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Domande e risposte tra AS e NT

Salve, , vi scrivo perché vorrei sapere da voi se ritenete che ci siano caratteristiche dello spettro autistico in questa storia ed eventualmente un parere su una eventuale diagnosi.
Ho avuto una relazione durata più di un anno con un uomo (siamo entrambi intorno ai 50 anni) che fin da piccolo è sempre stato considerato strano (esempio alle elementari invece di giocare a ricreazione, andava in biblioteca e studiava i geroclifici) e lo è tuttora, infatti è stata proprio la sua stranezza ad attrarmi tanto e farmene innamorare. 
Con il passare del tempo però alcune caratteristiche si sono rivelate fonte di incomprensioni e di sofferenza, non parlo tanto del fatto che non è in grado di guidare (ha preso la patente ma poi non ha più guidato perché dice che riesce a concentrarsi sulla guida ma ha l'ansia di cosa succede intorno sia a livello di rumori che visivamente) oppure non ama uscire di casa, andare a fare un aperitivo o una cena fuori o un cinema... Essendo adulti e non conviventi alla fine io riuscivo comunque ad avere la mia vita sociale con il mio giro di amicizie, anche se un po' mi mancava la condivisione di certe esperienze. La cosa che mi ha fatto più stare male è stata il suo distacco emotivo ogni volta che era in ballo un discorso in cui avrei avuto solo bisogno di conforto e appoggio e invece mi rispondeva sempre andando a cercare i dati per quella situazione oppure facendo confronti distaccati con altre persone oppure riportando tutto a se stesso e a cose che erano successe a lui. Oppure il fatto che in ogni discussione alla fine doveva sempre dimostrare che la sua versione era quella più attinente alla verità sempre riportando dati e statistiche. Non so se questi sono tratti dello spettro autistico, altre cose che mi fanno pensare sono la sua assoluta incapacità a fare i regali, il fatto che non sopporta se alzo la voce e se succede sparisce per un po' perché la discussione lo destabilizza troppo; poi la notte non dorme ed è solito fare ricerche su vari argomenti oppure continua cose sue di lavoro; non gli dà fastidio il contatto fisico in generale, ma comunque non ama essere toccato troppo e neanche nessun tipo di effusione in pubblico, ha una camminata strana, è assolutamente geniale nel suo lavoro (programmatore e imprenditore) ma poi è imbranato se deve fare un pagamento al bar. 
Rispetto a queste sue caratteristiche lui è molto tranquillo, nel senso che sa benissimo che è strano e si è costruito una vita compatibile con il suo modo di essere. Ha fatto anche dei test on line sull'autismo di sua spontanea volontà prima di conoscermi, ma il risultato non è mai venuto sopra un certo punteggio e poi, avendo avuto modo di lavorare nel suo ambiente con collaboratori autistici, lui dice che non è come loro e quindi non è autistico. 
Scusate per il pippone, ma siccome mi dispiace tantissimo che questa relazione sia finita, il mio dubbio è che se io fossi stata più consapevole della sua condizione, avrei avuto più capacità di capire che il suo distacco non era menefreghismo? E una diagnosi, avrebbe potuto aiutare in questo senso? (Aiutare più la coppia che lui, perché alla fine lui è molto consapevole dei suoi limiti e dei suoi bisogni e di quello che può dare in un rapporto). 

Alessandroebasta

Commenti

  • charliecharlie Post: 224
    Tu sei Amy Farrah Fowler e lui è Sheldon Cooper, ammettilo!

    Opinioni? si lui lo è, ma sta bene, ha una vita perfetta con i suoi limiti che conosce, non serve nessuna diagnosi.

    Tu dovresti essere una santa donna per sopportare tutte le sue particolarità, sicuramente è strambo, ma a modo suo ti vuole ancora bene, più che chiunque altro al mondo possa volerti bene.

    Ciao, risentilo!


