare le proprie voglie. Io non penso avrei problemi a moderarmi in tal senso perché, nella vita di tutti i giorni, ho talmente paura di risultare antipatica o fastidiosa alle persone che dopo il loro primo no ad una mia richiesta ho la tendenza ad evitare qualsiasi tipo di approccio. In amore a parte il mio ragazzo non ho altre esperienze per cui non saprei dire con esattezza come mi comporterei.  
    @Jim : Sarai mica genovese? :)
    @ertimidone : Non mi dire così che se no mi vergogno e mi rimangio tutto! Lasciamole agli economi le stime! Grazie comunque :)
  • andato6andato6 Post: 194
    @mnk : Credo anche io che nel caso in cui l'ossessione da innamoramento fosse univoca sarebbe auspicabile avere la capacità di moderare le proprie voglie. Io non penso avrei problemi a moderarmi in tal senso perché, nella vita di tutti i giorni, ho talmente paura di risultare antipatica o fastidiosa alle persone che dopo il loro primo no ad una mia richiesta ho la tendenza ad evitare qualsiasi tipo di approccio. In amore a parte il mio ragazzo non ho altre esperienze per cui non saprei dire con esattezza come mi comporterei.  
    @LadyLazarus Anche io ho una paura (che diventa spesso reale) di risultare antipatico e fastidioso.
    Il problema è che il pensiero rimane nella testa. Anche io ho avuto una sola ragazza, altre esperienze no.
    Proprio perchè evito i contatti. Eppure mi restano in mente loro e le cose che ho fatto / non ho fatto
  • PulpetzPulpetz Post: 805
    Immagino sia doveroso che anch'io dica la mia... è una domanda che mi sono posta spesso, molto spesso, e la risposta che, approssimativamente, mi sono data è questa: nessuna delle due cose, oppure entrambe le cose, a seconda dei periodi... ovvero, credo che il mio predominante interesse speciale sia praticamente sempre stato "fissarmi" sulle persone che mi servivano in quel dato momento della vita a guarire delle mie ferite, legate a carenze affettive, traumi, senso di abbandono. Fin dall'età di circa 8 anni, quindi dopo il divorzio dei miei, mi sono fissata periodicamente sulle figure di riferimento (insegnanti, di solito) e mi attaccavo morbosamente a loro, come se volessi essere adottata ma, ovviamente, di loro come persone non mi importava in modo maturo, le vedevo come simboli, rappresentavano qualcosa che "serviva a me", quindi erano ossessioni infantili legate ad un vissuto doloroso. Poi, una volta passato il periodo, di quelle persone non mi importava più niente e smettevo di pensarci totalmente, togliendo di botto tutto l'investimento affettivo riposto, perché magari trovavo un'altra persona oppure un altra modalità (la prof. di italiano dell'epoca scuola media credo anche di averla ferita parecchio, ovviamente mi dispiace molto...). A volte mi ossessionavo anche con donne immaginarie, che vedevo nei film, o leggevo nei libri, oppure con personaggi (anche maschili)... cmq, di fisso, ho sempre avuto il mio "interesse speciale" per una persona, in ogni ciclo della vita. Ho capito più tardi essere una mia modalità "specchio" per auto-aiutarmi, ma per la maggior parte della vita mi son sempre sentita "pazza", anormale... perché nessuno dei miei compagni era interessato alle prof! E non potevo nemmeno dire "sono lesbica, me le vorrei fare", perché era tutta una questione emotiva, di una persona emotiva che era ancora troppo immatura per concepire bene la sessualità in generale. 
    Dopo i 20 anni qualcosa ha cominciato a cambiare, nel senso che ho cominciato a "vedere l'altro" un po' di più... e ho capito che era qualche anno che cercavo di capirmi meglio, e mi specchiavo in maniera più matura, creando una reciprocità almeno mentale (nel senso che son sempre stata io quella che "inseguiva" persone che scappavano, chi per paura, chi per scarso interesse). Alla fine sono giunta alla conclusione che mi innamoro di chi riflette me stessa e, l'ultima persona, mi ha fatto arrivare a capire che sono aspie, aprendomi un mondo nuovo che mi sta permettendo di capirmi e di "scusarmi con me stessa" per