Salta il contenuto

Neurodiversità e psicoterapia

Ciao ragazzi :)

Mi rivolgo principalmente agli Aspie/ autistici ad alto funzionamento diagnosticati.

Sono alla ricerca di un terapeuta che mi possa aiutare; io soffro di DOC ma ho anche altri problemi che potrei riassumere come fobia sociale e depressione.

Ho ricevuto anche una diagnosi di autismo ad alto funzionamento, tuttavia il test (RAADS) mi è stato somministrato molto velocemente da due giovani psicologhe di un istituto di neuroscienze non specializzato in autismo; pertanto non so quanto sia veritiera tale diagnosi.

Bene, ora sto cercando uno psicoterapeuta che possa aiutarmi visto che da due anni la mia situazione si è fatta tosta; inoltre vengo da 3/4 esperienze fallimentari di psicoterapia.

Ho capito che devo cercare una persona che entri in empatia con me e che mi faccia sentire VERAMENTE COMPRESO.

La mia domanda a voi è questa: dovrei prima indagare sulla mia neurodiversità con una diagnosi di un esperto, e solo dopo con questa consapevolezza, rivolgermi ad un terapeuta oppure posso affrontare questo in seguito e iniziare comunque un percorso di psicoterapia?

In sostanza: quanto serve la diagnosi di neurodiversità perché la psicoterapia vada a buon fine?

Grazie a tutti :)
MariAlberi

Commenti

  • Simone85Simone85 Post: 2,798
    Esattamente perché le vecchie esperienze di psicoterapia si sono rivelate fallimentari? 
    Per non rischiare di perdere tempo un'altra forse è il caso di iniziarla con qualche consapevolezza in più, che non significa per forza avere la diagnosi di un esperto.
    manu_asocialeAndato_ 53
  • E' una bella domanda, faccio difficoltà a rispondere.

    Con due terapeuti non c'era proprio feeling e confidenza oltre al fatto che erano alle prime armi.

    Il penultimo era uno psicanalista con il quale mi trovavo bene, parlavamo molto, ma dopo mesi mi sembrava di essere punto e a capo....oltre a parlare non facevamo....e mi sono stufato.

    Con l'ultima facevo le sedute tramite webcam e alla lunga questo non mi è andato più bene.

    C'è da dire che non sono mai riuscito ad AFFIDARMI in toto ad un terapeuta....ho sempre conservato i miei dubbi e le mie perplessità, forse anche con un pò di presunzione di saperne più di loro; senza contare che il DOC mi ha portato in alcune fasi a pensare di avere dei problemi di salute (ipocondria) quindi ho mollato la psicoterapia per fare degli esami e delle ricerche.

    Ora sto scrivendo una relazione con quelli che sono i miei problemi in maniera molto franca e onesta da inviare a chi contatterò in futuro, vedendo chi se la sente e ha le competenze di prendermi in carico, sperando che mi trovi in empatia con lui/lei.
    frieden
  • @giazz concordo con quanto scritto da @Simone85. Se non conosci meglio te stesso e quindi di cosa hai bisogno, non potrai mai trovare un terapeuta adatto. E' vero che questo non vuol dire per forza avere una diagnosi di un esperto.

    Però, per esperienza personale, posso dirti che la prima persona competente con cui ho parlato è stato lo psi che mi ha diagnosticata.

    Non avendo una diagnosi non sapevo nemmeno io come barcamenarmi in tutta quella confusione di psi di mille tipi. Non sapevo a chi rivolgermi perché io stessa non sapevo di cosa avessi bisogno.

    Prima della diagnosi, quando ho deciso di approfondire la mia situazione, mi sono rivolta ad una psi conosciuta ad un workshop che si era presentata come "esperta in autismo".... in realtà non lo era praticamente per nulla e mi ha fatto perdere tanti mesi.

