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Sport e tensione

caione8caione8 Post: 251
modificato maggio 2018 in Natura, animali e tempo libero
Apro questa discussione sotto "Natura, animali e tempo libero" perché non ho trovato la categoria "Sport".
C'è qualcuno di voi che pratica qualche sorta di attività sportiva? E come gestite la tensione?
Io gioco a calcio e prima di iniziare una partita, che sia amichevole o di campionato, sento sempre un nodo alla gola e lo stomaco bloccato.
In allenamento mi riescono cose che in partita posso sognarmi e ciò, in gran parte, è dovuto alla tensione.
La tensione pre-gara è una cosa che sentono tutti e se ben dosata stimola a dare il meglio di se ma è come se la mia fosse amplificata a dismisura.
Se comincio a sbagliare qualcosa all'inizio è molto difficile che riesca a fare qualcosa di buono in seguito perché la mia mente si affolla di pensieri che una persona normale non ha.... Ad esempio, se mi arriva un rinvio lungo, mentre la maggior parte pensa solo a stoppare la palla io invece mentre è in volo, mi immagino già tutti le situazioni possibili nel caso mancassi o no l'aggancio.
Oltretutto il tifo del pubblico mi deconcentra tantissimo; preferirei giocare in silenzio.
E' così anche per voi?
Death is so terribly final, while life is full of possibilities.
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Commenti

  • Andato34Andato34 Post: 4,027
    Ho giocato anch'io a calcio per molti anni nella mia infanzia e adolescenza. Tralasciando il fatto che tecnicamente ero scarso di natura, ho avuto sempre il fastidio di "essere osservato e giudicato", questo mi portava via il 90% delle risorse mentali. Come in ogni altra attività che richieda la presenza di altre persone. Riguardo alle distrazioni dall'esterno, non ho la certezza che fosse un problema nella mia infanzia e adolescenza, di sicuro lo erano le distrazioni dall'interno, ovvero ero (e sono) sempre perso in mille cose che mi vengono in mente. Le distrazioni dall'esterno hanno cominciato a darmi fastidio più tardi, dopo i vent'anni.
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • anankeananke Post: 1,585
    modificato luglio 2012

    Un tempo macinavo chilometri su chilometri in bici (ma sto parlando di moltissimi anni fa, quando ero poco più che adolescente, su per giù verso i 14-16 anni) tanto che molti mi prendevano in giro chiamandomi "Pantani" o grindandomi in corsa "Vai che sei solo!" :)

    Un paio d'anni fa ho scoperto che dedicare una mezz'oretta al giorno alla corsa mi scaricava moltissimo i nervi e così ho proseguito per un annetto finchè causa trasferimento a Udine dalla mia città natale e impegni vari ho smesso (ma ricomincerò a breve).

     

  • Andato_87Andato_87 Post: 3,049
    Da bambino facevo nuoto e mi piaceva parecchio.
    L’ho fatto solo per sei mesi; oggi non faccio nulla.
  • Andato34Andato34 Post: 4,027
    Attualmente mi divido fra corsa e sci di fondo.
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • caione8caione8 Post: 251
    modificato luglio 2012
    Da bambino facevo nuoto e mi piaceva parecchio.
    L’ho fatto solo per sei mesi; oggi non faccio nulla.
    Bello il nuoto, ora che posso farlo quando voglio :) ...Alle elementari mia madre mi obbligava ad andarci perché la maestra di ginnastica diceva che ne avevo bisogno... L'ho dovuto fare per circa 4-5 anni e poi ne ho fatto uno a livello semi-agonistico...I corsi con l'istruttore mi hanno sempre fatto cag*re però... Mi ricordo che in macchina quando mia mamma mi ci portava piangevo sempre...Poi non so per quale arcano motivo ho deciso di prolungare la sofferenza e fare l'anno di agonismo...di quel periodo ricordo solo gli allenamenti massacranti.
    Però ora sono contento di saper nuotare e soprattutto di saperlo fare molto meglio di altri.
    L'unica cosa di cui mi rammarico è il non sapere più fare le giravolte a fine vasca e i tuffi a delfino senza molletta, perché mi sono rotto il naso così tante volte che mi entra sempre acqua.

