Salta il contenuto

Matrimonio: che ne pensate?

2»

Commenti

  • amigdalaamigdala Post: 6,362
    modificato settembre 2015
    Ci pensavo in questi giorni perché vedo che tra le mie amiche il matrimonio sta diventando un argomento molto diffuso. Ciò che mi ha colpito è che per alcune di loro il matrimonio è diventato una priorità, l'unico modo per sentirsi realizzate. Io la penso del tutto diversamente. Credo che nella vita ci sia altro oltre al matrimonio per realizzarsi e sentire di aver concluso qualcosa. Esiste il lavoro, solo per fare un esempio. Eppure quando espongo il mio punto di vista vengo additata come l'arida cinica di turno.
    Io non sono contraria al matrimonio (anche se dubito che mi sposerò), se due persone si amano per carità son ben contenta se si sposano, ciò che mi urta è proprio la visione matrimonio-centrica.
    WBorgLandauerAdalgisa
  • Andato47Andato47 Post: 603
    modificato settembre 2015
    per me il matrimonio serve solo se subentrano aspetti che hanno bisogno di tutela giuridico/legale, per cui bisogna in qualche modo essere legati da parentela "per legge", (in realtà, per questi aspetti, cambierebbe poco essere fratelli, figli, coniugi...) l'importante è non essere "estranei", perché ci sono certe leggi in Italia che non tutelano (e rispettano) il partner se è solo convivente. Questo è l'unico motivo per cui, almeno in Italia, ci si deve sposare. Perché, almeno per mia esperienza, per la legge tu rimani un estraneo... se non sei il coniuge. I diritti e doveri di coppia non vengono certo sanciti da un contratto scritto. Ci sono e li detta l'amore, tutto il resto sono "obblighi" che non hanno senso (ad esempio l'assegno di mantenimento, il contendersi casa e altre varie). Certo servono per tutelare il coniuge più "debole" ma dove sta scritto che se io ho una relazione con te, e poi l'amore finisce, ti devo mantenere per il resto della vita? per fortuna che non vale per i fidanzamenti, le coppie di fatto e per tutte le relazioni che andiamo ad istaurare nell'arco di tutta la nostra vita. Credo che l'unico dovere si deve avere verso i propri figli. E per riconoscerli non c'è bisogno di sposarsi. Quindi io ritengo il matrimonio addirittura dannoso in certi casi. Io mi sentirei più sicura dell'amore dell'altro in una relazione non obbligata da contratto, perché essendo l'altro libero di andarsene quando vuole, se resta con me è perché ci tiene veramente. Poi tutto è relativo, ed io stessa conosco coppie sposate che non rimangono legate perché hanno contratto matrimonio ma perché si voglio bene. Ma io parlo come una che non crede nella necessità del matrimonio per sugellare l'unione di coppia, quindi le mie idee sono certamente opinabili e confutabili..!
    A.A.D. (Asperger Auto Diagnosticata) Tutto ciò che vuoi sta al di là della tua paura...
  • ciacia Post: 366

    Io mi sono sposata perché mi pareva bello e giusto "formalizzare" un progetto di vita comune e il nostro impegno nel portare avanti questo progetto nonostante le avversità della vita, e ci vuole molta stima e amore per l'altro per decidere di impegnarsi così.

    La questione economica non è l'aspetto più importante in un matrimonio ma nemmeno si può penare che non esista e che i soldi siano un fattore secondario nella nostra vita. Certo che si può pensare di mantenere ciascuno la propria indipendenza, e dividere al 50% l'affitto, le bollette, la spesa ecc.. ma allora se il mio compagno avesse avuto una casa di proprietà avrei dovuto  pagargli la mia parte di affitto (altrimenti starei con lui per la casa?), oppure se io guadagno 1000 e lui 500 io posso comprarmi la bistecca e lui deve mangiare pomodori perché non guadagna abbastanza?

    Se lui fa un lavoro impegnativo che lo tiene molto tempo fuori da casa e io decido di rinunciare ad una carriera per seguire i figli e favorire la sua carriera è giusto che in caso di rottura non mi venga riconosciuto questo sacrificio? Lo so che la parola sacrificio sembra brutta, ma quando è una scelta che si fa per rispondere alle esigenze di quel progetto iniziale non lo è affatto.

    Che venga riconosciuta per legge  questa parità nonostante ruoli diversi all'interno di una famiglia a me pare giusto.

    Capisco che per molti il matrimonio possa sembrare un modo per mettersi al sicuro, ma per me è soprattutto un modo per mettere al sicuro chi si ama.


