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Massa, 18 febbraio 2023, evento gratuito

Spazio personale

Non ho trovato nessuna discussione specifica, a riguardo, ma solo accenni sparsi in vari thread del forum. Se i moderatori lo ritengono, possono eventualmente accorpare il messaggio ad altre discussioni...

Pare che una caratteristica ricorrente degli AS sia quella di non gradire il contatto "leggero", i tocchi occasionali, i contatti corporei lievi (mentre in generale, se ho capito bene, gli abbracci sono accolti con più facilità. Correggetemi però se sto dicendo qualche sciocchezza). Io condivido tutto questo, ma sinceramente vado anche oltre: se una persona da me non invitata, o a volte anche un oggetto, invade quello che percepisco come il mio spazio personale (arrivando a una prossimità di qualche centimetro da me) mi sale un senso irresistibile di ansia e rabbia.

In ufficio mi è capitato di chiedere che fossero spostate delle borse dalla postazione accanto perché arrivavo quasi a toccarle. Ricordo che un collega che mi lavorava accanto, che a volte doveva muoversi con la sua sedia nella mia direzione per controllare una cosa sulla stampante, mi arrivava spesso a pochi centimetri di distanza. Capitava diverse volte, nel corso della giornata, e non riesco a descrivere il senso di fastidio fisico che provavo. 
Al cinema spesso è un problema: se qualcuno accanto a me ha un giubbotto in grembo, che arrivi anche solo a sfiorarmi, gli chiedo di toglierlo. Stessa cosa per le borse: se anche solo un lembo della tracolla arriva a sfiorarmi, devo per forza chiedere che venga spostata. Gli amici con cui vado al cinema ormai si sono abituati e non ci fanno caso, però mi rendo conto che è un comportamento percepito come strano.

Anche in metro ormai è un problema, specie in questo periodo in cui i vagoni sono costantemente strapieni. Ogni volta che prendo la metro, mi preparo per default a un bel quantitativo d'ansia.

C'è qualcun altro che ha un problema analogo con lo spazio personale e con le "intrusioni" in esso?
"There are those that break and bend. I'm the other kind"

Cinema, teatro, visioni
Blue_SoulLandauerwhatsername84Mind_Traveller

Commenti

  • NewtonNewton Post: 5,327
    A me da fastidio il contatto accidentale, soprattutto lieve. Se sull'autobus qualcuno mi sfiora il braccio provo fastidio. Un fastidio enorme mi deriva da quelle persone che, in un contesto come il treno, posano le braccia sui braccioli (comuni) e ne avverto il contatto o una prossimità eccessiva. Tra l'altro faccio come certi bambini: mi "pulisco" se mi toccano. Non è una questione igienica, lo faccio perché mi sembra che sulla pelle permanga quella sensazione di essere stata toccata e devo estinguerla.
    Non mi piace quando le persone mi stanno troppo vicine o si prendono spazi che reputo miei. Per esempio, condividendo una scrivania anche ampia, se la persona di fianco a me occupa troppo spazio a me vicino, mi irrito. Ma cerco di non darlo a vedere.
    L'unica persona che non mi da mai fastidio è mia nipote, che è una bimba. A volte quando guardiamo i cartoni animati si sdraia sul divano vicina a me e non mi da fastidio per nulla. Posso anche prenderle una mano a farle delle carezze sulla testa. È un po' la stessa cosa che mi succede con i gatti.
    Marco75whatsername84Mind_Traveller
  • iieiie Post: 697
    Mi riconosco assolutamente in tutto ciò che hai scritto, @Marco_75.


    Anche per me, ad esempio, la metro è molto problematica da questo punto di vista (e anche da altri, ma non voglio andare off topic).

    La mia reazione, quando percepisco una "invasione del mio spazio", può essere anche piuttosto brusca: digrignare i denti, stringere i pugni, ringhiare (a bassa voce), spostarmi di scatto (quando è possibile, ma a volte anche quando non lo sarebbe (il che crea ulteriori problemi, perché poi non ho più un posto dove mettermi e rimango come "sospeso", alla ricerca del mio "nuovo" spazio)), dare un calcio al mio zaino o al palo più vicino (di quelli per sorreggersi), etc.