    In conclusione, se ti piace veramente il nuoto ti consiglio caldamente di riprendere, magari anche solo con il nuoto libero; ogni tanto ci vado anche io.
    Death is so terribly final, while life is full of possibilities.
  • elettraelettra Post: 889
    modificato luglio 2012
    Danza, danza, danza!! :)
    Per la maggior parte della mia vita ho fatto danza. Adesso faccio anche corsa di fondo per mantenermi in allenamento perchè purtroppo non ho il tempo di fare danza seriamente.
    Ho provato tanti altri sport come il nuoto, il karate, la pallavolo, ma nessuno mi ha mai dato il perfetto ritorno emotivo della danza.
    Quando ascolto della musica che mi piace, la sento percorrermi ogni singolo muscolo e ballare è la reazione più spontanea che ho.
    Ho fatto danza classica, contemporanea, afrocubana, salsa, merengue, baciata (orrore...) e tip tap.
    Ma la mia unica vera vocazione è la danza contemporanea. E' un tipo di danza che mi libera e mi purifica.
    Quando facevo i saggi, raramente ero tesa. Nel momento in cui salivo sul palco mi sentivo tramutare, come se la mia mente smettesse di funzionare e l'unica cosa a rimanere attiva fosse il mio corpo.
    Per me la tensione veniva generata quando c'erano altre allieve in sala, davanti alle quali mi sentivo in qualche modo inferiore o giudicata.
    I thought what I'd do was, I'd pretend I was one of those deaf-mutes. When I've eliminated the impossible, whatever remains, no matter how mad it might seem, must be the truth.
  • caione8caione8 Post: 251
    Per me la tensione veniva generata quando c'erano altre allieve in sala, davanti alle quali mi sentivo in qualche modo inferiore o giudicata.
    ho avuto sempre il fastidio di "essere osservato e giudicato", questo mi portava via il 90% delle risorse mentali. Come in ogni altra attività che richieda la presenza di altre persone. Riguardo alle distrazioni dall'esterno, non ho la certezza che fosse un problema nella mia infanzia e adolescenza, di sicuro lo erano le distrazioni dall'interno, ovvero ero (e sono) sempre perso in mille cose che mi vengono in mente. Le distrazioni dall'esterno hanno cominciato a darmi fastidio più tardi, dopo i vent'anni.



