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Rapporto con il cibo

Andato46Andato46 Post: 5,160
modificato marzo 2013 in Aspie al femminile
Mi domando se il mio malato rapporto con il cibo possa essere collegato in qualche modo all'Asperger.

In pratica, son sempre stata un po' sovrappeso (niente di che), ma perché ho sempre cercato di starci attenta, fino a due anni fa, quando ho iniziato a prendere peso in maniera sconvolgente fino ad arrivare a un malato +20 rispetto a quello che ero sempre stata (ed essendo bassa 1,60 faccio davvero...ehm...schifo!!!). Non mi è difficile dimagrire, nel senso che nel giro di poco riesco a perdere 10 kg, ma poi in periodi di nervosismo li riprendo tutti altrettanto velocemente.

Fondamentalmente credo che sia un rapporto sbagliato con il cibo. Lo uso per placare l'ansia (ma poi mi deprimo di più per aver ingurgitato tutto). Ho letto l'articolo sul rapporto tra anoressia (decisamente non è il mio caso, ma pur sempre di disturbi alimentari si parla) e Asperger, ma vedo che per quante affinità ci siano non è del tutto collegato.

Voi che rapporto avete? Non parlo tanto di selettività alimentare, quanto di rapporto generale con il cibo.

PS: Posto in "Aspie al femminile" perché credo che sia un problema tipicamente femminile, anche se non solo.
M00NYkatriss
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Commenti

  • AleenaAleena Post: 1,050
    negli anni ne ho fatte di ogni per tenere sotto controllo il peso, dai digiuni di giorni e giorni al vomitare ogni volta che mangiavo, poi diete, abbuffate, ecc. ecc.
    grazie al cielo sono cose che ho superato, è un'ossessione davvero brutta... dopo anni e anni di stupidaggini ho capito che mangiare quello che mi va quando mi va è la cosa migliore perché il mio corpo sa quello che mi serve. adesso mi accorgo di aver assunto un'alimentazione di tipo meccanico... ovvero mangio quello che c'è nel piatto senza pormi domande circa il mi piace/non mi piace... fa bene/non fa bene... fa ingrassare/non fa ingrassare...
    in questo modo mangiare si libera di tanti significati emotivi che in genere noi donne gli affibbiamo. Se certi giorni (esempio con l'avvicinarsi del ciclo) ho voglia di mangiare schifezze o mangiare di più lo faccio senza pensieri... non negandomi quello che mi va quando mi va mi sono accorta che l'alimentazione è diventata più regolare, praticamente prima mangiavo continuamente fuori pasto (pessima abitudine), adesso non mi viene neanche più in mente a parte certi giorni in cui me lo concedo senza problemi... non ho più episodi di binge eating... è tutta un'altra vita!
    I exist as I am, that is enough, If no other in the world be aware I sit content,
    And if each and all be aware I sit content.
    ---Walt Whitman
  • Andato46Andato46 Post: 5,160
    complimenti...e ne sei uscita da sola?
  • HjoralHjoral Post: 119
    BED. Binge eating disorder. Di fianco a questa definizione sul dizionario trovate la mia fotografia. C'è da dire che sono affetta dalla sindrome di insulino-resistenza e nessuno, fin da bambina, sapeva dirmi cos'avevo. Avevo sempre bisogno di dolci. Li rubavo, quando potevo li compravo di nascosto. Insulino-resistenza significa, detto in maniera molto prosaica, che qualunque cosa tu mangi, non assimili zuccheri. Sei costantemente ipoglicemica e puoi anche svenire spesso. Perché non li assimili? Perché l'insulina, appena gli zuccheri bussano alla porta delle cellule, subisce un picco e gli impedisce di entrare. Quindi è l'esatto contrario del diabete.
    Questo mi ha portato e talvolta mi porta ancora a episodi veramente alienanti e disperati. Ho fame, fame, fame. Poi è vero che per me il cibo ha sempre avuto una forte connotazione emotiva. Ma fin da piccolissima. Mi ricordo tutti i libri che leggevo (fin da Topolino, intorno ai due anni e mezzo, che leggevo tutto d'un fiato da sola) soprattutto in base ai dettagli sul cibo che vi trovavo. Me li ricordo tutti. Ricordo ancora quasi a memoria testi scolastici dei libri delle elementari perché parlavano di cibo. Dopo avermi imbottita di psicofarmaci (Tegretol, Trittico, Cipralex, Xanax, anche sei pastiglie al giorno complessivamente), complici anche tutte le stranezze derivate dall'Asperger che nessuno mi riusciva a diagnosticare (il medico che ci andò più vicino disse: "Sembra autismo, ma non proprio... ci si avvicina." -cit.-) e il fatto che tenevo testa a qualunque psicologo, psicanalista e psichiatra mi presentassero, mi sono decisa a cercare da sola la causa dei miei problemi e mi sono messa al computer. Dopo pochi giorni ho chiesto al medico di sottopormi a una curva da carico e due settimane dopo avevo la conferma della diagnosi di Sindrome X, o sindrome da insulino-resistenza. La sindrome porta anche enormi problemi per dimagrire, in quanto visivamente si sembra più magri di quanto non si pesi in realtà e nonostante io mangi pochissimo (la pasta, per dire: sono sempre 50-60 gr, niente pane o quasi ecc. ecc.) l'unica cosa che mi farebbe dimagrire è il movimento fisico. Ho perso, contro ogni pronostico, 40 chili in due anni scarsi. Ora devo perdere gli ultimi, ma è tanto che sono ferma. Perché? Mi si è scombussolato il ciclo, gli psicofarmaci mi hanno resa quasi sterile nonostante li abbia interrotti dopo pochi mesi di colpo spontaneamente e mi sono uscite 4 ernie. Per stare meglio con la schiena, devo fare moto. Non posso fare moto con la schiena così. E' il cane che si morde la coda. Noia. Stress. Nervoso.
    romipor
    "Per me i matti erano loro, per loro il matto ero io; ma loro - maledetti - erano molti di più."
  • Andato46Andato46 Post: 5,160
    modificato marzo 2013
    Ammazza...te la sei dovuta far te la diagnosi??? Questo getta una cattivissima luce sui medici...

