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il progetto "rain man"

Purtroppo non so mettere il link, comunque è su repubblica oggi. Voi cosa ne pensate?

[io sinceramente tutto il male possibile: trovo sconfortante al massimo livello che dei ragazzi di talento - uno con due lauree - abbiano bisogno di mettere su un progetto del genere - dal nome orrendo - per trovare lavoro; penso dovrebbero trovarlo normalmente come tutti. Io non voglio questo per mio figlio. I genitori sui vari gruppi lo vedono come un successo enorme. Io lo vedo come una grande regressione, perchè penso che ragazzi così un tempo bene o male trovassero la loro strada da soli.]
Christianvera68
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Commenti

  • MarkovMarkov Post: 10,877
    Chi vuole di più cercherà di più.
  • claluiclalui Post: 902
    Personalmente non lo vedo affatto una cosa malvagia ad essere onesta. Premetto che ancora una volta metterei firma che mio figlio diventasse come il ragazzo intervistato( mi ha solo impressionato il fatto che usi il termine malattia parlando dell’autismo). Detto ciò fa un lavoro che gli piace, il responsabile dice che sono bravi, che importanza ha come l’abbiano trovato?
    RemiNoremammaconfusa80
  • DomitillaDomitilla Post: 3,106
    Il nome è decisamente infelice, ma finalmente le categorie protette servono a qualcosa.
    Mi pare un lavoro nettamente diverso dal solito "fai le decorazioni natalizie o la pasta fresca in cooperative in cui ti danno uno stipendio simbolico, forse (se non è la famiglia stessa che paga per farli lavorare)".
    È un inizio.
    claluigioiaLisaLaufeysonrondinella61RemiNoremammaconfusa80streamofpureheat
  • Mi sembra che per il nostro retrogrado paese sia un buon inizio.
    All'estero credo sia una cosa normale, ho letto spesso di queste iniziative, che poi non sono iniziative ma sono le aziende che scelgono persone neurodiverse per le loro peculiarità.
    Sul nome concordo, è terribile.
    rondinella61RemiNoremammaconfusa80
  • gioiagioia Post: 649
    Il nome del progetto non prometteva nulla di buono ma invece poi sono rimasta piacevolmente sorpresa. Questi ragazzi fanno un lavoro che tutto sommato piace. Il ragazzo dell intervista lo trovo fantastico.. Insomma... Era ora!!!!!
    RemiNoremammaconfusa80
  • NewtonNewton Post: 5,326
    Da quel che ho letto in vari articoli il "progetto" è nato come conseguenza della richiesta di collaborazione dell'azienda all'associazione di genitori. Hanno coinvolto la ASL perché chiaramente le aziende hanno delle agevolazioni a prendere personale di categoria protetta. Da lì è nato il progetto.
    Questi ragazzi hanno un'invalidità riconosciuta, noi non possiamo conoscere le loro storie ma se avevano forti problemi a trovare un'occupazione da soli (dicono che solo uno aveva già lavorato) non la vedo come una cosa negativa.
    Certo, farebbe impressione coinvolgere aspie che se la sono sempre - pur con le loro difficoltà - cavata da soli, ma quelli di solito non hanno invalidità. 

    In nome è inqualificabile.

    *parlo di "invalidità" come ciò che viene certificata dalla commissione inps.
    cameliaBlindrondinella61LisaLaufeysonRemiNore
  • BlindBlind Post: 2,575
    Il fatto che la selezione escluda le donne mi sembra ben più grave del nome...
    (a proposito, perché concordate tutti sul fatto che sia inadatto?)

  • DomitillaDomitilla Post: 3,106
    Blind ha detto:

    Il fatto che la selezione escluda le donne mi sembra ben più grave del nome...
    (a proposito, perché concordate tutti sul fatto che sia inadatto?)

