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Evento online per i 10 anni di Spazio Asperger

Cosa offende di più un NT?

E' da un po' che me lo chiedo anche se cerco sempre di stare attenta ma non so a cosa di preciso...
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Commenti

  • fearfear Post: 73
    La sincerità li offende. Vivono in una specie di recita costante fatta di non detti e di convenevoli
    Una persona sincera nel loro mondo é  una persona deviante 
    Anirdjnriot
  • @fear forse dovremmo scoprirlo soggettivamente senza preoccuparci di sbagliare, è così che tracciamo la nostra unica strada. Il modo giusto di comunicare è mostrarsi sinceri davanti al quesito a cui dovremmo curarci di rispondere in prima persona: quanto ne sappiamo noi? Se siamo davvero così sinceri non dovremmo vergognarci di mostrare la nostra ignoranza come loro spontaneamente la mostrano e per l'appunto io tendo a camuffarla. L'ignoranza vive nel profondo ma nessuno vuole affacciarsi e penetrarvi con lo sguardo per paura di cadere nelle sue grinfie. In realtà siamo già caduti quando pensiamo di sapere tutto in particolare quando pensiamo di sapere cosa è bene per noi e siamo ciechi agli effetti ma sappiamo di essere chiamati in causa e questa causa non è mai abbastanza chiara perché in generale siamo abituati a considerare solo le opinioni e i pensieri che non ci curiamo di sostenere con l'esperienza ma battibeccando e facilmente dubitando o peggio voglio sottolineare che questo viene sottovalutato, autoconvincerci. Non è altro che il prodotto di questa infinita moltiplicazione ma possiamo cambiarne il corso con gioia, amore, speranza e sincera dedizione così il nostro fiato non andrà mai sprecato e sarà sempre sufficiente :). Scopri un nuovo mondo dove gli ignoranti si divertono, quelli che pensano a quanto non lo siano e a preoccuparsi di questo perché credono che sia più importante della loro felicità o che essa ne dipenda e vi giungerà in nome della giustizia un po' meno ;)
    malcom3D
  • Onestamente condivido l'opinione di @fear.

    La comunicazione neurotipica è una sorta di crittografia, dove la percezione istintiva è la chiave crittografica.
    La mia percezione istintiva differisce profondamente da quella dei più. Immagino sia così per molti neurodiversi.

    Ne trovo conferma invertendo le parti.
    Per quanto il mio autismo induca una certa rigidità di pensiero, sono sempre disponibile a mettermi in discussione e rivedere la mia posizione. Nonostante lo esterni e lo dimostri, spesso con loro grande stupore, i neurotipici si guardano bene dall'essere sinceri per il timore di ferirmi o offendermi. Preferiscono mentire o tentare di indorare la pillola rendendomi il messaggio totalmente incomprensibile. Quando successivamente riesco a capirlo soffro molto. Non tanto per il contenuto, ma per la farsa che hanno sostenuto, quando sarebbe bastato esternare le cose come stavano senza troppe seghe mentali.

    Se sono sincero e non mi preoccupo di sbagliare, offendo, ferisco ed in conclusione vengo emarginato nella solitudine.
    Tentando di recitare e mentendo, il risultato nella sostanza non cambia se non per la sofferenza che provo nell'aver violentato me stesso in qualcosa che non mi appartiene. Anche se riesco ad essere un bravo bugiardo, ma a caro prezzo, in fondo sono un pessimo attore.

    Riguardo all'ignoranza, ho imparato ad ammettere la mia e tacere su quella degli altri.

    Per chiudere, mi dispiace @Anirdjn, non so risponderti se non con gli esiti delle mie esperienze dirette, che non sono sufficienti a trarne una legge generale.
    fearAnirdjn

  • fearfear Post: 73
    Eh già @malcom3D , anche io posso rispondere solo per quel che riguarda la mia esperienza personale, non sono leggi, ma questo è un forum, perciò che altro dovremmo fare se non mettere a condivisione la nostra esperienza?
    condivido appieno il tuo rammarico.
    farò un esempio pratico di una cosa successa poco fa che ha infastidito due NT.

    un paio di settimane fa dovevo tenere un importante presentazione (immagina che ansia parlare in pubblico col microfono, 300 persone ecc ecc) in un festival in una città diversa dalla mia. Durante la stessa settimana avevo anche una mostra personale  da gestire. E in più in sette giorni ho dovuto cambiare tre alloggi diversi (si un incubo)

    tutta la città era disseminata di mostre e convegni che partivano tutti ad orari diversi in punti della città diversissimi.
    la mia presentazione era venerdì.

    due mie amiche decidono di venire per supporto mi chiedono informazioni.
    mando mappa, mando sito col programma, mando orari, do delucidazioni sul tipo di incontro (una fatica) 

    decidono di venire ma non di venerdì, di sabato (vabbè).

