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Manipolare gli oggetti, vi calma?

Come da titolo, io sto sempre o quasi, a manipolare qualcosa. Di solito oggetti che posso arrotolare tra le dita, arricciare, comunque fargli compiere un movimento circolare. Oppure, infilo le graffette una dentro l'altra.

Se nelle tasche dei cappotti o dei jeans, trovo qualche filo arricciato, continuo ad arrotolarlo finchè si rompe. Lo faccio anche con i cordini delle felpe (che a volte metto anche in bocca) o delle sciarpe. E' più forte di me, non riesco a controllarlo, l'unico modo per smettere è tagliare il filo o il cordino.

Nei momenti più stressanti, mastico la gomma e poi la uso per arrolotolarla come una pallina (so che fa un po' schifo l'idea, per cui solo a casa o in ufficio se sono da sola).

Se non o niente per le mani, finisce che mi rigiro le dita, come se arrotolassi qualcosa di invisibile.

Fate anche voi qualcosa di simile?
"Siamo tutti in un fosso, ma alcuni di noi guardano le stelle" - Oscar Wilde -

Commenti

  • AuratusAuratus Post: 165
    Assolutamente si.

    Ma senza oggetti. Nel senso che:

    - mi mastico l'interno della bocca
    - mi torturo le dita

    Se non ho modo di farlo perchè sono in situazioni che richiedono un differente comportamento allora faccio come te e gioco con tutto ciò che mi capita sottomano.
    whatsername84
  • SirAlphaexaSirAlphaexa Post: 3,410
    modificato agosto 2016
    In questi ultimi tempi schiocco in molto ripetitivo le dita; uno in particolare rimane particolarmente doloroso per l'utilizzo eccessivo della tavoletta grafica, in qualche modo allieva la pressione, anche se é nel modo sbagliato.

    Riguardo agli oggetti invece, dipende, quando parlo e tengo qualcosa finisce sempre per essere manipolato o toccato "in modo giocoso" (come fosse un giocattolo, appunto). Qualsiasi cosa.
    whatsername84

  • NewtonNewton Post: 5,326
    Anche io manipolo. Se sto parlando con qualcuno, uso qualunque cosa sia sul tavolo. Da sola, ho oggetti preferiti come una pallina da golf che adoro manipolare. Fino a qualche mese fa, avevo un anello che manipolavo continuamente, ma ora l'ho perso ed é stato un grande sconforto per me, ancora oggi a volte cerco con il pollice l'anello fantasma. A questo aggiungo la mania di torturarmi la pelle.
    whatsername84
  • Sì, le manipolazioni più comuni sono arricciarmi i capelli intorno alle dita e succhiare/masticare/mordicchiare le penne o matite....però adesso lo faccio solo sporadicamente.
    Poi se mi ritrovo con qualcosa di gommoso/gelatinoso/ciancicoso ecc tra le mani di sicuro non resisto e comincio a giocarci :>
    whatsername84

  • Anch'io lo faccio -pressoché sempre - con ogni cosa , ad esempio i fili delle cuffie. Mi calma molto. Un piccolo aneddoto: la mia prof di italiano mi chiamava Salvador Dalì perché mi rosicchiavo la matita tenendola in bocca dal centro!
  • Marco75Marco75 Post: 2,109
    Come ho scritto altrove (mi pare sul thread delle stereotipie) io ho da anni l'abitudine di tormentarmi il dietro del collo delle magliette. Ne ho un gran numero col collo invariabilmente massacrato: se non ho una maglietta adatta, mi metto a giocare con altre parti di tessuto di ciò che ho addosso, arricciandolo e poi premendolo.
    Poi, vabbè, mordicchiare le penne da bambino lo facevo sempre, ma credo sia una cosa molto comune. Una cosa che mi piace molto, se ho un pezzo di spago in mano (es. l'impugnatura delle macchine fotografiche digitali) è arrotolarlo a cerchio, poi premerne i bordi e far "scoppiare il cerchio". Poi gioco con le monete che ho in tasca, di solito: se ne ho abbastanza, le allineo una sull'altra, poi le premo e le faccio "scoppiare" appunto.
    Piccola nota divertente: proprio con riferimento a quest'ultimo punto, ho sempre pensato che i Marlene Kuntz, nella canzone "Sonica", col verso "le mani dentro un buco, tasche sfinite, vociare di monete obsolete" si riferissero a qualcosa del genere. :)
    Sophia
    "There are those that break and bend. I'm the other kind"

    Cinema, teatro, visioni
  • whatsername84 ha detto:

    Fate anche voi qualcosa di simile?

    Molto spesso, si. In particolare con gadget elettronici o comunque meccanici; penso sia in gran parte correlato alla mia necessità di scoprire come funzionano *realmente* gli oggetti che fanno parte della mia vita.
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