    Mmmhhh....interessante
    Death is so terribly final, while life is full of possibilities.
  • andato2andato2 Post: 478
    modificato luglio 2012
    Io ho fatto per tre anni, dai 15 ai 18, body building, ottenendo buonissimi risultati, non solo in termini di muscolosità ma soprattutto di miglioramento dell'aspetto fisico, ero proprio bello. Poi sono andato via di casa e ho perso una decina di Kg, mi sono ammalato, ecc., mi è cresciuta la panza, sono dimagrito... Quindi ho fatto studi incredibili sulla fisiologia del corpo umana, sugli esercizi e sugli integratori, tramite la logica sono arrivato a delle conclusioni, quindi mi sono riiscritto in palestra per una paio di mese, solo per provare, applicando le mie nuove conoscenze, una settimana dopo ragazze che non mi avevano mai considerato hanno cominciato a parlarmi e ad essere interessate a conversare con me, sottolineandomi che avevo qualcosa di diverso (in due mesi ho assunto di nuovo un aspetto molto più mascolino). Ora so TUTTO su palestra, alimentazione e fisiologia della crescita muscolare, TUTTO. Unita alla mia nuova superteoria dell'evoluzione mi sento come una guardia carceraria che ha in mano le chiavi di tutte le porte.
    Disse il topo alla noce: "dammi tempo, che riuscirò ad aprirti". Onesto é colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla veritá disonesto é colui che cambia la veritá per accordarla al proprio pensiero. (proverbio arabo)
  • Andato34Andato34 Post: 4,027
    modificato luglio 2012
    Io ho fatto per tre anni, dai 15 ai 18, body building, ottenendo buonissimi risultati, non solo in termini di muscolosità ma soprattutto di miglioramento dell'aspetto fisico, ero proprio bello. Poi sono andato via di casa e ho perso una decina di Kg, mi sono ammalato, ecc., mi è cresciuta la panza, sono dimagrito... Quindi ho fatto studi incredibili sulla fisiologia del corpo umana, sugli esercizi e sugli integratori, tramite la logica sono arrivato a delle conclusioni, quindi mi sono riiscritto in palestra per una paio di mese, solo per provare, applicando le mie nuove conoscenze, una settimana dopo ragazze che non mi avevano mai considerato hanno cominciato a parlarmi e ad essere interessate a conversare con me, sottolineandomi che avevo qualcosa di diverso (in due mesi ho assunto di nuovo un aspetto molto più mascolino). Ora so TUTTO su palestra, alimentazione e fisiologia della crescita muscolare, TUTTO. Unita alla mia nuova superteoria dell'evoluzione mi sento come una guardia carceraria che ha in mano le chiavi di tutte le porte.
    Sei sicuro che dentro gli integratori che prendi non ci sia qualche droga?
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • caione8caione8 Post: 251
    @Asparago Noto con piacere che sei sempre più modesto :)
    Death is so terribly final, while life is full of possibilities.
  • Icaro89Icaro89 Post: 1,223
    modificato luglio 2012
    Da ragazzino ho fatto pochissimo sport, perchè non ero capace di fare nessuno sport di squadra: ma proprio perchè non li capivo, non sapevo cosa si dovesse fare, in che modo, in quali tempi. I miei quando ero piccolo mi avevano iscritto ai corsi multidisciplinari sportivi per bambini (calcio, pallavolo, basket, pallamano): a parte che odiavo dovermi confrontare con gli altri bambini in ambienti affollati e incasinati, mi arrabbiavo moltissimo a dover socializzare per forza, e poi mi annoiavo molto perchè non riuscivo a capire fino in fondo le dinamiche delle varie attività (d'altra parte nessuno si sarebbe immaginato di dovermele spiegare, visto che gli nt queste cose le assorbono subito) e quindi mi sembrava tutto così strano, fittizio e artificiale. Ma cosa più angosciante-irritante era il sentirmi osservato dagli altri, il percepire che venivo "schedato" e giudicato per quello che facevo, come lo facevo, i risultati che ottenevo. Infatti odiavo l'allenatore, era nei miei incubi, quell'uomo sadico e malvagio con i capelli alla Fonzie. Quindi ho preferito lasciar perdere, era un carico di tensione davvero difficile da sopportare.
    Per sfogarmi mi è sempre piaciuto andare in bici per fatti miei in campagna e in luoghi sperduti.

    Poi finito il liceo mi sono dato una scrollata e, dopo aver lentissimamente capito che la questione dell' "essere giudicati" non stava esattamente come me l'ero immaginata, ho voluto provare a mettermi in gioco; ho fatto prima un anno di pallavolo, poi due anni di pugilato e poi anche un po' di palestra + corsa e un po' di piscina per conto mio, e tutto ciò mi ha dato molta soddisfazione.

