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Teoria del mondo intenso

Tra i vari articoli del forum, uno a destato in me un forte interesse:


http://www.spazioasperger.it/index.php?q=archivio-news&f=250-il-cervello-autistico-genera-piu-informazioni-a-riposo

Mi sono quindi ritrovata molto nella descrizione della teria del mondo intenso. Ovviamente in modo superficiale, in quanto cercando in rete non sono riuscita a trovare ulteriori approfondimenti.

Vi chiedo, cosa ne pensate?
Vi ritrovate in questa nuova teoria?
Avete qualche libro (in italiano) da suggerirmi per approfondire?


Ho aperto una discussione nuova in quanto, non ne ho trovata una che descriva, quanto sopra in modo specifico, anche la discussione che segue il link (postato sopra) ha toccato altri argomenti.

Grazie in anticipo a chi contribuirà ad alimentare questa nuova (diciamo che è un mesetto che cerco approfondimenti) curiosità.
LandauerSophiaMononokeHimeNewtonSoleSheldon
«13

Commenti

  • MarkovMarkov Post: 10,795
    Probabilmente mi trovo col fatto che i pensieri interni siano potenti quanto basta per avere crolli di attenzione sul mondo esterno e per suscitare reazioni emotive paragonabili a quelle scaturite dal parlare con altre persone. Mia madre ogni tanto ancora si sorprende quando mi vede ridere da solo.... e le rispondo: "che ci posso fare se penso a cose che mi fanno ridere".
    Però ho riscontrato pure un forte calo di intensità rispetto ai miei primi anni di vita. Ora è raro che un pensiero interno possa innescare un loop assorbente, spesso ho molto più controllo e riesco a disperdere sul nascere i pensieri dove fiuto effetti ansiogeni.
    SophiaSoleSheldonLandauer
  • SophiaSophia Post: 5,904
    Bellissimo argomento @poke.

    Ho trovato l'articolo originale dello studio ma è in inglese. Lo posto
    https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2518049/#__ffn_sectitle

    Mi ritrovo in quanto scrive il ricercatore e mi piace questa ricerca.

    Grazie
    iie
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • Giorni fa, ho guardato un video che simulava la visione di un bambino autistico in un centro commerciale. Mentre camminava mano nella mano con la mamma, notava tanti dettagli visivi/suoni molti dei quali io avrei completamente ignorato. Lacci slacciati altrui, monetine che cadono, visi di animali su magliette altrui. 
    Dopo una breve camminata il bambino comincia ad urlare toccandosi la testa, come a voler dire PENSIERO SPEGNITI.
    Tra l'altro, è l'unica fonte che mi ha permesso di poter immedesimarmi nelle vostre emozioni. E se collego il "carico di pensiero", in qualche modo mi si spiegano molti comportamenti da voi descritti
    Si, per me questo è qualcosa che sta alla base



    SophiaAJDaisy
  • @andreaMO ah perché, non è la normalità notare queste cose? :D
    Scherzi a parte, ho sempre dato per scontato che il mio mondo interiore è più potente e, per me, più "vero" del mondo materiale. Non l'avevo mai associato all'asperger.
    SophiaLandauer

    Oh, how I wish
    for soothing rain
    all I wish is to dream again

  • PavelyPavely Post: 3,350
    modificato aprile 2017
    Ci chiedi cosa ne pensiamo...

    La trovo un'espressione interessantissima della ENC (Extreme Neurotipical Culture).

    Secondo il mio punto di vista, è un'ipotesi assolutamente non aderente alla realtà.

    È un'idea.

    Da un punto di vista sociologico è qualcosa di importante: serve a farci capire con gli NT ci vedono.

    L'ipotesi si regge sull'EVIDENTE STUPIDAGGINE che esista un nesso anche minimo tra Intelligenza e Autismo.

    Ovviamente, solo un imbecille (nel senso di persona con evidente ritardo mentale secondo la 'diagnosi insulto' del primo Novecento) può credere una cosa simile.

    Pure: non voglio criticare la Cultura neurotipica su questo punto. Ad esempio: in quanto cristiano io credo in Dio. È ovvio che una persona non credente può giudicare questo aspetto che condivido con milioni di altri esseri umani come ridicolo. Pure: ci credo.

    Se commettessi lo stesso errore con la ENC sarei io stesso, davvero, uno stupido.

    Però, nei fatti, suggerire un parallelismo tra Informazioni e Autismo è così ENC che si raggiungono picchi di pura surrealtà.

    Cioè: ci sono degli Eventi e delle Conferenze in cui gli NT spiegano questa Teoria e tutti gli NT sorridono e approvano con la testa e annuiscono. E i politici e le Università danno fondi per la ricerca.

    Da un punto di vista autistico è uno spettacolo di puro delirio.

    È come un'assise di eterosessuali estremi che pontificano su cosa sia l'omosessualità. O cose simili.

    Ovviamente la contraddizione con gli studi NT sull'intelligenza è evidentissima. Semplicemente, nessuno la vede e nessuno ne parla

    .

    In Natura, prima si forma l'intelligenza e poi le funzioni psicosociali.

    È una cosa che sanno anche i bambini delle elementari: PRIMA MONTI IL COMPUTER NELLA SUA INTEREZZA, POI LO FAI FUNZIONARE.

    L'autismo è il SISTEMA DI RELAZIONE con gli UTenti o con altri computer.

    L'Asperger è la connessione solo tra più computer. Il LFA è un sistema operativo che non possiede connessioni in remoto o ad altri computer.

    .

    Comunque...

    Osservare, da ANTROPOLOGI, gli NT sul Punto è interessantissimo.