    Mi sto impegnando molto, in questo ultimo periodo, per cercare di gestire questa "rabbia" (non so nemmeno se si possa definire così), o almeno evitare di esternarla in modo così palese.

    Una strategia che mi sta dando dei piccoli risultati è quella di viaggiare con gli occhi chiusi (e auricolari con musica nelle orecchie), immaginando che non ci sia nessuno intorno a me.

    Piccoli risultati perché, comunque, basta il minimo contatto a "rompere l'incantesimo".

    Poi spesso la presenza dell'altra persona si "sente" senza il bisogno di vederla.

    Non è insomma una strategia efficacissima, ma è la migliore che ho trovato finora.


    Anch'io, come Newton, mi "pulisco" quando qualcuno mi tocca.
    NewtonMarco75
  • Marco75Marco75 Post: 2,110
    Sì, @iie, le reazioni rabbiose che descrivi le conosco bene. Sono simili alle mie, io ultimamente sono arrivato anche a mugugnare imprecazioni a bassa voce, e a lanciare occhiate torve al "colpevole" del tocco. Mi rendo conto che sono reazioni irrazionali, e cerco di limitarle, ma non sempre ci riesco.

    Riguardo al "pulirsi", io non l'ho mai fatto, però mi avete fatto venire in mente un episodio durante un talk show televisivo, qualche anno fa. C'erano due politici di due partiti diversi, non dirò quali perché non ha importanza. Erano seduti uno accanto all'altro. Ricordo che uno dei due, mentre si rivolgeva all'altro, lo toccò con la mano sulla spalla. Il secondo fece appunto il gesto, rapido ma visibile, di "pulirsi". Ricordo che fu messo in croce per questo. Chissà, magari aveva un problema analogo con lo spazio personale e il contatto.

    Che poi, a prescindere da tutto, toccare l'interlocutore mentre si sta parlando, lo trovo in assoluto un gesto molto maleducato. A meno che non ci sia molta confidenza, e palesemente non era quello il caso. E' un'invasione arbitraria di uno spazio che appartiene a un'altra persona. Chi te l'ha data questa confidenza, come ti permetti? Io probabilmente avrei reagito anche peggio.
    "There are those that break and bend. I'm the other kind"

    Cinema, teatro, visioni
  • iieiie Post: 697
    Concordo anche sul mugugnare imprecazioni/insulti, a volte piuttosto pesanti, che spesso si accompagnano al "ringhiare" che dicevo sopra (e io, di solito, sono una persona che assolutamente non usa parolacce ed espressioni "volgari" nel parlare).
    Marco75
  • @Marco_75 Ti capisco eccome. In autobus cerco sempre di trovare un posto che mi permetta di non avere troppe persone attaccate, ma se mi trovo "circondata" oppure le borse degli altri mi toccano sento l'ansia salire. Stessa cosa al cinema, con le giacche degli altri.

    Mi ricordo che a scuola, già alle elementari, non sopportavo che il compagno di banco invadesse il mio spazio con il quaderno o l'astuccio e me la sono porata avanti fino all'Università questa necessità, spostando quaderni quando occorreva.