essere stata così severa nel giudicarmi, e nel denigrarmi così tanto. E la fondamentale differenza è che sto imparando a voler bene, quindi mi sforzo enormemente per capire l'altra persona e per creare il giusto contatto. Ovviamente sfocio nella fissazione ampiamente, perché mi ossessiono pensando "cosa posso fare, cosa posso dire, le scrivo, la chiamo" ecc... ma le voglio bene, e il filo che si è creato ha a che fare con l'amore, con qualcosa che credo abbia fatto del bene anche a lei, perché l'ho vista cambiare sotto i miei occhi, e spero di averle dato degli spunti validi di riflessione per poter trovare una maggiore serenità. 
    Il passaggio che mi manca è che, anche se un rapporto pare giunto alla sua conclusione (ovvero, hai capito a cosa è servito), poi non riesco a chiudere a lasciar andare le cose come devono andare; so che dovrei farlo, ma rimango agganciata. Ci penso continuamente, mi sfibro a livello di energia e non va bene per niente. Lo so, ma non riesco a non pensarci. 
    Quindi prima le mie erano fissazioni egocentriche, ora sono fissazioni più rivolte anche al bene dell'altro (che poi vai a capire quale sia davvero il bene dell'altro); in entrambi i casi, sono fissazioni. 
    Amore? Non lo so...la verità, nel mio caso, è che non la conosco, sono solo sensazioni, seppur forti, seppur istintive, seppur chiaramente nate da uno scambio, ma sempre di sensazioni si tratta. Non posso sapere, se la conoscessi davvero, cosa succederebbe. Mi vien da dire che, probabilmente, se non mi sentissi più rifiutata, l'ossessione svanirebbe e continuerei a volerle molto bene, ma smettendo di pensarci sempre (in passato mi è già successo). Piano piano... l'unica cosa è non reprimersi, secondo me, perché se questo dev'essere il percorso, è inutile cercarne forzatamente un altro, non funziona. Le cose per superarle bisogna attraversarle completamente.
    "Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste. Sintonizzati alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà. Non c'è altra via. Questa non è Filosofia, questa è Fisica". Albert Einstein "Il cavaliere coraggioso è quello senza armatura" Pulpetz "Solo il viandante, che ha peregrinato nel suo infinito mondo interiore, potrà accostarsi all’Anima, scoprendo che per anni altro non ha fatto che cercare Lei, poiché Lei è dietro e dentro ogni cosa. I viaggi, si fanno per cercare Anima e le persone si amano in quanto simboli di Anima." Carl Gustav Jung
  • DraneDrane Post: 300
    modificato ottobre 2013
    @mnk : Credo anche io che nel caso in cui l'ossessione da innamoramento fosse univoca sarebbe auspicabile avere la capacità di moderare le proprie voglie. Io non penso avrei problemi a moderarmi in tal senso perché, nella vita di tutti i giorni, ho talmente paura di risultare antipatica o fastidiosa alle persone che dopo il loro primo no ad una mia richiesta ho la tendenza ad evitare qualsiasi tipo di approccio. In amore a parte il mio ragazzo non ho altre esperienze per cui non saprei dire con esattezza come mi comporterei.  
    @LadyLazarus Anche io ho una paura (che diventa spesso reale) di risultare antipatico e fastidioso.
    Il problema è che il pensiero rimane nella testa. Anche io ho avuto una sola ragazza, altre esperienze no.
    Proprio perchè evito i contatti. Eppure mi restano in mente loro e le cose che ho fatto / non ho fatto
    Anche a me capita di avere paura di risultare antipatico, fastidioso o "sfigato" con una ragazza. In particolare non so se sia una brutta idea fare, a questa ragazza che mi piace, un ritratto (usando una sua foto di Facebook) visto che è il mio talento, per poi regalarglielo in prossimità del natale. Se sono sicuro che è single, provo a farlo e ci aggiungo qualche riga per spiegare cosa provo. Glielo lascio di nascosto nella borsa durante la pausa della lezione e me la filo. Non riesco a parlarle direttamente perchè ho troppa paura di risultare "sfigato", matto e di essere rifiutato una seconda volta (la prima mi ha rifiutato perchè già fidanzata).

