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Identità di Genere e Sindrome di Asperger - Attwood

6. Disturbi d´identitá di genere e Spettro Autistico Lieve

INTERVISTA A TONY ATTWOOD 27 MAGGIO 2015


Intervista di: David Vagni e Davide Moscone

Traduzione di: Marta Masciarelli

Intervista a Tony Attwood - quali sono i motivi che spingono una persona ASD a voler cambiare sesso? Come mai é tanto piú frequente che nella media?



Due settimane fa ho fatto una presentazione riguardo il disturbo dell´identitá di genere e la relazione che c´é tra questo e il disturbo nello spettro autistico ai miei colleghi che lavorano in questo campo e almeno il 10 per cento di coloro che vanno in una clinica per il disturbo di identitá di genere hanno caratteristiche del disturbo dello spettro autistico.


Questo puó accadere per una serie di motivi:


molti di loro possono dire che si sentono molto diversi dal proprio genere biologico ed hanno sempre desiderato di appartenere al genere opposto tanto che giá all´etá di 2 o 3 anni puó succedere che un bambino voglia vestirsi da femmina o una bambina si voglia vestire da maschio. Il loro cervello é collegato diversamente e quindi possono sviluppare una disforia di genere o infelicitá perché non sono soddisfatti di come sono.


Ci possono essere altri casi. Ad esempio se un ragazzo che ha la Sindrome di Asperger vuole stare da solo e a volte nel cortile della scuola si isola per sua scelta o meno, puó succedere che ci siano delle ragazze che si dispiacciono per lui e che lo vogliono includere nei loro giochi. Di solito sono carine, gentili, socievoli e amichevoli. Il ragazzo puó pensare: “ma se diventassi una ragazza, potrei guarire dalla Sindrome di Asperger?". Cosí puó iniziare a pensare che se cambia genere allora guarisce.


Anche le ragazze possono avere la Sindrome di Asperger e pensano che le ragazze sono cattive, pettegole ed emotive e con loro é difficile instaurare un rapporto di amicizia e per questo preferiscono di gran lunga stare con i ragazzi. Allora i ragazzi possono essere molto contenti di attirare l´attenzione delle ragazze e se loro non capiscono qualcosa, beh sono ragazze, e quindi glielo rispiegano. Quindi le ragazze si trovano a loro agio con i ragazzi perché di solito hanno una mente scientifica e matematica, gli piacciono gli scherzi maschili e quindi preferiscono avere un rapporto di amicizia con i ragazzi piuttosto che con le ragazze. Quindi puó anche arrivare al punto di pensare: “se cambiassi genere, sarei maggiormente accettata in un gruppo di amici maschi”.


Quando la gente si presenta in una clinica specializzata nell´identitá di genere, ci sono due gruppi.


Un gruppo é composto da persone che sono emotivamente legate al cambiamento di genere e la loro visione é: “la mia vita non é completa, voglio cambiare genere” e le loro emozioni incidono molto sulla loro decisione.


Invece per il secondo gruppo il problema con il proprio genere diventa un interesse speciale per la conoscenza della chirurgia e gli ormoni etc… e questo interesse speciale nel tempo puó completamente cambiare. Questo puó essere solo un interesse puramente intellettuale e non un sentimento profondo del tipo “non sono contento con il mio genere".


Dopo l´operazione la persona non migliora la sua capacitá nel creare rapporti di amicizia e quindi non risolve il problema con la Sindrome di Asperger. La persona peró puó essere contenta con il cambiamento di genere.


Quando incontro qualcuno con la Sindrome di Asperger che é molto giovane e che vuole cambiare genere dico ai genitori: “beh, dategli tempo e vedete cosa succede, assecondatelo. Puó essere che vostro figlio debba indossare a scuola la divisa del proprio sesso biologico, ma una volta che torna a casa potrebbe desiderare di vestirsi del genere opposto in modo da sentirsi a proprio agio”. Peró é necessario spiegargli tramite le Conversazioni con i Fumetti che bisogna tenere conto dell´effetto che la nostra decisione ha sugli altri.


Con il passar del tempo, dopo aver ragionato sulle proprie decisioni, essere andato da un terapeuta, si puó proseguire con l´operazione.


