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Dipendenza affettiva: qualcuno ci è passato?

Da un po mi tormentava una situazione del passato, che credevo "d' amore".
Ero giovane, avevo 24 anni ed ero alla prima esperienza e in un periodo disastroso della mia vita.

Fatto sta, che questa situazione nel giro di qualche mese mi ha portato all ossessione, pensavo a questa persona tutto il giorno, avevo gelosia e risentimento e ho avuto comportamenti poco onorevoli, dicevo cose ricattatorie e insomma bene non stavo.

Era una montagna russa, fatta di allontanamenti, rifiuti, riavvicinamenti.

Dopo di che ci fu uno strappo netto.

Ci ho messo anni a chiedermi: perché mi comportavo così?

Con il tempo ho capito che i miei schemi di comportamento rientravano nella "dipendenza affettiva", un parente patologico dell amore.



"La Dipendenza affettiva
Una premessa è d’obbligo quando si parla di dipendenza affettiva: ognuno di noi è dipendente in qualche misura dagli altri, tutti noi abbiamo bisogno di approvazione, empatia, di conferme e ammirazione da parte degli altri, per sostenerci e per regolare la nostra autostima.

La vera indipendenza non è né possibile né auspicabile. Ma la dipendenza affettiva può raggiungere una forma così estrema da diventare patologica.

In questi casi la persona non è in grado di prendere delle decisioni da sola, ha un comportamento sottomesso verso gli altri, ha sempre bisogno di rassicurazioni e non è in grado di funzionare bene senza qualcun altro che si prenda cura di lei (G. O. Gabbard, 1995).

Le persone dipendenti sono schive e inibite, quando sono sole si sentono indifese: vivono nel terrore di essere abbandonate e sono letteralmente sconvolte quando qualche relazione stretta finisce.

Per farsi ben volere sono disposte a fare cose spiacevoli e degradanti e, pur di stare nell’orbita dell’altro, possono accettare situazioni per chiunque intollerabili (Lingiardi V., 2005).

Cos’e' la dipendenza affettiva?
La dipendenza affettiva e' una condizione relazionale negativa che e' caratterizzata da una assenza cronica di reciprocità nella vita affettiva e nelle sue manifestazioni all’interno della coppia, che tende a stressare e a creare nei “donatori d’amore a senso unico” malessere psicologico o fisico piuttosto che benessere e serenità."
http://www.psiconauti.it/Dipendenze_Affettive.aspx


Un po mi vergogno di essere caduta in una trappola simile, anche se venivo da un lutto e una situazione di estrema fragilità , ma sapere forse mi aiuterà in futuro ad evitare questi schemi.

Qualcuno di voi ci è passato, per poi arrivare a vivere rapporti più sani e soddisfacenti, e come ha capito che non era amore ma ossessione?

Buon pomeriggio!
Vale (egli\lui\gli)- feedback e reactions sempre graditi
Amelieluca95rondinella61
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Commenti

  • luckyduckluckyduck Post: 512
    modificato ottobre 2017
    Ci sono passato e alla fine sono rimasto single come se fosse una liberazione dal male.

    Però perché si abbia una dipendenza affettiva attuale occorre una relazione attuale, è comunque un'etichetta per delle condizioni "presunte" morbose che sono in atto nelle relazioni concrete.

    Essere stati dipendenti da qualcuno è nella storia personale di tutti, solo che alcuni hanno trascorsi sentimentali difficili perché le relazioni di coppia sono espressioni meramente individuali e sovrastrutturali, cioè tali da essere del tutto avulse dalla realtà. 

    Riuscire ad avere i piedi per terra è molto difficile e capita spesso che si stia insieme per dare forma ad un proprio malessere perché si ha finalmente qualcuno vicino a quel malessere.
    Come se l'amore facesse del male a chi ne a più bisogno. E la cosa assurda è che due persone insieme possono davvero aiutarsi, ma solo in una utopia. Altro per i deboli questa società di rapina non lo permette se non ai forti. Ma lasciamo stare. Sono elucubrazioni marxiste.