    Cmq complimenti per i 40 kg, certo se avessi scoperto prima qual era il tuo problema la cosa sarebbe stata molto più agevole. Mi spiace che ti abbiano imbottita di psicofarmaci e che ti abbiano causato tutti quei problemi...poi tutte cosa da cui non si torna indietro....

    Ma manco la cyclette puoi fare? Non c'è carico sulla schiena né tonfi come potrebbe capitare per la corsa o la bici su strada. Te lo dico perché pure io ho un po' di problemi alla schiena (niente di che, solita scoliosi, di 1cm, ma niente in confronto alle ernie!!) e mia mamma idem, non so ben io che ha alle vertebre, ma se le dicono che deve tassativamente evitare di correre, può camminare e fare cyclette.
    katriss
  • HjoralHjoral Post: 119
    Purtroppo no. L'ultima volta mi è uscito un disco solo perché ero a pancia sotto e ho alzato leggermente la gamba sinistra. Insieme al fisioterapista. E' stato un dolore lancinante. Posso fare solo il nuoto leggero con tavoletta di cui all'altro topic. Odio.
    Comunque sì, tutto da sola. E da sola sono uscita dalla totale depressione (da cui hanno cominciato a diagnosticarmi anche un disturbo dissociativo di identità) durata cinque anni in cui ero caduta all'ennesima volta che i dottori non sapevano dirmi cos'avessi. Sono così felice di aver trovato il punto del problema. E sono felice di essere approdata altrettanto da sola alla sindrome di Asperger. Questa volta, però, gradirei comunque che mi venisse fornito un pezzo di carta. Qualcosa del tipo "Congratulazioni, sei Aspie, per la medaglietta si metta in fila laggiù". Giusto per pareggiare i conti. Comunque, devo trovare l'energia per perdere gli ultimi chili. Idee?
    katriss
    "Per me i matti erano loro, per loro il matto ero io; ma loro - maledetti - erano molti di più."
  • zisczisc Post: 1,603
    modificato marzo 2013
    messa cosi' sembra difficile da capire.....
    premetto che sono tre anni che non mi riguardo queste cose...
    ma tuttavia non mi sembra poi tanto strano, come sta il tuo collagene?
    il dimagrimento potrebbe aver indebolito il fisico, specialmente se sei di articolazioni lasse, e e' possibile che anche l'ibnsulinoresistenza abbia contribuito.....

