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Lavorare per guadagnare

Ciao a tutti, scrivo qui nella speranza di trovare un conforto anche legato a reale compressione. Non c'entra necessariamente con l'essere asperger, almeno credo, ma ho da sempre il problema di non riuscire a rendermi autonoma economicamente. Anni fa mi dava una mano mia madre (che aveva ereditato dei soldi) e io lavoravo part-time come educatrice nelle scuole, ora mi sono sposata e i soldi a casa li porta mia moglie, perché da quando c'è stato il Covid, non ho più lavorato come educatrice e, nel frattempo, è entrato l'obbligo di laurearsi alla triennale. Una parte di me vorrebbe provare a iscriversi all'Università, ma ho paura di non farcela. Quando avevo circa 20 anni, provai a farla, ma non mi mettevo mai seriamente a studiare, mi perdevo tanto nei pensieri. Ora che ho 40 anni, magari ho un deficit di attenzione meno alto, ma comunque mi viene l'ansia all'idea. Non ho mai avuto molta voglia di stare sui libri. Però le cose che faccio non sono remunerative. Gestisco uno spazio culturale, ma per ora ancora niente guadagni, solo iniziative in cui si rientra delle spese. Sto scrivendo il mio secondo libro, ho anche venduto una cinquantina di copie del primo, ma alla fin della fiera ho guadagnato solo qualcosina. Insomma, temo di non essere proprio portata per fare soldi, e questo mi rende dipendente economicamente sempre da qualcuno. Potrebbe non essere un problema, se non fosse che mi è capitata già la seconda persona che mi ha chiesto "ma a te sta bene non guadagnare?" oppure "dovresti lavorare e guadagnare soldi, se no non è vero lavoro". Anche se vorrei tornare, forse, a fare teatro, e facevo tante prove, tanto lavoro. Sulle cose che mi piacciono, posso anche impegnarmi molto, ma sono considerate passioni, non lavoro, e io mi sento frustrata e giudicata continuamente. Sto veramente soffrendo per questa situazione. Magari qualcuno sta vivendo, oppure ha vissuto qualcosa di simile. Che ne pensate?
Grazie per la lettura (chi arriverà fino in fondo).
"Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste. Sintonizzati alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà. Non c'è altra via. Questa non è Filosofia, questa è Fisica". Albert Einstein "Il cavaliere coraggioso è quello senza armatura" Pulpetz "Solo il viandante, che ha peregrinato nel suo infinito mondo interiore, potrà accostarsi all’Anima, scoprendo che per anni altro non ha fatto che cercare Lei, poiché Lei è dietro e dentro ogni cosa. I viaggi, si fanno per cercare Anima e le persone si amano in quanto simboli di Anima." Carl Gustav Jung
riotValentovera68ClaraDiLunamammarosannaAngel_aBlunotteRunning_FreeLinna

Commenti

  • Ho vissuto una situazione simili negli anni precedenti che mi ha portato in un forte periodo di sconforto e di isolamento sociale.
    In quel periodo non avevo certezze per il mio futuro ed ero costantemente sotto pressione da parte dei miei genitori al punto da abbandonare tutti i miei interessi e le aspettative che avevo di realizzarmi in quello che avrei voluto.
    Avevo perso ogni fiducia in me stessa e nelle mie capacità per via di come avevo dato via il mio tempo e di come avevo perso ogni possibilità di sviluppare quello che sapevo fare.
    Avevo perso ogni tipo di socialità con le persone che conoscevo e non riuscivo a farmi delle nuove amicizie dovendo frequentare sempre e solo ambienti lontani dai miei interessi.
    Ho frequentato senza crederci troppo delle facoltà che non mi interessavano perchè andava fatto se volevi stare in società, perchè se no non avevi un futuro. Non riuscivo ad allontanarmi da casa e non avevo altra scelta che costringermi a studiare in qualche deludente università vicina per poi lasciare gli studi dopo pochi mesi.
    Studiavo in modi disumani per costringermi all'attenzione anche su testi brevi senza poi avere risultati agli esami, non andavo neanche a lezione.
    Non ho idea di come avrei fatto a lavorare se per qualche motivo mi fossi laureata.
    Non ho dedicato niente a me stessa e ho finito per ammalarmi, quando ho avuto la possibilità di fare quello che avrei voluto stavo così male che è andato tutto alla malora. Dopo quel momento mi sono rinchiusa in casa e non sono uscita per anni, ho evitato anche la vita su internet, non ho coltivato le mie capacità e ho abbandonato i miei interessi.
    Mi hanno salvato, per l'ultima volta si spera, le mie collezioni anche se il dispendio economico è stato eccessivo per come la vedo adesso.
    Mi hanno dato un po' di conforto e un po' di sicurezza in me stessa, sono un po' il traguardo negli studi che non ho potuto avere e che sarà difficile, se non impossibile, che io riesca ad affrontare in futuro pur stando meglio e pur potendo scegliere liberamente il percorso.
    Dopo quello che ho vissuto e che non posso certo riassumere in un post non mi importa più niente di chi mi mantiene e per quanto tempo lo farà. Non entrerò nei dettagli di come i miei genitori si sono resi conto di avere una figlia.
    È incredibile come riescano a buttarmi giù certi pensieri e certe cose che mi succedono, non pensiamoci più.
    riotPulpetzValentoAngel_aRunning_Free
  • ValentaValenta Post: 10,759
    Ho una sorella che non ha praticamente mai lavorato e non la considero una persona non funzionante per quello.