    Ho paura di apparire (o forse essere) un pazzo schizzato e pericoloso perchè:
    -nessuno fa ritratti a chi gli piace
    -persevero nel provarci (anche se credo sia esagerato definire "perseverare" il provarci una 2° volta a distanza di 9 mesi di silenzio).
    Anzi, forse ho paura che sia "strano" provarci di punto in bianco senza avere creato alcun legame amichevole prima.

    Ma è proprio questo il problema: mi è impossibile crearlo di mia spontanea volontà. Questo perchè, oltre alle solite problematiche che ho, con lei ho paura di dire qualcosa di sbagliato e mandare tutto all'aria apparendo magari anche come uno strano e scemo.

    Quindi, dato che non ho posso utilizzare il classico approccio attraverso la socializzazione, credo che l'unica carta che posso giocare è il farle un ritratto. Dato che sono molto bravo nel farli, la mia speranza è quella di impressionarla piacevolmente e riuscire a dimostrarle (nonostante non lo dimostrò attraverso un'amicizia) che ci tengo a lei.

    Pensate che siano solo paranoie o sia davvero matto a pensare ad un tale piano?
    -"Solo i pazzi credono che il compenso dell'essere diversi sia la sofferenza" Stregatto - Alice Madness Returns
  • PulpetzPulpetz Post: 805
    Anche a me capita di avere paura di risultare antipatico, fastidioso o "sfigato" con una ragazza. In particolare non so se sia una brutta idea fare, a questa ragazza che mi piace, un ritratto (usando una sua foto di Facebook) visto che è il mio talento, per poi regalarglielo in prossimità del natale. Se sono sicuro che è single, provo a farlo e ci aggiungo qualche riga per spiegare cosa provo. Glielo lascio di nascosto nella borsa durante la pausa della lezione e me la filo. Non riesco a parlarle direttamente perchè ho troppa paura di risultare "sfigato", matto e di essere rifiutato una seconda volta (la prima mi ha rifiutato perchè già fidanzata).

    Ho paura di apparire (o forse essere) un pazzo schizzato e pericoloso perchè:
    -nessuno fa ritratti a chi gli piace
    -persevero nel provarci (anche se credo sia esagerato definire "perseverare" il provarci una 2° volta a distanza di 9 mesi di silenzio).
    Anzi, forse ho paura che sia "strano" provarci di punto in bianco senza avere creato alcun legame amichevole prima.

    Ma è proprio questo il problema: mi è impossibile crearlo di mia spontanea volontà. Questo perchè, oltre alle solite problematiche che ho, con lei ho paura di dire qualcosa di sbagliato e mandare tutto all'aria apparendo magari anche come uno strano e scemo.

    Quindi, dato che non ho posso utilizzare il classico approccio attraverso la socializzazione, credo che l'unica carta che posso giocare è il farle un ritratto. Dato che sono molto bravo nel farli, la mia speranza è quella di impressionarla piacevolmente e riuscire a dimostrarle (nonostante non lo dimostrò attraverso un'amicizia) che ci tengo a lei.

    Pensate che siano solo paranoie o sia davvero matto a pensare ad un tale piano?
    Io la trovo una splendida idea... molto poetica :-)