    SabMocalexander_pope
    What can I tell you? I got a short fuse and a long memory!
  • SabMocSabMoc Post: 16
    charlie ha detto:
    Tu sei Amy Farrah Fowler e lui è Sheldon Cooper, ammettilo!

    Opinioni? si lui lo è, ma sta bene, ha una vita perfetta con i suoi limiti che conosce, non serve nessuna diagnosi.

    Tu dovresti essere una santa donna per sopportare tutte le sue particolarità, sicuramente è strambo, ma a modo suo ti vuole ancora bene, più che chiunque altro al mondo possa volerti bene.

    Ciao, risentilo!


    Grazie per la risposta!
    Ah ah, magari andasse come nella serie! Sono d'accordo sulla non necessità di una diagnosi, alla fine sarebbe stata utile semmai a me per capire meglio certi suoi comportamenti e non arrivare a questo punto. Speriamo che non sia troppo tardi. Grazie!!!
  • SabMoc ha detto:
    Salve, , vi scrivo perché vorrei sapere da voi se ritenete che ci siano caratteristiche dello spettro autistico in questa storia ed eventualmente un parere su una eventuale diagnosi.
    Ho avuto una relazione durata più di un anno con un uomo (siamo entrambi intorno ai 50 anni) che fin da piccolo è sempre stato considerato strano (esempio alle elementari invece di giocare a ricreazione, andava in biblioteca e studiava i geroclifici) e lo è tuttora, infatti è stata proprio la sua stranezza ad attrarmi tanto e farmene innamorare. 
    Con il passare del tempo però alcune caratteristiche si sono rivelate fonte di incomprensioni e di sofferenza, non parlo tanto del fatto che non è in grado di guidare (ha preso la patente ma poi non ha più guidato perché dice che riesce a concentrarsi sulla guida ma ha l'ansia di cosa succede intorno sia a livello di rumori che visivamente) oppure non ama uscire di casa, andare a fare un aperitivo o una cena fuori o un cinema... Essendo adulti e non conviventi alla fine io riuscivo comunque ad avere la mia vita sociale con il mio giro di amicizie, anche se un po' mi mancava la condivisione di certe esperienze. La cosa che mi ha fatto più stare male è stata il suo distacco emotivo ogni volta che era in ballo un discorso in cui avrei avuto solo bisogno di conforto e appoggio e invece mi rispondeva sempre andando a cercare i dati per quella situazione oppure facendo confronti distaccati con altre persone oppure riportando tutto a se stesso e a cose che erano successe a lui. Oppure il fatto che in ogni discussione alla fine doveva sempre dimostrare che la sua versione era quella più attinente alla verità sempre riportando dati e statistiche. Non so se questi sono tratti dello spettro autistico, altre cose che mi fanno pensare sono la sua assoluta incapacità a fare i regali, il fatto che non sopporta se alzo la voce e se succede sparisce per un po' perché la discussione lo destabilizza troppo; poi la notte non dorme ed è solito fare ricerche su vari argomenti oppure continua cose sue di lavoro; non gli dà fastidio il contatto fisico in generale, ma comunque non ama essere toccato troppo e neanche nessun tipo di effusione in pubblico, ha una camminata strana, è assolutamente geniale nel suo lavoro (programmatore e imprenditore) ma poi è imbranato se deve fare un pagamento al bar. 
    Rispetto a queste sue caratteristiche lui è molto tranquillo, nel senso che sa benissimo che è strano e si è costruito una vita compatibile con il suo modo di essere. Ha fatto anche dei test on line sull'autismo di sua spontanea volontà prima di conoscermi, ma il risultato non è mai venuto sopra un certo punteggio e poi, avendo avuto modo di lavorare nel suo ambiente con collaboratori autistici, lui dice che non è come loro e quindi non è autistico. 
    Scusate per il pippone, ma siccome mi dispiace tantissimo che questa relazione sia finita, il mio dubbio è che se io fossi stata più consapevole della sua condizione, avrei avuto più capacità di capire che il suo distacco non era menefreghismo? E una diagnosi, avrebbe potuto aiutare in questo senso? (Aiutare più la coppia che lui, perché alla fine lui è molto consapevole dei suoi limiti e dei suoi bisogni e di quello che può dare in un rapporto). 