    Io sono come te, pochi anni in meno, poca esperienza lavorativa, anzi diverse esperienza ma non sono totalmente indipendente, tant' è che mi sono iscritto nuovamente all' università per avere una professione, dopo un primo percorso che ha portato a poco, il lavoro lo avevo anche trovato, anche se a tempo, ma mi faceva stare male.

    Un po ci soffro, non lo posso negare, ma vado avanti, rielaboro la mia inettitudine pensando che dipenda dal mio percorso e da problemi di salute che ho.

    Soffro di disturbo bipolare e anche la mia incongruenza di genere mi rende difficile relazionarmi con il mondo.

    Sì comunque credo che ci siano persone che non sono portate per il lavoro, almeno quello standard da ufficio. 
    BlunotteRunning_Free
    Vale (egli\lui\gli)- feedback e reactions sempre graditi
  • PulpetzPulpetz Post: 806
    Valenta ha detto:
    Ho una sorella che non ha praticamente mai lavorato e non la considero una persona non funzionante per quello.

    Io sono come te, pochi anni in meno, poca esperienza lavorativa, anzi diverse esperienza ma non sono totalmente indipendente, tant' è che mi sono iscritto nuovamente all' università per avere una professione, dopo un primo percorso che ha portato a poco, il lavoro lo avevo anche trovato, anche se a tempo, ma mi faceva stare male.

    Un po ci soffro, non lo posso negare, ma vado avanti, rielaboro la mia inettitudine pensando che dipenda dal mio percorso e da problemi di salute che ho.

    Soffro di disturbo bipolare e anche la mia incongruenza di genere mi rende difficile relazionarmi con il mondo.

    Sì comunque credo che ci siano persone che non sono portate per il lavoro, almeno quello standard da ufficio. 