    Mind_Traveller
    "Siamo tutti in un fosso, ma alcuni di noi guardano le stelle" - Oscar Wilde -
  • Si, come se gli altri esseri umani o animali non provassero fastidio nel vedersi o sentirsi invadere lo spazio personale... ma dai è una cosa universale  :))
  • iieiie Post: 697
    Non capisco il tuo commento, @andreaMO: Marco_75 ha appunto chiesto ad altri esseri umani (non poteva, per ovvi motivi, chiederlo anche ad altre specie animali) se provano la stessa cosa che prova lui (o, almeno, qualcosa di simile, dato che è impossibile stabilire esattamente cosa provi un'altra persona).
  • Mi è venuto in mente che alle elementari succedeva che mi dava fastidio se gli oggetti del compagno sconfinavano sul mio banco, e risolvevo staccando il banco.
    Marco75Mind_Travellerwhatsername84
    Che io abbia il corraggio di accettare le cose che non posso cambiare, la forza di cambiare le cose che posso cambiare, e la saggezza per poterle distinguere. (versione personale)
  • @iie E non lo capirai no, se fai di ogni movimento o attimo una legge assoluta. Certo non puoi chiedere ad un cane Bau, ti da fastidio se tocco la tua cuccia? non puoi. Ma allo stesso tempo è scontato ovvio e obbligatorio che ti ringhierà a morte. Perché è la logica, l'instinto chiamalo come vuoi
    E non è eccezione per gli umani, ogni fastidio è poi soggettivo ma è provato da tutti universalmente perchè cosi DEVE essere. Esattamente come lo provi tu, un fastidio fisico, di invadenza
    Quelle persone che "toccano" parlando.. si parla di casi di mancata educazione in età infantile. Non è cattiveria certo ma pur sempre fastidioso
    Ma vedi, anche in questo caso le eccezioni fioccano.. non esiste mai la legge assoluta
  • nebelnebel Post: 344
    di recente ho letto qualche articolo sulla prossemica, è un argomento che trovo interessante. sostanzialmente in un ambiente non familiare tutti necessitiamo di avere un certo controllo della distanza fisica, permettiamo a chi ci è amico di starci accanto e interloquiamo con chi non conosciamo ad una distanza che istintivamente riconosciamo come sicura. il contesto dei mezzi pubblici è piuttosto eclatante, perché mostra comportamenti istintivi e anche differenziazioni di tipo culturale:
    -fino a che si trovano posti liberi (mettiamo il caso di posti doppi) tutti o quasi ne occuperemo uno al cui fianco non sia già seduto qualcun altro;
    -una volta occupati i singoli posti affiancati dal sedile vuoto molti preferiranno rimanere in piedi, in una posizione che possibilmente eviti un eccessivo contatto (in piedi rivolti verso il finestrino);
    -le persone dei paesi arabi (questo lo ho letto) e quelle di colore (questo lo noto quotidianamente) sentono meno il problema, guardandomi intorno sul bus sono le prime che occupano i sedili liberi accanto a quelli occupati (possono occuparli anche gli occidentali, ma quasi sempre previa richiesta, come se servisse l'ok dell'altro).

    se avete altre osservazioni in merito sarei interessata.

    io provo fastidio, ma non reagisco mai in alcun modo, non sono capace e in queste occasioni riesco a sopportare senza troppe forzature. anche io ho la sensazione che il tocco permanga nel tempo, è molto spiacevole. in particolare odio quelle persone che per farti capire che devono passare ti puntellano col dito, magari pure sudato. come @iie anche io a volte chiudo gli occhi, la musica è requisito necessario per frequentare i mezzi.
    Marco75Mind_Traveller
  • iieiie Post: 697
    Non sto discutendo quello che dici, @andreaMO (che mi pare ragionevole).

    Quello che non capisco è perché tu sia intervenuto in questo thread, il cui scopo era appunto quello di confrontarsi con altri esseri umani sulla tematica, dicendo "come se gli altri esseri umani non provassero [...]".

    Mi sembra una cosa senza senso. Tutto qui.
  • nebelnebel Post: 344
    andreaMO ha detto:

    Quelle persone che "toccano" parlando.. si parla di casi di mancata educazione in età infantile. Non è cattiveria certo ma pur sempre fastidioso
    Ma vedi, anche in questo caso le eccezioni fioccano.. non esiste mai la legge assoluta

    non è necessariamente mancata educazione, come dicevo è una variante culturale, alcune culture sono più fisiche della nostra, ci si tocca e si sta a una distanza, che noi riterremo intima, anche solo tra amici.
  • No, questa discussione è nata come "pare sia una caratteristica AS", ho precisato che non lo è
    @nebel giusto, ma contestualizzo la discussione nella sua posizione, italia, quindi si parlerà di italiani 99 volte su 100, sulla pratica facciamo 100 su 100. Altrimenti dovrei dire, gli italiani poco educati ti toccano
    Ma gli arabi educati anche
    Probabilmente anche gli svedesi maleducati
    Chissà quelli della Danimarca???
  • Marco75Marco75 Post: 2,110
    Che il fastidio per l'"invasione" dello spazio personale sia una caratteristica universale è facilmente intuibile (anche se, come ha specificato @nebel, entrano poi in gioco fattori culturali che concorrono molto alla quantificazione di quest'ultimo).