    A me è capitato, oltre allo scrivere lettere, che mi riesce piuttosto bene, anche di fare dei fumetti, perché la trovavo un'idea dolce di comunicare. Non sempre si viene capiti e apprezzati, a volte si spaventano le persone per la modalità di approccio inconsueta... ma tentare è sempre giusto, secondo me, perché reprimere se stessi è sbagliato, fa male. Io ti dico di provare, e poi vedi come va e se ne vale la pena. In caso contrario, comunque non avrai rimpianti :-)
    "Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste. Sintonizzati alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà. Non c'è altra via. Questa non è Filosofia, questa è Fisica". Albert Einstein "Il cavaliere coraggioso è quello senza armatura" Pulpetz "Solo il viandante, che ha peregrinato nel suo infinito mondo interiore, potrà accostarsi all’Anima, scoprendo che per anni altro non ha fatto che cercare Lei, poiché Lei è dietro e dentro ogni cosa. I viaggi, si fanno per cercare Anima e le persone si amano in quanto simboli di Anima." Carl Gustav Jung
  • andato6andato6 Post: 194
    anche io. Io dedico canzoni, scritte da me.
    Mi paleso però, perchè tendo ad essere "morboso".
    Ho paura di perderle, e credo anche da questo passi l'ossessione.
    Di fatti sono spaventate e mi liquidano con molte scuse.
  • @Drane : Il mio ragazzo mi ha fatto innamorare con le sue poesie :)
  • bannato2bannato2 Post: 2,035
    Immagino sia doveroso che anch'io dica la mia... è una domanda che mi sono posta spesso, molto spesso, e la risposta che, approssimativamente, mi sono data è questa: nessuna delle due cose, oppure entrambe le cose, a seconda dei periodi... ovvero, credo che il mio predominante interesse speciale sia praticamente sempre stato "fissarmi" sulle persone che mi servivano in quel dato momento della vita a guarire delle mie ferite, legate a carenze affettive, traumi, senso di abbandono. Fin dall'età di circa 8 anni, quindi dopo il divorzio dei miei, mi sono fissata periodicamente sulle figure di riferimento (insegnanti, di solito) e mi attaccavo morbosamente a loro, come se volessi essere adottata ma, ovviamente, di loro come persone non mi importava in modo maturo, le vedevo come simboli, rappresentavano qualcosa che "serviva a me", quindi erano ossessioni infantili legate ad un vissuto doloroso. Poi, una volta passato il periodo, di quelle persone non mi importava più niente e smettevo di pensarci totalmente, togliendo di botto tutto l'investimento affettivo riposto, perché magari trovavo un'altra persona oppure un altra modalità (la prof. di italiano dell'epoca scuola media credo anche di averla ferita parecchio, ovviamente mi dispiace molto...). A volte mi ossessionavo anche con donne immaginarie, che vedevo nei film, o leggevo nei libri, oppure con personaggi (anche maschili)... cmq, di fisso, ho sempre avuto il mio "interesse speciale" per una persona, in ogni ciclo della vita. Ho capito più tardi essere una mia modalità "specchio" per auto-aiutarmi, ma per la maggior parte della vita mi son sempre sentita "pazza", anormale... perché nessuno dei miei compagni era interessato alle prof! E non potevo nemmeno dire "sono lesbica, me le vorrei fare", perché era tutta una questione emotiva, di una persona emotiva che era ancora troppo immatura per concepire bene la sessualità in generale. 
    Dopo i 20 anni qualcosa ha cominciato a cambiare, nel senso che ho cominciato a "vedere l'altro" un po' di più... e ho capito che era qualche anno che cercavo di capirmi meglio, e mi specchiavo in maniera più matura, creando una reciprocità almeno mentale (nel senso che son sempre stata io quella che "inseguiva" persone che scappavano, chi per paura, chi per scarso interesse). Alla fine sono giunta alla conclusione che mi innamoro di chi riflette me stessa e, l'ultima persona, mi ha fatto arrivare a capire che sono aspie, aprendomi un mondo nuovo che mi sta permettendo di capirmi e di "scusarmi con me stessa" per essere stata così severa nel giudicarmi, e nel denigrarmi così tanto. E la fondamentale differenza è che sto imparando a voler bene, quindi mi sforzo enormemente per capire l'altra persona e per creare il giusto contatto. Ovviamente sfocio nella fissazione ampiamente, perché mi ossessiono pensando "cosa posso fare, cosa posso dire, le scrivo, la chiamo" ecc... ma le voglio bene, e il filo che si è creato ha a che fare con l'amore, con qualcosa che credo abbia fatto del bene anche a lei, perché l'ho vista cambiare sotto i miei occhi, e spero di averle dato degli spunti validi di riflessione per poter trovare una maggiore serenità. 
    Il passaggio che mi manca è che, anche se un rapporto pare giunto alla sua conclusione (ovvero, hai capito a cosa è servito), poi non riesco a chiudere a lasciar andare le cose come devono andare; so che dovrei farlo, ma rimango agganciata. Ci penso continuamente, mi sfibro a livello di energia e non va bene per niente. Lo so, ma non riesco a non pensarci. 
    Quindi prima le mie erano fissazioni egocentriche, ora sono fissazioni più rivolte anche al bene dell'altro (che poi vai a capire quale sia davvero il bene dell'altro); in entrambi i casi, sono fissazioni. 
    Amore? Non lo so...la verità, nel mio caso, è che non la conosco, sono solo sensazioni, seppur forti, seppur istintive, seppur chiaramente nate da uno scambio, ma sempre di sensazioni si tratta. Non posso sapere, se la conoscessi davvero, cosa succederebbe. Mi vien da dire che, probabilmente, se non mi sentissi più rifiutata, l'ossessione svanirebbe e continuerei a volerle molto bene, ma smettendo di pensarci sempre (in passato mi è già successo). Piano piano... l'unica cosa è non reprimersi, secondo me, perché se questo dev'essere il percorso, è inutile cercarne forzatamente un altro, non funziona. Le cose per superarle bisogna attraversarle completamente.
    si ,. ti capisco io sono qui perke una ... a dire il vero non mi ama proprio anzi probabilmente mi odiera' a questa ora hihi.. cmq.. io sono qui perke una ha detto che qualcosa non andava.. e .. si .. forse sono molto meno egocentrico dopo questa dolorosa esperienza.. pero' .. ho capito cosa vuol dire dare piu di quello che ricevi.. proprio perche magari proprio non ricevi sempre quello che ti aspetti ma sai che ne vale comunque la pena.. credo che si .. che sia uno dei tanti tipi di amori .. o meglio di manifestazioni di amore .. perche' lamore scordiamoci che abbia un significato univoco ..
  • bannato2bannato2 Post: 2,035
    b. Carità verso il prossimo: l’amore che dobbiamo ai nostri simili; l’amore  per gli umili.