    Adesso il mio maledettissimo monotasking mi ha obbligato a smettere gli allenamenti per seguire meglio l'università che si fa sempre più pesante, ma spero di riprendere appena possibile.
  • caione8caione8 Post: 251
    odiavo l'allenatore, era nei miei incubi, quell'uomo sadico e malvagio con i capelli alla Fonzie.
    Io gioco a calcio da quando ero piccolo e per fortuna ho quasi sempre trovato allenatori che mi supportavano.... Ricordo però che ci sono stati 2 anni durante l'adolescenza (mi sembra in 3° e in 4° superiore) nei quali venivo sempre preso di mira dai bulletti e l'allenatore di allora o non vedeva o faceva finta di non vedere; l'ho odiato per questo. Mentre i miei compagni all'inizio dell'allenamento facevano "mischia" in area, io me ne stavo da solo nel lato opposto del campo a tirare sul muretto della chiesa finché non si cominciava a correre, per evitare di essere preso in giro deliberatamente.
    Certi miei amici rimpiangono quell'età....non è il mio caso.
    Ti quoto in pieno sul fatto del monotasking; all'ultimo anno di superiori e all'ultimo dell'università non ce la facevo proprio e mi sono preso 2 anni sabbatici
    Death is so terribly final, while life is full of possibilities.
  • andato2andato2 Post: 478
    @Asparago Noto con piacere che sei sempre più modesto :)
    Sono contento che ti faccia piacere  :p
    Disse il topo alla noce: "dammi tempo, che riuscirò ad aprirti". Onesto é colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla veritá disonesto é colui che cambia la veritá per accordarla al proprio pensiero. (proverbio arabo)
  • SofiaAmundsenSofiaAmundsen Post: 59
    modificato luglio 2012
    Io faccio danza classica: la amo con tutta me stessa, pur con le problematiche che si porta dietro. Ma evito i saggi, troppo stress, troppo tutto. Preferisco sentire la mia insegnante che si arrabbia perchè non voglio farli.
  • Quando facevo pallavolo a circa 13 anni, non ricordo se avessi problemi con le partite, ma di sicuro mi ricordo del rapporto pessimo con la squadra.
    Non certo per colpa loro, io non riuscivo a parlare a loro e loro così non riuscivano a parlare a me.
    Mi ricordo che tornavo da pallavolo piangendo.

    Ora faccio wing chun, che come disciplina mi piace molto, e mi trovo bene anche se i compagni non sono il massimo riesco a parlarci.
  • caione8caione8 Post: 251

    Ora faccio wing chun, che come disciplina mi piace molto, e mi trovo bene anche se i compagni non sono il massimo riesco a parlarci.
    Io invece ho fatto Vovinam Viet Vo Dao per circa 1 anno e mezzo, ma non ero proprio portato...troppo scoordinato
    Death is so terribly final, while life is full of possibilities.
  • Icaro89Icaro89 Post: 1,223
    modificato luglio 2012
    ci sono stati 2 anni durante l'adolescenza (mi sembra in 3° e in 4° superiore) nei quali venivo sempre preso di mira dai bulletti e l'allenatore di allora o non vedeva o faceva finta di non vedere; l'ho odiato per questo.
    Cavoli mi spiace. A me non è capitato questo, il fatto è che non lo sopportavo perchè mi sentivo controllato da lui e giudicato dagli altri, e per me era una cosa soffocante e mi indisponeva. Lo so era un atteggiamento da stupidi, ma l'ho capito solo tanto tempo dopo. E poi mi irritava il fatto di dover fare amicizia per forza con gli altri: non volevo far comunella, era più bello stare da solo. Ma adesso sono cambiato parecchio, per fortuna.

    Poi beh la caratteristica più bella ed entusiasmante negli sport di squadra, che ho sempre ammirato moltissimo, è che ci vuole complicità, sveltezza, intuizione, intesa con gli altri, senso di gruppo, compattezza, solidarietà, cameratismo.
    Tutte parole che ogni tanto devo cercare sul dizionario per ricordarmi esattamente cosa vogliano indicare. xD



  • caione8caione8 Post: 251
    non volevo far comunella, era più bello stare da solo. Ma adesso sono cambiato parecchio, per fortuna.
    Cosa intendi con "sono cambiato parecchio"? Anche io sono cambiato ma non nel senso che ho sviluppato un particolare interesse nello stare con gli altri....Il mio cambiamento risiede nel fatto che mi sforzo molto più di prima nel farlo.
    E' così anche per te?



    Death is so terribly final, while life is full of possibilities.
  • TsukimiTsukimi Post: 3,827
    Ho ripreso ad andare a correre.
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • Icaro89Icaro89 Post: 1,223
    Cosa intendi con "sono cambiato parecchio"? Anche io sono cambiato ma non nel senso che ho sviluppato un particolare interesse nello stare con gli altri....Il mio cambiamento risiede nel fatto che mi sforzo molto più di prima nel farlo.
    E' così anche per te?


