Salta il contenuto

Senso di NON appartenenza

Ho questa percezione di NON appartenenza fin da piccola, ragion per cui ho spesso fatto in modo di far capire la mia disapprovazione nel far parte di qualcosa, ragion per cui sono sempre stata vista come anticonformista, eppure non era un modo per fare la rivoluzionaria o per darmi un tono. In seconda liceo comparvi  nella foto di classe di più classi, come so di essere nata di sesso femminile, ma spesso vado nel bagno degli uomini perché non ho il senso di appartenenza al mondo femminile.A volte mi sembra persino strano scrivere "noi ND" perchè non mi sento totalmente parte della categoria e infatti ho 5 minuti di conflitto interno in cui mi chiedo se davvero ne faccio parte e inizio a scriverne in senso impersonale per non sentirmi in imbarazzo con me stessa. Altro esempio è stato quando ebbi il mio primo rapporto sessuale, per i due anni successivi continuai a rispondere alla domanda se fossi vergine con un semplice "SI!" non perchè volessi dire una bugia, ma il rapporto che avevo con questo ragazzo era talmente puro che per me era come se non avessi perso la verginità, si poteva dire che fossi sessualmente attiva ma non che non fossi vergine, poichè a livello mentale non appartenevo a tale categoria. 
Vi sentite di appartenere a qualche categoria? ci tenete a farne parte? 

Sapere Aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza
AmelieM00NYPhoebeamigdalaAndato_87yugenRobKfattore_aCyranoKaliae 5 altri.
«13

Commenti

  • AmelieAmelie Post: 5,373
    Ciao; mi riconosco molto in ciò che scrivi. Anche io mi sento fuori categoria, non ho senso di appartenenza. Spesso mi sono sentita un elemento estraneo, soprattutto tra le ragazze mie coetanee; non mi riconosco in nessun gruppo di riferimento, anche se da adolescente lo desideravo e soffrii per questa esclusione e "stonatura" nel contesto. Anche per questo prediligo i rapporti a due e posso dire di frequentare solo persone variamente atipiche, con cui mi sento in varie sfumature di sintonia -che non è appartenenza, ma forse un po' ci somiglia. Con i gruppi vado in crisi perché questa non appartenenza emerge (esclusion fatta per il raduno di ieri). L'unico luogo in cui sento una specie di appartenenza è questo forum, ma mi baso sempre su "io" inteso come individuo-Amelie. 
    Andato46M00NYct87PhoebeAndato_87Sveztavaleria8
  • ct87ct87 Post: 2,956
    modificato maggio 2015
    @Amelie a dire il vero nemmeno qui mi sento di appartenere. Mi sento spesso una Voce fuori dal coro, soprattutto quando qualcuno prova verso di me sensazioni negative senza nemmeno provare a conoscermi, così mi ritrovo a sentirmi come se trattassi con quelli definiti neurotipici :)
    AmelieamigdalaAndato_87
    Sapere Aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza
  • ct87ct87 Post: 2,956
    Cioè, qui mi trovo bene, ma non appartengo. Io non mi sento nemmeno di appartenere al mio corpo a volte
    Sapere Aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza
  • AmelieAmelie Post: 5,373
    @ct87, mi stupisce ciò che scrivi, poiché a me, dai tuoi commenti e anche dai dialoghi in privato, hai dato impressioni positive. Senza conoscere la persona, è abbastanza rischioso esprimere pareri, soprattutto se negativi.
    ct87mandragola77
  • AmelieAmelie Post: 5,373
    ct87 ha detto:

    Cioè, qui mi trovo bene, ma non appartengo. Io non mi sento nemmeno di appartenere al mio corpo a volte