  • bannato2bannato2 Post: 2,035
     : Credo anche io che nel caso in cui l'ossessione da innamoramento fosse univoca sarebbe auspicabile avere la capacità di moderare le proprie voglie. Io non penso avrei problemi a moderarmi in tal senso perché, nella vita di tutti i giorni, ho talmente paura di risultare antipatica o fastidiosa alle persone che dopo il loro primo no ad una mia richiesta ho la tendenza ad evitare qualsiasi tipo di approccio. In amore a parte il mio ragazzo non ho altre esperienze per cui non saprei dire con esattezza come mi comporterei.  
     

    Anche io ho una paura (che diventa spesso reale) di risultare antipatico e fastidioso.
    Il problema è che il pensiero rimane nella testa. Anche io ho avuto una sola ragazza, altre esperienze no.
    Proprio perchè evito i contatti. Eppure mi restano in mente loro e le cose che ho fatto / non ho fatto
     

    sotttoscrivo pienamente tutti e due .@LadyLazarus e anche @mnk . .. esperienza no buona??? .. aiaiai .. fuggire a gambe levate.. mai piu .. :D

    mi sono sentito milioni di volte esattamente come voi due accipikkia.. :-(
    no anzi ultimamente anche molto peggio :-((
    :-(( X_X
  • JimJim Post: 787
    @LadyLazarus: belandi, ma non è mica per i soldi, eh?!
    Se li conoscessi quei due, capiresti che voglio dire... :P

    No, in realtà sono due tesori, infatti piu' di una volta ho avuto
    l'istinto di lasciarli in un'isola sperduta in mezzo al mare! XD
    Pongo un limite alla mia felicità, per porre una fine alla tua sofferenza. Questo è amore, secondo me. Rinunciare a un piccolo "me" per un piu' grande "Noi".
  • andato6andato6 Post: 194
    sotttoscrivo pienamente tutti e due .@LadyLazarus e anche @mnk . .. esperienza no buona??? .. aiaiai .. fuggire a gambe levate.. mai piu .. :D
    mi sono sentito milioni di volte esattamente come voi due accipikkia.. :-(
    no anzi ultimamente anche molto peggio :-((
    :-(( X_X
    fuggire, come fosse facile. Purtroppo la fissazione è parte del processo.
    E' quando è fuori dal nostro controllo che la fissazione diventa ossessione.

  • Come si fa a capire se è amore o se ci si è fissati su una persona? Una persona può essere un interesse speciale?

  • L'amore è un sentimento verso una persona. La fissazione è un bisogno.
    mammarosannaAmelie
  • Questo lo comprendo. Sono in una situazione in cui non riesco a capire quale delle due sia, non so come uscirne.
    Non ci sono domande che aiutano a chiarire?
  • mammarosannamammarosanna Post: 698
    modificato agosto 2018
    Ciao,
    Bella domanda. Sarà il tempo a deciderlo. Se sarai pronto a mettere da parte i tuoi bisogni pur di vedere felice l'altra persona (questo potrebbe implicare lasciarla andare persino)
    allora è amore.
    Altrimenti è soddisfacimento egoistico di un bisogno.
    Paradossalmente si ama quando si sta bene e in pace con se stessi. Se nonostante questo l'altra persona riesce a completare ancora di più la tua vita, è amore.
    L'altra persona non deve riempire un vuoto che hai dentro.
    rondinella61Amelie
  • Il problema è che c'è questa donna che ho conosciuto diciotto anni fa. È scattato subito qualcosa dentro di me. Vivevamo lontani, lei aveva la sua vita e io la mia depressione, e l'unico pensiero bello era lei, anche se ci stavo male perché lei aveva le sue storie e io pensavo solo a lei e ai miei problemi.
    Poi tre anni fa si è fatta viva dopo tre anni che non ci sentivamo più, io mi sono trasferito per lei. C'è stato qualcosa tra noi, e ora lei dice che non sono affidabile (per esempio, oggi ero immerso nel mio mondo, è una di quelle giornate difficili in cui ho bisogno di stare da solo e chiarirmi le idee, e non ci siamo visti/sentiti se non la mattina, quando le ho scritto alla sera era infastidita perché "era troppo tardi").