    Una mi chiede:”come funziona sabato? Che c è di bello da vedere? “

    Le rispondo “boh non lo so, guarda sul programma “

    si offende. Sparisce  e viene al festival senza incontrarmi. 

    Ho capito che avrebbe voluto le rispondessi :-“sabato c è questo, quest’altro e questo, volete fare queste cose con me?”-

    Ma io non mi ero organizzato perché era impossibile (sabato mattina son pure saltate fuori due incontri con la stampa a caso) 
    e in più per me è difficilissimo orientarmi negli spazi e gestire i tempi. Già son stato bravo così. 

    Però vedi? Si è offesa a morte perché sono stato molto sincero. Ho dato una risposta onesta
    “Boh guarda sul programma” forse una cosa che puoi dire a tuo fratello ma evidentemente non a quel tipo di amica.



  • Ciao @fear,
    innanzi tutto vorrei complimentarmi con te per l'importanza dei tuoi impegni. A prescindere dalle mie attuali, pessime, condizioni, credo non sarei in grado di fare quello che fai senza combinare casini inenarrabili se non sui libri di storia.

    Calandomi nei panni della NT di cui parli, ma come ND, la tua risposta non mi avrebbe offeso. Sicuramente avrei spostato la mia attenzione su quanto fossi oberato per poi chiederti se, una volta trovati eventi interessanti, avresti avuto voglia e tempo di condividerli.

    Calandomi nei panni della stessa NT, ma simulando la neurotipicità, credo che la tua risposta sia parsa menefreghista. Credo che nella sua mente si sia materializzato un pesiero del tipo: "Ma come ti permetti? vengo a trovarti al tuo evento e mi tratti a pesci in faccia dicendomi di arrangiarmi invece di farmi da cicerone?".

    Per rispettare entrambe le posizioni, credo che quello che avrebbe potuto comunicare il messaggio che intendevi senza provocare reazioni negative, poteva essere qualcosa del tipo: "Scusami ti prego, sono talmente oberato fra la presentazione, la mostra e la logistica che non ho veramente idea di quale sia il programma per sabato. Facciamo così: troviamo un momento per guardare insieme il programma ed organizzarci". 

    Questo è l'esito di una simulazione di meno di un ora, sullo schema neurotipico generico per una persona che non conosco. Se mi metto nei tuoi panni, sono sicuro che sul momento sarei riuscito a fare molto, ma molto di peggio di quanto abbia fatto tu. 
    fearAnirdjn

  • fearfear Post: 73
    Grazie mille davvero @malcom3D
    guarda, vorrei rassicurarti sul confronto me e te,
    i  miei impegni non sono poi così importanti… cioè, si lo sono, ma sono come quelli qualsiasi altro lavoro 
    con la differenza che nel mio mestiere è normale L imprevisto e c’è tanta fatica anche fisica (ma io non riuscirei mai a lavorare in un ufficio o in un ospedale e so che tanti ND ci riescono) non so come stia tu al momento ma io dopo una settimana così devo chiudermi in casa per 20 giorni 🙃

    Ho riso moltissimo quando mi hai detto cosa ha pensato la mia amica NT 🤣
    Avrà pensato di sicuro così!


    maledizione. Anche sta volta non mi hanno capito 





  • Ciao @fear,

    mi fa piacere averti fatto ridere, ma non prendere quello che ho scritto come oro colato: per quanta confidenza possa esserci nelle mie simulazioni, restano comunque nulla di più di un computo. Non è improbabile abbia sbagliato.