    Si.
    iiePuck
  • MononokeHimeMononokeHime Post: 2,444
    modificato aprile 2017
    @Pavely
    Forse ho capito male io, ma non si parla del fatto che il cervello delle persone autistiche è più attivo di quello delle persone non autistiche, in condizione di riposo o in assenza di stimoli esterni?
    È come un computer che rimane acceso senza essere utilizzato ed ha un'attività in background anche solo per il fatto di essere acceso, con la sola differenza che anche se inutilizzato il sistema operativo della persona autistica è come se avviasse programmi in automatico per conto suo (per qualche direttiva che ha al suo interno e non perché qualcuno dall'esterno ha impartito qualche comando).
    Non avevo colto questo riferimento a intelligenza e stupidità, e non capisco dove tu lo veda. Non dico che non ci sia, è che non vedendolo non riesco a capire da dove derivi la tua connessione.

    Che io abbia il corraggio di accettare le cose che non posso cambiare, la forza di cambiare le cose che posso cambiare, e la saggezza per poterle distinguere. (versione personale)

  • riotriot Post: 6,280
    modificato aprile 2017
    premetto che ancora non ho letto l'articolo e lo farò più tardi.

    quello che intanto voglio dire è che è assolutamente errato paragonare la mente umana ad un computer, perché questi ultimi eseguono istruzioni in sequenza sincronizzata. diversamente, la mente umana li esegue in maniera fluida.

    lo si può verificare semplicemente alzando un braccio da una posizione di riposo: il movimento è fluido, non a scatti come opera un robot anche di quelli ipertecnologici.
    la fluidità della mente la verifichiamo anche con quel passare, anche interrompendolo, da un pensiero ad un altro.

    insisto sulla fluidità perché dimostra il flusso di energia elettro-chimica neuronale che non mi stupisce possa essere in parte autonomo, come anche più intenso in alcune persone (l'intelligenza soggettiva non c'entrerebbe molto qui), senza arrivare però a parlare dei casi patologici: una semplice attività mentale come tante altre.


  • pokepoke Post: 1,721
    E´ importante notare che nello studio condotto da Galán e Pérez Velázquez, i soggetti sperimentali erano tutti Asperger o HFA con QI nella norma e verbali. Una nota importante che ci sentiamo di aggiungere è che non è automatico che questo studio si possa generalizzare a tutta la popolazione autistica. Diversi studi hanno mostrato una minore attività neurologica in soggetti autistici e soprattutto in modelli murini dell´autismo. La diatriba tra la Teoria della Coerenza Centrale Debole e la Teoria del Mondo Intenso, quindi potrebbe non concludersi con una vera scelta, ma con una migliore tipizzazione dei diversi sottogruppi che compongono lo Spettro.


    @MononokeHime
    Nell'articolo l'unico riferimento che fa, in merito all'intelligenza è qi nella norma.

    Per @Pavely , secondo lo studio (puoi leggerlo tu stesso), questa teoria del mondo intenso, non è applicabile a tutta la popolazione autistica.

    http://www.psicolinea.it/autismo-teoria-intenso/

    Da quanto mi è sembrato di capire in alcuni soggetti vi è una maggiore sensibilità sensoriale, per cui una sovrastimolazione che porta ad una "chiusura difensiva".
    Sinceramente questa teoria mi sembra interessante in quanto esamina più nel dettaglio i meccanismi interni e quindi di risposta verso l'esterno, proponendo e distinguendo i soggetti esaminati in funzione della sensibilità sensoriale (aspetto soggettivo). Quindi non una teoria generalista ma specifica.
    SophiaMononokeHimeLandauer
  • iieiie Post: 697
    @poke dove viene detto che la teoria del "mondo intenso" (espressione che per altro trovo bruttissima, ma questo non c'entra) non sarebbe applicabile a tutta la popolazione autistica?

    Te lo chiedo perché non ho ancora avuto tempo di leggere bene tutto l'articolo (l'ho letto solo di sfuggita), ma ho contato almeno cinque volte espressioni come "unifying theory" e "unifying hypothesis", quindi mi sembrava che affermasse proprio il contrario.
    rondinella61
  • SophiaSophia Post: 5,904
    @poke ti posto questo articolo di Spazioasperger nel caso tu non l'abbia letto.

    Lo studio dell'iperfunzionamento sensoriale e percettivo ritengo possa essere una porta d'accesso preferenziale per la conoscenza dello spettro. Vivendo a pieno le difficoltà di un sistema ipercarico credo davvero che dovrebbe essere un argomento privilegiato per la ricerca.

    Penso che test diagnostici darebbero elementi interessanti se somministrati, oltre che con risonanza magnetica, anche con EEG (che in genere si utilizza per l'epilessia), ma francamente non so se sia mai stato fatto o pensato.



    alia
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • MarkovMarkov Post: 10,795
    @Pavely avere il cervello molto attivo non significa essere più intelligenti, quello penso sia uno dei contentini. :)
    SophiaLandauer
  • PavelyPavely Post: 3,350
    poke ha detto:

    E´ importante notare che nello studio condotto da Galán e Pérez Velázquez, i soggetti sperimentali erano tutti Asperger o HFA con QI nella norma e verbali. Una nota importante che ci sentiamo di aggiungere è che non è automatico che questo studio si possa generalizzare a tutta la popolazione autistica. Diversi studi hanno mostrato una minore attività neurologica in soggetti autistici e soprattutto in modelli murini dell´autismo. La diatriba tra la Teoria della Coerenza Centrale Debole e la Teoria del Mondo Intenso, quindi potrebbe non concludersi con una vera scelta, ma con una migliore tipizzazione dei diversi sottogruppi che compongono lo Spettro.