    Avrò anche sofferto di dipendenza affettiva, ma io direi di me stesso quello che conosco. Ad esempio ho spesso detestato una ragazza innamorata di me. Se l'etichetta aiuta a pensarci su, ok. Ma altrimenti l'etichetta non serve a un cazzo.

    Che risentimento provavi per quella persona?
    Valenta
  • ValentaValenta Post: 10,759
    @Luckyduck perché non mi dedicava abbastanza tempo e avevo sempre paura che mi prendesse in giro.
    Poi un giorno mi voleva, uno mi rifiutava, uno preferiva un' altra persona, e io a rodermi.
    Vale (egli\lui\gli)- feedback e reactions sempre graditi
  • Come riuscisti a terminare la relazione definitivamente?
  • vera68vera68 Post: 3,072
    Io credo di essere stata vittima di una persona che soffriva di questo disturbo. Ma prima di parlarne vorrei essere sicura che si tratti davvero di questo
    Valenta
  • ValentaValenta Post: 10,759
    luckyduck ha detto:

    Come riuscisti a terminare la relazione definitivamente?

    Senza dare troppi dettagli, mi scaricò.
    Vale (egli\lui\gli)- feedback e reactions sempre graditi
  • @Valenta
    Da quello che scrivi, piuttosto che una dipendenza, sembra sia stato un'incontro sfortunato. Hai sottolineato una sua incostanza, forse leggerezza. Probabilmente il suo comportamento ti impallava e tu hai dovuto sclerare per esprimere il tuo disagio.

    Scusa, ma io immagino che non essere di parola possa creare davvero confusione in un cuore innamorato (se preferisci, infatuato). Però se pensi di essere stata dipendente non voglio metterlo in dubbio, dico solo che nessuno è di adamantio.
    Valenta
  • luca95luca95 Post: 181
    modificato ottobre 2017
    La mia ultima ragazza aveva questi comportamenti altalenanti. Lei si è sempre giustificata dicendo di avere qualche disturbo bipolare.
    Però dall' altra parte c'ero io che io mi colpevolizzavo per ogni suo gesto, sono stato malissimo!

    Alla fine mi lasciò.
    ValentaAmelie
  • ValentaValenta Post: 10,759
    Poi sono passati tanti anni e ora rileggo il mio comportamento in questa veste, ma non so se lo comprenda del tutto.
    luckyduck
    Vale (egli\lui\gli)- feedback e reactions sempre graditi
  • Ho subito una dipendenza affettiva da una persona che poi ha cercato di devastarmi la vita.
    Per me è un capitolo della mia vita elaborato e superato.
    Ma noto che è una cosa che alcuni fanno con me perchè mi dicono che sono molto "materna" e che ispiro un attaccamento simbiotico.
    Ma io non faccio nulla in questo senso e appunto mi ritrovo a dover subirlo in qualche modo, anche attualmente in certi sensi. 

    Valenta
  • Valenta ha detto:

    @Luckyduck perché non mi dedicava abbastanza tempo e avevo sempre paura che mi prendesse in giro.
    Poi un giorno mi voleva, uno mi rifiutava, uno preferiva un' altra persona, e io a rodermi.