    Io ho scritto "una specie di appartenenza" volutamente. Scrivere che sento appartenenza sarebbe eccessivo. 
    Però io tendo a sentirmi più appartenente, anche all'ambiente, alla strada dove cammino, agli alberi, al cielo, quando sono in una condizione interiore armonica. Quando c'è una coesione e un accordo tra le parti di me.
    MikiAndato46mandragola77Svezta
  • ct87ct87 Post: 2,956
    modificato maggio 2015
    Esatto @Amelie infatti io non provo sentimenti negativi verso nessuno, anzi, come scrisse un utente in privato stimo tutti (direi più che stimo molti, tutti sarebbe esagerato).
    Per cui non mi sento di appartenere, appartenere significa per me sentirsi parte, si, faccio parte, sono parte non mi sento del tutto parte.
    Amelie
    Sapere Aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza
  • cameliacamelia Post: 3,517
    Il mancato senso di appartenenza mi ha sempre contraddistinto. Per anni infatti ho pensato di avere un disturbo evitante di personalità, fatto poi confermato da uno psichiatra, ma questa è un'altra storia....
    Andato46ct87
  • Andato_87Andato_87 Post: 3,049
    modificato maggio 2015
    Il concetto di “anticonformismo” non mi è mai stato chiaro.
    Ho capito di non “appartenere” a nessuna “categoria” dopo le discussioni avute su internet, nei gruppi più disparati e sugli argomenti più disparati.
    Non ho una religione, non ho un orientamento politico, non ho neanche un genere musicale preferito, ormai quando vedo gli altri scontrarsi per una cosa, cerco di comportarmi come un antropologo che si chiede che diavolo abbiano da ridire gli esseri umani.
    Da ateo, mi sono scontrato su gruppi atei. Da “gay-friendly”, mi sono scontrato su pagine “gay-friendly”, se non addirittura con omosessuali.
    Sono stato bollato come “comunista” o “fascista”, a seconda di ciò che ho scritto e del contesto in cui l'ho scritto, da persone che hanno una mentalità troppo limitata per guardare oltre.
    Oggi che si fa? Si giudica l'altro per la musica che ascolta, per il fatto che non esce mai di casa, addirittura lo si minaccia di morte per quello che mangia (ho visto anche questo).
    Assistiamo a scontri di piazza fatti da persone “rivoluzionarie” che la rivoluzione neanche sanno cos'è. Si usano parole a caso per darsi un tono, ma poi si è tutt'altro, spesso niente.
    La mia “appartenenza” al “mondo ND” c'è, ma è molto limitata, poiché siamo tutti diversi e gli ND che mi rispecchiano davvero saranno meno del 10%.
    Sulla possibile appartenza al “popolo italiano”, è inutile dilungarsi.
    Ribadisco, dunque, il mio concetto di sentirmi “diverso tra i diversi”.
    ct87yugenfattore_aSvezta
  • yugenyugen Post: 1,888
    Non appartenente!!
    Sono cresciuta in una città in cui non metto piede da vent'anni, non ho mantenuto nessuna relazione.
    Ai tempi del liceo ero considerata fuori posto sia dai conformisti sia dai "trasgressivi", anzi, da questi di sicuro ho ricevuto le reazioni più aggressive.
    Ho provato a fare attività' politica, che idealmente doveva essere nelle mie corde, ma dopo i primi incontri mi guardavo intorno schifata.
    Sono buddista praticante, ma l'organizzazione cui la mia religione fa riferimento e' autoritaria e piramidale.. Come spesso mi accade: prima spingono perché assuma responsabilità, poi mi buttano fuori.. Oggi sono un "cane sciolto" e in fondo non so perché , se un serio tentativo di integrazione l'ho fatto e' stato proprio in quel contesto, ma evidentemente non vengo percepita come "appartenente".
    A volte mi rendo conto che pur essendo sposata e molto felicemente, pensare come un "noi" e non come "io (che ora sto con lui)" mi richiede concentrazione!
    Andato_87Andato46cameliact87Eunicemandragola77
  • Andato_87Andato_87 Post: 3,049
    @kokorozashi anch'io, se fossi sposato, sarei così: per me l'individualità è importante.
    yugenct87
  • fattore_afattore_a Post: 2,337
    La domanda per me fondamentale è: sono io diverso da loro o sono loro diversi da me?

    Quindi si arriva a: sono io che non appartengo a X oppure è X a non appartermi?

    Una vlta avevo parlato di "non corrispondenza" invece di non appartenenza.

    (Scusate il momento di sconforto)
    ct87amigdalamandragola77aspirinaShadowLineSvezta
  • CyranoCyrano Post: 1,041
    Cyrano de Bergerac, di Rostand, atto II, scena VIII:
    "…E che dovrei fare? Cercarmi un protettore? Trovarmi un padrone?…
    No, grazie….
    Ma invece cantare, ridere, sognare, essere indipendente, libero,…battermi per un si o per un no o fare un verso!
    Lavorare senza curarsi della gloria e della fortuna alla cronaca di un viaggio cui si pensa da tempo, magari nella luna!
    Non scrivere mai nulla che non sia nato davvero dentro di te! Appagarsi soltanto dei frutti, dei fiori e delle foglie che si sono colte nel proprio giardino con le proprie stesse mani!".