    @MononokeHime
    Nell'articolo l'unico riferimento che fa, in merito all'intelligenza è qi nella norma.

    Per @Pavely , secondo lo studio (puoi leggerlo tu stesso), questa teoria del mondo intenso, non è applicabile a tutta la popolazione autistica.

    http://www.psicolinea.it/autismo-teoria-intenso/

    Da quanto mi è sembrato di capire in alcuni soggetti vi è una maggiore sensibilità sensoriale, per cui una sovrastimolazione che porta ad una "chiusura difensiva".
    Sinceramente questa teoria mi sembra interessante in quanto esamina più nel dettaglio i meccanismi interni e quindi di risposta verso l'esterno, proponendo e distinguendo i soggetti esaminati in funzione della sensibilità sensoriale (aspetto soggettivo). Quindi non una teoria generalista ma specifica.

    Lo so che non si può generalizzare a tutta la popolazione autistica.

    È una teoria assolutamente senza alcun fondamento.

    Personalmente, penso sia di una inutilità imbarazzante.

    È solo una ricerca fatta per avere "pubblicazioni" in curriculum.

  • PavelyPavely Post: 3,350
    Vorrei anche dire che io, Paolo, sono ASSOLUTAMENTE convinto che SOLO i Neurotipici possono credere in un legame tra sensorialità e Autismo.

    L'autismo, da un punto di vista autistico, è una low performance nelle funzioni psicosociali.

    Punto.

    Non c'è altro da capire. E se c'è altro (e ci può essere altro) semplicemente non è Autismo.

    .

    Le teorie degli NT sono i m m a g i n i f i c h e.

    La stessa idea che gli NT hanno di noi è particolarissima...
    iieKalia
  • riotriot Post: 6,280
    modificato aprile 2017
    Temple Grandin ha già scritto molto a riguardo la neuro-imaging applicata a se stessa, confermando le differenze rispetto ad un cervello di riferimento, e anche all'importanza della sensorialità iper-stimolante nelle persone Autistiche.

    credo che confutare queste sue conclusioni sia inutile per comprendere quali aspetti differiscono - o meno - le persone Autistiche da quelle cosidette NT in senso molto generale.

    ho letto l'articolo ed ho trovato molto interessante questa parte: "I ricercatori hanno anche quantificato le interazioni tra le regioni del cervello, cioè, la connettività funzionale del cervello, e hanno determinato gli input in ingresso nel cervello durante lo stato di riposo in modo da valutare il livello di "introspezione", definito come l´attività autonoma del cervello in assenza di stimoli esterni, trovando che nei soggetti autistici in media l´attività era maggiore del 42%. "

    se questo dato è frutto di uno studio ad hoc, come dimostrato nella pubblicazione, a questo punto più che cercare di interpretarne le conseguenze ci si può intanto fermare appunto al solo dato oggettivo (quel 42%).

    e leggendo un'intervista al Dott. Galán, egli asserisce che: "I always like to make a clear distinction between hard data and the interpretation thereof"

    e il dato crudo è quello che c'interessa maggiormente, cioè lasciando da parte per ora le interpretazioni teoriche, ciò che è interessante è appunto quel dato di fatto che riponde, credo, alla domanda iniziale di @poke: si, anche la mia mente non si spegne mai, tant'è che molto tempo fa scrissi che la sensazione che ho quando devo interagire socialmente, è come di dover mettere da parte i pensieri, ed emergere verso un livello esterno (l'esempio visuale potrebbe essere il nuotare in apnea per poi emergere verso la superficie)
    Sophiarondinella61MononokeHimeLandauerKaliaFenice2016


  • NewtonNewton Post: 5,326
    "si, anche la mia mente non si spegne mai, tant'è che molto tempo fa scrissi che la sensazione che ho quando devo interagire socialmente, è come di dover mettere da parte i pensieri, ed emergere verso un livello esterno (l'esempio visuale potrebbe essere il nuotare in apnea per poi emergere verso la superficie)"

    @riot ma questo davvero non succede a tutti? Cioè, le persone sono capaci davvero di non pensare a nulla, di spegnersi?
    riotSophia
  • riotriot Post: 6,280
    modificato aprile 2017
    Newton ha detto:

    @riot ma questo davvero non succede a tutti? Cioè, le persone sono capaci davvero di non pensare a nulla, di spegnersi?
    a volte mi capita di chiedere a delle persone, quando sono silenziose, a cosa stanno pensando.
    la risposta spesso è: "a nulla".
    per capire se in questo modo evitano di dirmi effettivamente a cosa stanno pensando, chiedo se veramente non hanno nessun pensiero in quel momento, e la risposta è sempre che si, non stanno effettivamente pensando a nulla.

    io sono scettico al riguardo. più che spegnersi penso che so, che canticchiano dentro di loro oppure che osservano le cose senza creare un vero e proprio pensiero complesso. boh... bisogna approfondire questa cosa. :)

    NewtonSophiaiierondinella61LandauerFenice2016


  • riot ha detto:

    premetto che ancora non ho letto l'articolo e lo farò più tardi.

    quello che intanto voglio dire è che è assolutamente errato paragonare la mente umana ad un computer, perché questi ultimi eseguono istruzioni in sequenza sincronizzata. diversamente, la mente umana li esegue in maniera fluida.

    lo si può verificare semplicemente alzando un braccio da una posizione di riposo: il movimento è fluido, non a scatti come opera un robot anche di quelli ipertecnologici.
    la fluidità della mente la verifichiamo anche con quel passare, anche interrompendolo, da un pensiero ad un altro.

    insisto sulla fluidità perché dimostra il flusso di energia elettro-chimica neuronale che non mi stupisce possa essere in parte autonomo, come anche più intenso in alcune persone (l'intelligenza soggettiva non c'entrerebbe molto qui), senza arrivare però a parlare dei casi patologici: una semplice attività mentale come tante altre.