    Questo è capitato anche a me. Quando mi rifiutava, io stavo malissimo. Poi una sera a cena, senza preavviso, con un bel sorriso, mi dice che non se la sentiva di continuare ma che preferiva che restassimo amici, buoni amici, ha ripetuto. È stato devastante, ho pianto una settimana. Poi mi veniva a cercare per uscire insieme, a cena o al cinema, io speravo che si ricredesse, invece no. Come il gatto con il topo.
    ValentaAmelieMignon
  • Non tutti sono in grado di voltare pagina. Non si tratta di emozioni latenti, speranza, rimpianto o amore. A volte si conosce una persona a cui si da così tanto, che ripeterlo con qualcun'altro toglierebbe valore all'emozione stessa, svalutando irrimediabilmente tutto il resto. Per me prendersi la responsabilità almeno per le cose dette in modo sentito è un modo per onorare il periodo felice trascorso, e il valore che ha avuto per me. Ho scelto male probabilmente, ma non rimpiango il giorno in cui le ho detto che ho trovato la donna che cercavo, e qualsiasi cosa fosse accaduta, non mi avrebbe avuto nessun'altra in questa vita. Sono contento di aver fatto quella scelta 5 anni fa, e proseguire su questa strada mi rincuora ogni giorno.

    La dipendenza affettiva non esiste, sei stata libera in ogni momento di andartene, lo stesso vale per lui.
    Valenta
    Tutto appare sempre un po' diverso quando lo si esprime, un po' falsato, un po' sciocco, sì, e anche questo è bene e mi piace moltissimo, anche con questo sono perfettamente d'accordo, che ciò che è tesoro e saggezza d'un uomo suoni sempre un po' sciocco alle orecchie degli altri.
    -Siddharta
  • Si sta parlando di "dipendenza ". :(
    Valenta
  • ValentaValenta Post: 10,759
    @Charline @Jin_Nemo_Oudeis nella discussione è spiegato bene di cosa si parla, non di amore ma di una forma di attaccamento ossessivo.
    Charline
    Vale (egli\lui\gli)- feedback e reactions sempre graditi
  • @Valenta, ci tenevo a ribadirlo. Sono d'accordo con te, dal momento che ci sono passata anch'io. Trovo difficile essere liberi di fare delle scelte quando si ha una dipendenza, purtroppo.
    Valenta
  • Io non credo sia una forma di "dipendenza affettiva", quanto un'infatuazione molto intensa, ma essendo veramente poco esperta comunque delineo dei punti per chiedervi secondo voi quale delle due sia.
    - sono stata innamorata di lei per sei mesi, durante i quali lei era fidanzata e quindi io mi rodevo dalla gelosia
    - ogni volta che ci vedevamo, subito dopo a casa scoppiavo in lacrime, ma forse più perché non ero riuscita a farmi avanti o a comportarmi come volevo, o comunque ero confusa dalla situazione nuova
    - per tutta l'estate non ho fatto altro che pensare a lei, spesso non riuscivo a fare altro, e avevo delle fasi di nostalgia intensissima, o di totale apatia/fase depressiva (che però è una cosa che mi accompagna da un po', quindi è un mio modo di reagire agli eventi)
    - gelosia causata da  praticamente chiunque, da un'amica stretta a una sconosciuta che ammicca
    - ancora adesso faccio fatica a stare attenta in classe e a studiare perché penso a lei, e in generale spesso ricreo ricordi di momenti passati con lei (ma anche perché ci vediamo spesso)

    C'è da dire che il mio modo esagerato di reagire forse principalmente è dato dal fatto che:
    1. è la prima volta che ci provo con una persona, in maniera seria e diretta, quindi è tutto nuovo e intenso
    2. sono una persona particolarmente sensibile in generale e mi affeziono molto alle persone a cui voglio bene
    3. con lei ho capito che mi piacciono le ragazze, e inoltre si sono sollevate altre questioni affini (il mio sentirmi in parte uomo, l'essere abituata a considerarmi donna, il voler semplicemente sentirmi bene in questi panni, e il non sapere bene dove parare), quindi questa parte di me che ho represso per un sacco di tempo si è manifestata tutta in una volta.