    per la schiena non puoi fare molto e' vero, soprattutto se hai un livello di indebolimento cosi' alto (a quanto mi sembra di intuire), secondo me ti dovresti prima rinforzare e gli ultimi due chili da perdere li puoi rimandare.

    diffida dei fisioterapisti e laureati in scenze motorie se non sono as ( direi al limite anche medici...), perche' la preparazione standard e' allucinatamente infima (secondo me).
    per il moto devi imparare a minimizzare la fatica sulla schiena
    ci sono delle tecniche di ginnastica tipo programmazione posturale fatte con strumenti di misura e bioofeedback, ma non ricordo lo studio, comunque esra sull'efficacia (equilibrio) del tai chi rispetto all' educazione posturale, e tale studio era prima del 2010.

    per i farmaci non credo tu abbia subito modificazioni permanenti.....

    io non ti conosco bene, ma sembra che ti abbiano "cercato di curare senza capire bene" invece di ascoltarti e cercare di capire (sempre secondo me)....


  • anankeananke Post: 1,585
    Il fucus dovrebbe aiutare ad aumentare il metabolismo basale, limitando nel contempo il senso di appetito. Però se si hanno problemi di tiroide bisogna parlarne con il medico.
    Comunque per disintossicare l'organismo andrebbe bene bere una volta ogni tanto l'acqua di cottura delle verdure (bieta, finocchio ecc) oppure qualche tisana di ortica e altre cose di questo tipo. Un pò di sport leggero, camminate, yoga, o qualche corso di arti marziali che riequilibrano il corpo e la mente.

  • zisczisc Post: 1,603
    comunque sei inteligente per capire e partecipare attivamente alla tua cura, quindi ti consiglio di prediligere un approccio medico di collaborazione, per quanto possibile e non di fiducia,
    ti rimando qui
     http://spazioasperger.it/forum/discussion/1388/psichiatria-medicina-o-pseudoscienza#It
  • KarbonKarbon Post: 233
    Io l'esatto contrario, mangio pochissimo.
  • Andato46Andato46 Post: 5,160
    Io l'esatto contrario, mangio pochissimo.
    Ma perché "Non vai d'accordo con il cibo" o per puro disinteresse?
  • KarbonKarbon Post: 233
    @Elanor entrambi
  • PavelyPavely Post: 3,350
    E' un argomento a me molto vicino...

    Io penso che, fondamentalmente, c'è un qualcosa che io definisco in modo diverso.

    Cioè: dove io leggo "appetito", "fame", io VEDO la parola PULSIONE. E' qualcosa ai miei occhi di inconscio.

    MI sorprende sempre tantissimo ascoltare, leggere, di persone che cercano di spiegare in termini "razionali" l'Appetito.

    No. L'Appetito, ai miei occhi, non è nulla di razionale. Se ci penso, allora, mi appare al centro della mia Mappa mentale, il termine PSICANALISI.

    La Psicanalisi su che Mappa concettuale si muove? E' un mappa molto complessa che ha cinque punti irradianti... l'Energia, la Motivazione, l'Appetito, la Pulsione irresistibile e il Controllo delle pulsioni.

    La Pulsione irresistibile e il Controllo delle pulsioni, attraverso il meccanismo di Totem e Tabù, sono state, ad esempio, spiegate in modo meraviglioso e chiarissimo da Freud. Pure, io noto una cosa. La gente dimentica i primi tre termini concettuali della Psicanalisi.

    La gente sa delle Pulsioni. Ma non si ferma ad osservare che le Pulsioni nascono proprio dall'Appetito. Definisco Appetito: l'Appetito è Brama e Desiderio di qualcosa. L'Appetito per il cibo, l'Appetito alimentare, è una specializzazione di questa funzione più ampia. Ecco.