    Adesso io ho l'opportunità di andare a lavorare in una città lontana (un lavoro che mi viene facile, ma è mal retribuito) o di restare qui. Lei dice di non amarmi e che non devo restare per lei, ma io non voglio andare via perché per me lei e suo figlio sono la mia famiglia. Però non vuole neanche che io vada via.
    Non so cosa fare e non capisco se mi sono fissato negli anni, o se la amo davvero. Se le serve qualcosa accorro sempre. Vorrei solo che fosse felice, ma con me non lo è, non capisce e non accetta il mio essere ND. È una situazione difficile per entrambi.
    Restare significa dover fare al meglio tutto quello che posso, da solo lavorativamente come libero professionista. Senza "perdermi", senza giorni e tempo libero, senza "stranezze" (che lei non accetta, spingendomi a migliorare, ma anche facendomi stancare molto). Senza aspettarmi niente da lei, ma dovendo esserci sempre per lei, o si arrabbia.* Io cerco di non sparire, ma a volte succede perché ho bisogno di stare da solo nelle mie cose, anche solo nei miei pensieri.

    Il problema ulteriore è che, stando qui, se sono con lei non lavoro molto. A lei serve supporto per lavorare e vuole che io sia lì a dare una mano per la cena e con il bambino, ma poi a volte mi allontana (se me lo spiega lo capisco, ma non lo vedo sempre nei miei atteggiamenti, così sbaglio ancora). Per stare in questo, con le sue esigenze e necessità, non riesco a seguire bene le mie.

    Solo che non voglio andare via e perderla, penso sempre di poter migliorare, di poter imparare a gestire tutto. Mi chiedo allora se è giusto restare perché la amo, e siccome lei mi ha detto di avermi amato magari la posso riconquistare (anche se non so come), o se è solo una mi sa fissazione pensare che lei sia Lei.
    Per il lavoro poi in qualche modo si fa, anche se non so bene come... Ma credo che coltivando le relazioni giuste (non so perché ma credo di piacere alle persone "giuste") e con molto impegno si possa fare.

    Però non capisco. Se è amore e devo fare tutto quello che posso per avere una relazione stabile e solida con lei, o se mi sono fissato ed è tutto nella mia testa.
    Non so se sono stato chiaro, scusate. È molto difficile esprimere tutto, sono successe molte cose e ci sono emozioni complicate e sentimenti complicati. E non so più ascoltare cosa è giusto per me, quando ci sono di mezzo lei e il bambino.

    *Io dico che si arrabbia, perché è come la percepisco io, ma so, perché me lo ha detto, che è stanca e delusa e arrabbiata e tante altre emozioni.
    rondinella61
  • AdalgisaAdalgisa Post: 1,793
    La fissazione e' unilaterale, l'amore no
    E' vero se è vero che è vero che.. che mi fa impazzire se penso che le cose che ho toccato insieme a te debbano svanire...dimmi che non è, dimmi che non è tutta un'illusione...un'illusione"
  • LisaLaufeysonLisaLaufeyson Post: 1,474
    modificato agosto 2018
    A me capita che l'amore sia unilaterale e da parte mia invece si riduce ad una fissazione/ossessione momentanea..
    Oppure .. sempre ossessione/ fissazione per me e per lui svago momentaneo..
    In poche parole, l'amore non l'ho ancora sperimentato.
    Attendo fiduciosa!
  • AdalgisaAdalgisa Post: 1,793
    Le fissazioni col tempo si riducono quando s'inizia ad acquisire stima di se stessi e sicurezza.
    E' vero se è vero che è vero che.. che mi fa impazzire se penso che le cose che ho toccato insieme a te debbano svanire...dimmi che non è, dimmi che non è tutta un'illusione...un'illusione"
  • DrMoodyDrMoody Post: 362
    La fissazione o ossessione è una fase precisa dell'innamoramento. 
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