    Per questi motivi credo sia solo una grande prima seria cotta, ma avendo poca esperienza e vedendo come normale (giustamente) ciò che faccio, non posso veramente capire cosa tutto ciò sia. Spero riusciate a darmi una mano. Saluti, Makaira
    Valenta
  • ValentaValenta Post: 10,759
    @Makaira io penso che il tuo modo di vivere i sentimenti dipenda anche dal fatto che sei molto giovane.
    Dalle cose che hai raccontato non vedo niente di patologico.
    vera68
    Vale (egli\lui\gli)- feedback e reactions sempre graditi
  • @Makaira
    Ti confesso che se non avessi letto di te in altre discussioni non avrei capito affatto come fossi capitata in questa.

    Comunicazione liquida=personalità liquida. :-)

    Quindi ti sconsiglio di chiuderti da sola in questi contenitori. "Dipendenza affettiva" è un termine vuoto di contenuto, non ti conviene riempirlo finiresti per avere solo problemi.

    Viene usata per gente che (detto volgarmente) non riesce a vivere senza qualcuno con il quale esiste mera affettività. Nessuno dice che una casalinga dipende affettivamente dal marito se essa non ha mezzi di sostentamento suoi. E le casalinghe non vanno dagli psicologi per curarsi una dipendenza economica. Semmai scoprono di averlo fatto successivamente. Nemmeno i mariti si curano a quel modo, dipendendo economicamente a loro volta perché non potrebbero avere la casa pulita, i cibi pronti e gli abiti lavati e stirati.

    Quindi se c'è in giro tanta dipendenza affettiva da curare (come problematica iniziale) un motivo ci sarà. Di sicuro c'è vergogna a dire: " sto male perché non possono acquistare un vestito senza che Tizio debba aprire il suo portafogli". Queste cose i sofferenti possono tacerle persino a se stesse.

    Non penso che tu non riesca a vivere senza quella persona. Vorresti vivere con quella persona. Il fatto che vada bene per te una relazione di pochi mesi è perfettamente lecito. Ma sembra che per lei non lo sia. Forse anche per la tua giovane età.

    Tra l'altro esiste un certo limite di demarcazione, se non hai ancora compiuto 18 anni. Io ti consiglio di aspettare. 

    Tanto la frequenti. Il tempo è dalla tua parte...

    Stesso discorso vale per le categorie di orientamento sessuale. Se a me piace un uomo significa che mi possono piacere gli uomini ma il mio interesse è delimitato a quell'uomo in particolare. Poi posso domandarmi cosa preferisco di quella persona e cosa no. Questo può aiutarmi a relazionarmi agli altri, in modo da arrivare prima o poi ad una scelta ponderata di stare stabilmente con qualcuno in concreto e instaurando una convivenza che nasce affettivamente e poi procede in tanti aspetti diversi della vita.

    Però non esiste un vero e proprio mercato dove cercare la taglia giusta. Ecco perché in amore lo status quo è tanto prezioso, sebbene chi si sente molto apprezzato lo svaluta facilmente e chi si sente disprezzato progetta catene.

    Accontentarsi di una relazione breve è sospetto. Intestardirsi per una relazione eterna altrettanto. L'intimità crea legami che una volta separati posso sciogliersi con grande difficoltà. Tuttavia l'intimità con la persona amata la si desidera ardentemente.

    Benvenuta in un mondo di casini. :-)
    Valentarondinella61mandragola77
  • Io dalle elementari fino alla fine delle medie ero ossessionato da una ragazza che non mi amava, ma era come se comprendeva qualcosa dell'Asperger, non si spazientiva mai e mostrava un minimo di affetto nei miei confronti. Tuttavia questa mia ossessione verso di lei mi aveva stufato, era un tormento, aspettavo sempre il momento in cui le nostre strade si sarebbero divise, e così accadde dopo la scelta dell'indirizzo della scuola superiore.
    Valenta
  • pokepoke Post: 1,721

    Per farsi ben volere sono disposte a fare cose spiacevoli e degradanti e, pur di stare nell’orbita dell’altro, possono accettare situazioni per chiunque intollerabili (Lingiardi V., 2005).