    L'Appetito nasce dalla Motivazione. La Motivazione è la Pulsione, conscia o inconscia, ad agire. Ora: la Motivazione viene prima dell'Appetito. La Motivazione alimentare viene prima dell'Appetito alimentare. E' bene, credo, capire la differenza: PRIMA SI AGISCE, POI SI DESIDERA.

    Il Liberismo, la cultura Statunitense, ci ha EDUCATI A CREDERE, CHE L'AZIONE SEGUA IL DESIDERIO. E ci sembra logico. IN VERITà, IL CERVELLO NON FUNZIONA COSì. La Psichiatria ci spiega che le persone FANNO COSE SENZA SAPERE IL PERCHè. Il Desiderio, la "spiegazione" dell'azione, di ciò che è avvenuto, viene DOPO. Spesso lo dimentichiamo.

    Ad esempio: io sono adesso tornato dal fare la spesa. Ho comprato le cose da mangiare. Io vedo questo mio comportamento come un'Azione. L'Azione "comprare da mangiare", è iniziata PRIMA. E', si dice in Psichiatria, "il titolo del tema". Il Desiderio, il "testo del tema", viene dopo. Le scelte, ad esempio, io le ho fatte al supermercato, lasciandomi guidare dalle mie Brame, da ciò che volevo.

    Il Liberismo vuole farci credere che le Scelte vanno fatte prima. E che sono le scelte a muovere all'azione. Bene: no. In verità, non accade mai così. Ma l'inganno rimane...

    Occorre dunque rinunciare al Liberismo. A quella ipotetica "libertà di scelta" che ci fa impazzire, ci fa dire che siamo "pazzi" perché desideriamo. Cioè: IL LIBERISMO VUOLE FARCI CREDERE DI ESSERE PAZZI PERCHè IMPROVVISIAMO.

    Questo Razionalismo ateo borghese mi fa sorridere. No. Prima si agisce e nell'azione, QUANDO L'AZIONE INIZIA, si desidera. Prima di desiderare bisogna "accendere l'interrutore". Cioè: occorre volerlo il desiderio. Se si segue bene questo ragionamento, si comprende questo: OGNI APPETITO PORTA ALLA "PULSIONE INCONTROLLABILE".

    Cioè: ogni volta che io DESIDERO io entro nella LOGICA DELL'ECCESSO E DEL LIMITE.

    Esempio: un bambino è irrequieto ansioso... cerca l'abbraccio della Mamma. Allora, glielo chiede, glielo fa capire. La mamma lo abbraccia... il Bambino SI GODE l'abbraccio finché può... poi interviene un SALVAVITA, un Relé, che fa interrompere la Pulsione incontrollabile. (Si dice: "Controllo del Craving").

    §

    Nell'Autismo, ad esempio, nel Modello Asperger si osserva che l'Appetito (definizione: "Brama e Desiderio di qualcosa") è DIVERSO.

    L'Autistico ha Appetiti in "IPERFOCUS". Cioè: ha appetito di qualcosa di Iperdeterminato. NELL'AUTISMO L'APPETITO NON è DESTRUTTURABILE IN MODO LIBERISTA.

    Non c'è libertà nell'Appetito autistico.

    Un Autistico può comprare la stessa cosa per ANNI.

    O può non lasciare una strategia di acquisto per decenni.

    E', in senso capitalistico, un OSSO DURO. Un Autistico può "appetire" cartelli stradali per tutta la vita. O fotografie o sassi (quello dei sassi e delle geologia è una mia mania).

    Così NON è POSSIBILE CONTARE SU DI UN AUTISTICO PER VENDERE. Occorre una persona che SIA LIBERA NELL'APPETITO. Cioè: una persona il cui appetito sia GESTIBILE DALL'ESTERNO.