    Il mio paragone con i computer era solo per dire che anche un computer come un essere umano, per il solo fatto di essere acceso ha un attività in background, come una persona a riposo che per il solo fatto di essere viva la sua attività cerebrale è in funzione. Attività su più livelli, come dici tu. E quando socializzi apri il programma di socializzazione. :)
    Landauer

    Che io abbia il corraggio di accettare le cose che non posso cambiare, la forza di cambiare le cose che posso cambiare, e la saggezza per poterle distinguere. (versione personale)

  • PavelyPavely Post: 3,350
    riot ha detto:

    Temple Grandin ha già scritto molto a riguardo la mineuro-imaging applicata a se stessa, confermando le differenze rispetto ad un cervello di riferimento, e anche all'importanza della sensorialità iper-stimolante nelle persone Autistiche.

    credo che confutare queste sue conclusioni sia inutile per comprendere quali aspetti differiscono - o meno - le persone Autistiche da quelle cosidette NT in senso molto generale.

    ho letto l'articolo ed ho trovato molto interessante questa parte: "I ricercatori hanno anche quantificato le interazioni tra le regioni del cervello, cioè, la connettività funzionale del cervello, e hanno determinato gli input in ingresso nel cervello durante lo stato di riposo in modo da valutare il livello di "introspezione", definito come l´attività autonoma del cervello in assenza di stimoli esterni, trovando che nei soggetti autistici in media l´attività era maggiore del 42%. "

    se questo dato è frutto di uno studio ad hoc, come dimostrato nella pubblicazione, a questo punto più che cercare di interpretarne le conseguenze ci si può intanto fermare appunto al solo dato oggettivo (quel 42%).

    e leggendo un'intervista al Dott. Galán, egli asserisce che: "I always like to make a clear distinction between hard data and the interpretation thereof"

    e il dato crudo è quello che c'interessa maggiormente, cioè lasciando da parte per ora le interpretazioni teoriche, ciò che è interessante è appunto quel dato di fatto che riponde, credo, alla domanda iniziale di @poke: si, anche la mia mente non si spegne mai, tant'è che molto tempo fa scrissi che la sensazione che ho quando devo interagire socialmente, è come di dover mettere da parte i pensieri, ed emergere verso un livello esterno (l'esempio visuale potrebbe essere il nuotare in apnea per poi emergere verso la superficie)

    IO PENSO @riot che tu non stia considerando una cosa.

    La "connettività tra le varie parti del cervello" è la DEFINIZIONE di intelligenza.

    Quando si dice - in senso neurologico - che la "connettività a riposo" è maggiore di un certo livello si sta affermando, implicitamente, che le persone autistiche siano PIÙ intelligenti delle persone non autistiche.

    Ciò è scientificamente falso.

    Solo una MINIMA percentuale delle persone autistiche ha una maggiore intelligenza. Esattamente circa il 92% delle persone con diagnosi hanno un range QI 85-115.

    Di solito le persone con un range basso >85 sono quelle più "visibili" socialmente e le persone spesso pensano che l'autismo sia quello.

    -

    Affermare che esista un legame tra Intelligenza e Autismo è, ai miei occhi, perfettamente falso.

    Soprattutto, a quanto ne so, alte performance nelle funzioni mentali specifiche (linguaggio, calcolo...) non possono indicare l'intelligenza

    Esattamente: l'intelligenza non può essere una funzione mentale specifica o una somma di esse.

    -

    Intelligenza e Connettività/qualità-quantità dell'attività cerebrale sono la stessa cosa

    È bene ricordare che l'Autismo è un deficit delle performance psicosociali.

    -

    Ciò non significa che non esistano comorbidità: una persona può essere sia geniale che "nello spettro" (mi viene in mente @wolfgang).

    Ma sono casi rarissimi.

    Secondo la mia opinione personale, ad esempio, è raro che alle donne venga, culturalmente parlando, diagnosticata la comorbidità. Cosicché, contrariamente ai maschi, molti psichiatri in passato, diagnosticando le donne si sono fermati ai disturbi dell'intelligenza, ignorando che si trattasse di autismo.

    -

    Sentivo il bisogno di scriverti questo.
  • riotriot Post: 6,280
    @Pavely ma allora come si potrebbe giustificare quel 42% di maggiore attività rilevato dagli studi?


  • LandauerLandauer Post: 979
    modificato aprile 2017
    @Pavely
    Secondo me si fa confusione in questo senso:
    1)Affermi che l'intelligenza è una funzione crescente della quantità e della qualità delle connessioni nel cervello. Più connessioni e di qualità ho, più sono intelligente.
    2)Poi affermi che è stato testato che il QI medio della popolazione autistica è pari a quello della popolazione non autistica (solo la media, magari la deviazione standard è maggiore, stiamo inoltre assumendo che la forma sia gaussiana in entrambi i casi). Quindi, affermi che essendo il QI medio uguale tra ND e NT, l'intelligenza misurata dai test QI (logica) è uguale tra le due popolazioni in media.

    Concludi che visto che ND e NT hanno in media lo stesso QI, allora è impossibile che gli ND in media siano più intelligenti. Ma dato che il QI non misura "l'intelligenza complessiva" ma solo quella logica, è ancora possibile che ND siano più intelligenti ("intelligenza totale") avendo lo stesso QI medio.