    Oppure, queste parole di Fromm in "Fuga dalla libertà":
    "Difficilmente lasciare che un altro pensi per noi è un'esperienza di vita arricchente".

    Mi sono sempre sentito alieno, estraneo, non appartenente a nulla di questo mondo. Non appartengo a nulla, e mi sento unito a tutto. Alla rondine che sento alla mattina uscendo di casa, sino all'universo oltre il mio Universo. L'unica cosa alla quale non appartengo, non sono mai appartenuto e mai apparterrò è quella alla quale appartengo per natura: l'uomo. 
    fattore_act87aspirina
    I portoni del mio isolamento cingono parchi di infinito… (Pessoa)
  • Lukas89Lukas89 Post: 121
    Io mi sento proprio fuori dall'universo. Penso a volte di non esistere affatto, che sia tutto così finto... boh, una sensazione strana comunque non descrivibile facilmente
  • aspirinaaspirina Post: 3,054
    Io ci ho sempre provato
    ma ogni volta, dopo aver imparato la lingua gli usi e i costumi del posto,  mi son ritrovata straniera
    ma in fondo mi sentivo straniera a me stessa

    ora, non per dire sempre la stessa cosa, ma quel pochino di meditazione che faccio mi sta aiutando a riconnettermi prima con me stessa e poi con il mondo.
     Sentire di esistere è una conquista faticosa ma anche riuscirci  pochino pochino... è stupendo
    aspirina


    fattore_aAmelie
    Alla fin fine, amici, ecco la verità: è tutta una supercazzola
  • fattore_afattore_a Post: 2,337
    aspirina ha detto:


    ma ogni volta, dopo aver imparato la lingua gli usi e i costumi del posto, mi son ritrovata straniera
    ma in fondo mi sentivo straniera a me stessa

    Mi hai fatto ripensare a una cosa che avevo scritto due anni fa:
    "Prendo a camminare sul viale
    fradicio di foglie collose;
    serio, vado contro il venire
    vario della gente e straniero,
    come il venditore di rose".

    Questo è per me il senso di non appartenenza.
    Ameliemandragola77rondinella61
  • MarzMarz Post: 128
    ho letto il posto subito e subito ho pensato ecco ci sono ma poi non mi veniva da replicare perché il mio senso di non appartenenza è così elevato e parossistico che già includermi in questa discussione tra non-appartenenti mi crea disagio  :-S
    kachina
  • MarzMarz Post: 128
    volevo dire il post
  • CyranoCyrano Post: 1,041
    modificato maggio 2015
    Sono arrivato alla conclusione che gli unici luoghi nei quali sto bene sono gli studi dello psicologo e della psichiatra. Ogni altro luogo mi è estraneo. Forse perché nessuno di coloro che ci stanno e con i quali condivido parte delle mie giornate fanno il minimo sforzo di venirmi incontro, capirmi, accettarmi, cambiare piccole cose della loro vita per rendere più semplice la mia. Perché dovrei essere io ad adattarmi, dopo tutta la fatica che ho fatto nella vita? Che siamo gli altri a farne una piccola. Inclusa casa mia. E questo fa scendere un'ombra su tutto.
    Casa. Il luogo dove stai bene. Al momento non ne ho. Mia moglie non riesce ad accettare. Non è una condizione nuova, per me. A 3-4 anni urlavo a mia madre che quella non era casa mia, che casa mia era lontana da li, sulla cima di una montagna. Poi da adolescente ho capito che casa mia era il Cosmo; non la casa nella quale vivevo, non il quartiere dove giravo, non la città che mi ospitava, non il genere umano al quale molti dei miei geni appartengono. Vivo nel cuore una tentazione d'immensa forza e potenza; tornare a vivere in quel mondo appartato, lontano, nel quale ho vissuto a lungo. Questo vuol dire per me diventare più selvatico, chiuso, ma anche a mio agio nell'unico luogo che mi appartiene appieno. Me stesso. Anni fa lo psicologo mi aveva messo in guardia:"Stia attento a frequentarlo, uno come lei è capace di entrarci e buttare via la chiave". Lo so. Ma non è una brutta prospettiva. Non è che fuori sono mai stato accolto molto bene.
    Svezta
    I portoni del mio isolamento cingono parchi di infinito… (Pessoa)
  • ValentaValenta Post: 10,759
    Stavo riflettendo sulla domanda "di che anno sei" che spesso si fa in contesti sociali a persone più o meno coetanee (con quelle distanti di solito non si chiede ), e alcuni hanno detto che appartenere allo stesso anno o decennio rafforza il senso di appartenenza.