    Nell'Autismo può non accadere. E i genitori possono diventare e s a s p e r a t i. L'odierna civiltà capitalistica, quindi, tende a demonizzare l'Autismo... io, ad esempio, comprerei solo Cornici barocche. Moltissime cornici proposte sul mercato sono da me disprezzate. Non agisco per comprare e nell'acquisto non le sceglierei mai. E non riesco ad immaginare alcuna strategia commerciale per convincermi del contrario.

    Ora: l'Appetito può assumere una forma Autistica.

    §

    L'Appetito autistico non ha libertà e mobilità di forma.

    Così anche la Pulsione incontrollabile è diversa. Eccessiva. Ma mai eterodeterminata.

    Non c'è mai un movimento "esterno" capace di creare il Craving (pulsione incontrollabile). E' sempre una logica "interna" e mai commerciale.

    Così come il controllo delle pulsioni non è mai esterno.

    §

    Nell'Autismo, cioè, non esistono né Totem né Tabù.

    Infatti, applicare la Psicanalisi all'Autismo non ha molta logica. (io non la vedo).

    Quest'ottica interna esiste... così come esistono i Problemi alimentari. Anche le persone autistiche hanno Appetito.

    Con le sue regole.
  • ViolettesViolettes Post: 1,300
    modificato marzo 2013
    E' un argomento a me molto vicino...

    Io penso che, fondamentalmente, c'è un qualcosa che io definisco in modo diverso.

    Cioè: dove io leggo "appetito", "fame", io VEDO la parola PULSIONE. E' qualcosa ai miei occhi di inconscio.

    MI sorprende sempre tantissimo ascoltare, leggere, di persone che cercano di spiegare in termini "razionali" l'Appetito.

    No. L'Appetito, ai miei occhi, non è nulla di razionale. Se ci penso, allora, mi appare al centro della mia Mappa mentale, il termine PSICANALISI.

    La Psicanalisi su che Mappa concettuale si muove? E' un mappa molto complessa che ha cinque punti irradianti... l'Energia, la Motivazione, l'Appetito, la Pulsione irresistibile e il Controllo delle pulsioni.

    La Pulsione irresistibile e il Controllo delle pulsioni, attraverso il meccanismo di Totem e Tabù, sono state, ad esempio, spiegate in modo meraviglioso e chiarissimo da Freud. Pure, io noto una cosa. La gente dimentica i primi tre termini concettuali della Psicanalisi.

    La gente sa delle Pulsioni. Ma non si ferma ad osservare che le Pulsioni nascono proprio dall'Appetito. Definisco Appetito: l'Appetito è Brama e Desiderio di qualcosa. L'Appetito per il cibo, l'Appetito alimentare, è una specializzazione di questa funzione più ampia. Ecco.

    L'Appetito nasce dalla Motivazione. La Motivazione è la Pulsione, conscia o inconscia, ad agire. Ora: la Motivazione viene prima dell'Appetito. La Motivazione alimentare viene prima dell'Appetito alimentare. E' bene, credo, capire la differenza: PRIMA SI AGISCE, POI SI DESIDERA.

    Il Liberismo, la cultura Statunitense, ci ha EDUCATI A CREDERE, CHE L'AZIONE SEGUA IL DESIDERIO. E ci sembra logico. IN VERITà, IL CERVELLO NON FUNZIONA COSì. La Psichiatria ci spiega che le persone FANNO COSE SENZA SAPERE IL PERCHè. Il Desiderio, la "spiegazione" dell'azione, di ciò che è avvenuto, viene DOPO. Spesso lo dimentichiamo.

    Ad esempio: io sono adesso tornato dal fare la spesa. Ho comprato le cose da mangiare. Io vedo questo mio comportamento come un'Azione. L'Azione "comprare da mangiare", è iniziata PRIMA. E', si dice in Psichiatria, "il titolo del tema". Il Desiderio, il "testo del tema", viene dopo. Le scelte, ad esempio, io le ho fatte al supermercato, lasciandomi guidare dalle mie Brame, da ciò che volevo.

    Il Liberismo vuole farci credere che le Scelte vanno fatte prima. E che sono le scelte a muovere all'azione. Bene: no. In verità, non accade mai così. Ma l'inganno rimane...