Io ho degli amici con la Sindrome di Asperger che hanno cambiato il proprio genere. Una dei quali é Wendy Lawson che adesso é diventata Wenn Lawson. Ha la mia etá, si é operata e prende degli ormoni per renderla il piú maschile possibile. L´ho rivisto a Londra solo un paio di settimane fa e ho notato la sua felicitá riguardo al cambio di genere. Era contentissimo e soddisfatto, certo, ha un po´ di barba, ahah! E mi ha fatto vedere i suoi muscoli. Peró era molto felice ed io ero molto contento per la sua felicitá.


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Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
amigdalaWandaAndato46ValentaRobKMalinalliSemir78Andato47iMoodriot

Commenti

  • ValentaValenta Post: 10,759
    Grazie @Wolfgang questo intervento risponde in gran parte ad una mia discussione su As e identità di genere.
    Vale (egli\lui\gli)- feedback e reactions sempre graditi
  • Andato46Andato46 Post: 5,160
    Incredibile come il desiderio di cambiare genere possa nascere da un ragionamento logico, e non dal sentirsi diversi dal proprio corpo. Mi ha colpita molto. Io pur trovandomi meglio con i ragazzi non ho mai avuto questo pensiero.
    MalinalliAndato47iMood
  • MalinalliMalinalli Post: 587
    modificato ottobre 2015
    Sto imparando davvero tanto su me stessa. Devo ammettere che per me è stato così. Le bambine alle elementari parlavano sempre di un certo Mirko. Ricordo che provai un pomeriggio a guardare Bim Bum Bam, ma non ci capii niente. Lo trovai stupido e per niente interessante. Alla ricreazione me ne stavo da sola perché non sapevo come partecipare ai giochi e alle conversazioni delle mie compagne. Avrei preferito giocare a calcio con i maschi.
    Poi a sette e otto anni, le lezioni di danza classica mi traumatizzarono completamente, convincendomi che le bambine erano tutte streghe e vipere (termini di mia mamma).
    Ora che ci penso, mio fratello minore, As subclinico, ha sempre avuto amicizie femminili. Dall'asilo alle superiori, la sua migliore amica era una bambina. L'unico amico maschio era un ragazzo piuttosto strano e particolare.

    wolfgang
  • ValentaValenta Post: 10,759
    Tra l altro stavo approfondendo la figura del citato Wenn Lawson, è uno scienziato conosciuto.
    Kolyma
    Vale (egli\lui\gli)- feedback e reactions sempre graditi
  • iMoodiMood Post: 474
    Io avrei voluto cambiare genere quando avevo 15 anni, nonostante non fossi attratta dalle donne. La questione era perlopiù legata a quanto è riportato nell'articolo ma anche ad altre cose, come ad esempio la paura folle della gravidanza. Io non pensavo di "guarire", non avevo ancora una diagnosi quando passavo le notti a piangere perché volevo essere maschio. Speravo solo di collocarmi meglio nella mia scuola, in maniera più organica. Quando ne parlai con mia mamma, lei non fece una piega, mi invitò a riflettere su cosa avrebbe significato per me, per la famiglia e per i miei amici questo cambiamento, su tutte le implicazioni. Io mi spaventai... Alla fine, dopo qualche mese, iniziai un lungo percorso che mi portò poi a conoscere molto di me, capii che mi piacevano gli uomini, che nessuno mi avrebbe obbligata mai ad avere dei figli, che le amicizie con i maschi non erano proibite ed anzi forse da ragazza erano anche più semplici.
    A volte oggi penso che sarebbe bello essere uomo ma rimane una riflessione abbastanza campata in aria, ad oggi non cambierei genere per nessun motivo al mondo.
    wolfgangsilvia78Andato46alexander_pope
    "Voglio dedicare un pensiero anche a tutti i bambini, soprattutto a quelli che si sentono un po’ strani e diversi, che non vengono accettati fino in fondo, e che si fanno notare per i motivi sbagliati. Non essere uguali agli altri è ok. Continuate a credere in voi stessi, come insegna la mia storia alla fine malgrado tutto ciascuno può trovare la sua strada." - Zlatan Ibrahimovich
  • Sìn da piccolissima desideravo essere un maschio..tutte le volte che mia madre mi metteva in gonnella ero l'imbarazzo fatto persona. Dicevo apertamente che volevo diventare maschio ma la cosa suscitava divertimento. Poi ho smesso di parlarne. Per la mia esperienza, non condivido l'articolo perché ho sempre preferito stare in mezzo alle femmine. Essere il maschiaccio tra le donzelle e la cosa non mi garbata parecchio! Ora che sono cresciuta non so se vorrei cambiare sesso..di fatto, i rapporti sessuali spesso mi provocano frustrazione ma non riuscirei ad abituarmi ad un "altro corpo"
  • Andato47Andato47 Post: 603
    modificato ottobre 2015