    Esatto, io penso di non esserci proprio portata, perchè lavorare a scuola mi consumava... il problema era praticamente sempre e solo con qualche collega e i capi. Io non li capivo e loro non capivano me. Un disastro. Il lavoro mi riusciva anche bene e ho avuto delle soddisfazioni in merito, ma non ne valeva la pena fino in fondo, perché spesso andavo in burnout. Soprattutto mi mandavano in burnout immediato le istruzioni contraddittorie, poco chiare, che erano molto frequenti. Ti dicevano di fare una cosa, tu la facevi e poi dicevano che andava fatta diversamente (spesso per pararsi il culo con le maestre, dato che io lavoravo per cooperative sociali esterne). Io divento matta quando percepisco ipocrisia ogni giorno, mi sento sempre di dover stare in uno stato di allerta. Alla fine, durante l'inizio del Covid, sono esplosa per la seconda volta e mi sono licenziata. Se dovessi impormi di lavorare, probabilmente ne pagherei, alla lunga, le conseguenze fisiche. Probabilmente l'ideale per me sarebbe riuscire a lavorare in proprio e continuare con teatro, canto o qualsiasi forma d'arte possa ispirarmi... poi è ovvio che è tutto nella mia testa, nessuno della mia famiglia mi ha mai detto nulla, ma solo persone esterne, magari invidiose o che hanno la fissazione di dover fare soldi. Che poi ne ho passate tante, che ora non riesco a concedermi di star bene nella mia nuova famiglia. Mi giudico sempre. Vorrei solo smetterla, ma non ci riesco. Spero riuscirò a breve, perché è estenuante, sembro diventata la mia peggior nemica.
    ValentoClaraDiLunaAngel_a
    "Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste. Sintonizzati alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà. Non c'è altra via. Questa non è Filosofia, questa è Fisica". Albert Einstein "Il cavaliere coraggioso è quello senza armatura" Pulpetz "Solo il viandante, che ha peregrinato nel suo infinito mondo interiore, potrà accostarsi all’Anima, scoprendo che per anni altro non ha fatto che cercare Lei, poiché Lei è dietro e dentro ogni cosa. I viaggi, si fanno per cercare Anima e le persone si amano in quanto simboli di Anima." Carl Gustav Jung
  • Ti sono nel cuore, anche io vivo una situazione simile  :\
    Ho tanti problemi che ognuno a suo modo concorrono a farmi fallire, il "consiglio" che posso darti è trovare qualcuno che ti aiuti ma che ti capisca, e di restare coi piedi per terra: non nel senso di rinunciare ai tuoi sogni, ma di cercare di considerare le cose con praticità.
    ValentoPulpetzAngel_aLinna
  • Angel_aAngel_a Post: 195
    Ti capisco....Purtroppo c'entra eccome con l'Asperger. Molti anche con formazione molto alta spesso non riescono a realizzarsi per tante questioni legate a problematiche collegate alla sindrome, tipo i problemi a creare reti e socialità, o la iper sensibilità o molto altro.
    Nel mio caso ho provato a fare tante cose, ho studiato molto etc MA sono incastrata da sempre nel precariato ed ora ci sto molto male perchè a me invece pesa non essere indipendente completamente ( io la vivo come indipendenza economica uguale libertà).
    Mi sento umiliata a fare il lavoro che faccio, spesso non lo dico. Mi sento umiliata anche a non essere riuscita e, soprattutto, comincio ad avere paura del futuro. Chi mi aiuta non esisterà per sempre.
    Il problema è che anche io proprio non riesco a risolvere, per tanti motivi che, come ti dicevo, adesso so essere legati all'Asperger.
    Il fatto è pero', che tutto questa consapevolezza non aiuta se tutto resta uguale.
    Mi spiego : il fatto non è il lavoro in se stesso, se fossi una ereditiera me ne fregherei di lavorare e me ne fregherei di cosa pensano gli altri.
    E' solo che servono i soldi. E pure tanto. Gli impegni / interessi me li saprei trovare a prescindere, eccome.
    ValentobetBlunottePulpetzRunning_FreeClaraDiLunaamigdalaLinna
    “ I'm pretty good at running human in emulation mode.”

    " Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi....."
  • amnesiiaamnesiia Post: 222
    modificato 1 ottobre
    Dove vivo io le persone sono molto povere, molti non hanno neanche conoscenze scolastiche di base e conducono una vita degradante, umile.
    Le persone con un benessere normale, come quelle comuni che vivono in larga parte al nord, sono poche e quelle molto benestanti sono ancora di meno.
    Nella mia vita ho avuto dei periodi di benessere normale, dei periodi difficili, un periodo di maggior benessere, adesso una stabilità.
    La mia famiglia è una normale famiglia di professionisti, mio padre è dedito al risparmio mentre mia madre allo spreco.
    Io sono una persona parsimoniosa se si tratta di spendere i miei guadagni o quelli della mia famiglia in senso stretto.
    Spendo solo per le cose importanti o che ritengo tali e solo se ne ho le possibilità, avere benessere economico per me non significa comprare tutto ciò che mi passa per la mente o comprare cose costose e inutili.
    Non me la sentirei di andare a lavorare per diversi motivi, dalle mie problematiche a quelle della realtà dove vivo in cui trovare un lavoro adeguato non è cosa semplice.
    Mi sono ripromessa di pensare al mio benessere prima di ogni altra cosa, sebbene percepisca il senso di inadeguatezza verso la società.
    Apprezzo molto chi riesce a fare diversamente.
    Running_Free
  • amnesiia ha detto:
    Dove vivo io le persone sono molto povere, molti non hanno neanche conoscenze scolastiche di base e conducono una vita degradante, umile.
    Le persone con un benessere normale, come quelle comuni che vivono in larga parte al nord, sono poche e quelle molto benestanti sono ancora di meno.
    Nella mia vita ho avuto dei periodi di benessere normale, dei periodi difficili, un periodo di maggior benessere, adesso una stabilità.
    La mia famiglia è una normale famiglia di professionisti, mio padre è dedito al risparmio mentre mia madre allo spreco.
    Io sono una persona parsimoniosa se si tratta di spendere i miei guadagni o quelli della mia famiglia in senso stretto.
    Spendo solo per le cose importanti o che ritengo tali e solo se ne ho le possibilità, avere benessere economico per me non significa comprare tutto ciò che mi passa per la mente o comprare cose costose e inutili.
    Non me la sentirei di andare a lavorare per diversi motivi, dalle mie problematiche a quelle della realtà dove vivo in cui trovare un lavoro adeguato non è cosa semplice.
    Mi sono ripromessa di pensare al mio benessere prima di ogni altra cosa, sebbene percepisca il senso di inadeguatezza verso la società.
    Apprezzo molto chi riesce a fare diversamente.
    Il PIL della mia Regione occupa indicativamente il 177°posto in Europa su 244 del totale.
    Il tasso di scolarità è basso.
    Compreso il PIL in funzione delle altre regioni è del 70% contro il 97% delle altre regioni.
    Fatico anche io non nel guadagnare: potrei tranquillamente trovare lavori molto remunerativi.
    Ma non riuscirei a resistere allo stress interazionale.
    La mia famiglia non è certo ricca.
    Non ho un buon rapporto con i soldi: mi danno un come un senso di non appartenenza.
    Tanto ce lo avremo tutti entro il 2022.
    La gran parte delle Banche chiuderà gli sportelli: se non tutte quante.
    Spesso son bloccati i prelievi nelle banche .
    E anche on line.
    Siamo a rischio default finanziario.
    L'andare a lavorare ...
    un problema.
    Non legato al lavoro stesso.
    Ma appunto ai meccanismi odierni del lavoro stesso.
    Se vi consola : tra qualche anno  il "Mondo " del lavoro cambierà e nessuno è in grado  di capire come si evolverà, qualora  esisteremo ancora economicamente.
    Un mio amico laureato in Giurisprudenza, e altri ,sempre in Giurisprudenza hanno come obiettivo, proprio il lavorare in banca.
    Strana ideazione, e pessima proposizione.