    Occorre dunque rinunciare al Liberismo. A quella ipotetica "libertà di scelta" che ci fa impazzire, ci fa dire che siamo "pazzi" perché desideriamo. Cioè: IL LIBERISMO VUOLE FARCI CREDERE DI ESSERE PAZZI PERCHè IMPROVVISIAMO.

    Questo Razionalismo ateo borghese mi fa sorridere. No. Prima si agisce e nell'azione, QUANDO L'AZIONE INIZIA, si desidera. Prima di desiderare bisogna "accendere l'interrutore". Cioè: occorre volerlo il desiderio. Se si segue bene questo ragionamento, si comprende questo: OGNI APPETITO PORTA ALLA "PULSIONE INCONTROLLABILE".

    Cioè: ogni volta che io DESIDERO io entro nella LOGICA DELL'ECCESSO E DEL LIMITE.

    Esempio: un bambino è irrequieto ansioso... cerca l'abbraccio della Mamma. Allora, glielo chiede, glielo fa capire. La mamma lo abbraccia... il Bambino SI GODE l'abbraccio finché può... poi interviene un SALVAVITA, un Relé, che fa interrompere la Pulsione incontrollabile. (Si dice: "Controllo del Craving").

    §

    Nell'Autismo, ad esempio, nel Modello Asperger si osserva che l'Appetito (definizione: "Brama e Desiderio di qualcosa") è DIVERSO.

    L'Autistico ha Appetiti in "IPERFOCUS". Cioè: ha appetito di qualcosa di Iperdeterminato. NELL'AUTISMO L'APPETITO NON è DESTRUTTURABILE IN MODO LIBERISTA.

    Non c'è libertà nell'Appetito autistico.

    Un Autistico può comprare la stessa cosa per ANNI.

    O può non lasciare una strategia di acquisto per decenni.

    E', in senso capitalistico, un OSSO DURO. Un Autistico può "appetire" cartelli stradali per tutta la vita. O fotografie o sassi (quello dei sassi e delle geologia è una mia mania).

    Così NON è POSSIBILE CONTARE SU DI UN AUTISTICO PER VENDERE. Occorre una persona che SIA LIBERA NELL'APPETITO. Cioè: una persona il cui appetito sia GESTIBILE DALL'ESTERNO.

    Nell'Autismo può non accadere. E i genitori possono diventare e s a s p e r a t i. L'odierna civiltà capitalistica, quindi, tende a demonizzare l'Autismo... io, ad esempio, comprerei solo Cornici barocche. Moltissime cornici proposte sul mercato sono da me disprezzate. Non agisco per comprare e nell'acquisto non le sceglierei mai. E non riesco ad immaginare alcuna strategia commerciale per convincermi del contrario.

    Ora: l'Appetito può assumere una forma Autistica.

    §

    L'Appetito autistico non ha libertà e mobilità di forma.

    Così anche la Pulsione incontrollabile è diversa. Eccessiva. Ma mai eterodeterminata.

    Non c'è mai un movimento "esterno" capace di creare il Craving (pulsione incontrollabile). E' sempre una logica "interna" e mai commerciale.

    Così come il controllo delle pulsioni non è mai esterno.

    §

    Nell'Autismo, cioè, non esistono né Totem né Tabù.

    Infatti, applicare la Psicanalisi all'Autismo non ha molta logica. (io non la vedo).

    Quest'ottica interna esiste... così come esistono i Problemi alimentari. Anche le persone autistiche hanno Appetito.

    Con le sue regole.



    Ma daaaaaiiii Paveeely.... vedrai che se ti mettono ad un campo di concentramento farai presto a riassumere in due righe delle cose semplicissime, anziché farne un poema :

    Chi ha fame,mangia.

    Chi non ha fame,non mangia.