    Sulle mie condizioni ti ho risposto su un altro thread.
    Parafrasandoti, la mia settimana dura da più di 40 anni e invece di venir aiutato a chiudermi in casa per i miei 20 giorni, fra non molto passerò il resto della vita per strada.
    fear

  • fearfear Post: 73
    Un’altra cosa che offende i NT è quando non rispettiamo le strutture gerarchiche o l’autorità di qualcuno soltanto perché occupa una posizione di potere. 
    Certe volte “i capi” si offendono quando eseguiamo un lavoro meglio di loro, perché si sentono scavalcati, decodificano  le nostre azioni  come un’intenzione di competizione nei loro confronti. 
    Per me, di una persona, conta di più l’autorevolezza che L’ autorità, che non ha niente a che fare con la posizione di potere che occupa. Se una bambina di 4 anni è autorevole in ciò che mi sta insegnando, io la ascolto da pari e anche da subordinato.
    Se il Papa in persona o un poliziotto o un illustre professore vogliono utilizzare la loro autorità su di me, ma non hanno autorevolezza perché in quel momento stanno dicendo cose sbagliate,
    io non li ascolto, e non mi comporto come un subordinato. 
    I “capi” di qualcosa (gruppo, banda, azienda ecc) si innervosiscono molto quando non ci sottomettiamo al loro grado. 
    Magari comunichiamo al cliente una soluzione a cui i capi non erano arrivati, per desiderio di aiutare il cliente, e i capi lo vivono come un ammutinamento.
    Per i NT i gradi gerarchici sono molto importanti.
    I NT sono simili ai cani, creano strutture gerarchiche e piramidali. 
    malcom3DAnirdjnClaraDiLuna
  • Ciao @fear e @malcom3D mi sono accorta da sola che non è una legge e mi scuso se vi sono sembrata presuntuosa, non mi sono messa in contrapposizione con nessuno di voi due volevo solo allungare la conversazione aggiungendo nuove prese di coscienza che mi sono sovvenute quando ho letto le parole di @fear e perciò sono molto contenta di leggervi :) . Forse possiamo tenere in considerazione che l'altro esterna ciò che noi non esterniamo perché per qualche motivo pensiamo che non sia giusto e questo certamente potrebbe darci fastidio sennò non muoveremmo i primi passi per uscirne quindi come loro attivano i loro meccanismi di difesa anche noi attiviamo i nostri attraverso le critiche, io mi lascio accecare, cosa i NT invece sanno lasciare andare e penso per questo che i loro modi per quanto a volte bruschi non ci facciano sempre male ad es me dispiace che mi vengano nascoste delle cose ma è anche vero che quella persona potrebbe averci pensato a lungo perché non voleva aspettarsi brutte sorprese dato che a volte io posso reagire in maniera imprevedibile, è una strategia di protezione possiamo dire, perché io per quanto possa agire onestamente e spronare gli altri a farlo anche quando si tratta di organizzare un evento, io non mi tutelo anzi mi offendo facilmente dopo tutto ciò che in fin dei conti è stato fatto per me, quindi chi è che danneggia chi?. E' vero che leggo in maniera differente, ma a quel punto penso che in fondo non mi interessava avere delle info per me ma per togliermi lo sfizio di farmi i fatti degli altri se dopo che le ricevo non sto bene... quindi preferisco comprendere da sola se ciò che mi stanno dicendo/facendo potrebbe avere un doppio fine e danneggiarmi e perché, e allo stesso tempo mi domando se ciò che sto credendo sia realmente importante. Non voglio dei rapporti sani impostati come ''è giusto'' per me o per l'altro per poi avere ragione o sentirmi in colpa e rovinare cmq il rapporto, perché possono innescarsi anche le cosidette profezie che si auto avverano, voglio dei rapporti in cui i gesti d'affetto siano spontanei, che questa spontaneità non deve per forza esprimersi nelle solite modalità, che ci spingano oltre il comportamento che credo faccia sempre parte dell'apparenza ossia liberi dalla repressione (allontanarsi dai propri meccanismi che innescano repressione) e confido che possa accadere anche all'interno di una intollerabile struttura gerarchica.
    Vi auguro un buon Capodanno!
    fear
  • Oddio @fear, perdonami, anch'io sarei stata impulsiva =)
    fear
  • @malcom3D io sto semplicemente male quando mento ma non interessa né riguarda gli altri perché è un realtà mentale che mi creo io e questi altri con cui mi relaziono non fanno altro che confermarlo, quindi solo io posso allentare le mie prese di mira nei confronti di qualcosa o qualcuno pur mantenendo le mie convinzioni. Se mi rendo conto di ferire voglio far sentire la mia vicinanza e chiedo scusa per aver trascurato perché non so dove né cosa ho colpito, nel senso che può anche darsi che quella persona non ce l'abbia con me per qualcosa che ho detto o fatto ma se sento una stretta al cuore per me è urgente devo ''andare da lei''
  • @malcom3D la risposta che hai proposto per scusarsi la trovo sincera perché non nasconde come ci si sente. Come prima risposta secondo me bisognava solamente notare l'entusiasmo dietro le parole della ragazza ringraziandola per questo e magari invitarla a prendersi del tempo per esplorare il programma da sola così si sarebbe sentita accolta e accomodata insieme a te ;) ... ahh voi ragazzi dovete farci sentire importanti!
  • Ciao @Anirdjn,
    devo ammettere che a volte faccio fatica a comprendere quello che scrivi, c'è sempre qualcosa che mi sfugge, ma sicuramente è colpa mia. Ti chiedo quindi di perdonarmi se dovessi fraintenderti e risponderti a fischi per fiaschi. Nel contempo mi rendo conto che le tue strategie sociali sono ordini di grandezza più avanti delle mie.

