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Definizione di neurodiversità

SunsetSunset Post: 133
modificato maggio 2017 in Diagnosi, criteri e strumenti
Mi stavo chiedendo: per neurodiversità si intende unicamente una diversità a livello organico, che si riflette nei comportamenti e nei modi di essere, o si può indicare unicamente una variazione dei comportamenti rispetto alla "normalità" (senza nulla di organico)? Faccio questa domanda perchè mi stavo ponendo il quesito se la neurodiversità fosse intesa solo nel caso dello spettro autistico, o potesse essere usata come definizione anche in relazione a quei disturbi che implicano forti differenze rispetto alla norma, come i disturbi di personalità.
Post edited by Sophia on

Commenti

  • osurosur Post: 750
    Se per organico intendi una diversità strutturale, del cervello, con diverse connessioni neuronali o delle parti stesse del cervello credo di si. Mi pare di aver letto di studi fatti tramite risonanza magnetica che evidenziano differenze. Ma attendiamo chi ne sa di più.
    Sunset
  • DomitillaDomitilla Post: 3,101
    Effettivamente leggendo in giro c'è chi inserisce anche il disturbo bipolare o di personalità nella neurodiversità.
    Beh, non sono d'accordo.
    Un Aspie che non subisce "attacchi esterni", se vivesse in in mondo su sua misura non soffre per la sua condizione.
    Viceversa, credo che un bipolare in un mondo di bipolari starebbe comunque male.
    riotSunsetKaleenmilly
  • SunsetSunset Post: 133
    modificato aprile 2015
    Leggendo in rete ho trovato diverse analogie tra i disturbi di personalità evitante e schizoide e la sindrome di Asperger, quindi mi chiedevo se anche questi potessero rientrare nella neurodiversità. Forse il criterio determinante è che questi disturbi possono essere trattati attraverso psicoterapia ecc, mentre la sindrome di Asperger è un vero e proprio modo di essere che non si può eliminare.
  • KaleenKaleen Post: 386
    @PyramidHead  ...anche il DOC anche il disturbo narcisistico di personalità anche la tourette anche a volte l'x fragile... ma se cercassimo di tutte queste cose analogie con la neurotipicità ne troveremmo a bizzeffe no? :)
  • SunsetSunset Post: 133
    @Kaleen Appunto, siccome ci sono tanti disturbi simili all' AS, cosa fa di quest' ultimo una neurodiversità e degli altri no?
  • KaleenKaleen Post: 386
    @PyramidHead secondo me abbiamo in dotazione un sistema operativo differente. Alcuni disturbi invece è come se fossero il classico sistema operativo con delle instabilità di sistema. 


    SunsetValeymkupShiki_Tima_RyougiDoor
  • KaleenKaleen Post: 386
    passo questo link che ho trovato in rete proveniente da un sito sull'autismo che non conosco, ma l'articolo in questione è interessante e porta proprio l'esempio che ho riportato io :D
  • LibellulaLibellula Post: 697
    modificato maggio 2017
    @Domitilla, @iie Ho letto questa definizione da wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Neurodiversity 

    Challenging pervasive social norms and stigmas, it frames autism, ADHD/ADD, dyslexia, bipolarity and other neurotypes as a natural human variation rather than a pathology or disorder, and rejects the idea that neurological differences need to be (or can be) cured, as they believe them to be authentic forms of human diversity, self-expression, and being.  fonte 