    Ciao @SabMoc
     Lo è, decisamente.
    Ci vuole tanta tanta fatica ad aver a che fare con noi. E devo dire che mi schiero ogni giorno di più dalla parte di chi ci deve sopportare. Siamo persone difficili, piene di limiti, e nonostante facciamo finta di stare bene con questi limiti, la verità è che non sappiamo come cambiare o troviamo troppo faticoso farlo.
    A mio parere si, sarebbe bello risentirlo e riprovarci, ma anche lui dovrebbe fare la sua parte per superare certi limiti e migliorarsi. Siamo asperger, ma non dobbiamo usarla come scusa per ferire chi ci sta vicino o chiuderci dietro i nostri schemi e le nostre stranezze, senza concederci nessuna possibilità di crescita.
    Insomma, se posso essere diretto: non fartene una colpa e non fare la martire. Lui ha i suoi problemi, e se volesse impegnarsi potrebbe risolverne buona parte o per lo meno andarti incontro in varie cose, ma evidentemente ha trovato il suo equilibrio nel tempo.
    Quello che hai descritto è un quadro che potrebbe anche peggiorare... e non hai idea di cosa potrebbe aspettarti in una eventuale convivenza! Non voglio scoraggiarti, ma metterti davanti al fatto che non sei tu che hai troppe pretese e che lui potrebbe effettivamente lasciarsi andare un po'. Non siamo sculture di granito immutabili, ma spesso ci comportiamo come se lo fossimo, e questo è uno dei nostri più grandi problemi... Se provi a mutare la sua forma con martello e scalpello, gli farai male e si allontanerà. Se fossi come l'acqua potresti ottenere buoni risultati, ma ti ci vorrebbe tempo e dovresti stare molto attenta alle modalità con cui lo fai (leggasi "non alzare mai la voce o butteresti all'aria molti progressi"). 

    Spero di averti fornito un punto di vista differente e su cui poter riflettere.
    SabMocalexander_pope
  • SabMocSabMoc Post: 16
    SabMoc ha detto:
    Salve, , vi scrivo perché vorrei sapere da voi se ritenete che ci siano caratteristiche dello spettro autistico in questa storia ed eventualmente un parere su una eventuale diagnosi.
    Ho avuto una relazione durata più di un anno con un uomo (siamo entrambi intorno ai 50 anni) che fin da piccolo è sempre stato considerato strano (esempio alle elementari invece di giocare a ricreazione, andava in biblioteca e studiava i geroclifici) e lo è tuttora, infatti è stata proprio la sua stranezza ad attrarmi tanto e farmene innamorare. 
    Con il passare del tempo però alcune caratteristiche si sono rivelate fonte di incomprensioni e di sofferenza, non parlo tanto del fatto che non è in grado di guidare (ha preso la patente ma poi non ha più guidato perché dice che riesce a concentrarsi sulla guida ma ha l'ansia di cosa succede intorno sia a livello di rumori che visivamente) oppure non ama uscire di casa, andare a fare un aperitivo o una cena fuori o un cinema... Essendo adulti e non conviventi alla fine io riuscivo comunque ad avere la mia vita sociale con il mio giro di amicizie, anche se un po' mi mancava la condivisione di certe esperienze. La cosa che mi ha fatto più stare male è stata il suo distacco emotivo ogni volta che era in ballo un discorso in cui avrei avuto solo bisogno di conforto e appoggio e invece mi rispondeva sempre andando a cercare i dati per quella situazione oppure facendo confronti distaccati con altre persone oppure riportando tutto a se stesso e a cose che erano successe a lui. Oppure il fatto che in ogni discussione alla fine doveva sempre dimostrare che la sua versione era quella più attinente alla verità sempre riportando dati e statistiche. Non so se questi sono tratti dello spettro autistico, altre cose che mi fanno pensare sono la sua assoluta incapacità a fare i regali, il fatto che non sopporta se alzo la voce e se succede sparisce per un po' perché la discussione lo destabilizza troppo; poi la notte non dorme ed è solito fare ricerche su vari argomenti oppure continua cose sue di lavoro; non gli dà fastidio il contatto fisico in generale, ma comunque non ama essere toccato troppo e neanche nessun tipo di effusione in pubblico, ha una camminata strana, è assolutamente geniale nel suo lavoro (programmatore e imprenditore) ma poi è imbranato se deve fare un pagamento al bar. 
    Rispetto a queste sue caratteristiche lui è molto tranquillo, nel senso che sa benissimo che è strano e si è costruito una vita compatibile con il suo modo di essere. Ha fatto anche dei test on line sull'autismo di sua spontanea volontà prima di conoscermi, ma il risultato non è mai venuto sopra un certo punteggio e poi, avendo avuto modo di lavorare nel suo ambiente con collaboratori autistici, lui dice che non è come loro e quindi non è autistico. 
    Scusate per il pippone, ma siccome mi dispiace tantissimo che questa relazione sia finita, il mio dubbio è che se io fossi stata più consapevole della sua condizione, avrei avuto più capacità di capire che il suo distacco non era menefreghismo? E una diagnosi, avrebbe potuto aiutare in questo senso? (Aiutare più la coppia che lui, perché alla fine lui è molto consapevole dei suoi limiti e dei suoi bisogni e di quello che può dare in un rapporto). 