    Non mi sei sembrata minimamente presuntuosa.
    Per esperienza personale, sia in ambito sociale che professionale, non mi sembra che i NT sappiano lasciar andare. Casomai il contrario. Molti se la legano al dito alla prima e non perdono occasione per colpirti dopo aver sostenuto la recita dell'amico che non se l'è presa. I pochi che restano, probabilmente gli unici veri candidati all'essere amici, dopo un tot variabile da persona a persona, ci rinunciano e tagliano il rapporto. Questo anche se dopo essermi reso conto di aver sbagliato, ferendo in qualsiasi modo, porgo le mie più sincere e sentite scuse, la mia vicinanza.

    Lato mio, probabilmente a causa di tutti i vissuti sociali "normali" di cui sono carente, tutte le tue elucubrazioni sul comprendere gli altri, non sono in grado di capirle. Credo che qui si evidenzi l'abisso fra le mie e le tue capacità sociali.
    Non ho idea di come decodificare il comportamento degli altri in modo da discernene intenzioni e volontà. È come se cercarsi di decodificare un messaggio crittografato, senza chiave crittografica. A volte ci riesco, molto raramente. Nella norma troppo tempo dopo.

    Su una cosa invece ti voglio contraddire. Rileggendo la mia diagnosi trovo scritto: "Le persone che hanno un funzionamento di tipo autistico possono raggiungere migliori livelli di adattamento soprattutto se loro stessi ne sono consapevoli e se lo diventa anche il mondo intorno a loro. [...] Il Sig. XXXX (ergo io) ha raggiunto un buon livello di consapevolezza del suo stile di funzionamento di tipo autistico e riesce a riconoscere le caratteristiche che possono avere una ricaduta sulle relazioni sociali."
    Io faccio sforzi enormi per cercare di comprendere il più possibile il mondo NT. Al contempo ne faccio di enormi per comprendere me stesso e come funziono. Ma i NT non muovono un dito e si aspettino che sia io e solo io ad uniformarmi.
    Ora ti chiedo, perchè "il mondo intorno a me" se ne strafrega facendomi vivere male ciò che sono? Scusami se leggi un tono di sfida, ora arrivo alla mia epifania. La risposta è più semplice di quanto non sembri: è più facile emarginare il diverso che avvicinarlo. Sto facendo di di tutta l'erba un fascio. Ci sono eccezioni. Ma sono il minimo indispensabile per confermare la regola. 

    Infine, ti ringrazio per il complimento contenuto nel tuo ultimo messaggio. Mi rammarico di non essere in grado di concepirlo al volo, sul momento, ma solo dopo estenuanti sessioni di simulazioni, nelle quali combino ogni genere di risposta emotiva ad ogni genere di versione esternata. Nel tempo ho assemblato degli schemi che mi agevolano riducendo il numero di possibili combinazioni, ma ogni NT è diverso dall'altro, e credo, anche a causa dai miei limiti esperenziali, che non sia possibile creare uno schema universale valido per tutti i NT.