    Opinione molto personale: non vedo, ad oggi, come sia possibile misurare l'intelligenza (si può certamente definire l'intelligenza in vari casi, per esempio posso dire che per definizione l'intelligenza di una persona è il risultato nel test del QI).
    Tuttavia mi sembra ben evidente che questa definizione sia molto riduttiva: ho QI sui 135/140 (deviazione standard 15) e sono stupido :)
    Credo che non appena comincerai a vedere chiaramente dove vuoi andare, il tuo primo impulso sarà di applicarti allo studio. Per forza.
    Sei uno studioso, che ti piaccia o no. Smani di sapere. [...] comincerai ad andare sempre più vicino, se sai volerlo e se sai cercarlo e aspettarlo,
    a quel genere di conoscenza che sarà cara, molto cara al tuo cuore. Tra l'altro, scoprirai di non essere il primo che il comportamento degli uomini 
    abbia sconcertato, impaurito e perfino nauseato. Non sei affatto solo a questo traguardo, e saperlo ti servirà d'incitamento e di stimolante.                                                                         [J.D.Salinger - Catcher in the Rye]
  • iieiie Post: 697
    Ho finalmente avuto modo di leggere il paper di Markram et al. sulla "Intense World Syndrome", che, ci tengo a premettere, ho trovato molto interessante. 

    Una seconda doverosa premessa riguarda la mia ignoranza in materia (su questi argomenti ho solo conoscenze di base, molto limitate), a causa della quale non posso dare un parere "scientifico" a riguardo. Tutto quello che sto per scrivere potrebbe quindi avere poco senso, o non averne del tutto (in tal caso sarei ben lieto di essere corretto da qualcuno).


    Dato però che nel post iniziale veniva chiesta la nostra opinione, proverò comunque a dire la mia. 

    In particolare, venivano poste da parte di @poke due domande (tralasciando quella sui libri in italiano, a cui non rispondo perché non ne conosco).


    (I) "Cosa ne pensate?"

    Questa teoria, per quanto possa apparire suggestiva, ai miei occhi risulta come qualcosa di arbitrario e poco (direi quasi per nulla) attinente con la mia esperienza personale dell'autismo.

    [Nota: è pur vero che non so come funzioni esattamente il mio cervello, quindi posso solo esprimere una sensazione personale. Ma credo appunto che lo scopo del thread sia proprio questo.]



    (II) "Vi ritrovate in questa nuova teoria?"

    Per coerenza con la (I), qui non posso che rispondere con un secco "No".




    Per quanto riguarda il discorso sull'intelligenza affrontato da @Pavely (che ho trovato a sua volta molto interessante, ma si tratta di un altro argomento in cui mi trovo evidentemente in una posizione di ignoranza), nel paper si fa riferimento alla variabilità di quoziente intellettivo all'interno dello spettro.

    Si dice anche, però, che il quoziente intellettivo può essere falsamente abbassato a causa delle difficoltà nella comunicazione (facendo, tra l'altro, riferimento a non ben precisati "anecdotal reports"): 

    "Intellectual capabilities also vary across the entire IQ spectrum with the majority of autistic individuals displaying very low IQs and the high functioning savants coming out on the other extreme high end of the IQ spectrum. The communication handicap, however, confounds the accurate assessment of IQ in autists and numerous anecdotal reports suggest that when the communication deficits are solved in some way (e.g., through communication devices), unusually high IQ's are revealed."


    Si ipotizza poi che i deficit dell'autismo possano risultare da "eccessive funzionalità cognitive": 

    "Indeed, of several hundred patents filed on “shot in the dark” treatments for autism, most are aimed at enhancing rather than reducing cognitive processes. However, a quite opposite scenario could be the case, in which the handicap may be resulting from excessive, rather than poor cognitive functioning." 

    So che questo non significa "QI elevato", ma comunque la cosa mi lascia molto perplesso.

    Anche in questo caso, ovviamente, la mia perplessità potrebbe essere semplicemente frutto della mia ignoranza (l'intuito mi dice che ci debba essere una correlazione tra le "funzioni cognitive" e il "quoziente intellettivo", ma ammetto di non sapere quale sia, né di poter affermare con certezza che ciò sia vero).



    Per concludere, la mia interpretazione generale del senso dell'articolo è quella che traggo da qui: 

    "[...] we propose here a unifying hypothesis of autism where the core neurophysiological pathology is excessive neuronal information processing and storage in local circuits of the brain, which gives rise to hyper-functioning of the brain regions most affected. Such hyper-functioning in different brain regions is proposed to cause hyper-perception, hyper-attention, and hyper-memory that could potentially explain the full spectrum of symptoms in autism."

    Mi sembra cioè che l"'iperfunzionamento" venga proposto dagli autori come causa unificante di tutti i tratti autistici.


    Ancora:

    "The vast autism spectrum could be explained by the specific degree to which this hyper-functional molecular syndrome is active in different brain areas, which could depend on the precise stage of development that the brain is exposed to a triggering insult, the type of toxic insult, and the presence of any predisposing genes."

    La variabilità delle manifestazioni all'interno dello spettro autistico dipenderebbe quindi dal grado in cui diverse aree del cervello vengono colpite da questo "iper-funzionamento".


    Ora, è certamente possibile che io abbia completamente travisato il senso dell'articolo. Ma, basandomi su quello che mi sembra di avere capito (perché solo su questo mi posso appunto basare), questa teoria mi sembra, usando un eufemismo, piuttosto fantasiosa.
    rondinella61riotLandauer
  • PavelyPavely Post: 3,350
    Argomentato in modo inoppugnabile @iie .