    Perché incarna lo stereotipo dell'autistico, pure il resto è stereotipato al massimo, se ci fate caso.
    Il fatto che le donne non siano pervenute è un'ulteriore conferma.
    LisaLaufeysonBlind
  • MarkovMarkov Post: 10,877
    Se ne riesce a sistemare alcuni però...
  • claluiclalui Post: 902
    Vabbè però non lo sappiamo! Se la cosa è stata orchestrata da famiglie può pure essere che non ce ne fossero di figlie femmine.
    NewtonLisaLaufeyson
  • lgi_c0lgi_c0 Post: 25
    modificato dicembre 2018
    Io non comprendo il princio stesso di certi elementi definiti "potenti" (o forse sì... della serie: meglio rendere gli stupidi ancor più stupidi piuttosto che fargli capire che l'evoluzione umana avanza), i quali cosidetti prima citati si avvalgono di poter sentirsi messia misericordisosi, applicando la legge 68/99 a chi non ne ha bisogno, in quanto non idoneo a riceverla, perché il concetto stesso che gli psicologi, psicoanalisti e chi più ne ha più ne metta, applicano e che tentano solo di deviare la mentalità degli asperger, per farli adattare agli altri, quando, in realtà, gli altri dovrebbero adattarsi agli ND, credo sia sbagliato (basta comprendere la enorme ignoranza sull'argomento asperger). Io, da Asperger, (ritornando alla legge 68/99) posso dire che non esiste in maniera sostanziale che una cosa simile, per la quale, mi vengano ad assumere, quando è una legge riservata a colore che sono autistici/disalibili/ecc. Mi sembra un'altra (scusate il termine) stupidaggine alla Grillo. Mi fa sempre piacere che qualcuno trovi un impiego, ma, spacciare cavoli per mazzi, è sempre un passo indietro per questa società.
    Post edited by Sophia on
  • MarkovMarkov Post: 10,877
    C'è da vedere se trovavano lavoro in altri modi, tempo fa mi capitò di vedere interviste dove ti chiedi: "E questo come mai vuole lavorare da categoria protetta? Non lo vede che è normale?". Però se sono arrivati a quel punto vuol dire che probabilmente non c'era più verso.
    gioiaSniper_Ops
  • Appena visto. A parte la “malattia” dell’autismo, lo ammetto mi sono cadute le braccia, alla fine vi dico che ci metterei dieci firme se mio figlio fosse così. Ha un bel lavoro, si sposta da solo e ha gli amici giusti, a molti nt va decisamente peggio.
    ChristianSolegioiaLisaLaufeysonTerra_di_Mezzo
  • Però il mio punto di vista è proprio questo: una persona così ha bisogno di essere assunta attraverso le categorie protette? per me dovrebbe funzionare così: l'azienda cerca determinati skills per svolgere un lavoro, si presentano dei candidati, l'azienda decide il migliore - se è un'azienda "furba" per determinate mansioni prenderà in considerazione i candidati più "nerd", per altre quelli più "socievoli" ed "empatici", passare attraverso l'Asl mi sembra riduttivo delle loro capacità.
    Il lavoro è bello, tutti sono contenti, quello che contesto è la presenza dell'asl in qualcosa che non c'entra nulla, la presenza delle categorie protette, il non rendersi conto che non è affatto un passo avanti, perchè una persona così avrebbe di certo lavorato in passato, non ditemi che pensate che una persona così non avrebbe trovato lavoro da solo, ovviamente presentandosi senza un'invalidità dichiarata.

    @Markov per me sono arrivati a quel punto perchè sono stati cresciuti in un certo modo, e infatti non è affatto un caso che si dichiari malato, d'altronde uno che non si ritiene malato non credo che vorrebbe essere assunto come categoria protetta.
    Sniper_Ops
  • @Newton per come si fanno le diagnosi oggi, tutti i futuri aspie che dici tu avranno l'invalidità, non nel senso di percepire accompagnamento o altro, ma nel senso che l'autismo se diagnosticato nel pubblico ti da una percentuale di invalidità.
  • Comunque definire "l'autismo" come malattia e dare il nome di rain man al progetto non è un "a parte", ma è il nocciolo del problema che ci vedo io ..... voi vi siete concentrati sulle capacità del ragazzo che tutti speriamo di vedere nei nostri figli, ma il mio discorso era tutto un altro.
  • DomitillaDomitilla Post: 3,106
    @mamma_francesca purtroppo dalla mia esperienza, sì, persone così hanno bisogno delle categorie protette, come ne avrei bisogno pure io, che di fatto non ho nulla di "invalido", se non proprio non riuscire a superare un colloquio di lavoro.
    In pratica "conta solo come ti sai vendere".
    Non quello che sai fare.
    Devi piacere.
    E uno come loro (e come me) non piace.
    Non servono (almeno qui in Italia) 10 lauree 110 e lode e 400 master, conta solo come ti poni.
    Brutto dirlo, eh, ma io la vedo così.
    RemiNoreSirAlphaexaLisaLaufeyson
  • @Domitilla ma tu lavori no?
  • claluiclalui Post: 902
    Perdonami mamma_francesca ma tu continui a parlare di 20 anni fa. Il mondo di oggi non è quello di allora e tra 20 anni quando i nostri figli si affacceranno all’ambito lavorativo sarà ancora diverso.
    È un fatto che trovare lavoro oggi per chiunque sia un problema. Ed è un fatto che con una diagnosi lo è ancora di più. Vent’anni fa l’asperger non era conosciuto e riconosciuto, oggi un po’ di più, chissà cosa accadrà tra venti anni ancora. Sarà pure possibile che, diagnosi o no, asl o no, un candidato venga riconosciuto e scartato per questo. La lotta, quello che almeno personalmente vorrei per mio figlio, è che si arrivi a che mio figlio possa fare un colloquio, venire riconosciuto o potersi apertamente dichiarare e NON venire scartato per questo, ma solo perché non idoneo a quel lavoro.
  • DomitillaDomitilla Post: 3,106
    mamma_francesca ha detto:

    @Domitilla ma tu lavori no?

    Sì lavoro, ma non ho fatto colloqui, se vuoi ti spiego in privato.
    Non sarei mai riuscita a lavorare in altri modi, perché se non hai le reti di conoscenze per il passaparola o il giusto atteggiamento, non c'è possibilità.
    Forse il campo informatico/scientifico è un po' diverso, ma un grosso problema (come già detto altrove) sono stati gli studi umanistici.
    Anche il ragazzo del video, se avesse un dottorato in storia moderna della Cina e non avesse avuto la passione per l'informatica, se la sarebbe vista brutta...
    A quanto pare, c'è fame di informatici nel mondo del lavoro, prendono davvero su tutto il prendibile...
    Forse è anche per questo che si sono fidati di ragazzi Asperger... Poi ovvio, sono competenti, e infatti si sono stupiti.
  • RemiNoreRemiNore Post: 990
    modificato dicembre 2018
    Io conosco molto bene il lavoro di cui si parla nell'intervista. Non servono competenze informatiche in quanto i ragazzi in questione si limitano a testare il codice scritto da altri. Si tratta di simulazioni di movimento di vari treni su una linea. Bisogna fare punto per punto i test che ti chiedono. Bisogna essere molto precisi nell'eseguire i vari punti in un determinato ordine, conoscere il comportamento atteso e segnalare eventuali bug. È una tipologia di lavoro che puoi imparare giorno per giorno, senza avere particolari esperienze pregresse o precisi studi propedeutici.

    Ho sempre lavorato in campo scientifico/tecnico e anche qui ci sono i colloqui. Non ti prendono neppure se sei Einstein. Bisogna sapersi vendere. Il camaleontismo femminile aiuta parecchio e anche l'incompetenza delle risorse umane che fanno i colloqui (neppure gli psicologi conoscono la AS, figuriamoci le Human Resource! Fortunatamente in questo caso!).

    Penso che sì, quel ragazzo avrebbe qualche problema a trovare lavoro e a mantenerlo. Quindi, ben vengano la legge 68 e le categorie protette.

    C'è una probabilità (per motivi che non vi sto a spiegare) che i miei colleghi scoprano della mia AS. Ho paura che si scopra perché i datori di lavoro non sempre sono così intelligenti dal prendersi i lati positivi della AS. Ho paura di venire osservata nei miei momenti di distrazione. Ho paura che si pongano delle domande quando ho bisogno di leggere 2 o 3 volte una frase prima di capirla. Ho paura che venga "contato" il tempo che impiego nel fare qualcosa. E, credetemi, se mi vedeste dall'esterno nella vita di tutti i giorni, non pensereste che ho la AS. Mi cercano per fare le pause alle macchinette e scherzo come fanno gli altri. È faticoso e l'ho imparato negli anni, ma le difficoltà sono anche pesanti talvolta e la paura è costantemente presente.
    LisaLaufeysonSniper_Opsrondinella61
  • Certo @clalui quello che dici tu è esattamente quello che vogliamo tutti, cioè che una persona venga scelta o non scelta per le sue capacità e competenze, a prescindere dalla neurodiversità, il punto è che non si va affatto in questa direzione.