    Sì esatto: l'interesse a stare con gli altri non è che sia intensissimo, però il fatto di stare con gli altri ora mi lascia tranquillo, non mi mette a disagio più di tanto, e ho piacere a coltivare, per quanto possibile, quelle amicizie che si sono formate strada facendo. Sono diventato un po' più capace di gestire la fatica dell'interrelazione e riesco a divertirmi con gli altri, sono un po' più elastico, ho maggior propensione a fare nuove conoscenze e ad interagire (anche se magari non mi riesce perfettamente, ma pazienza).



    Prima invece il rifiuto che avevo per le altre persone era totale, una barriera di cemento armato. (per "prima faccio riferimento al periodo 8/9 anni ---> 16/17 anni).
  • Andato34Andato34 Post: 4,027
    @Icaro89 per me è stato l'opposto: fino a 16/17 anni ho cercato di integrarmi con gli altri, da lì in poi ha prevalso il senso di rifiuto verso la maggioranza delle persone.
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • Icaro89Icaro89 Post: 1,223
    @Icaro89 per me è stato l'opposto: fino a 16/17 anni ho cercato di integrarmi con gli altri, da lì in poi ha prevalso il senso di rifiuto verso la maggioranza delle persone.
    Davvero? Molto particolare; beh, forse ci sono anche eventi specifici e individuali che influenzano la volontà di integrazione e il desiderio di chiusura, chissà. Volendo esser precisi, in realtà io vivo microtendenze alla chiusura che si alternano all'apertura verso gli altri. Però in effetti ho notato questa macrotendenza all'accettazione degli altri, nel lungo periodo.
    Cioè da ragazzino ero proprio odioso. Adesso un po' meno, spero.
  • elettraelettra Post: 889
    Io ho sempre cercato di integrarmi, ma non ho mai ottenuto grandi successi...
    Ma due situazioni sono piuttosto ricorrenti.
    La prima (anche se negli ultimi anni di meno) è che chi mi circonda mi dice "parli sempre degli altri e di altro, ma di te non ci parli mai, non sappiamo nulla!"
    Mentre la seconda è una costante, mi è successo fino a due giorni fa: a volte cerco di integrarmi in un gruppo, all'inizio mi piace chiacchierare, raccontarci esperienze. Poi comincio a provare come una sorta di sensazione di distacco progressiva, sempre più forte tra me e gli altri e contemporaneamente, mentre li ascolto e li guardo interagire (anche lontano da me), cominciano a sembrarmi degli idioti, infantili, stucchevoli e finti e io mi sento profondamente delusa da loro.
    E va a finire che comincio a detestarli tutti.
    Scusate, lo so che è offtopic, ma mi ci avete fatto pensare...
    I thought what I'd do was, I'd pretend I was one of those deaf-mutes. When I've eliminated the impossible, whatever remains, no matter how mad it might seem, must be the truth.
  • Nessuno sport. Quando ero obbligato a farlo, ai tempi della scuola, mi ritrovai la prima volta a giocare a pallavolo. Che fosse pallavolo, calcio, basket, etc... io non conoscevo le regole, nessuno le spiegava ma tutti le sapevano. Scoprii non solo di non essere in grado di fare un gioco di squadra ma anche di non poter prendere al volo la palla, come del resto qualunque oggetto mi venga lanciato contro.
    In pratica lo sport rappresentava il motivo scatenante del bullismo. Senza lo sport la mia vita sarebbe stata meno sofferente. Scappavo dalla scuola durante l'ora di educazione fisica, non l'ho mai fatta tanto per una sola materia non potevo essere bocciato. Non ho più fatto sport perché sono terrorizzato all'idea che tutto si ripeta.
  • mononokemononoke Post: 153
    Nessuno sport e pure esonerata da ed.fisica grazie a qualche asma provvidenziale a cui sarò eternamente grata. Mi ritrovo in quello che dice ningenjanai.
  • caione8caione8 Post: 251
    @ningenjanai e @mononoke Non esistono solo sport nei quali c'è bisogno di confrontarsi con altre persone...Ci sono il jogging, il nuoto e molti altri sport individuali nei quali non è necessario competere con nessuno; il mio consiglio, da appassionato sportivo è sempre quello di fare qualcosa anche solo per stare in forma..
    anche io faccio fatica a integrarmi con i miei compagni di squadra ma giocare a calcio mi piace troppo e mi sforzo, con tutti i pro e i contro.
    non poter prendere al volo la palla, come del resto qualunque oggetto mi venga lanciato contro.
    Anche io ho difficoltà in questo (solo a pallavolo però...a calcio me la cavo molto meglio), mentre il fatto di non capire le regole per fortuna non è mai stato un mio problema