    Leggendo la tua reply, io credo che tu abbia proprio centrato il punto.
  • PavelyPavely Post: 3,350
    Landauer ha detto:

    @Pavely

    Secondo me si fa confusione in questo senso:
    1)Affermi che l'intelligenza è una funzione crescente della quantità e della qualità delle connessioni nel cervello. Più connessioni e di qualità ho, più sono intelligente.
    2)Poi affermi che è stato testato che il QI medio della popolazione autistica è pari a quello della popolazione non autistica (solo la media, magari la deviazione standard è maggiore, stiamo inoltre assumendo che la forma sia gaussiana in entrambi i casi). Quindi, affermi che essendo il QI medio uguale tra ND e NT, l'intelligenza misurata dai test QI (logica) è uguale tra le due popolazioni in media.

    Concludi che visto che ND e NT hanno in media lo stesso QI, allora è impossibile che gli ND in media siano più intelligenti. Ma dato che il QI non misura "l'intelligenza complessiva" ma solo quella logica, è ancora possibile che ND siano più intelligenti ("intelligenza totale") avendo lo stesso QI medio.

    Opinione molto personale: non vedo, ad oggi, come sia possibile misurare l'intelligenza (si può certamente definire l'intelligenza in vari casi, per esempio posso dire che per definizione l'intelligenza di una persona è il risultato nel test del QI).
    Tuttavia mi sembra ben evidente che questa definizione sia molto riduttiva: ho QI sui 135/140 (deviazione standard 15) e sono stupido :)
    L'intelligenza è perfettamente misurabile.

    I test che originano dall'intuizione di Binet - il Quoziente di intelligenza - hanno lo scopo sociale di giustificare i servizi sociali per i ceti umili della comunità.

    Nei primi del novecento, era diffusa l'idea che i poveri fossero tali perché "inferiori" fisicamente e psicologicamente. Binet e molto socialismo del tempo lottarono affinché fossero riconosciuti diritti civili, educativi e sanitari anche ai poveri in modo uguale rispetto alle classi agiate.

    Il test di Binet aveva lo scopo culturale dichiarato di dimostrare che determinate qualità sono presenti, in modo uniforme, sia nelle classi agiate che in quelle povere, che si NASCE intelligenti e che limitare l'offerta di servizi sociali implica uno SPRECO di risorse umane.

    Affermare che il Test di QI indichi, realmente, l'intelligenza è solo espressione della CULTURA NEUROTIPICA (cultura mossa da profonda empatia, desiderio di mutuo-aiuto, spiritualità, socialità, progressismo).

    Cioè: per le persone estremamente neurotipiche, l'espressione: "Il QI indica l'intelligenza" è vera.

    Ma OVVIAMENTE non è assolutamente un dato rispondente alla realtà naturale dell'uomo.

    §

    L'intelligenza indica la quantità e qualità delle connessioni tra le funzioni cerebrali.

    In altre parole: non è come conti o come parli o come ti muovi che indica se sei intelligente. Se sei capace di calcolare a mente cifre mirabolanti, se canti come un usignolo, se danzi come Barishnikov hai delle DOTI GENIALI SPECIFICHE ma non sei, nel modo più assoluto, intelligente.

    L'intelligenza è COME il contare, il parlare o il muoversi (e altre MILLE funzioni del cervello) sono in connessione tra loro.

    In breve: è creare un INSIEME delle funzioni specifiche del cervello.

    Il calcolo è presto fatto. Se una persona è capace di UNIRE più campi, avere PIU' ispirazioni, CONNETTERE più funzioni allora è intelligente.

    §

    Un esempio, di intelligenza ESTREMA, ad esempio, è la SINESTESIA.

    Le persone sinestetiche sono persone più che intelligenti.

    Sempre.

    Senza alcuna eccezione.

    Proprio l'integrazione e la qualità delle connessioni cerebrali indicano l'intelligenza.

    §

    Connettere questa "funzione" di rispondenza al mondo all'autismo è, quindi, stupido.

    Una cosa è l'intelligenza una cosa è l'autismo.

    L'autismo non indica la connessione tra TUTTE le funzioni cerebrali ma SOLO TRA LE FUNZIONI CEREBRALI DEPUTATE ALLA SOCIALITA'.

    Ad esempio: parte della corteccia cerebrale è deputata alla comunicazione, al riconoscimento dei volti, all'interpretazione dei segni sociali, all'empatia et cetera.

    La CONNESSIONE tra tutte queste funzioni si chiama PSICOSOCIALITA'.

    In DEFICIT (cioè una bassa qualità) della PSICOSOCIALITA' è l'AUTISMO.

    §

    Chi non riconosce un volto, chi non sa fare amicizia, chi non sa parlare in pubblico, chi non interpreta i segnali sociali, chi non sa interrompere una relazione... e così via... ha una PARTE DI AUTISMO.

    Quando il deficit delle funzioni psicosociali è PATOLOGICO allora si usa in termine AUTISMO IN SENSO PROPRIO.

    §

    Cioè: io, Paolo, ho dato il mio primo bacio a 36 anni.

    Fino ai miei 32 anni, non ho mai avuto un amico e così via...

    NON AVERE UN AMICO - nel senso letterale del termine - fino ai 32 anni implica un deficit grave il cui nome, correttamente, è a u t i s m o.

    §

    Ciò non toglie che la SCIENZA NEUROTIPICA ha dato e dà diagnosi di autismo anche ai cosiddetti Aspie, cioè alle persone che - tecnicamente - hanno deficit psicosociali lievissimi.