    Se tu sai di cos'hai bisogno, allora puoi fare una ricerca mirata. Diversamente, è meglio chiedere ad un professionista per essere indirizzato nel migliore dei modi in modo da evitare di perdere inutilmente tempo e soldi
    Andato_ 53
  • Sto cercando di fare chiarezza sulla mia situazione, ma non è assolutamente facile, quindi non so esattamente di cosa ho bisogno.
  • riotriot Post: 6,402
    modificato ottobre 2016
    giazz ha detto:

    La mia domanda a voi è questa: dovrei prima indagare sulla mia neurodiversità con una diagnosi di un esperto, e solo dopo con questa consapevolezza, rivolgermi ad un terapeuta oppure posso affrontare questo in seguito e iniziare comunque un percorso di psicoterapia?


    In sostanza: quanto serve la diagnosi di neurodiversità perché la psicoterapia vada a buon fine?
    io sono per questa soluzione.
    mettere quindi subito in evidenza quali sono gli aspetti sui quali devi lavorare maggiormente, perché la consapevolezza da sola non basta: ci sono aspetti dei singoli tratti che si pensa di aver già risolto con l'esperienza, adottando dei comportamenti che pensi siano risolutivi, e che invece lo specialista può farti capire quanto sia tutto o quasi il contrario.

    però ci vuole chi abbia competenza specifica dell'Autismo negli adulti.
    Andato_ 53Sophiamanu_asociale

  • Anch'io tendenzialmente sono orientato verso questa soluzione.

    Ho anche individuato una dottoressa nelle mie zone che potrebbe farmi una percorso di diagnosi......ma ho paura.

    Ho paura di far spendere altri soldi alla mia famiglia per magari sentirmi dire che sono neurotipico e i miei problemi sono dovuti ad altro.

  • riotriot Post: 6,402
    intanto non saranno soldi spesi male se dovessero darti conferma per l'Asperger oppure una diagnosi diversa o, in mancanza di una precisa, delle indicazioni che ti aiutino a capire di quali terapie hai bisogno o, addirittura come dici tu, di non averne bisogno del tutto.

    il principio secondo me è che sei arrivato ad una bivio e ti devi togliere il dubbio.

    comunque puoi anche aspettare ancora un po' e intanto frequentare il forum per approfondire la conoscenza dei tuoi tratti confrontandoti con gli altri utenti.
    manu_asocialeAndato_ 53
  • SophiaSophia Post: 5,904
    @Giazz perdonami ma non ho capito perché vorresti una diagnosi di neurodiversità, in fondo credo tu la abbia già.
    Mi sembra di aver capito Autismo ad alto funzionamento, giusto?
    Credo tu debba cercare solo il terapista adatto che ti aiuti con i tuoi disturbi, e che sia un esperto vero.
    In quel caso saprà come comportarsi con i tuoi disagi.

    Non farti spaventare dalle pessime esperienze passate.

    E' capitato anche a molti di noi di non essere andati dalla persona giusta.

    Fai una ricerca di qualcuno davvero bravo, magari lancia un thread proprio qui e chiedi se c'è qualcuno che nella tua regione conosce un medico esperto.
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • @riot  E' vero, ora mi prendo un breve tempo per organizzare le idee e poi contatterò la dottoressa.


    @lollina La diagnosi ce l'ho è vero ma come ho scritto sopra mi è stata fatta in un centro NON specializzato in autismo dove due psicologhe mi hanno sottoposto a moltissimi test tutti uno dietro l'altro; tra questi mi hanno fatto anche il RAADS, ma le domande mi sono state poste di filata, sarà durato mezzora al massimo; non credo che un esperto in autismo agisca con questa leggerezza nel dover emettere una diagnosi.