    @mononoke Nella tua presentazione leggevo che hai serie difficoltà di equilibrio e nello svolgere abilità manuali...Anche io, sebbene in maniere meno marcata (i lacci delle scarpe riesco a farmeli da solo :) ).
    Poi ho una naturale propensione a farmi del male cadendo o sbattendo contro ostacoli che altri eviterebbero, ma questo non mi ha mai abbattuto.
    Death is so terribly final, while life is full of possibilities.
  • caione8caione8 Post: 251
    Ma due situazioni sono piuttosto ricorrenti.
    La prima (anche se negli ultimi anni di meno) è che chi mi circonda mi dice "parli sempre degli altri e di altro, ma di te non ci parli mai, non sappiamo nulla!"
    Mentre la seconda è una costante, mi è successo fino a due giorni fa: a volte cerco di integrarmi in un gruppo, all'inizio mi piace chiacchierare, raccontarci esperienze. Poi comincio a provare come una sorta di sensazione di distacco progressiva, sempre più forte tra me e gli altri e contemporaneamente, mentre li ascolto e li guardo interagire (anche lontano da me), cominciano a sembrarmi degli idioti, infantili, stucchevoli e finti e io mi sento profondamente delusa da loro.
    Anche io...Mi ritrovo specialmente nel secondo punto



    Death is so terribly final, while life is full of possibilities.
  • @caione8
    Anche io mi sento un po' scordinata (e anche un pezzo di legno in quanto a elasticità), sopratutto quando devo fare più di due movimenti contemporaneamente, ma alla fine me ne frego.
    L'importante per me è il senso di sicurezza che ricavi dal poter dare dei cazzotti abbastanza potenti e nell'essere veloce, i risultati li posso vedere.
  • elettraelettra Post: 889

    Poi ho una naturale propensione a farmi del male cadendo o sbattendo contro ostacoli che altri eviterebbero, ma questo non mi ha mai abbattuto.
    Io dico sempre che non sono io a sbattere contro gli stipiti...sono loro che si lanciano contro di me! XD

    Odiosi sport di squadraaa!! Neanche io ho capito mai le regole! Quante pallonate in faccia che ho ricevuto...e poi erano sempre tutti così affiatati e supercoordinati tra loro, come se si leggessero nel pensiero!
    I thought what I'd do was, I'd pretend I was one of those deaf-mutes. When I've eliminated the impossible, whatever remains, no matter how mad it might seem, must be the truth.
  • Sbattere contro gli stipiti?! 
    Sapete? Per me è veramente interessante leggere le vostre caratteristiche, in molte mi riconosco come quella di sbattere contro gli stipiti.
    Nonostante questo ho una manualità straordinaria, quello che un orologiaio può fare solo con le pinzette, io lo posso fare con le mani. Non c'è praticamente nulla che non sia in grado di costruire o di fare anche senza esperienza.
    Capisco il consiglio di praticare dello sport e lo approvo. Certo, una piscina tutta per me senza incontrare nessuno è difficile da trovare. 
    Ho provato con la speleologia che è alpinismo al contrario, la fatica allo stato puro e all'ennesima potenza. Non si può fare da soli però, è rischiosa, bisogna avere dei compagni fidati ma i neuro tipici sono persone davvero strane, si portavano la bottiglia di vino con se (cosa che ti costa una fatica disumana) e gareggiavano a chi era il più coraggioso. Praticamente era una continua competizione assurda e pericolosa in un contesto che sarebbe dovuto essere solo scientifico, interessante e contemplativo.
    Ancora oggi io non conosco alcuna regola sportiva, non conosco nulla del mondo dello sport, non posso affrontare questo argomento nemmeno superficialmente.


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