    ValeymkupValentaAmeliemandragola77Nemo
  • Credo che il matrimonio sia un fatto culturale, che cambia a seconda delle comunità.
    Nella nostra cultura, era giuridicamente fortissimo: sono convinto che i nostri avi lo abbiano costruito così per la paura che i genitori scappassero dalle proprie responsabilità (specie i padri). Credo si sia indebolito anche per l'evoluzione in senso solidale della nostra società, che oggi si occupa dei bambini molto più del passato, il che riduce il trauma di un'eventuale separazione.
    Effetti collaterali: oggi sposarsi è una scommessa ad alto rischio, più che nel passato, ma è nell'ordine delle cose.
    ValentaKrigerinne
    Despite all my rage I am still just a rat in a cage
    Then someone will say what is lost can never be saved
  • Andato47Andato47 Post: 603
    modificato settembre 2015
    @cia il tuo ragionamento non fa una piega... ma parliamo da due posizioni diverse: io non ho e non farò mai figli. Io non ho mai voluto dipendere da qualcuno e se il mio compagno mi avesse chiesto di rinunciare al lavoro avrei rinunciato a lui e sarei rimasta da sola. Lo avrei potuto fare solo per necessità inevitabili, tipo malattie gravi. Quindi capisco perfettamente i punti di vista di chi è pro matrimonio e gli auguro tanta felicità, ma veramente di cuore, mica per fare una battuta. Solo che io, per ciò che strettamente mi riguarda come mentalità, non condivido certe scelte. Probabilmente in certi ragionamenti sbaglio io. Probabilmente, in un futuro lontano mi pentirò di non averla pensata come te! :):)
    A.A.D. (Asperger Auto Diagnosticata) Tutto ciò che vuoi sta al di là della tua paura...
  • SicilianterrySicilianterry Post: 182
    modificato settembre 2015
    A87 ha detto:

    Quando c'è il vero amore ci si può sposare tranquillamente.
    Anch'io sono per la fedeltà, ma purtroppo da quello che ho visto finora, matrimonio e fedeltà non sono la stessa cosa, qui al sud spesso si fanno le feste "pacchiane".. io non farei nulla di tutto questo.
    Il matrimonio non fa per me. Ma se proprio mi capita un colpo di fortuna, una persona meravigliosa con cui potrei stare per tutta la vita, allora mi sposerei, ma solo con rito civile e sobrio, essendo ateo, e senza festa, visto che mangio poche cose, non bevo alcolici, e detesto gli eventi sociali che durano ore.
    E poi, sì alle coccole, all'amore, al sesso, ai momenti di condivisione, ma ognuno deve avere la propria individualità senza dipendere dall'altro.
    Sposarmi come ha fatto @kokorozashi, senza nulla di sfarzoso, con vestiti a 20 euro, sarebbe l'ideale.

    A87 a me piacerebbe provare l'esperienza di dormire con una donna attraente!
    cia ha detto:

    Se lui fa un lavoro impegnativo che lo tiene molto tempo fuori da casa e io decido di rinunciare ad una carriera per seguire i figli e favorire la sua carriera è giusto che in caso di rottura non mi venga riconosciuto questo sacrificio? Lo so che la parola sacrificio sembra brutta, ma quando è una scelta che si fa per rispondere alle esigenze di quel progetto iniziale non lo è affatto.

     cia, convidio in pieno questa parte del tuo discorso.
  • AmelieAmelie Post: 5,373
    Fino a poco tempo fa, l'idea del matrimonio non mi sfiorava minimamente e non l'avrei mai presa in considerazione, forse anche perché non ho avuto proprio fulgidi esempi di matrimoni riusciti. Condividevo una posizione molto vaga a favore della convivenza, non vedevo la necessità né comprendevo il desiderio di quello che trovavo nulla più che un ansiogeno rituale, e un vincolo nell'accezione negativa del termine.
    Recentemente, però, pur non essendomi mai soffermata a riflettere sul tema del matrimonio, la mia visione è progressivamente cambiata fino a coincidere con quella espressa da @ggianina :
    ggianina ha detto:

    Io non la considero per nulla una cosa insensata. Pay attention: non sono affatto contraria alla convivenza e non la considero per nulla insensata non per assurde e insensate (quelle si) motivazioni pseudoreligiose e moraliste cosa nientedipiúlontanadame. Penso che sia di fatto un'assunzione di responsabilità nei confronti dell'altro. Un impegno non di amore eterno, ma una dichiarazione (che ovviamente puó essere fatta anche nella convivenza) di rispetto reciproco e di impegno nel costruire qualcosa...non é detto che poi sia eterno, ma in questo momento vorrei che lo fosse e cercheró di fare del mio meglio affinché lo sia. Al di lá di queste chiacchiere credo che non sia per nulla insensato in quanto giuridicamente decisore di doveri e di diritti, di riconoscimenti sociali che altrimenti sono essenzialmente negati. E sono tanti. E non solo economici. Sarà che quando si ha la mancanza di qualcosa si finisce per valutare per cosa é una mancanza piú di quando invece si ha a disposizione.