    Questa si è che è perla di saggezza!

    katriss
    Nascere a mani vuote, morire a mani vuote. Ho contemplato la vita nella sua pienezza, a mani vuote. (Marlo Morgan) Solo dopo che l'ultimo albero sarà stato abbattuto. Solo dopo che l'ultimo fiume sarà stato avvelenato. Solo dopo che l'ultimo pesce sarà stato catturato. Soltanto allora scoprirai che il denaro non si mangia. (Profezia degli indiani Cree)
  • ViolettesViolettes Post: 1,300
    :D
    Nascere a mani vuote, morire a mani vuote. Ho contemplato la vita nella sua pienezza, a mani vuote. (Marlo Morgan) Solo dopo che l'ultimo albero sarà stato abbattuto. Solo dopo che l'ultimo fiume sarà stato avvelenato. Solo dopo che l'ultimo pesce sarà stato catturato. Soltanto allora scoprirai che il denaro non si mangia. (Profezia degli indiani Cree)
  • Io ho la tendenza ad abbuffarmi, specialmente quando sono triste, lo faccio almeno due o tre volte alla settimana.
    Se sono impossibilitata a farlo divento irritabile.
  • anankeananke Post: 1,585
    @Varka, devo dire che al di là del tono, sono sempre stata attratta dalla concisione, soprattutto là dove serve:)
  • catwomancatwoman Post: 156
    modificato agosto 2013
    Io da ragazza ero veramente magra, in alcuni periodi al confine con l'anoressia, ora invece quando sono ansiosa o depressa mi abbuffo e poi mi sento stra in colpa! Prima di scoprire di essere aspie, sono andata al centro per i disturbi dell'alimentazione della mia città e la psichiatra mi ha detto che ho costruito con il grasso una corazza contro il mondo e che se mi fa sentire meglio posso stare così. Io non ho accettato di buon grado la sua opinione, mi sono messa a dieta e ho perso un bel po', che poi ho ripreso con gli interessi nel successivo periodo buio.Ora sono di nuovo a dieta e sto cercando di trovare altre compensazioni alla frustrazione che non siano il cibo, anche se non è facile perchè se non mi strafogo quando ne sento l'esigenza divento mooolto irritabile. Questa volta però mi sento ottimista perchè ora so che i miei problemi di relazione sono oggettivi e costitutivi del mio essere e non seghe mentali come mi hanno sempre voluto far credere.
    "I gatti sono cani autistici" Tony Attwood
  • io ho sempre mangiato molta verdura e frutta (essendo i nonni materni braccianti agricoli era veramente facile per noi averla), non ho mai capito per quale ragione però mio padre ha fatto di tutto per farmi apprezzare il formaggio (specie quelli stagionati, bleh) che a solo sentirne l'odore preferirei stare a dormire in una stalla con la puzza della merda di mucca che trovo decisamente più gradevole.

    Diciamo che dalle medie fino alla fine delle superiori sono stato sovrappeso poi mi son detto "ora basta" e ho iniziato a correre e a fare "palestra in casa", poi leggi libri, leggi internet qua e là per capire come alimentarti.

    @Varka, se hai fame mangi, ma non vuol dire che se ho fame necessito davvero di mangiare.
  • cameliacamelia Post: 3,517
    Io mangio pochissimo, anzi direi che nn mangio, nei periodi di forte stress...a maggio, quando sn stata molto male, sn arrivata a pesare 39 chili; in generale però nn mangio tanto e nn sono golosa (fatta eccezione per le frittelle), direi che le mie porzioni sn sempre mini e vedere il piatto pieno mi dà proprio fastidio da un punto di vista estetico, se devo mangiare di più preferisco servirmi 2 volte due porzioni piccole
  • @Varka: scusami ma il tuo commento dove citi campi di concentramento e banalità popolari da proverbio mi sembra decisamente offensivo, in particolar modo per replicare ad una discussione seria e ad un commento ancor più serio e meravigliosamente profondo come quello di Pavely.. attenzione a questi comportamenti.. sull'onda del voler ridurre tutto ad una banalità e una sciocchezza si potrebbe arrivare a dire dell'Asperger qualcosa del tipo "altro che autismo.. o problemi nella socializzazione.. andassero a lavorare o in guerra e guarirebbero tutti.."..
    Allo stesso modo minimizzare problemi come anoressia o bulimia.. il cibo, nella società contemporanea è un argomento molto importante.. la stessa vita (o non vita) di una persona può dipendere dal rapporto col cibo.. non è affatto questione di avere fame o non avere fame..
     