  • Dal mio punto di vista posso dire che io sotto stress funziono diversamente dagli altri. Si altera il mio modo di dormire, mangiare, ritmi biologici. Tutto ciò mi rende difficile condurre una vita "normale" ed organizzata come gli altri. Geneticamente nella mia famiglia ricorrono altri casi ma a livello ambientale sono cresciuta in condizioni difficili, ma la vera crisi è iniziata dopo i venti anni
    iieDomitillaSophiaValenta
  • DomitillaDomitilla Post: 3,101
    Però vedi, tu @Libellula da bipolare puoi diventare neurotipica se ti trovano un trattamento farmacologico adatto.
    Un autistico o un dislessico no.
    Credo che qui stia la differenza.
    anxietyLibellulaUllastro
  • DrMoodyDrMoody Post: 362
    Te la spiego come l'ho capita nel corso di psichiatria: la neurodiversità, come indica il nome, parte dal presupposto che ci siano variazioni nella conformazione neurologica dei cervelli umani, e che queste variazioni non siano necessariamente patologiche. In sé è un concetto ragionevole, che però si scontra con lo stato ancora assai arretrato delle conoscenze sulla mente umana (rispetto, che so, alle conoscenze sul sistema cardiocircolatorio). Nella pratica, non conoscendo l'eziologia di tutte le patologie psichiatriche, diventa difficile definire cosa possa essere neurodiversità e cosa no.
    È difficoltoso stabilire se l'alterazione neurologica preesiste alla, o se è una conseguenza della, malattia. Nel primo caso potremmo parlare di neurodiversità (ed entrare nel discorso su normale e patologico di Canguilhem), nel secondo sicuramente no. Il fatto è che non è così chiaro in quale situazione ci troviamo, e in sé nemmeno il neuroimaging è in grado di fornire sempre risposte a questa domanda (vedo che c'è un'alterazione e che si correla positivamente con una patologia, ma non necessariamente posso inferire un rapporto causale tra queste osservazioni).

    Domitilla ha detto:

    [...] da bipolare puoi diventare neurotipica se ti trovano un trattamento farmacologico adatto.
    Un autistico o un dislessico no.
    Credo che qui stia la differenza.

    In realtà se accettiamo una base organica pura a tutte le condizioni psichiatriche si tratta solo di trovare le molecole idonee. Resta aperto il problema che la questione sulla neurodiversità ci pone: fino a che punto si può pensare di correggere un comportamento/un funzionamento, una problematica che da Canguilhem a Foucault hanno affrontato in molti. Il caso del disturbo bipolare è interessante perché si sta proponendo uno spettro bipolare che va dal disturbo bipolare 1 (il più grave) alla ciclotimia...
    LibellulaDomitilla
  • DomitillaDomitilla Post: 3,101
    modificato maggio 2017
    @DrMoody anche per ritardo mentale, sindrome di Down e simili?
  • DrMoodyDrMoody Post: 362
    Domitilla ha detto:

    @DrMoody anche per ritardo mentale, sindrome di Down e simili?

    Non ho capito il senso della domanda. 
  • DomitillaDomitilla Post: 3,101
    Anche per esempio la sindrome di Down sta nel dsm, ma non mi pare ci siano farmaci che la levino.
    Se li trovassero, sarebbe un colpaccio!
  • DrMoodyDrMoody Post: 362
    modificato maggio 2017
    @Domitilla Beh, non conosco nel dettaglio la trisomia 21, ma so che hanno importanti alterazioni neurologiche (più materia bianca, cervelletto più piccolo). Da questo punto di vista è un problema nello sviluppo del cervello, come l'autismo. In questi casi in effetti la terapia farmacologica dovrebbe modificare radicalmente la conformazione cerebrale il che mi pare perlomeno azzardato. Ma confermo quanto ho detto in relazione alle patologie psichiatriche: se si decide che sono problemi neurologici in linea di principio è possibile progettare farmaci per curarle.

    (poi la trisomia 21 è un caso particolare: è una malattia genetica pura, mentre la stragrande maggioranza delle patologie mentali è perlomeno multifattoriale)
    Domitilla
  • DomitillaDomitilla Post: 3,101
    Ecco, hai detto giusto: cambiare radicalmente.
    Come far diventare nero un cinese.
    Se si tratta di questo, neurodiversità, se no, no.
    Valenta
  • DrMoodyDrMoody Post: 362
    modificato maggio 2017
    @Domitilla ma il punto è che molte patologie mostrano una chiara alterazione delle strutture neurologiche: come fai a dire questo sì, quello no? E in particolare per patologie croniche, come i disturbi di personalità.
    Insomma, se il problema è nella neurologia, allora sono neurodiversi tutti quelli che nascono con un'alterazione nelle strutture neurologiche (e se è permanente, potrebbe valere anche per le alterazioni indotte...).
  • PavelyPavely Post: 3,350
    Mi viene in mente che la Trisomia 21 e l'Autismo hanno in comune lo scopritore...