    §

    Ma, sinceramente, gli NT hanno il potere e dettano le regole e la verità.

    TUTTI NOI SAPPIAMO QUALE SIA LA VERITA' NEUROTIPICA. E davanti a persone Nt riconosciamo loro la "ragione".

    Pure: perché tra autistici dobbiamo conformarci alle bizzarrie dei Nt?

    Perché in un ambiente frequentato da Autistici dobbiamo CONFORMARCI alle fantasie neurotipiche?


    iieLandaueralia
  • MarkovMarkov Post: 10,795
    modificato aprile 2017
    Anche i neurotipici pensano tutto il tempo. Ci sono tecniche di meditazione per non pensare a nulla. Anzi, ad esser onesto onesto, così come non esiste solo il bianco e il nero, non mi aspetto che qualsiasi aspie abbia pensieri a riposo troppo diversi dalla media neurotipica. Magari lo studio fa riferimento pure all'attività neuronale non finalizzata al pensiero.
  • iieiie Post: 697
    modificato aprile 2017
    Il post di @Pavely (che, tra le altre cose, affronta l'argomento "cos'è l'autismo") mi ha fatto ripensare a un'altra affermazione che avevo letto nell'articolo di Markram et al., ma che avevo tralasciato nel post precedente.

    Si tratta, in un certo senso, della "definizione" di persona autistica data nell'ambito della Teoria del Mondo Intenso:

    "The Intense World Syndrome suggests that the autistic person is an individual with remarkable and far above average capabilities due to greatly enhanced perception, attention and memory. In fact it is this hyper-functionality, which could render the individual debilitated."


    Gli autori, forti di questa caratterizzazione dell'autismo, si spingono oltre, arrivando a ipotizzare terapie farmacologiche per ridurre l'attività cerebrale:

    "This perspective of hyper-functionality offers new hope for
    pharmacological as well as behavioral treatments. For example, while
    most the commonly prescribed medication try to increase neuronal and
    cognitive functioning, we conclude that the autistic brain needs to be
    calmed down, learning needs to be slowed, and cognitive functions need
    to be diminished in order to re-instate proper functionality."


    Riflettendoci meglio, a "mente fredda" (ho scritto il post precedente di getto, appena finito di leggere l'articolo), la perplessità che ho espresso in precedenza mi implora di lasciarla andare, per fare posto allo sconcerto.

    Davvero, secondo voi, l'autismo è questo?
    Landauer
  • PavelyPavely Post: 3,350
    No, non è questo.

    Io sono @iie proprio dalla tua parte.

    Anche io sono profondamente convinto che l'Autismo non sia questo.
  • pokepoke Post: 1,721
    Ok, prendo atto di quanto sopra, ma è almeno lecito che una persona che soffre per un eccesso di percezione sensoriale voglia saperne di più su cosa che lo fa star male?

    Ora, che la soluzione ipotizzata siano dei farmaci non mi trova favorevole, mi è lecito sperare e cercare soluzioni a questo tipo di problemi?
    Per ora l'unico rimedio è stato isolarmi nella mia stanza, chiudere ogni porta, avvolgere un cuscino intorno la testa e sperare di addormentarmi.

    Non è purtroppo possibile eliminare questi stimoli che sembrano trapanarmi il cervello.
    Mi innervososcono e spesso sono tra le cause che fanno emergere in me una forte intolleranza verso le persone ed il rumori o movimenti che provocano, facendomi desiderare la solitudine assoluta.
    MononokeHimeiieSophiaLandauerFenice2016
  • iieiie Post: 697
    Credo sia più che lecito, @poke.

    Credo sia più che lecito che tu, come essere umano, cerchi una spiegazione alle tue sofferenze e, se possibile, una soluzione per poterle alleviare.
    E io, come essere umano, non posso che augurarti di riuscire a trovarle.

    Magari questa Teoria del Mondo Intenso corrisponde alla tua esperienza personale dell'autismo; io, ovviamente (come ho specificato nel mio post in cui rispondevo alle tue domande), parlavo della mia, e soltanto di quella. Non posso, non voglio e non devo contestare la tua.
  • PavelyPavely Post: 3,350
    poke ha detto:

    Ok, prendo atto di quanto sopra, ma è almeno lecito che una persona che soffre per un eccesso di percezione sensoriale voglia saperne di più su cosa che lo fa star male?

    Ora, che la soluzione ipotizzata siano dei farmaci non mi trova favorevole, mi è lecito sperare e cercare soluzioni a questo tipo di problemi?
    Per ora l'unico rimedio è stato isolarmi nella mia stanza, chiudere ogni porta, avvolgere un cuscino intorno la testa e sperare di addormentarmi.

    Non è purtroppo possibile eliminare questi stimoli che sembrano trapanarmi il cervello.
    Mi innervososcono e spesso sono tra le cause che fanno emergere in me una forte intolleranza verso le persone ed il rumori o movimenti che provocano, facendomi desiderare la solitudine assoluta.

    Io penso @poke che occorra distinguere tra Percezioni e Sensorialità (che gli Nt chiamano "sensi").

    Esattamente: io credo che tu confonda ciò che uno stimolo è NEL CERVELLO (percezione) da ciò che uno stimolo è NEL CORPO (sensorialità).

    Tento di spiegarmi: per il corpo, @poke equilibrio e udito sono la stessa cosa. Sono organi dell'orecchio, spingono la persona a 'ballare' a ritmo, aiutano la coordinazione oculo-motoria, sono necessari nel camminare e così via. Tecnicamente, il corpo usa i suoni per trovare un equilibrio.

    Ora: se tu osservi bene, tutti i sordi camminano.