    riot
  • osurosur Post: 750
    @giazz ti serve prima la diagnosi, poi la terapia. Se già hai la diagnosi, puoi chiedere un altro parere.
    Lascia perdere gli psicanalisti. Te lo dico per esperienza personale. Io non capivo loro e loro non capivano me. "Che hai sognato?", "Che significato ha per te?". Che ne so io? A che serve saperlo? "Il nostro approccio non prevede diagnosi, noi non facciamo diagnosi". Ed allora come pretendi di fare terapia? È assolutamente illogico. La soluzione o il tamponamento dei problemi richiede la conoscenza della causa. Mi chiedevano di fare cose che non potevo fare o che non avevano senso, non capivo perché dovevo farle. Detto francamente mi trovo peggio adesso che prima... Davvero un approccio errato non solo non ti migliora, ma ti peggiora. Ed ho capito anche il perché: un asperger, come me, non sopporta per niente bene la frustrazione. E la situazione si complica.
    Per la terapia è necessario un esperto nello spettro autistico. Nel modo più assoluto.
    rondinella61SirAlphaexafriedenSophiaAmeliemanu_asociale
  • SophiaSophia Post: 5,904
    modificato marzo 2018
    Assolutamente d'accordo con @osur, ci vuole un esperto.

    Penso che per quanto frettolose siano state le psicologhe che ti hanno fatto la diagnosi ad ogni modo ti hanno individuato nello spettro, che non ė cosa ovvia; cioè era più facile che ti dessero altre diagnosi in base a comorbilitå possibili.

    Quindi non sottovalutarei la prima diagnosi.

    Per la terapia ed eventuale riconferma mi ripeto: cerca una persona accreditata da più pareri.

    La psicoterapia non adeguata può essere, oltre che errata, inutile.

    Spesso pensano alla neurodiversità in termini per esempio di depressione, e invece ci sono molte persone nello spettro che non la sviluppano per un modo diverso del sentire o perché estremamente sempre a 3000 ad inseguire i propri interessi, che comunque danno immensa soddisfazione.

    La malinconia ė una cosa, la depressione ė un'altra.

    Tanto più si entra nel lieve tanto più ci vuole mestiere e competenze per comprendere e intervenire.

    Post edited by Sophia on
    Amelierondinella61
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • pokepoke Post: 1,721
    modificato ottobre 2016
    @giazz

    In effetti posso dirti che una diagnosi effettuata in 30 minuti mi lascia perplessa.

    Ho dovuto fare due test ed altri test facoltativi, a casa. Impiegando almeno un paio d'ore.

    Con lo psicologo due ore di colloquio conoscitivo, altre due ore tra osservazione e test, in cui le domande erano sviscerate, analizzate e comprese.
    L'analisi dei risultati e l'osservazione hanno portato alla diagnosi (questo è quanto è scritto).

    Quindi, pur riconoscendo che se un medico scrive che appartieni allo spettro (quindi si assume una responsabilità professionale), mi sembra un approccio professionale un po' superficiale.

    Anche se devo dire, che già nei primi 30 minuti
    emergeva nella conversazione, l'affermazione dello psicologo "questo è tipico della persona asperger", in ogni mia frase.
    Persino nella postura e nell'abbigliamento. Ero scrutata, osservata, anche nel modulare il tono della voce e nelle mie espressioni non verbali, nel leggero stimming che cercavo di contenere. Il modo di guardare (tendenza a fissare), nella mia perseveranza a parlare, malgrado lui manifestasse segnali di noia. Palesi e non.
    Mi domandavo se fossero dei test anche quelli, ma essendo il mio fine la diagnosi, continuavo, minimizzando i segnali di insofferenza.
    Quindi dimostravo mancanza apparente di empatia, ma io ero in grado di cogliere i segnali, semplicemente bisognava terminare.

    Quindi, in considerazione che forse hai dei tratti, e che se non si è convinti della valore di chi ti ha diagnosticato, della sua scrupolosità, forse può essere valido cercare un'altro parere. Ma scegli con più cura.
    In effetti un problema è costituito da quanto si valida lo psicologo che ci valuta.
    È importante farsi diagnosticare da una persona specializzata.

    Almeno per me è così.
    manu_asocialeSophia
Accedi oppure Registrati per commentare.