    Ciao @SabMoc
     Lo è, decisamente.
    Ci vuole tanta tanta fatica ad aver a che fare con noi. E devo dire che mi schiero ogni giorno di più dalla parte di chi ci deve sopportare. Siamo persone difficili, piene di limiti, e nonostante facciamo finta di stare bene con questi limiti, la verità è che non sappiamo come cambiare o troviamo troppo faticoso farlo.
    A mio parere si, sarebbe bello risentirlo e riprovarci, ma anche lui dovrebbe fare la sua parte per superare certi limiti e migliorarsi. Siamo asperger, ma non dobbiamo usarla come scusa per ferire chi ci sta vicino o chiuderci dietro i nostri schemi e le nostre stranezze, senza concederci nessuna possibilità di crescita.
    Insomma, se posso essere diretto: non fartene una colpa e non fare la martire. Lui ha i suoi problemi, e se volesse impegnarsi potrebbe risolverne buona parte o per lo meno andarti incontro in varie cose, ma evidentemente ha trovato il suo equilibrio nel tempo.
    Quello che hai descritto è un quadro che potrebbe anche peggiorare... e non hai idea di cosa potrebbe aspettarti in una eventuale convivenza! Non voglio scoraggiarti, ma metterti davanti al fatto che non sei tu che hai troppe pretese e che lui potrebbe effettivamente lasciarsi andare un po'. Non siamo sculture di granito immutabili, ma spesso ci comportiamo come se lo fossimo, e questo è uno dei nostri più grandi problemi... Se provi a mutare la sua forma con martello e scalpello, gli farai male e si allontanerà. Se fossi come l'acqua potresti ottenere buoni risultati, ma ti ci vorrebbe tempo e dovresti stare molto attenta alle modalità con cui lo fai (leggasi "non alzare mai la voce o butteresti all'aria molti progressi"). 