    Eccettuato quanto sopra, tutte le mie relazioni sono state dipendenza affettiva.

    In parte anche l'atipica amicizia-relazione attuale.

    Non mi vergogno a dire che senza una relazione sentimentale o erotica mi sento completamente persa.

    Forse ora, con questa persona attuale sto vivendo una forma di indipendenza/solitudine.

    Prima erano montagne russe, sensazioni estreme.

    Ma ancora aspetto come un cane i momenti in cui stiamo insieme anche solo per parlare passeggiare o prendere un caffè.

    Come se ne esce?
    Credendoci poco. Quasi per nulla. Non completando in sé quel comprensibile desiderio di avere proggettualità.

    Credo di esserci arrivata dopo tante e sonore legnate, dopo aver attraversato il desiderio di autodistruggermi.
    Accettando la solitudine ed il compromesso che il mondo ideale non esiste.
    WBorgValentarondinella61VellutoBluvera68
  • Per anni sono stata ossessionata riguardo ad un ragazzo totalmente diverso da me rispetto al rapportarsi con gli altri.
    Io emotivamente fragile, lui un pezzo di ghiaccio. Ma sapevo che se fossi stata esasperante mi avrebbe abbandonato, come altri prima di lui. Ho sempre cercato di frenare le mie emozioni, a volte ci sono riuscita, altre volte no.
    Lui aveva una cotta per me, ma non si è mai fatto avanti poiché ero legata ad un'altra persona. Da qualche anno si è trasferito per lavoro e i tempi non sono più come quelli dell'università: lui non ha tempo, io ne ho poco.

    Ho provato anche ad allontanarlo, ho resistito 6 mesi. Niente, io senza di lui non ce la faccio e anche se lo sento pochissimo mi basta sapere che esiste.
    Non so se riuscirò mai a liberarmi dal suo "fantasma".
    rondinella61ValentaDarkSoul988
  • DarkSoul988DarkSoul988 Post: 76
    modificato febbraio 2018
    @VellutoBlu Blu Sono in una situazione molto simile alla tua. E' triste che le persone si spaventino quando vedono troppa intensità, e di conseguenza ci abbandonano, però è così. E spesso è difficile frenare le emozioni. 
    D'ora in poi cercherò di controllarmi meglio, o forse smetterò del tutto di provare affetto, che per una persona come me fa più danni che altro (in primis a me stessa). 
    VellutoBlu
  • vera68vera68 Post: 3,072
    Posto di seguito un link che spiega bene cosa sia la dipendrnza affettiva e le sue cause


    http://www.channelhealing.it/dipendenza-affettiva/dipendenza-affettivadipendenza-affettiva-cause.html

    Io sono sicuramente passata per una dipendenza affettiva, questo articolo rispecchia appieno il mio pensiero pur non essendo io una psicologa, per cui come detto un bel po di mesi fa, parlerò di questa esperienza quando ne avrò guarito le radici e avrò davanti a me il mio panorama completo.

    Noi siamo la somma del nostro vissuto e alle fondamenta ci stanno le risposte emotive che ci hanno passato i nostri genitori nelle cui fondamenta ci stanno quelle passate dai nonni e così via...