    P.S. da ragazzo ero un romanticone. Lo sono stato finchè non mi sono innamorato di una donna totalmente aromantica che per due anni mi ha fatto sentire una merda per ogni pensiero e gesto con cui cercavo di farla sentire importante. Oggi sono bloccato dalla paura di riprovare quell'emozione così negativa.
    Anirdjn

  • @fear penso che nessuno sia visto deviante in generale, io più che altro tendo a generalizzare credendo che gli altri pensano che io penso... cioè se qualcosa ad es non mi stava bene a scuola automaticamente mi credevo un fallimento totale e me ne vergognavo pure, adesso ci rido solo a rileggere ahaha. Quando mi è capitato di discutere con una mia compagna io ho subito pensato che non mi volesse più mentre non era vero e non me lo meritavo neanche anzi forse sì dai ecco lo credevo io anzi lo credo ancora! Poi vedeva che mi isolavo per vergogna e ha cercato di avvicinarmi ma io non riuscivo a muovermi allora mi ha lasciato, dopo però abbiamo fatto pace yee! Più deviante di così eppure...

    è semplicemente il giudizio che diamo al risultato di una conversazione sospesa che necessitiamo di portare avanti -perché o per natura o per coraggio abbiamo iniziato- con una conclusione lieta e potrebbe volerci tutta la vita, la parte bella è che vivendo, nel frattempo, non possiamo perderci d'animo perché abbiamo tutta la vita per accettare i suoi meravigliosi doni, accettandoli accettiamo essa e distinguiamo le sue manifestazioni, nient'altro accade altrove che in noi. Che cosa sono l'amicizia e l'amore se non la nostra linfa per continuare questo viaggio alla scoperta di noi all'interno dei più svariati contesti? Le offese sono solo il primo strato che è intuitivamente il più duro. Il mio istinto di sopravvivenza mi ha condotto qui: un posto apparentemente sicuro e protetto dove però le incomprensioni, i ban, gli insulti e le richieste inappropriate sono sempre in agguato!
  • @malcom3D io proprio perché sono quello che sono non ho paura di perdere le persone dopo essermi scusata cioè non mi sembra di farne una strategia perché le mie scuse non hanno quel fine, non mi aspetto qualcosa in cambio piuttosto è meglio allontanarsi con rispetto perché non posso rischiare di rovinare una persona che non è adatta a me ma che si dimostra davanti a me più adatta a qualcun altro, è segno che la devo lasciare andare ma non chiudo le porte per non permettere un ritorno quando non lo trovo necessario, considero anche il processo di pentimento che può ritrovarsi a vivere, che peraltro è quello che riguarda più da vicino me ad es, appena dopo qualsiasi tipo di separazione. 
  • Non saprei, a me è capitato di sentirmi dire di aver recato un'offesa ma mai come io abbia potuto offendere. Ciò mi ha fatto pensare che fosse un po' un modo di nascondere una magagna :angry:
    Avevo già chiuso con questa persona e mi pare lei lo sapesse bene. Poi essere cortesi per non far continuare le cose è un altro paio di maniche.
    Anirdjn
  • @amnesiia mi dispiace questo continua a succedere a me indirettamente ma quando i miei amici vogliono continuare a frequentare persone che non mi sono piaciute, io non faccio altro che ricordare loro quanto io stessa ma anche loro siamo sensibili è che a volte è opportuno prendersi delle pause per riflettere su cosa ci spinge a introdurre nella nostra vita certe persone,
    se non si smuovono qualcuno se la vedrà con la dea Kali.
    Cmq la foto profilo ti si addice tantissimo :)
  • fearfear Post: 73
    Ciao anirdjn, tranquilla non mi sei sembrata presuntuosa. Sei molto simpatica!
    Capisco solo ora che probabilmente il tuo post serviva a chiedere cosa offende i NT che conosci tu , e quindi forse avevi bisogno di rassicurazioni più che di risposte su cosa offende i NT del comportamento NA in generale. 
    Certe volte quando noi parliamo non ci accorgiamo che diamo per scontato che L altra persona sappia delle cose che non sa, io lo faccio spesso :)
    buon capodanno!