    Le "categorie protette" nascono per favorire lavoratori che sono svantaggiati, cioè far assumere persone che il mercato non assumerebbe mai di suo, quindi accettare che un aspie venga assunto tramite "categorie protette" vuol dire riconoscere che non è appetibile sul mercato; da questa "posizione" come si farebbe a passare a quella che ti auguri tu?

    Una persona o è alla "pari" e non ha diritto alle "categorie protette" o è in una posizione di svantaggio. Le categorie protette sono un'imposizione dello Stato sulle Aziende. Poi possiamo essere contenti che gli aspie comincino ad essere "preferiti" ad altri disabili visto che purtroppo nelle categorie protette le Aziende possono scegliere discrezionalmente quale disabile assumere. Però la mia domanda è sempre la stessa, ma questo ragazzo è giusto che si veda e si comporti da disabile; che lo Stato lo consideri un lavoratore "disabile"? Mi pare che alcuni di voi in effetti ritengano che ha bisogno delle categorie protette per trovare lavoro.
  • MarkovMarkov Post: 10,877
    Non è una furbizia prendere i candidati nerd.
  • @Markov prendere i candidati "nerd" nelle mansioni dove occorre più la precisione e la capacità maniacale ovviamente non in tutte le mansioni ;-)
  • claluiclalui Post: 902
    Mamma_francesca prima di tutto si è visto un lavoratore su 5 assunti. Ci sarebbe da chiedersi perché gli altri non siano stati intervistati. Le ipotesi possono essere molte e tra queste che gli altri non fossero in grado di reggere un’intervista. E se così fosse come potrebbero reggere un colloquio di lavoro?
    Al di là di questo se un ragazzo intelligente sceglie di passare per le categorie protette forse non è così poco disabile come lo ritieni tu. Forse in questo mondo, che ripeto non è quello di venti anni fa, la sua disabilità è più invalidante di quello che un’intervista ci può far pensare. Il punto è proprio quello che hai detto: una svolta verso la scelta degli asperger rispetto ad altre disabilità. Se in generale si dovesse diffondere la comprensione che un autismo lieve non comporta una incapacità lavorativa e che può non esserci differenza tra assumere un nt o un nd allora non ci sarà più bisogno di passare dalle categorie protette.
    Ma allo stato attuale non è così e queste iniziative le vedo necessarie proprio per arrivare a quella realtà.
    LisaLaufeyson
  • DomitillaDomitilla Post: 3,106
    Comunque le categorie protette non sono solo per gli invalidi, anche per le vittime di mafia, per orfani/vedove di padri/mariti caduti sul lavoro, invalidi di guerra...
    Diciamo per persone che hanno un grave problema.
    Però sì, 20 anni fa sarebbe stato diverso, adesso è dura per tutti.
  • MarkovMarkov Post: 10,877
    Non penso che si arriverà mai a riconoscere qualche asperger in un colloquio, tranne per gli aspetti dove è sempre avvenuto, dato che quelli seriamente colpiti si riconoscono in 1 minuto. Tuttavia ho sentito casi scartati per segnali non verbali di insicurezza, agitazione e simili. Vogliono uno sicuro. 
  • NewtonNewton Post: 5,326
    modificato dicembre 2018
    @mamma_francesca sì, ma la percentuale di invalidità non viene tatuata in fronte. Le diagnosi e le relative percentuali servono da una parte per capire come intervenire, dall'altra per avviare richieste come l'accompagnamento, la pensione o l'inserimento nelle categorie protette. Se uno non vuole aiuto economico o rientrare nelle categorie protette, non ce lo caccia nessuno a forza - figuriamoci, allo Stato va più che bene non elargire servizi o soldi. 

    E nessuno è obbligato a dichiarare l'invalidità o le proprie diagnosi a nessuno, tantomeno al potenziale datore di lavoro. Questi dati sono protetti. 

    [ho editato qualche refuso]
    Post edited by Newton on
    RemiNoreLisaLaufeyson
  • @Newton non sono sicura che le persone non siano obbligate a dichiarare le proprie diagnosi, certo non al datore di lavoro, ma al medico competente credo proprio di sì; poi qui sul forum ci sono stati utenti che si sono lamentati del fatto che la diagnosi gli ha reso più difficile trovare lavoro, quindi, mi pare strano che si possa nascondere senza problemi. Faccio un esempio: i lavoratori quando lavorano sono protetti da un'assicurazione, secondo me se non si dichiara una propria disabilità, penso ci possano essere dei problemi in caso di infortunio.
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