    Questo vale per ogni persona, per ogni tipo di cervello...NT, ND che sia. Un cervello ND sarà solo maggiormente predisposto ad avere delle fragilità.
    Il "solo" della frase precedente ha in realtà un gran peso perché può complicare molto situazioni che altrimenti non lo sarebbero.
    rondinella61VellutoBluDarkSoul988
  • @vera68 Grazie per il link. Ad ogni modo, io non ho subito traumi di alcun genere e in famiglia sono sempre stata benissimo. Mi dà anche fastidio che in psicologia si faccia risalire sempre tutto al rapporto (presumibilmente) conflittuale con i genitori. Sono l'esempio concreto che non è così. In casa mia ha sempre regnato un'atmosfera serena, ho avuto genitori affettuosi e amorevoli. I problemi li ho sempre e solo avuti col mondo esterno (forse perché sono una persona perbene, e al mondo d'oggi una come me è considerata all'antica). Quindi, mi chiedo come possa aver sviluppato una dipendenza affettiva, anche se una teoria ce l'avrei. Credo che quando si è molto selettivi come lo sono io e si hanno pochissime persone intorno è normale affezionarsi molto a una persona che si considera speciale. Forse a chi ha un rapporto più armonioso con gli altri, succede meno, perché finita una relazione si pensa che se ne possa facilmente trovare un'altra o comunque andare avanti. Se, invece, a una persona capita una volta in un decennio di trovare gente affine, allora lì diventa più difficile lasciar andare la persona a cui si era affezionati e andare avanti. 
  • vera68vera68 Post: 3,072
    Un detto africano dice che un bambino lo cresce un villaggio...
    Si, spesso si dà la "colpa" ai genitori perché a loro è affidato il piccolo fin dall'inizio, ma è per dire che c'è spesso una causa prima. ( i traumi poi non sono necessariamente cose tragiche)
    Noi abbiamo innata in noi una personalità (ad esempio quella dipendente, evitante, ossessiva narcisistica ecc ) i casi della vita possono innestarsi su queste inclnazioni naturali sviluppando anche un disturbo di personalità.

    Credo che in quest'ottica le nostre posizioni non siano così distanti
    VellutoBlurondinella61DarkSoul988
  • Sì, credo che le inclinazioni naturali svolgano un ruolo molto importante. Poi, molto dipende anche dall'ambiente in cui si cresce (non solo quello familiare). Nel mio caso, ad esempio, credo di essere nata con una personalità molto evitante, che tende a legarsi a pochissime persone, ma in modo molto intenso. L'aver vissuto praticamente isolata gran parte della vita sicuramente ha contribuito a farmi sviluppare una personalità dipendente, oltre a quella di base evitante. 
    rondinella61
  • vera68vera68 Post: 3,072
    Io posso dire ora di stare uscendo da una dipendenza molto forte verso chiunque io ritenessi autorevole.
    Io ho assolutamente perso il coraggio di avere una posizione indipendente per cui poter affermare : "io sono...
    Io voglio
    Io desidero
    Io faccio.

    Mi riconosco e mi riconoscono una lucidità di pensiero fuori dal comune, una forte determinazione e anche un certo coraggio.
    Ho tutto questo chiuso nel silenzio e bloccato dalla paura.
    Coraggio e paura, sembrano antitetici.
    Coraggio perché non mollo mai, la paura bloccante è quella del giudizio. Da cui il silenzio, da cui una maschera, da cui una vita da impostore. Dentro il vuoto. Il vuoto di una identità che non c'è, che non riesce ad avere la spinta e il coraggio di formarsi
    Ci sono bambini che sperimentano con gioia, altri per cui la paura è paralizzante.
    Ci sono bambini che hanno bisogno di essere accompagnati e delicatamente lasciati andare con quella giusta delicata attenta fermezza. Compito non facile.

    La mia dipendenza non era tanto nella paura che l'oggetto amato andasse via. Il problema era che non riuscivo a staccarmi io, nel senso di avere un pensiero e un sentire indipendente.
    È giusto? Posso? È sbagliato? Domande costanti alla persona che al momento ritenevo superiore a me, più autorevole
    Eppure faccio e affronto tutto da sola. È il confronto che diventa problematico.