    In me c'è stato il pensiero "come mi sentirei meglio se fossi in un corpo maschile" nell'adolescenza inoltrata, prima età adulta. Ma è stato fugace, diciamo che mi capitava spesso di notte di sognarmi "in vesti" maschili. Ma non mi sono mai sentita troppo a disagio con il mio corpo, perché comunque non era molto femminile... e quindi diventare uomo non mi cambiava molto, avrebbe avuto solo alcune utilità tipo non avere tutti i mesi il mestruo, non dovermi depilare, ecc. (allora, non avevo alcun interesse per il sesso opposto, nel senso che non sentivo il bisogno di relazioni e quindi il mio desiderio di cambiare corpo era estruso da un significato sessuale) Ricordo che alle superiori entrando nei bagni pubblici, io ero dietro ad una mia compagna di classe e la stavo seguendo in bagno e la signora che gestiva i servizi mi ha bloccato dicendomi che i bagni degli uomini erano dall'altra parte....!!

    Ricordo anche molto bene che sino all'età del primo menarca non avevo chiara la distinzione tra "maschio" e "femmina", almeno su di me. Non capivo le regole "sociali" per cui io dovevo fare certi giochi e non altri e dovevo vestirmi in un certo modo e sedermi in un certo modo e tante altre cose "più adatte alle femmine", oppure risultavo inadeguata perché finivo sempre tra i maschietti e giocavo con giochi quali macchinine, pistole, roba da bambini... e mia madre che non voleva e mi comprava le bambole!

    Infatti quando ebbi il primo ciclo, dentro di me rimasi delusa perché mia madre mi disse che ero "diventata donna"... e io mi chiedevo perché, chi lo aveva deciso, ma soprattutto arrabbiata perché ero "femmina" e non maschio, diciamo che il mio genere era stato definito in quel momento e non era quello che volevo io....

    Poi, in realtà non ho mai avuto grossi problemi di identità sessuale, nel senso che potrei tranquillamente avere anche una storia con una donna perché i sentimenti e l'atto sessuale sono due cose distinte, il primo è amore, il secondo è un sfogo fisico. Io mi sono sempre innamorata delle persone non del loro corpo. Poi essere donna è più conveniente che essere uomo, nel senso che posso comportarmi da uomo e fare tutte le cose che fanno gli uomini senza incorrere in critiche e nomignoli di "diversità". Se fossi un uomo non potrei fare tutte le cose che fa una donna. Quindi se devo cambiare solo per avere un'appendice pendula da infilare in una donna... considerando che se voglio una donna la posso avere lo stesso, beh... è una fatica inutile. Forse mi manca il complesso di castrazione...? ah ah!  

    :))
    wolfgangMalinalliEowyn
    A.A.D. (Asperger Auto Diagnosticata) Tutto ciò che vuoi sta al di là della tua paura...
  • MiticalexMiticalex Post: 1,343
    Io spesso mi immagino donna...sono un maschio ma non sono felice di esserlo, ancora meno quando sento parlare male degli uomini o bene delle donne, quando sento cose come le donne erediteranno la terra, che sono meglio degli uomini, chè noi le abbiamo sottomesse con il loro aiuto, oppure quando vedo donne che battono gli uomini nelle sfide o vedo famiglie dove le donne prevalgono numericamente, è penso che cambiando sesso tutto ciò passerà.
    Spesso mi immagino di essere una donna ma cosa strana non disdegno i miei genitali maschili, mi immagino come donna con il pene.
    Avvolte ho anche indossato il mio costume da domestica di carnevale a casa in giorni chè non hanno a che vedere col carnevale, solo per il piacere di vedermi un pò come femmina, ma ero comunque assorto dalle paure adesso ancora peggio dopo che qualcuno ha fatto la spia a mio padre è ora lui sa tutto.
    Adesso ci sono momenti che mi immagino donna, altri chè mi immagino di camminare per strada vestito da donna.
    Sono confuso è infelice, non sò che fare, avvolte mi vergogno di me stesso.
    Il mio psicologo mi dice chè io voglio essere chi disdegno, forse è anche vero.
  • vera68vera68 Post: 3,131
    Miticalex ha detto:

    Io spesso mi immagino donna...sono un maschio ma non sono felice di esserlo, ancora meno quando sento parlare male degli uomini o bene delle donne, quando sento cose come le donne erediteranno la terra, che sono meglio degli uomini, chè noi le abbiamo sottomesse con il loro aiuto, oppure quando vedo donne che battono gli uomini nelle sfide o vedo famiglie dove le donne prevalgono numericamente, è penso che cambiando sesso tutto ciò passerà.
    Spesso mi immagino di essere una donna ma cosa strana non disdegno i miei genitali maschili, mi immagino come donna con il pene.
    Avvolte ho anche indossato il mio costume da domestica di carnevale a casa in giorni chè non hanno a che vedere col carnevale, solo per il piacere di vedermi un pò come femmina, ma ero comunque assorto dalle paure adesso ancora peggio dopo che qualcuno ha fatto la spia a mio padre è ora lui sa tutto.
    Adesso ci sono momenti che mi immagino donna, altri chè mi immagino di camminare per strada vestito da donna.
    Sono confuso è infelice, non sò che fare, avvolte mi vergogno di me stesso.
    Il mio psicologo mi dice chè io voglio essere chi disdegno, forse è anche vero.

    Caro @Miticalex secondo me prima di tutto, tu desideri il riscatto di te stesso. Desideri giustamente sentire che vali, prima di essere uomo o donna. Se lavori sull' autostima, non proverai più fastidio e accetterai che al mondo ci siano sempre persone peggiori e migliori di te, uomini o donna che siano.
    :-h
    Valentamandragola77
  • Mi piacciono le donne e ne sono sempre stata consapevole, fin da piccola. Mi ritrovo molto nella descrizione delle bambine: provavo vergogna nello stare con le ragazze, troppo diverse da me; stare con i ragazzi è sempre stato più rilassante (non si parlava tanto, si giocava soprattutto). Non ho mai sentito il bisogno di avere il pene (anche se talvolta ho provato in sogno la sensazione, bellissima, di averlo) e il mio corpo, il mio seno, mi piacciono. Non si può dire che io mi vesta da donna ma mi piace il mio corpo da donna, ma parlare con le donne mi mette un'ansia pazzesca; raramente sono rilassata, soprattutto con le donne che mi attraggono o che mi interessano. Faccio finta di essere rilassata ma è una messa in scena perché generalmente non voglio conoscerle ma solo farmi notare, ammirare e, se mi attraggono, provarci o comunque avere sempre un atteggiamento da marpione. Per me il sesso è il primo step per cominciare un rapporto, per instaurare una intimità emotiva; non ci riesco senza. Ho poche amiche donne (forse solo una) con la quale posso aprirmi con tranquillità senza metterci il sesso di mezzo, ma credo che sia l'unico caso. Con le colleghe scherzo abbastanza tranquillamente ma lo faccio solo per piacere, per essere notata e sono più tranquilla se si scherza in gruppo, anziché da sola con la collega che mi attrae: mi viene un'ansia pazzesca e riesco a dire con estrema facilità frasi sconclusionate
  • Parlo di me stessa al femminile per facilitare gli altri, ma sin dall'infanzia mi sono sentita semplicemente "essere", non ancorata ad un ruolo di genere preciso.

    In questo caso il termine "agender" è senz'altro la qualifica più essenziale per tutti coloro che non appartengono a nessuno dei due estremi e si sentono una totalità.

    E' un fenomeno che esiste pressoché da sempre, e che ora ha ottenuto maggior esposizione mediatica (spesso però è purtroppo frainteso dai soliti ignoti) grazie al racconto delle proprie esperienze personali su Internet. 

    Mi auguro che il futuro abbia in serbo novità positive in tal senso, per riconoscere a ognuno lo spazio che merita.
    ale82
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