    John Langdon Down li considerava aspetti di una stessa Malattia (da lui attribuita a rilievi polmonari, ad una insufficienza polmonare alla nascita).

    I medici hanno dato alla Trisomia 21 il nome del suo scopritore... La quale si è separata dall'autismo solo dopo cento anni circa.

    Down definiva gli autistici "idiots savants".

    Così come i bambini di Down erano conosciuti come puri "idiots".

    ¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦

    Nei fatti, aveva osservato ma non compreso la neurodiversità...

    Una pagina di storia memorabile...
    DomitillaLibellula
  • MarkovMarkov Post: 10,886
    Io penso non sia necessario definire bene la neurodiversità. Le persone non cambiano a seconda del nome che gli si dà. Tanto che spesso ho avuto l'impressione che le minuziosità della definizione siano scelte più con lo scopo di evitare di ferire che per certezze scientifiche.
    Sophia
  • DomitillaDomitilla Post: 3,101
    @DrMoody una persona con autismo nasce autistica e muore tale.
    Un bipolare nasce con la predisposizione a e un giorno potrebbe ammalarsi oppure no. Morire da eutimico oppure no.
    Per i disturbi della personalità ho dubbi, perché stanno in asse due.
    Però anche lì, predisposizione e cause ambientali, se manca uno, niente disturbo.
    ValentaLibellula
  • http://neurocosmopolitanism.com/neurodiversity-some-basic-terms-definitions/

    Invito a leggere con molta attenzione questa pagina, perché l'uso che spessissimo si fa in questo forum del termine neurodiversità è scorretto.

    Non voglio entrare in merito alla contraddizione tra confusi discorsi per il diritto all'autodeterminazione e la difesa della "neurodiversità" (metto tra virgolette perché ora sto usando il termine in modo scorretto) che rimangono assurdamente iscritti all'interno del paradigma patologico.
    LibellulaUllastroDoor
  • PavelyPavely Post: 3,350
    modificato maggio 2017
    (Ciò che segue non sono informazioni scientifiche. Sono espressioni di personali opinioni.)

    Secondo la mia opinione, esistono 3 tipi, attualmente, di Neurodiversità:

    1° Femminilità;
    2° Omosessualità;
    3° Autismo.

    §

    Allo stato attuale dei miei studi - cioè dopo 5 anni circa - sono arrivato a considerare l'Autismo una forma naturalissima di espressione del Corpo umano, mai una patologia, una declinazione dell'identità di ognuno di noi.

    Personalmente, credo, che la Neurodiversità non indichi Patologie mentali o Capitoli delle classificazioni mediche - quali possono essere l'ADHD, la dislessia, la disprassia, l'anoressia o altro - ma sia una famiglia classificatoria della Sessualità umana e, attraverso questa chiave, di un diverso schema di Processazione degli stimoli, delle emozioni, della corporeità, dell'affidamento, delle percezioni, della cognizione e dell'Esperienza del Sé.

    §

    In questo Post, io leggo il bisogno di "capire" cosa sia la Neurodiversità.

    Io lego e uso il termine in relazione alla "struttura" del Cervello. Dove ho sempre usato - se voglio riferirmi alla "funzione" - il termine 'Neurodivergenza'.

    La femminilità, l'omosessualità e l'Autismo sono, ai miei occhi, Neurodivergenze (ma la traduzione corretta in Italiano dovrebbe essere "Neuroalterità" ma questo è un altro discorso).

    Oggettivamente, occorre avere l'assoluta coscienza che la SCIENZA ancora non ha determinato CHI debba entrare a pieno titolo nella Neurodivergenza e, quindi, nella Neurodiversità. E' ai miei occhi un campo ancora aperto. E le fonti che abbiamo sono, spesso, contraddittorie.

    §

    Personalmente, mi trovo davanti ad un dilemma.