    Anche io condivido l'idea che sia un impegno per costruire un progetto di vita in comune, con una base di amore, fiducia, lealtà e disposizione al sacrificio -nella sua accezione positiva del termine- : prendersi la responsabilità della famiglia che si è formata e non solo di se stessi come singoli individui, essere presenti e supportare l'altro anche quando questo è difficile e ci richiede sforzo e, a volte, anche una quota di sofferenza.
    Tralasciando gli aspetti giuridici, tutto ciò può esserci anche nella convivenza, a seconda di come viene vista dalla coppia; ma queste componenti, in particolar modo la responsabilità, il progetto di vita in comune, la lealtà, il sacrificio e quindi -per la mia visione- il concetto di famiglia, sono intimamente legate al matrimonio: se vengono a mancare, manca il matrimonio stesso.
    Considero il matrimonio insensato se una persona non condivide questa visione e si sposa per altri motivi.
    NewtonWBorg
  • E poi c'è chi si ama da impazzire. Sta insieme per dieci anni, ha una figlia di un anno e per motivi burocratici si deve sposare. E poi passano altri dieci anni, i figli diventano due e crescono, l'amore rimane lì inalterato e il matrimonio te lo sei scordato... Stiamo insieme perché ci piace stare insieme, ci amiamo perché ci amiamo. Non cambierei una virgola della mia storia con mia moglie e la risposerei mille volte. L'amore, signori, esiste. E quando capita il matrimonio può passare o meno nelle nostre vite. Non cambierà nulla nel rapporto ma può essere utile per altre cose. Se l'amore è vero. Altrimenti lo vedo come una perdita di tempo e di soldi.
    Valentarondinella61KrigerinneAmelie
  • pokepoke Post: 1,721
    alex_riot ha detto:

    Sono curioso di sapere se sono io particolare oppure anche voi in qualche modo lo consideriate una cosa insensata. 

    Vorrei sapere la vostra opinione, grazie
    Mi sembra una curiosa tradizione folkoristica.
    Tale mi appariva da bambina (i miei erano invitati spesso ai matrimoni dei numerosi cugini) tale mi appare ora.
    C'è stato un periodo in cui ho interpretato a modo mio il matrimonio.
    Ma avendo fatto un bel giro di esistenza, ne vedo solo la valenza sociale ed opportunistica.
    Quante mani con fedi al.dito vedo tradire il consorte per credere ci sia la promessa di amore e di impegno. E quante persone dismesse e rassegnate per ritenere che sia un sodalizio piuttosto che un reciproco supplizio.
    Credo che spesso venga mitizzato, e questo non credo sia un errore, ma a patto che non sia a discapito di alfre forme di unione (anche temporanee o non morali).
    Per il resto credo con realismo che le fondamenta del matrimonio siano: quanto si è in grado di sopportare per non rimanere solo.
    Quello che trovo innaturale è che un giorno possa incastrarti per la vita e la pretesa di diventare un suddito di.proprietà altrui.
    Poi rifiuto totalmente i ruoli, marito moglie.. boh... proprio un evento che osservo, ma di cui non faccio parte. Il solo pensiero mi da soffocare, anche se osservo che porta i suoi vantaggi in termini di assistenza.
  • ElenajElenaj Post: 663
    Il matrimonio... Io considero il matrimonio un contratto, un modo per sentirsi vincolati maggiormente all'altra persona. È un'istituzione, coi diritti che ne conseguono. Poi io sono credente, e a me piace l'idea di consacrare il rapporto davanti a Dio. Ma al contrario delle persone a me vicine, non sogno e non ho mai sognato il giorno del mio matrimonio, anzi vorrei farlo in segreto con meno persone possibili. Mi rendo conto che il matrimonio è una delle massime aspirazioni per molti, io invece non riesco a capirmi. Mi piace l'idea di realizzarmi attraverso l'unione con un'altra persona, ma per ora prevale l'angoscia del vincolo.
    AmelieWBorg
  • NemoNemo Post: 3,734
    Intervengo sebbene sia sposato da ormai quasi ventotto anni, ergo la mia opinione può essere falsata da ciò.