  • amnesiiaamnesiia Post: 382
    modificato dicembre 2021
    Conosco un po' qualche persona perchè ho un legame con un'altra, però non riesco a capire se dovevo fare le presentazioni ad una con cui avevo chiuso. Si sarà offesa?
    So che ha sempre tenuto alle persone che conoscevo. Però non si possono sempre presentare le persone. Poi se insiste diventa un po' invadente credo.
    Non dico alle persone che mi conoscono cosa pensare perchè sono tutti capaci di farlo per conto loro :)
  • Ciao @amnesiia,
    se con la persona hai chiuso il rapporto, presentargli le tue nuove conoscenze sarebbe una tua cortese attenzione.
    In ogni caso, non dovuta.

    Perciò se la persona in questione si dovesse essere offesa, non te ne dovresti fare un cruccio.
    Se invece te ne dispiaci, poi sempre rimmediare in un secondo momento.
    Tutto ciò al di là della neuro-classificazione della persona, parlo in termini di semplice buona educazione.

    Spero ti sia di aiuto.

  • Ciao @malcom3D, il mio commento voleva essere un po' ironico :)
    Però è vero, è buona educazione. Presenterò le persone di un tempo che mi conoscono e con cui sono in buoni rapporti nel caso se ne presentasse l'opportunità :)
    Grazie per il commento.
    malcom3D
  • AnirdjnAnirdjn Post: 51
    @malcolm3D @amnesiia scusatemi lo sclero
    se chiudo io non presento nessuno a nessuno ma che scherziamo che si conoscessero da soli perché io in mezzo a mediare no grazie! Posso metterci una buona parola per incoraggiare, posso voler capire meglio cosa succede, ma non di più non devono diventare fatti miei. Che mi pagassero poi per fare la consolatrice
  • AnirdjnAnirdjn Post: 51
    @fear quando ho scritto il post volevo capire se quelle differenze fossero realmente delle differenze (non mi riferisco alle tac dei cervelli) anche per voi perché io non le vedo più, ho fatto un passo in dietro e mi sono accorta di aver solamente imparato quali dovrebbero essere anche se dovessero corrispondere alle ultime ricerche perché resta sempre una parte che la può smentire.
    Di base non cambiano i principi ''morali'' delle rette azioni.
    Sono arrivata alla conclusione che ciò che offende una qualsiasi categoria di persone, offende anche me quindi qui la categoria non conta più ed è essa a determinare una diversità come idea di separazione. Non ci sarei mai arrivata da sola se voi non mi aveste risposto. Ciò che possono apparire come offese ad es alla tradizione sono riconoscimenti, presupposti per lasciare spazio all'innovazione. La mia paura del cambiamento noto che travolge in maniera simile. Forse è una paura repressa perché noi siamo anche cambiamento e possiamo vederlo sul nostro corpo. Raggiungiamo tutti recando male e danno i nostri pseudo obiettivi perché non ci chiediamo neanche se lo vogliamo davvero e vuoi che nessuno si offenda (?) basta che più accumuliamo più siamo, se smettessimo di etichettare (quello è simpatico) forse consentiremo ai pensieri e alle emozioni di fluire liberamente e di rigenerarci perché cmq ognuno le carica di un significato soggettivo che però filtra.
  • malcom3Dmalcom3D Post: 69
    Ciao @Anirdjn,
    intanto, smettila di scusarti. Per quanto mi riguarda non ho percepito nessuno sclero. Ed anche se fosse, gli argomenti che si tendono ad affrontare qui sul forum possono indurre contraddizioni e attriti interni. Quello che voglio dire è che per quanta buona volontà uno ci metta, può capitare di leggere qualcosa che ci turbi o ci faccia storcere il naso portando una o più risposte cariche di emotività. Ogniuno ha le sue idee che sorgono dall'unione fra indole e deduzioni esperenziali. Se non succedesse probabilmente smetteremmo di scrive poco dopo aver iniziato: perchè confrontarsi se abbiamo tutti le stesse idee, percezioni, emozioni, ecc? L'importante è che il contrasto che percepiano non venga sfogato in flame e possa venir sfruttato come spunto di riflessione e di crescita.