    Da qui ho dedotto che è una domanda poco nelle mie corde perché non ho un forte senso di appartenenza, e quindi che uno sia sei mesi più piccolo di me ma dell anno dopo o sei mesi più grande, ma dello stesso anno, per me è uguale.

    Lo stesso per l' appartenenza geografica, io ho spesso lavorato e studiato con persone di altre regioni, e verso i colleghi del mio territorio non provavo nessun legame e simpatia in più, anzi disprezzavo il loro modo di differenziarsi dal resto d'Italia (ad esempio confabulando in dialetto).

    Così per tutte le varie appartenenze politiche/sociali/religiose (infatti pur non essendo religiosa frequento associazioni e luoghi cristiani senza alcun problema).

    Volevo sapere se voi siete un po come me o al contrario sentite molto il senso di appartenenza.

    Buona giornata!

    Vale (egli\lui\gli)- feedback e reactions sempre graditi
  • SolitaireSolitaire Post: 1,315
    Parlo per me, quando sei all'estero da tanti anni, e poi di colpo senti parlare italiano, lo senti l'appartenenza, dici hei anch'io sono italiano, è una sensazione di calore e malinconia allo stesso momento.
    ValentaMignonTormalinaNerarondinella61
  • resetreset Post: 2,151
    Che bella domanda a cui risponderei con mille canzoni.
    Io sento un senso di non appartenenza.
    Anche se parlo con coetanei, o con colleghi, o con il gruppo mamme, o donne separate, o donne (nel senso contrapposto agli uomini) mi sento sempre di essere "altro".
    Forse è un eccesso di individualismo. Mi piacerebbe capirne il motivo, e se capita ad altri.
    ValentaosurfriedenDoorNemoMariAlberi

  • osurosur Post: 750
    reset ha detto:

    Che bella domanda a cui risponderei con mille canzoni.
    Io sento un senso di non appartenenza.
    Anche se parlo con coetanei, o con colleghi, o con il gruppo mamme, o donne separate, o donne (nel senso contrapposto agli uomini) mi sento sempre di essere "altro".
    Forse è un eccesso di individualismo. Mi piacerebbe capirne il motivo, e se capita ad altri.

    @reset penso sia come me, con la differenza che cerco il senso di appartenenza, ma non ancora trovo le stesse caratteristiche nel gruppo adatto.
    resetValentaMariAlberi
  • resetreset Post: 2,151
    Poco fa riflettevo su questo. Nel forum in una prima fase ho provato un senso di appartenenza, ma poi conoscendovi un po' di più è leggermente sfumato, o forse si è articolato diversamente. È tutto molto strano.
    Le vostre opinioni mi interessano moltissimo, proprio per capire i motivi di questa nuova sensazione.
    ValentaDooralexander_pope