    Spero di averti fornito un punto di vista differente e su cui poter riflettere.
    Grazie!!! Sì lui sta bene così, ha trovato il suo equilibrio e in questo lo stimo tanto. Purtroppo io sto capendo tardi tante cose, ho ricollegato i fili sconnessi e fino a poco fa non ho visto mai "lo spettro autistico" ma solo una persona molto strana e molto affascinante (e questo è dipeso certo dal mio esserne innamorata, ma anche dal mio essere molto ignorante di cosa sia lo spettro autistico). Il tutto mi ha portato perciò a non capire che alcuni atteggiamenti sono caratteristiche tipiche e altri derivano da vere difficoltà e confondere invece il tutto per mancanze di affetto e di stima nei miei confronti. Se fossi stata più brava a leggere i segnali e avessi fatto i miei passi prima (anche quello di venire qui... ma appunto... prima non avevo capito io...) forse le cose sarebbero andate diversamente. Ad ogni modo è giusto anche dare ad ognuno le proprie responsabiltà e anche il proprio diritto di scelta. Alla fine se lui vuole darsi un'altra possibilità e magari trovare davvero chi lo capisce subito e non dopo un anno e mezzo (eravamo molto lontani e ci si vedeva poco, ma comunque mi ci è voluto tanto) è un suo diritto e anche io devo accettare che le cose non vadano come vorrei. 
  • Non credo meriti di darti tutte queste colpe. Una ragazza, una compagna, una moglie, non sono le nostre analiste. E' normale che alcuni atteggiamenti e alcuni comportamenti sfuggano, così come a lui saranno sfuggiti i tuoi. Non fartene una colpa e non fossilizzarti troppo su di lui... se non vuole riprovarci significa che neanche per te va bene e che troverai qualcuno più adatto a te, magari meno complicato e più immediato.
    L'amore dev'essere semplice, altrimenti è solo agonia e rincorsa.
    SabMoc
  • SabMocSabMoc Post: 16
    Non credo meriti di darti tutte queste colpe. Una ragazza, una compagna, una moglie, non sono le nostre analiste. E' normale che alcuni atteggiamenti e alcuni comportamenti sfuggano, così come a lui saranno sfuggiti i tuoi. Non fartene una colpa e non fossilizzarti troppo su di lui... se non vuole riprovarci significa che neanche per te va bene e che troverai qualcuno più adatto a te, magari meno complicato e più immediato.
    L'amore dev'essere semplice, altrimenti è solo agonia e rincorsa.
    Giusto giusto, questo è più un aspetto del mio carattere che tende invece ad essere più cervellotica e pensare che ci siano sempre delle soluzioni per stare bene insieme se lo si vuole.                                                                                                                           Ma in primis bisogna essere in due e poi, appunto, non deve diventare una faticosa rincorsa.                                                           Grazie!!!
    Alessandroebasta
  • SabMocSabMoc Post: 16
    modificato 25 luglio
    charlie ha detto:
    Tu sei Amy Farrah Fowler e lui è Sheldon Cooper, ammettilo!

    Opinioni? si lui lo è, ma sta bene, ha una vita perfetta con i suoi limiti che conosce, non serve nessuna diagnosi.

    Tu dovresti essere una santa donna per sopportare tutte le sue particolarità, sicuramente è strambo, ma a modo suo ti vuole ancora bene, più che chiunque altro al mondo possa volerti bene.

    Ciao, risentilo!