     “Io ho disteso i miei sogni sotto ai tuoi piedi; cammina delicatamente perché cammini sui miei sogni.”

    William Butler Yates
  • amnesiiaamnesiia Post: 222
    @Running_Free La mia famiglia è una famiglia normale come tante altre italiane se paragonata alla stragrande maggioranza degli abitanti della regione.
    Ti sei dimenticato di citare il tasso di criminalità, penso che in alcune zone d'Italia incida molto sul Pil nazionale, sebbene dove vivo io la criminalità esista solo in piccole dosi.
    Se dovessi lavorare dovrei fare qualcosa che valga la pena di farla e che mi faccia sentire a mio agio, che si possa guadagnare tanto oppure niente.
    Se fossi ricca me ne andrei a vivere all'estero e passerei le giornate a divertirmi.
    Running_Free
  • Ho sempre lavorato per guadagnare esponendo me stessa a elevati carichi di stress.

    Allo stress di avere a che fare col 'pubblico' poi si è aggiunto lo stress di dover gestire lavoro e famiglia insieme, con periodi di vera e propria sopravvivenza ( non dal punto di vista economico, ma di decenza di stile di vita) quando mio figlio si ammalava e non potevo assentarmi da lavoro.

    Mi chiedevo costantemente se ce l'avrei mai fatta a tenere tutto insieme.

    Ciò di cui mi occupavo non mi è mai piaciuto granché, ma obbligarmi a farlo per necessità ha fatto sì che la mia autostima crescesse perché dimostravo a me stessa di potercela fare.

    Auguro a tutti di trovare un mestiere che appassioni.
    BlunottebetLinnaPulpetz
  • amnesiia ha detto:
    @Running_Free La mia famiglia è una famiglia normale come tante altre italiane se paragonata alla stragrande maggioranza degli abitanti della regione.
    Ti sei dimenticato di citare il tasso di criminalità, penso che in alcune zone d'Italia incida molto sul Pil nazionale, sebbene dove vivo io la criminalità esista solo in piccole dosi.
    Se dovessi lavorare dovrei fare qualcosa che valga la pena di farla e che mi faccia sentire a mio agio, che si possa guadagnare tanto oppure niente.
    Se fossi ricca me ne andrei a vivere all'estero e passerei le giornate a divertirmi.
    Si: dipende anche dalla Regione intrinsecamente l'ho scritto.
    Ma non chiaramente.
    Vero: incide eccome:Dove vivo io è sommersa ed è politica, nessuno lo direbbe.
    Poi c'è la manovalanza che consente a questi poteri di non appalesarsi nitidamente.
    *Oh!La penso  come te, e più passa il tempo maggiore è quella sensazione anche per me.
    Si: sarebbe un mio sogno vivere non in Italia.
    Canada,Portogallo, Irlanda, altre le trovo molto interessanti ma troppo difficili per me:
    Divertirsi: dipende da cosa tu intenda.
    Già potere fare una scelta mi basterebbe
     “Io ho disteso i miei sogni sotto ai tuoi piedi; cammina delicatamente perché cammini sui miei sogni.”

    William Butler Yates
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