  • NanukNanuk Post: 153
    Io no. Non ho mai avuto la fortuna di sperimentare un senso di appartenenza, in nessun contesto. Mi sono sempre sentita messa da parte, giudicata come quella un po' strana, "difettosa". È una sensazione davvero brutta soprattutto se sperimentata in un gruppo di "amici" o anche nella propria famiglia, come succede a me.
    ValentaDoorMariAlberi
  • osurosur Post: 750
    Potrebbe essere la rigidità mentale, vorrei che fossero tutti come me o perlomeno molto simili.
    resetValentaMariAlberi
  • Neanche io ho un senso di appartenenza del tipo da te descritto e mi sento infastidito e a disagio quando vedo altre persone che l'hanno molto sviluppato e lo manifestano senza che per me ci sia un valido motivo.
    ValentaMariAlberi
  • Al momento ho un vago senso di appartenenza nei confronti della mia famiglia (so che è più di quanto abbiano molti, ma ho un bisogno disperato di appartenere anche ad un "nucleo" che mi abbia scelto: un gruppo di amici, o una coppia con una persona che mi ami e voglia solo me).
    Quanto ai temi introduttivi, non sento una particolare appartenenza geografica, forse anche perché vengo da una zona in cui sono presenti abitanti di molte regioni, né un'appartenenza dovuta all'anno di nascita, forse perché con i miei coetanei sono sempre stata male.
    Valenta
    Oh, how I wish for soothing rain all I wish is to dream again
  • SophiaSophia Post: 5,904
    modificato luglio 2016
    Racconto la mia esperienza. Non so quanto possa essere utile e mi scuso fin d'ora per la prolissità. Io mi sono trovata molto a mio agio alle lezioni universitarie di Antropologia dove ho vissuto un gran senso di appartenenza non solo al contesto, ma anche all'approccio intellettuale che in questo ambito è spesso contrario all'usuale: si studiano gli umani a partire dal concetto di cultura lasciando indietro la biologia. Il senso di appartenenza diventa altro, perché c'è bisogno di vedere che la tradizione è un'invenzione e che l'altro o il diverso dipendono solo da condizionamenti voluti. E' stato bello approcciare ad una materia e ad un professore che parlava diversamente e che viveva anche diversamente dagli altri, e che finalmente dava la possibilità a me di esprimermi, senza sentirmi a disagio, come avrei voluto da una vita. Ho fatto una tesi sperimentale dove ho provato a far fare alla commissione uno sforzo mentale controintuitivo (forse cercando di farli essere aspie almeno per un'ora) e pensarsi come non esistenti in quanto tali, provando a vedersi quindi anche in altro modo attraverso griglie interpretative diverse. E' stato divertente vedere i NT infastiditi e in difficoltà per aver perso sul momento il controllo della sicurezza esistenziale legata ad un modello culturale; il loro disappunto mi ha fornito la prova di quanto la cultura c'entri col nostro sentirci a disagio (noi aspie); i NT erano davvero in difficoltà perché, pur fornendo loro un'alternativa contraria alla schematizzazione linguistica, cercavano comunque da me una possibilità di categorizzazione, di schematizzazione delle loro vite (sentite come non etichettate e quindi inutili, e ovviamente non esistenti perché non nominabili) e di quel punto di vista ribaltato che tale per loro non sarebbe potuto rimanere, e che invece così rimase. Dopo aver concluso brillantemente lasciandoli con più domande che risposte, qualcuno rimase con una smorfia incredula e bisogno materiale di reputarsi appartenente e quindi coerente, esistente e giusto, mentre altri mi chiesero copia della tesi per poter continuare la riflessione..... Credo che quella giornata sia stata utile, e non solo a me.
    Consiglio a tutti voi lo studio dell'antropologia e/o la frequetazione di ambiti inusuali dove il sentirsi bene e a casa propria sia sempre una costante e non un'eccezione

    aspirinaValentaalexander_pope
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • NewtonNewton Post: 5,326
    Non ho il senso di appartenenza. Il massimo a cui arrivo è una sorta di vicinanza, approssimazione direi, per esempio le mie radici sono a est e quando sono lì sento che il mio modo di essere e più simile a quello locale che a quello dove abito. Ma non appartengo a quel luogo. Posso considerarmi parte di diverse minoranze, ma non mi sento mai di appartenervi davvero fino in fondo. È come se fossi sempre un'isola con delle peculiarità che non trovo in nessuno.
    Però ho due amiche, quando sono con loro sento che sanno chi sono veramente, e io so chi sono loro. Questo è il senso di appartenenza più grande che io abbia mai sentito, ma non credo sia assoluto. Per me è sufficiente per non farmi sentire del tutto naufraga.
    SophiaValenta
  • MinolloMinollo Post: 521
    modificato gennaio 2018
    REFRESH.

    Anche io mi sento come un senso di non appartenenza o meglio, il non riconoscermi TOTALMENTE in quasi nessuna categoria (forse è per questo che mi riconosco molto nella canzone "Mio fratello è figlio unico" del mitico Rino Gaetano, che parla di una persona "normale" -ovvero, che non si riconosce in nessuna categoria- che viene discriminata e trattata male -almeno ho capito così nel testo- ).
Accedi oppure Registrati per commentare.


Ehi, straniero!

Sembra che tu sia nuovo da queste parti. Se vuoi partecipare accedi con le tue credenziali oppure utilizza il modulo di registrazione!