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Tra visione, memoria e sinestesie

@ct87 come promesso un mese fa :)

   Nel film “Il Paese Del Silenzio E Dell'oscurità” (1971) di Werner Herzog, è riportato un dialogo molto interessante tra due donne sordo-cieche, al riguardo di una visita fatta al museo di scienze naturali:

   Donna 1 – Parlaci degli animali.
   Donna 2 - Non ne so più molto.
   Donna 1 - La sua memoria è pessima...dicci che cosa sai.
   Donna 2 - Ho toccato un sacco di animali che non avevo mai visto prima. [li nomina correttamente]”

   La donna 2 usa contemporaneamente il senso del tatto (“Ho toccato...”) e della vista (“...animali che non avevo mai visto).
   Purtroppo l'interpretazione della donna 1 rispetto al non ricordare della donna 2, non ci spiega se questo è dovuto al tempo trascorso, oppure se il non vedere determina la perdita del ricordo.

   E proprio a questo proposito c'è un'interessante libro del neuropsicologo russo Aleksandr R. Lurjia ”Viaggio nella mente di un uomo che non dimenticava nulla” (1965) in cui l'autore, che per 30 anni aveva studiato un uomo dalla memoria straordinaria, formula la teoria che la sinestesia sia il fondamento chiave della memoria in quanto era proprio la presenza di sinenstesie l'aspetto principale della memoria dell'uomo studiato.
   Infatti, in lui a partire da ogni suono del linguaggio e fino alle singole parole, si generava un'immagine univoca, insieme a un colore e a un sapore.

   Poi, nei test di lettura, a volte sembrava dimenticare parole o concetti gia' spiegatigli, che pero' risulto' saltare di proposito. Come avveniva cio'? Aveva collocato le immagini relative a tali parole o concetti in una posizione mentale male illuminata, o che si poteva confondere con lo sfondo, e quindi nella lettura vi passava vicino senza accorgersene, e tralasciandole.
   In altre parole, le dimenticanze mnemoniche dipendevano da una cattiva percezione visiva. Come dire che si dimentica ciò che non si è visto e/o che non si vuole vedere.

   Per finire, ci sono studi più attuali (2011), ancora in corso, effettuati su neonati, il cui senso della vista è in fase di formazione, ai quali viene fatto ciucciare un succhiotto zigrinato. In secondo tempo, quando vengono posti davanti a due succhiotti apparentemente identici, ma di cui uno liscio e l'altro zigrinato, i bimbi tendono a fissare proprio quest'ultimo.
   Questi test fanno parte di studi che vogliono l'abbandono del modello dei dei 5 sensi distinti tra loro, (considerato soltanto un aspetto culturale acquisito), a favore della norma dell'associazione sensoriale presente proprio alla nascita.
Theda_Baract87Valentaaspirina

Commenti

  • ct87ct87 Post: 2,956
    modificato gennaio 2015
    Pensavo non lo mettessi più e invece... Grazie. É interessante come argomento, proprio per il fatto che ho i sensi tutti egregiamente sviluppati e la memoria pure.
    Quello del ciuccio piuttosto mi inquieta. Me lo sono immaginato come costituito di acciaio e mi chiedevo se la lingua non sanguinasse per via delle zigrinature; poi mi sono resa conto che sicuramente sarà stato di normale lattice.
    Io sapevo anche che maggiore emozione provo di fronte ad un accaduto o una persona o un oggetto, più facile é tenerne il ricordo. Io riesco a ricordarmi cose insignificanti e che non ha valore emozionale. Potrebbe essere che io utilizzi inconsciamente la stessa modalità dell'uomo dalla memoria prodigiosa che non dimenticava nulla? Devo leggere quel libro! Mi incuriosisce troppo
    riot
    Sapere Aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza
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