    I sordi, @poke, camminano perché hanno la sensorialità dell'udito ma non hanno la percezione. Oppure: hanno la percezione dell'udito ma non la sensorialità. La cosa, tu comprendi, dipende da dove è il "danno": può accadere che l'orecchio sia perfettamente formato ma il cervello non possa interpretare il segnale o può accadere che un cervello sia completamente formato per 'ascoltare' ma l'organo uditivo abbia un danno permanente.

    Ti sorprenderebbe sapere cosa il Corpo - effettivamente - percepisce.

    §

    Ma ciò che ti accade, credo, riguarda le sensazioni.

    Parlo di vista-udito-olfatto-gusto-tatto-propriocezione.

    Quand'è che le sensazioni (CERVELLO) sono fuori sincrono e cosa produce una cosa simile?

    Risposta: le emozioni.

    Una persona felice può stare in un'arena di un concerto a 1.000 decibel in senso m e t a f o r i c o e sentire solo la voce della persona amata.

    Oppure: una persona depressa può interpretare anche il più leggero tono di voce come dolorosissimo. Una persona arrabbiata se toccata, può schizzare come se gli avessi versato dell'acqua calda sul braccio oppure una persona tesa può tremare dal freddo anche con una temperatura ragionevole.

    Gli esempi sono mille.

    Il "linguaggio" delle sensazioni è dato dal linguaggio delle emozioni.

    Prima sai cosa sia affetto, felicità, amore... (ad esempio) e poi impari cosa sia il tatto (cosa significa abbracciarsi, toccarsi, baciarsi?).

    §

    Ora: io affermo che le persone autistiche - in modo generico - non provano due emozioni specifiche: il disgusto (si attiva l'area deputata alla tensione) e la sorpresa (si attiva l'area deputata alla paura). E questo SENZA MAI DIMENTICARE che la verità neurotipica afferma che gli Autistici provino queste emozioni (chiaramente si tratta solo di un dato "immaginato" dai neurotipici). Parlando con un Nt occorre sempre dire: "Si, sono assolutamente convinto che noi autistici proviamo disgusto e sorpresa". Si tratta di una bugia "bianca" per fare in modo che gli Nt non ci crofiggano con le loro teorie.

    §

    Se determinate sensazioni ti fanno soffrire, @poke devi interrogarti sulle tue emozioni.

    C' qualcosa delle tue emozioni e del modo in cui vivi le emozioni che ti spinge a "sentire" troppo.

    Tento così: in casi di Empatia estrema, alcune persone provano sulla propria pelle situazioni che vedono (Neuroni "Mirror").

    Ad esempio. se siamo innamorati di una persona (emozione: Amore), se questa si tocca i capelli anche noi siamo portati a farlo. E se non lo facciamo, sentiamo come un prurito, come se una mano ci accarezzasse proprio i capelli.

    Oppure: se guardi un film horror o un programma d'azione c o i n v o l g e n t e ti accorgi che molte sensazioni sono un'eco di ciò che stai vedendo e sono perfettamente corporee (le s e n t i).

    Gli esempi potrebbero essere mille e poi mille.

    §

    Ci sono delle emozioni che ti stanno spingendo a deformare - come uno specchio di un tempo - le percezioni.

    Ma è un problema delle t u e emozioni.

    §

    (No, non dell'Asperger o altro).
    LandauerMononokeHimeFenice2016
  • SophiaSophia Post: 5,904
    È chiaro che nello spettro le caratteristiche emergenti siano differenti in ogni persona e anche i relativi disagi, a seconda della latitudine da cui si vive la cosa. La differenziazione si fa poi più interessante e ampia se si osserva il fenomeno nei maschi e nelle femmine.

    La difficoltà di integrazione e processamento sensoriale è una cosa molto frequente nei bambini e nelle persone nello spettro, e a tal proposito invito a leggere sia i libri di T. Grandin sia quelli di D.Williams, che ritengo siano molto più esaustivi di qualunque manuale.

    @poke questo articolo di @wolfgang spiega molto bene la tua difficoltà

    http://www.spazioasperger.it/index.php?q=articoli-divulgativi&f=14-le-porte-della-percezione

    Copio e incollo.
    "Molte persone autistiche hanno problemi a distinguere tra background (sottofondo) e foreground (primo piano). Non sono capaci di distinguere tra stimoli rilevanti e non. Percepiscono tutta la realtà senza filtri e selezione. Manca il senso nella struttura neurologica in grado di gerarchizzare la percezione sensoriale e quindi discriminare, in rilevanza, tra stimoli differenti.

    Il risultato è un fenomeno apparentemente paradossale: le informazioni sensoriali sono ricevute in un´infinità di dettagli e contemporaneamente nella loro completezza olistica (globale)"..........

    Capire cosa fare è molto interessante a mio avviso proprio per chi ha il tuo stesso funzionamento, di cui condivido moltissime cose; e credo sia utile soprattutto per le famiglie e i bambini che vivono ogni giorno il disagio da te ben espresso, perché riuscire a trovare strategie di intervento per i più piccoli significa sicuramente riuscire ad avere adulti con meno difficoltà e più strumenti adattivi in loro possesso.

    A tal proposito ho trovato un libro di O. Bogdashina "Le percezioni sensoriali nell'autismo e nella sindrome di Asperger:

    http://www.spazioasperger.it/index.php?q=articoli-divulgativi&f=18-le-percezioni-sensoriali-nell-autismo-e-nella-sindrome-di-asperger

    Larticolo è del dott. D.Moscone.

    iieLandauerMononokeHimeFenice2016
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
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