    Il mio quesito riguardava l'intensità di questo fastidio e le reazioni ad esso: per questo ho ritenuto di chiedere qui quale fosse l'esperienza degli altri utenti. Il "pare sia una caratteristica AS" (peraltro espresso in forma dubitativa) l'ho preso da alcune informazioni che ho potuto rilevare dalla lettura del forum e da descrizioni sommarie trovate in rete. Senza nessuna pretesa di scientificità, infatti ho precisato persino "correggetemi se sto dicendo qualche sciocchezza".

    Il rischio di leggere tutto in "chiave Asperger" è sempre presente, ne sono consapevole, e infatti penso che queste discussioni servano anche a chiarire certi aspetti.
    whatsername84
    "There are those that break and bend. I'm the other kind"

    Cinema, teatro, visioni
  • iieiie Post: 697
    Credo tu stia enormemente decontestualizzando/reinterpretando il discorso, @andreaMO.

    Rileggiamo con attenzione il post iniziale.

    (I) Innanzitutto non è stato scritto "pare sia una caratteristica AS" (il che, mi sembra tu voglia dire, sottintenderebbe che si tratti di una caratteristica esclusiva nell'Asperger).

    Quello che è stato realmente scritto è: "Pare che una caratteristica ricorrente degli AS sia [...]", il che mi sembra chiaramente interpretabile come "Stando a quello che ho sentito, letto, etc. [scritto da una persona che in questo periodo si sta informando sulle caratteristiche della Sindrome di Asperger] mi sembra di avere capito che la caratteristica di non gradire il contatto leggero sia particolarmente diffusa tra le persone Asperger {il che  non esclude, assolutamente, che possa essere presente anche in persone non Asperger [tra l'altro ti faccio presente che chi che ha scritto il commento non ha mai definito sé stesso "Asperger", né ha mai sostenuto di esserlo (quindi si presenta semplicemente in qualità di "essere umano", come hai scritto tu)]}.

    Inoltre, se guardi bene, questo commento sulla ricorrenza negli Asperger era riferito a un'altra caratteristica, non a quella che è poi oggetto della successiva domanda posta da Marco_75 (ossia al non gradire il tocco leggero, non alla questione dell'invasione dello spazio personale).


    (II) Lo stesso Marco_75 scrive chiaramente "correggetemi se sto scrivendo qualche sciocchezza". Da questo si deduce chiaramente che Marco_75 non stia scrivendo qualcosa che secondo lui vale "in senso assoluto", ma che stia semplicemente cercando un confronto con altri esseri umani.


    (III) Marco_75 parla poi di quella che sente come sua caratteristica personale. La descrive concettualmente, poi ne fa degli esempi. In tutto questo non cita mai una singola volta la Sindrome di Asperger. Sta, semplicemente, parlando di sé stesso.


    (IV) Infine, dopo avere descritto la sua esperienza personale, Marco_75 chiede agli altri utenti del forum di parlare delle loro, se provano qualcosa di analogo (e questo è, semplicemente, lo scopo del forum).


    La tua presa di posizione mi sembra, quindi, bizzarra e del tutto priva di logica.
    Marco75whatsername84
  • Mind_TravellerMind_Traveller Post: 175
    modificato luglio 2017






    Mi ci ritrovo anch'io nella descrizione. 

    A me dà incredibilmente fastidio se qualcuno invade il mio spazio. Può essere ristretto se è necessario, come su autobus e in macchina (e già restringerlo è stressante) ma mi crea rabbia se qualcuno vi entra o ci mette cose sue. 