    Sembra una divagazione, ma vorrei che leggete la metafora.
    L'anno scorso ho fatto qualche lezione di biodanza, non mi piaceva molto, lo sentivo un po' forzato per me, ma in virtù della ricerca e integrazione di parti di me, ci sono andata.
    Una volta ci ha fatto fare una cosa simile alla simulazione di un volo.
    A coppie, le due persone lavoravano come se fossero in fila. Quella davanti a piacere con modi e tempi suoi, partiva da una posizione di chiusura, con le braccia racchiuse contro il petto per stendere in avanti ed aprirle fino ad aprirle completamente ed essere in linea con le spalle per poi ritornare alla posizione iniziale.
    La persona dietro doveva accompagnare i gesti di quella davanti come se la sorreggesse, ma senza toccarla, rispettando i suoi ritmi.
    Ho sperimentato un senso di libertà, "volavo da sola" e mi sono accorta di quanta paura mi facesse. Quando ho richiuso le braccia ho stretto quelle della persona che mi stava dietro (di cui non so neanche il nome) la quale mi ha rinchiuso in un profondo e sicuro abbraccio.
    Lacrime e tremore si sono mischiate. È stato sconvolgente
    Cos'è la dipendenza affettiva per me?
    È la paura della libertà e al tempo stesso il desiderio di essa

    Dopo 7 anni di psicoterapia con una intricata gamma di complicanze psicologiche posso dire che mi sto gustando il piacere di dire: "io penso" e quindi esisto autonomamente con il mio pensiero (che se pur suscettibile di critiche) ha una sua esistenza propria data dal fatto che io sono un essere indipendente e non un'appendice di qualcun altro . Come Cartesio ho scoperto che "cogito ergo sum".

    Volare è bellissimo!!!



    Angel_arondinella61PercipioleilaRobKLinnaAntaresMononokeHimeValenta
  • fairyfairy Post: 170
    spesso però si cade nelle grinfie di un narcisista patologico. 
    vera68
  • vera68vera68 Post: 3,072
    Io sono passata per la dipendenza affettiva in un triangolo drammatico: "vittima carnefice salvatore".
  • PercipioPercipio Post: 1,213
    Da questo punto di vista sono vergognoso. I primi mesi tutte le volte che mi fidanzavo ero estremamente dominante. Dopo poco, diciamo intorno al 5/6° mese, diventavo uno schiavo. Facevo di tutto per non farmi lasciare. Una volta sono arrivato al punto da concedere completa libertà sessuale alla mia partner per seguitare la relazione. 
    Valenta
  • Si ovviamente, anche se non mi ritrovo nel pezzo di articolo che hai postato.
    Ho vissuto nell ordine:
    molti amori/infatuazioni ossessive non dichiarate e non corrisposte complice anche omofobia del paese (adolescenza e prima post adolescenza)
    Relazioni di amore asimmetrico con dinamiche di codipendenza
    Relazioni con narcisista manipolatore nella forma triangolo citata sopra (almeno due volte) la cosa peggiore qui è l impossibilità di comunicare ad altri ciò che ti sta succedendo, perché anche per le amiche più scaltre, la violenza è normalizzata (è la nostra cultura) quindi tenderanno a minimizzare e invalidare ciò che racconti.
    Per esperienza posso dirti che si: è più facile che avvengano quando stai passando un brutto momento. Lutto, postraumatico da stress(tipo ti sei salvato da un tentato omicidio ecc) dopo un periodo di violenza, nelle fasi di adattamento ad un nuovo posto (città lavoro ) , se sei isolato o discriminato ecc ecc

    Piu la tua vita è dura più ti succede di voler fuggire da essa ossessionandoti con qualcuno (le droghe sono vie fi fuga identiche) quindi la cosa migliore da fare è aggiustare la tua vita il più possibile.

    spalmare l’affetto su più persone, dare importanza all’amicizia ad esempio. in questo modo l’amato non diventa mai l’unico centro della tua vita.


    Poi più cresci più l’amore romantico ti fa ridere. Quella cosa del cuore che si rompe e non si aggiusta mai più è una sciocchezza . Perciò se ti capita di ossessionarti e poi di soffrire (e pensare non mi innamoreroo maii piuu) pensa che è un pensiero del tutto delirante.




    Valenta
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