    Sicuramente le tue competenze sociali sono molto avanti. Se la tua percezione delle differenze fra diversi scema, è molto probabile che dipenda da una migliore integrazione armonica delle tue capacità sociali nel tuo funzionamento. Molti qui non hanno avuto la possibilità, od hanno vissuti che lo hanno impedito, o ancora, hanno incontrato le persone sbagliate, per poter portare avanti un integrazione così matura ed armonica.

    Abbracciando l'argomento in modo più ampio e generico, senza distinzione di generi o categorie, offende tutto ciò che crea un disagio, o ferita emotiva, scavalcando la percezione individuale di rispetto (dignità, integrità, autorità, ecc). È la soggettiva interpretazione del luogo del confine a determinare le differenze. Indubbiamente c'è un estrema similitudine in gruppi composti da elementi simili: NT con NT, ND con ND, ... I problemi nascono quando i confini di qui sopra vengono confrontati fra categorie di gruppi differenti, come NT con ND. Allora emergono luoghi dei confini che non sono sovrapponibilli. Per esplicitare: quello che statisticamente offende i ND non offende i NT e viceversa. Lo stesso discorso può essere riletto guardando i generi: binari, non binari, fluidi, omo, etero, ecc.

    Tornando al paragone fra NT e ND, se teoricamente è tutto chiaro, la complessità delle strutture comunicative dei NT, che tendono a nascondere le origini delle reazioni emotive in una sorta di recita in maschera le cui regole non sono scritte e non vengono esplicitamente delineate, rendono l'interpretazione da parte dei ND, e più in generale dei NA, criptica e/o misteriosa, se non insensata. Viceversa i ND tendono ad essere più semplici, schietti, sinceri. In buona sostanza in piena controtendenza rispetto ai NT. Questo crea un terreno fertile per la nascita dell'offesa.

    Chi come te ha potuto crescere di più sull'aspetto sociale, integrando meglio la propria percezione dell'altro, ad un certo punto perde di vista la nettezza delle differenze percettive. Riesce, in sostanza, a far confluire in un margine di tolleranza i luoghi dei confini non sovrapponibili.

    Non so se sono riuscito a cogliere quello che cercavi con la tua domanda o se ti ho risposto fischi per fiaschi. Nel caso mi scuso.
    fearAnirdjn

  • amnesiiaamnesiia Post: 382
    modificato 1 gennaio
    Riscrivo perchè ho visto il non capisco di malcom.
    Post edited by amnesiia on
    malcom3D
  • amnesiiaamnesiia Post: 382
    modificato 1 gennaio
    Non ho capito bene cosa intendi dire, Anirdjn. Ti dico cosa penso su quello che stavo scrivendo ieri.
    Posso non presentare una persona con cui ho chiuso perchè non ho più rapporti con questa e posso non volerla presentare anche perchè ho altri motivi. Se non mi trovo bene con questa persona per me non ha senso doverle parlare o doverla presentare ad altre con cui ho buoni rapporti. Mi sembra logica come cosa.
    Quindi non faccio le presentazioni e finisce così. Solitamente dall'altra parte si dovrebbe capire.
    So che può essere che anche l'altra persona fosse interessata a fare conoscenza, altrimenti non si sarebbe offesa perchè ci è rimasta male, credo.
    Però serve anche un po' di apertura mentale. Se ho una relazione o una conoscenza e mi trovo bene, so che io non vado bene a te invece, come posso presentarti a delle persone che conosco?
    Poi ancora, per me non ha senso il discorso di convincere le persone che posso conoscere a non conoscerene un'altra, non ha senso perchè le persone pensano per conto loro. Posso dire la mia ma ogniuno poi pensa come vuole.
    Poi bisogna avere anche una certa affinità per poter fare conoscenza, il che non è una cosa che si può costruire e mettersela addosso. Non nascono così le relazioni. Se ho una relazione sentimentale, per dirne una, significa che ho una forte affinità e un qualcosa che si è condiviso con un'altra persona. Può essere che da questo conosca altre persone così via. Però ci tengo a mantenere l'equilibrio delle relazioni, non ha senso introdurre persone con cui non me la sento più di parlare o con le quali non mi è più possibile parlare per dei motivi.
    Bisogna vederla con razionalità anche. Posso avere un motivo per non volerti parlare più. Puoi scusarti, se lo fai. Ma non puoi pensare che poi torna tutto come prima. Dipende anche da quale era questo motivo, non si può chiudere un occhio a tutto. Poi posso prenderla con le buone e cercare gentilmente di non creare ulteriore astio, ma il discorso non cambia.
    Nella mia situazione mi è sembrato che si volesse pensare che ho cercato di togliere le amicizie a una persona con cui ho motivo di non andare d'accordo. Mi è parso di capire questo.
    malcom3Dfear
  • AnirdjnAnirdjn Post: 51
    @malcom3D avete risposto tutti bene e mi hai fatto capire ciò che voi stavate analizzando che tra l'altro era sotto ai miei occhi e non ci ho prestato attenzione e mi voglio scusare. Vi ho espresso un po' di rabbia perché i miei amici a volte vogliono che io li presenti persone con cui non parlo più per motivi gravi perché se si tratta di altro ok ci può stare a patto che le mie cose private con quelle persone non siano oggetto delle loro conversazioni @amnesiia
    malcom3D
  • fearfear Post: 73
    @amnesiia "non ha senso introdurre persone con cui non me la sento più di parlare o con le quali non mi è più possibile parlare per dei motivi."
    hai ragione non ha senso 