    C'è una cosa in cui io credo ciecamente e mi trovo nel bisogno di scriverla qui.

    Io vedo un nesso tra Comportamento intimo e Neurodivergenza. E vedendo un nesso, io vedo una chiave elettiva per definire cosa sia la Neurodiversità.

    Questo nesso però è cieco e non esistono Scienziati che abbiano studiato il punto.

    §

    Se scrivo queste velocissime annotazioni è solo per dare un contributo, un punto di vista, un'opinione. Scrivo solo per ricordare, velocemente, cos'è che vedo, cos'è che osservo da questo punto del mio percorso di autocoscienza.

    Io non accetto, né accetterò mai, che le Categorie incluse nell'insieme della Neurodiversità siano Condizioni patologiche. E non posso farlo perché io non considero la Sindrome di Asperger - benché gli Scienziati abbiano affermato che non esiste più - una Malattia mentale. Non penso questo e sono , parallelamente, profondamente convinto che gli Asperger siano Neurodiversi.

    §

    A livello di indagine strutturale, io ho osservato come la Neurodiversità autistica (laddove si hanno punteggi molto alti di Autismo)  corrisponda a esiti cicatriziali a livello della Glia. Il bambino autistico nasce con una Neuroglia particolarmente "fragile" e soggetta a microferite che l'organo cerebrale ripara in modo imperfetto. Questi processi comportano un'accellerazione sui canali neuronali alternativi.

    Non ho una casistica abbastanza ampia per poter scrivere un articolo e avere la certezza di ciò che dico.

    (Esattamente, sono riuscito a leggere 18 Risonanze+TAC di persone autistiche con un cut-off alto e in tutte si mostrava il nesso di cui parlo).

    Allo stato dell'arte medica, Maggio 2017, non sono a conoscenza di studi medici sull'Autismo che abbiano indagato questa via. Quindi, ciò che sto dicendo, nel linguaggio medico, si chiama "pura ipotesi".

    Scrivo di questa ipotesi, perché io sono ASSOLUTAMENTE convinto che sia così. Cioè non ho un minimo dubbio sul punto.

    Non ho i mezzi economici, né la preparazione medica, per poter fare affermazioni sul punto. Quindi, parlo da "semplice cittadino" che si è informato.

    §

    Quando scrivo che l'Autismo è, altresì, un orientamento sessuale esprimo un'opinione personale e la Sessuologia - assolutamente - non si è mai espressa così sul punto e nessun scienziato ha mai affermato che sia così.

    §

    Nei fatti, però, la definizione di chi rientra nella Neurodiversità non mi convince.

    §

    Ecco... io vorrei avere una classificazione.

    Io vorrei avere - da chi amministra il nostro Spazio - un elenco delle condizioni che rientrano nella Neurodiversità.

    ...

    Per me sarebbe importante.

    Per capire.

    §

    Io ho delle opinioni.

    Ma mi è prezioso sapere cosa dice esattamente la Scienza...




  • DrMoodyDrMoody Post: 362
    @Domitilla tu continui a partire dalla categorizzazione nosologica, cioè dal fatto che ci sia una condizione di disagio che la prassi medica definisce patologia. Dici: un bipolare può morire eutimico. Ma prima hai affermato «Un Aspie che non subisce "attacchi esterni", se vivesse in in mondo su sua misura non soffre per la sua condizione». 
    Il punto è che nei fatti non sappiamo le basi biologiche del disturbo bipolare. Potrebbero esserci cause principalmente genetiche ed altre ambientali. D'altra parte la definizione di patologia psichiatrica è comunque discutibile in linea di principio, proprio perché non abbiamo quella mole di dati (le evidences degli anglosassoni) di altri sistemi, come quello cardiocircolatorio. Peraltro il fatto che si stia proponendo uno spettro bipolare è coerente con l'ipotesi di un continuum entro cui stanno diverse proprietà neurologiche. In queste condizioni non ci sono gli estremi per definire o meno lo status neurologico. E questa mi pare sia la base per parlare di neurodiversità.
    Ricordo male o il nuovo DSM non prevede più la classificazione su assi?
    DomitillaLibellula
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