    Il matrimonio è un contratto, sottoscritto da due persone che in un certo momento della propria vita, reputano necessario formalizzare la propria convivenza, spesso quando si accingono ad avere dei figli. Ai tempi in cui noi decidemmo di sposarci, era più semplice per i nascituri prossimi venturi avere due genitori sposati, mentre ora questa necessità è molto meno sentita, dopo le recenti riforme del diritto di famiglia (e con l'evolversi degli usi sociali).

    Se tornassi indietro, lo rifarei, subito e con meno problemi di quanti non me ne sia fatti all'epoca: mia moglie è la donna della mia vita, in ogni senso. Se allora ne ero profondamente innamorato, ora so che merita tutta la fiducia e la stima, oltre all'amore che (spero) credo di averle dato. Sebbene sia consapevole che tutto ciò possa svanire nel giro di pochissimo (troppi esempi intorno a me, a cominciare da mia madre, sposatasi tre volte), continuo a credere nell'amore unico.

    Sono dannatamente romantico, accidenti.
    ValentaMononokeHimemandragola77AmelieSirAlphaexamarco3882michimago
    Memento Mori
  • delilahdelilah Post: 30
    Il matrimonio è un contratto, de facto. Per la parte patrimoniale sono state spese tante parole, inutile ripetersi.
    Le tutele, ma anche i doveri che un qualunque contratto ti impone sono scritti nero su bianco, e possono essere in parte personalizzati con un contratto prematrimoniale, che mi sento sempre di suggerire.

    Detto questo, non so cosa dire del "matrimonio" in generale. La maggioranza della popolazione occidentale lo vive come un giorno di festa, niente di più niente di meno. Altri la vivono come un giorno di festa e hanno un sentore vago del binomio amore-matrimonio, ma non razionalizzano tutto l'impegno morale e l'impalcatura guridica che ci sta dientro. Altri ancora non si sposano perchè il matrimonio è "solo tradizione", qualcosa di imposto.

    Se dovessi guardare come la maggioranza della popolazione vive il matrimonio, non mi sposerei mai. Troppo sbatti, troppa serietà, troppa superficialità, troppo, troppo, troppo... a seconda dei casi.

    Però poi guardo nella MIA vita e vedo un ragazzo che amo da tanti anni, pur molto giovani entrambi. Mi piacerebbe sposarlo perchè non solo lo amo (termine da me molto poco utilizzato, molto generico), ma perchè condividiamo il 90% delle visioni che abbiamo del nostro futuro. Ci aiutiamo e ci supportiamo come, se non più, di una coppia sposata. Litighiamo, ma poi la nostra visione ci riporta insieme. E' un discorso molto lungo e che non si può ridurre a due frasi, ma la conclusione è: un giorno vorrei sposarlo, per rendere la nostra unione ufficiale anche dal punto di vista giuridico.
    Questo non esclude una convivenza precedente, semplicemente sul medio-lungo periodo vorrei prendere un impegno moralmente più serio con lui, non solo tra di noi, ma davanti a tutta la comunità.

    In più, essendo credente, spero di poterlo fare anche davanti a quello che comunemente si chiama Dio (anche qui, si aprirebbe una parentesi infinita sulla mia spiritualità). Avendo, tuttavia, astio verso la chiesa come istituzione, avendo studiato e conoscendo la sua storia e i suoi canoni, non penso che potrò sposarmi in chiesa cattolica, tuttalpiù che sono in una fase di transizione in cui sto ponderando di cambiare religione.

    Scusate l'excursus, ma già è una storia complicata, se non avessi spiegato almeno un po' di antefatti non si sarebbe capito nulla.
    NemoLandauer
  • SirAlphaexaSirAlphaexa Post: 3,410
    Sarò io pessimista, ma lo vedo come un contratto deciso da due persone consenzienti (si spera sempre), che possa essere religioso e/o solo civile é poco rilevante. L'amore e l'affetto non valgono meno senza il matrimonio, così come unirsi non assicura un legame amoroso eterno.

    Non mi ci vedo sposato, non so nemmeno come reagirei convivendo con qualcuno. 
    Se ci penso é solo perchè mi piace immaginarmi in frac.

Accedi oppure Registrati per commentare.
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586


Ehi, straniero!

Sembra che tu sia nuovo da queste parti. Se vuoi partecipare accedi con le tue credenziali oppure utilizza il modulo di registrazione!

Libro Gratuito "Lo Spettro Autistico risposte semplici" Scarica il libro: Lo Spettro Autistico, Risposte Semplici