    e direi che oltre che insensato è pure impossibile:
    se non parli piu con una determinata persona, le possibilità di averla al tuo fianco durante una situazione sociale sono pari a zero.

    le persone conosciute si presentano ad altri conoscenti in queste due situazioni (userò dei nomi inventati):

    SITUAZIONE 1
    tu Guendalina sei a spasso con  Gaia (e se stai passeggiando con lei vuol dire che hai piacere  di passare del tempo in sua compagnia, non che la detesti)  ad un certo punto incontrate  Marco e  Stefania. tu conosci Marco e Stefania, Gaia non li conosce. Marco e Stefania si avvicinano perchè hanno piacere di salutarti (quindi non ti odiano manco loro)
    tu dirai :-"Ciao, vi presento Gaia"-.
    Fine.

    il fatto che tu l'abbia presentata non implica nulla, Gaia non è diventata automaticamente migliore amica di Entrambi.
    Tu non hai responsabilità del rapporto che potrebbe nascere o meno tra loro.

    SITUAZIONE2
    tu Guendalina sei in una sala piena di persone, alcune le conosci altre no.
    Ad un certo punto si avvicinano a te Mario e Arturo (vogliono salutarti e quindi non ti odiano, se ti odiassero non si avvicinerebbero) vi salutate e cominciate a parlare.
    Mentre parlate si avvicina pure Elena, che conosci solo tu. Vuole salutare te. Vi state simpatiche a vicenda (altrimenti non si sarebbe avvicinata) la presenti agli altri due.
    Semplice educazione.

    è impossibile trovarsi nella situazione di  presentare una persona con cui abbiamo chiuso ad altra gente. O no?

    A volte puo succedere di dover dire "Mario ti presento Gaia", e magari questa Gaia ci sta un pò sulle balle.
    Ma una frase così è solo semplice  galateo, non c'entra nulla con l'amicizia.

    Non è necessario adorare Gaia per poter pronunciare queste parole.
    e come dicevo, Gaia e Mario non sono diventati best friends dopo questa frase.
    Non sono così disperati spero.
    Avranno pure loro dei gusti  e un cervello

    amnesiiaAnirdjn
  • fearfear Post: 73
    "i miei amici a volte vogliono che io li presenti persone con cui non parlo più per motivi gravi perché se si tratta di altro"
    @Anirdjn
    Ecco questo proprio non lo capisco. 
    Pretendono di essere presentati a persone che fanno parte del tuo passato? Mi sembra un pò utilitaristico, tipo che ti usano per arrivare a queste persone. boh
    Anirdjn
  • AnirdjnAnirdjn Post: 51
    @fear non si rendono proprio conto cmq io sono più forte e se vogliono insistere che insistessero a volte li ricatto con ''oggi non esco''. Può anche darsi che sia cambiata e che sia andata avanti ma non intendo assolutamente rincontrarla in questo modo
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