    Per esempio, se al cinema qualcuno
    accanto a me appoggia la sua borsa con qualche cm dell’oggetto che supera il limite immaginario che parte
    dal mio sedile e arriva al sedile davanti. O se qualcuno tocca qualcosa di mio, ma anche se un mio oggetto è sfiorato dall'oggetto di un'altra persona (come la mia borsa, dalla giacca di un altro). 

    Detesto le persone che parlano venendoti troppo vicine (se ti tocco alzando il braccio sei troppo vicino, a meno che io non ti conosca davvero bene, come parenti o amici). Per gli amici/parenti vale la regola del passo: stai a un passo da me e tutto andrà bene (LOL). L'unico che può venirmi così vicino da toccarci è il mio compagno. 

    Allo stesso modo sopporto male gli abbracci (tranne del mio compagno, che mi fanno l'effetto opposto) e peggio ancora i bacini (che brutta abitudine mediterranea! è pure poco igienica!). La stretta di mano invece mi va bene, anzi, mi permette di tenere chi sto salutando alla giusta distanza. 

    Chi invece ha quella brutta abitudine di toccarti mentre ti parla (ti tocca la spalla, il braccio e movimenti simili) è davvero insopportabile per me. So che è questione di cultura anche, quindi evito di dire qualcosa e se posso mi allontano o concludo velocemente la conversazione. 

    Per questo motivo scelgo attentamente i posti a sedere che occupo: sul treno mi siedo sempre su quello singolo se è libero, che dà le spalle al muro e mi permette di controllare lo scompartimento. Se invece non è libero quello, mi siedo sui doppi verso il finestrino, appoggio la borsa a lato e mi metto le cuffiette nelle orecchie, in modo che le persone siano scoraggiate dal chiedermi di liberare il posto (ovviamente evito il contatto oculare quando entrano, quindi se vogliono sedersi devono richiamare la mia attenzione e farmi togliere le cuffiette, e questo succede davvero solo se è l'ultimo posto disponibile). Questo mi permette di viaggiare abbastanza in pace. Allo stesso modo in una sala d'aspetto sceglierò il posto a sedere singolo (con il tavolino vicino) e possibilmente in un angolo con le spalle al muro. 

    @whatsername84anch'io faccio la cosa dei quaderni!! :) al liceo (non ero ancora brava a calmarmi da sola) ho quasi lanciato una compagna di banco per terra per questo motivo! Aveva quel maledetto braccio e astuccio che superavano la linea di metà banco (erano i banchi lunghi doppi :(  ) e io cercavo di allontanarmi sempre di più dal suo braccio per non farmi toccare, fino ad avere poco spazio per me... mi sono sentita una stupida dopo perché la classe e il professore mi hanno guardata come una pazza :( 


    @andreaMO per risponderti, nei paesi scandinavi hanno spazi interpersonali molto molto più dilatati di quelli nei paesi mediterranei. 




    Marco75whatsername84
  • @Marco_75 meno male che tu sai già dove voglio arrivare  :))  ..  in ogni caso è un bene che ogni tanto si prendano qualche critica gratuita 
  • riotriot Post: 6,858
    @andreaMO non è la stessa cosa che si verifica nell'Autismo.
    cioè il fastidio dal venir toccati per un fatto di educazione e per la salvaguardia della proprietà privata è una cosa.

    altra cosa l'eccesso di sensorialità che porta a reazioni come quelle descritte da Marco_75, cioè la previsione che un certo contatto possa o vada già oltre il limite soggettivamante percepito come "di sicurezza" e possa quindi avvenire o avvenga.

    cioè quello che descrivi tu Marco_75 non è un'altra cosa (a mio modesto parere) dall'ipersensibilità sensoriale, ma ne è parte.
    il caso degli oggetti è, penso, una questione di ordine.

    e l'esempio che hai fatto della metro, mi ha ricordato i tempi delle medie e del liceo quando, non avendo un mezzo mio privato, dovevo usare quelli pubblici. allora mi racchiudevo nel minor spazio possibile, protetto dai tubi reggimano, per evitare la possibilità di un contatto accidentale.

    Marco75whatsername84Mind_Traveller
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