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Massa, 18 febbraio 2023, evento gratuito

Dispnea

La dispnea viene avvertita in modo diverso dai pazienti; più comunemente, viene descritta come “affanno”, “fame d'aria”, “senso di peso sul torace” ed “incapacità di effettuare un respiro profondo”.

Le parole che ho messo in grassetto avrei potuto dirle io. Ho più o meno sempre la sensazione di non riuscire a respirare bene; non riesco a ricordare l'ultima volta che ho inspirato profondamente senza problemi. Con la mente devo andare a prima della depressione e della distimia per pensare a una cosa del genere. Mi pare però di capire che questa dispnea abbia un'ampiezza di spettro che, per quanto includa anche cause legate all'ansia, comunque ne riconduce l'origine a situazioni quali embolie e fratture costali.

Mi chiedevo quindi quanto sia comune nella sua forma più lieve, quella legata al mal di vivere, e quanto sia possibile "oggettivizzare" la sofferenza soggettiva che porta con sé. 

Voi cosa ne pensate?
❤️
but the Earth refused to die
Corocottas

Commenti

  • CorocottasCorocottas Post: 1,322
    modificato aprile 2017
    Penso che sicuramente c'è una componente legata all'ansia o, più genericamente, al disagio psicologico del paziente. Dal 2002 al 2015 circa ho sofferto - seppure per fortuna in maniera discontinua - di una dispnea, soprattutto notturna, a tratti talmente forte da diventare invalidante perché mi impediva di dormire e anche la mattina seguente non se ne andava se non dopo alcune ore. Era talmente forte che mi sarei preoccupato seriamente se questo fenomeno non avesse avuto, come invece aveva, un carattere episodico, inframmezzato da fasi in cui la mia respirazione era del tutto normale o quasi. Le visite mediche che avevo fatto avevano escluso cause organiche come asma o simili; è difficile anche che si trattasse di un problema di origine allergica perché non era innescato da alcuna sostanza particolare; al contrario, poteva insorgere in tutte le stagioni e in ogni contesto geografico e ambientale, campagna, città o mare. Il mio medico aveva attribuito questo disturbo esclusivamente all'ansia e mi prescrisse ansiolitici, che però presi solo per un tempo estremamente limitato per il timore di ''restarci sotto'' e non poterne più fare a meno.

    Il problema fino al 2015 non ha mai mostrato segni di guarigione completa; soltanto periodi di regresso in cui non si manifestava o si manifestava in forma lievissima; arrivai perfino a farmi passare di straforo dalla compagna del mio capo, che faceva la farmacista, dei broncodilatatori (che non si potrebbero vendere senza ricetta) per tenere il problema sotto controllo. Non essendoci un problema organico, è molto probabile che i broncodilatatori svolgessero quasi esclusivamente un effetto placebo, però fatto sta che la dispnea scompariva completamente in maniera repentina, già una decina di secondi dopo l'inalazione.

    Da quando ho lasciato l'Italia a gennaio 2016, il problema non si è mai più ripresentato. Ho avuto solo una volta un episodio in cui per tre-quattro notti consecutive ho avuto difficoltà serie a respirare, ma era nell'ambito di un episodio di influenza con tosse, catarro e naso chiuso per cui penso che l'origine in quel caso fosse eminentemente organica e infatti la cosa si è risolta dopo pochi giorni.
    EstherDonnelly
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