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Massa, 18 febbraio 2023, evento gratuito

Problemi in ascensore con altre persone

Anche voi vi sentite in imbarazzo ad entrare in ascensore con altre persone?
Io vivo in un condominio all'ultimo piano quindi sono obblgato a prenderlo ogni volta che entro/esco da casa e ogni volta che trovo qualcuno ad aspettarlo sono guai. Non mi riferisco alla claustrofobia, ovviamente, ma proprio al fatto di dover condividere il mio spazio insieme ad altra gente. Mi vengono in mente un sacco di dubbi: devo dire qualcosa? Lascio che il "viaggio" avvenga in silenzio? E se quello/quella mi chiede qualcosa cosa rispondo? Nel mentre cosa faccio/dove guardo?
Spesso preferisco fare le scale a piedi (4 piano...) piuttosto che condividere quei momenti con uno sconosciuto.
Ditemi che non accade solo a me...
woodstock

Commenti

  • NewtonNewton Post: 5,327
    modificato giugno 2017
    Io faccio le scale a piedi. Il mio ascensore è molto piccolo e condividerlo con altri significa sentirne anche l'alito. Se proprio sono costretta, mi guardo i piedi e sto zitta oppure faccio considerazioni sul meteo del giorno. Di solito le persone stanno zitte oppure fanno a loro volta considerazioni sul meteo, o parlano di problemi condominiali se ce ne sono. Qualcuno mi chiede come sta qualche mio parente che conosce e di salutarlo.
    L'unica volta in cui, in ascensore, ho avuto una conversazione sgradevole finita male è stata con un uomo che non abitava nel condominio e che ha fatto dei commenti sul mio aspetto fisico. Gli ho detto di farsi gli affari suoi in modo poco garbato, per così dire.
    Post edited by Newton on
    LandauerLibellulamarco3882
  • pokepoke Post: 1,721
    Mi accadeva in passato, provavo disagio proprio ad incontrare i vicini, quindi programmavo le uscite in modo da prendere l'ascensore da sola, per il rientro era sufficiente rallentare o accelerare il passo, fermandosi ad esempio a controllare la posta.
    Poi ho iniziato ad osservare le persone, vedevo visi imbambolati fissare il vuoto, questo mi ha dato maggior sicurezza, in genere non parlo, in quanto non mi sembra che gli altri ne abbiano una gran voglia, mi limito ad un sorriso quando entro, a dire: a che piano va'? Facendo capire che serve per posizionarsi in ascensore, quindi inizio a guardare le porte, e le pareti, i rumori e poi scorro con lo sguardo i visi. In questo modo, osservando le sensazioni il tempo passa, senza aver tempo di lasciar spazio all'imbarazzo (che negli anni è quasi sparito, lasciando il posto ad un atteggiamento divertito).
    LibellulaOrsoX2
  • SophiaSophia Post: 5,904
    modificato giugno 2017
    Inizio col dire che odio andare in ascensore in generale per i cattivi odori che sento, e che avverto anche ad ascensore vuoto, soprattutto se qualcuno è salito prima di me.

    A parte la mia esperienza sensoriale, come sempre troppo ampliata, un'altra cosa che non mi piace è chi mi corre dietro velocemente per poter prendere l'ascensore con me, mentre io invece se posso rallento e prendo il prossimo, proprio per starmene da sola.

    @AlexMoore voglio però raccontarti di un libro che ho letto non molto tempo fa sul tema. Sperando di non annoiare chi legge.

    Il libro è di Dario Maestripieri e si intitola, A che gioco giochiamo noi primati. Evoluzione ed economia delle relazioni sociali. Nel testo l'autore, attraverso decennali ricerche, prova a rispondere ad alcune curiosità rispetto ad alcune risposte comportamentali, tra cui appunto quella di sentirsi a disagio quando saliamo in ascensore.

    Mi piace la lettura di studi come quelli riportati dall'autore perché mostrano come alcuni meccanismi siano stati premiati a livello evolutivo per necessità di sopravvivenza, e siano ancora riscontrabili in alta percentuale nelle persone.

    Parlando di persone neurodiverse, diciamo che restare in un ambiente aperto con degli umani non è qualcosa che viene avvertito come positivo,  figuriamoci rimanere chiusi in un luogo piccolo con un possibile nemico come possa essere considerato dalla nostra paleocorteccia!

    Le risposte dell'autore possono essere utili se guardiamo alla faccenda dell'iper-attivazione del sistema limbico, ovvero di tutte quelle strutture correlate alle funzioni fondamentali per la conservazione della specie; l'innescarsi di risposte adattive, come il sussulto per un rumore avvertito come un pericolo, o come il disagio in ascensore, può render ragione di meccanismi apparentemente assurdi, tuttavia spiegabili come attivazioni automatiche a livello neurologico per fini adattivi.


    Mi scuso per il mini-saggio di biologia evolutiva ma non ne ho potuto fare a meno!
    Piu82OrsoX2LifelsMononokeHime
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • Grazie mille lollina, appena posso cercherò di recuperarlo!
    Sophia
  • Anch'io odio stare il ascensore con qualcun altro. Mi ricordo che una volta ero in gita con i miei compagni e una di loro mi diceva di prendere l' ascensore e io ho detto che preferivo fare le scale , lei mi ha tirato dentro,un secondo prima che l' ascensore partisse sono uscita .
  • vera68vera68 Post: 3,471
    Penso che sia una cosa molto comune a tutti. L'ascensore è un ambiente piccolo e obbliga le persone a ridurre il raggio della propria sfera personale inviolabile
  • Il problema non è tanto costituito dagli altri, per me, in quanto mi ritaglio uno spazio mentale invalicabile; ma il senso di claustrofobia e la possibilità che si possa bloccare l'ascensore (e nessuno sa quanto io odi perdere tempo fronteggiando emergenze)
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