    Mi spiace se sono duro.. ma non accetto su un forum di questo genere commenti così riduttivi..  anche se lo scopo è ironico.. a mio avviso è di cattivo gusto..


    Ludo
  • IndecisoIndeciso Post: 2,754
    solo da qualche anno faccio attenzione a mangiare moderato, perchè tendo a mettere pancetta. fino al 2009, potevo ingurgitare di tutto e non crescevo di un grammo, anzi, se non avessi fatto palestra per un annetto, sarei stato ancora uno scheletro a cui avrebbero continuato a dire "ma non mangi?" 
  • Andato46Andato46 Post: 5,160
    solo da qualche anno faccio attenzione a mangiare moderato, perchè tendo a mettere pancetta. fino al 2009, potevo ingurgitare di tutto e non crescevo di un grammo, anzi, se non avessi fatto palestra per un annetto, sarei stato ancora uno scheletro a cui avrebbero continuato a dire "ma non mangi?" 

    Che mondo ingiusto...sappi che ti odio :P
  • IndecisoIndeciso Post: 2,754
    modificato agosto 2013
    solo da qualche anno faccio attenzione a mangiare moderato, perchè tendo a mettere pancetta. fino al 2009, potevo ingurgitare di tutto e non crescevo di un grammo, anzi, se non avessi fatto palestra per un annetto, sarei stato ancora uno scheletro a cui avrebbero continuato a dire "ma non mangi?" 

    Che mondo ingiusto...sappi che ti odio :P
    in effetti mi dispiace dover trattenermi, ma a parte il fatto che non ho tempo a sufficienza per cucinarmi per 3, se potessi mangerei come prima, basterebbe fare attività fisica regolare tutti i giorni (e avere qualcuno che cucina per me, e non sarebbe un peso perchè gli darei sempre soddisfazione :D)
  • Io non affatto capace di trattenermi di fronte ad un cibo che mi piace, a qualunque orario mi venga proposto. In compenso non sono portata a cercare di mio degli spuntini, mangio solo ciò che gli altri mi offrono o durante i pasti. Il fatto è che non mi rendo conto del senso di pienezza o di fame, quindi mangio sempre spinta da golosità, non da necessità di sopravvivenza. 
  • Andato46Andato46 Post: 5,160
    Pure io mi son recentemente resa conto di non sentire il senso di pienezza, e neanche troppo la fame!!! Eppure sono ipergolosa per cui mangio per quello e mi devo trattenere...
  • il cibo mi è assolutamente indifferente... mangio perchè so che devo, se sono solo a casa metto su qualche roba precotta anche alle due; se nessuno mi tiene inchiodata a tavola capace che mi alzo ogni due minuti e impiego venti minuti a finire la pasta. l'unico alimento per cui provi un vago interese, lo cerchi di qualità e non "si, va bene tutto" è il cappuccino
  • wolfgangwolfgang Post: 10,787
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • BluBlu Post: 639
    Il mio rapporto con il cibo è normale direi, ho solo bisogno della mia dose di dolci giornaliera... Tanti dolci!!!
    Tutti indaffarati a cercare lo spiraglio nel baratro delle maschere divoratrici.
  • LadyLazarusLadyLazarus Post: 478
    modificato settembre 2013
    Non ho mai avuto un buon rapporto con il mio corpo e con il cibo. Quando ho sofferto di anoressia mi nutrivo sporadicamente di bucce di mele o insalata verde rigorosamente scondita. Ma non è questo il punto. La cosa strana era che io mi sentivo nel pieno della integrità mentale e fisica. Mi sentivo forte. Capace di controllare un istinto che gli altri facevano fatica a tenere a freno. Ero io a comandare sul cibo, e non il contrario. Ero inoltre convintissima che fosse tutta una questione di testa e che se mi sforzassi intensamente di immaginare una particolare vivanda (sfogliavo spesso i libri di cucina illustrati di mia madre e da lì traevo ispirazione) potessi effettivamente sentirne i sapori. E ci credevo davvero.
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