    "a modo suo ti vuole bene , più che chiunque al mondo possa volerti bene" non l'ho capito in tempo, spero che troverà la sua Amy!
  • non c'e' soluzione....
    SabMoc
  • inconscioinconscio Post: 316
    modificato 25 luglio
    Ho letto la tua storia, provo a risponderti. Secondo me la diagnosi poteva aiutarti a capire come comportarti con lui per evitare incomprensioni. Ma non è come doverlo sopportare tutto il tempo? Non toglie energie anche a te fare in questo modo?
    Prova a guardare la persona oltre l'autismo. Se anche avessi trovato un modo di comprenderlo e così facendo fosse svanito ciò che vi teneva distanti, mancava qualche altra cosa? Che so, un'attrazione mentale da parte di entrambi o una cosa di questo tipo.
    SabMoc
  • SabMocSabMoc Post: 16
    alexander_pope ha detto:
    non c'e' soluzione....
    gIà, , solo accettare che è finita, come mi ha pure ribadito lui più volte, non posso modificare questo ora.
  • SabMocSabMoc Post: 16
    inconscio ha detto:
    Ho letto la tua storia, provo a risponderti. Secondo me la diagnosi poteva aiutarti a capire come comportarti con lui per evitare incomprensioni. Ma non è come doverlo sopportare tutto il tempo? Non toglie energie anche a te fare in questo modo?
    Prova a guardare la persona oltre l'autismo. Se anche avessi trovato un modo di comprenderlo e così facendo fosse svanito ciò che vi teneva distanti, mancava qualche altra cosa? Che so, un'attrazione mentale da parte di entrambi o una cosa di questo tipo.
    Sì un po' toglie energie, ci ho pensato alla fatica di dover sempre fare la tara a quello che mi dice (esempio quando mi parla delle sue ex in stile Alberto Angela dove io, che magari in quel momento ero il focus della conversazione, sparisco dentro una lunga narrazione di tutte le loro vicissitudini passate... non so come spiegare... ma è come non si rendesse conto che, dopo un po', a me possa dare fastidio: per lui quelle storie sono finite e non capisce il mio disagio emotivo nel continuo e reiterato confronto con loro). Cose che mancavano, di certo la vicinanza, il fatto di vivere a molti chilometri di distanza  ha reso tutto più complicato. Per quanto riguarda invece l'attrazione quella c'era, su alcune cosa abbiamo opinioni diverse ma ci è sempre piaciuto lo scambio (anche se molte volte lui vuole avere la meglio), su molte altre invece abbiamo opinioni concordi e ci è sempre piaciuto scambiarci "cose" e condividerle. La cosa fatale forse è stata più la mia eccessiva sensibilità che mal si integrava con il suo distacco emotivo?
    Alessandroebasta
  • Ma non sarà che, alla fine, ci hai guadagnato? Mi sembra ci fossero molte cose che non andavano bene. Come ti dicevo, l'amore deve essere semplice. 
    SabMoc
  • SabMocSabMoc Post: 16
    Sul piano pratico potremmo dire anche di sì, ma sarà che sono ancora innamorata e io preferisco lui che non mi porterà mai in vacanza, che andarci con un altro, per dirlo con una quasi battuta. Comunque sì, questa cosa della fatica è venuta fuori, anche perché come ho accennato sopra, io sono una persona di default molto insicura e con bassa autostima, vengo da una storia di disturbo alimentare su cui ho fatto un percorso di pieno recupero, ma la base su cui il disturbo si è innestato rimane... Lui ad esempio mi ha confessato che con me è faticoso perché quando io non capisco cosa intende quando fa i suoi discorsi, non  è che se la prende con me che non capisco, ma pensa "vedi ho fatto un casino ho spiegato male mi si incazzano tutti e faccio sempre i danni" e con me magari questo è successo spesso negli ultimi mesi, cioè che io molte volte ho inteso come offese delle cose che invece non erano. 
    Forse ci sta guadagnando anche lui! Il mio dubbio rimane solo sul fatto che a volte sembra più un problema di traduzione tra i nostri due modi di comunicare, più che sulle nostre reciproche intenzioni di volerci ferire a vicenda. 
  • Il gatto muove la coda quando è nervoso, il cane quando è contento. E litigano. Non è colpa di nessuno...
    Comunque mi hai fatto venire in mente un film: Qualcosa è cambiato. Con jack nicholson. 
    SabMoc
  • SabMocSabMoc Post: 16
    Il gatto muove la coda quando è nervoso, il cane quando è contento. E litigano. Non è colpa di nessuno...
    Comunque mi hai fatto venire in mente un film: Qualcosa è cambiato. Con jack nicholson. 
    Grazie per l'immagine calzante! Mi sono letta anche altre cose qui nel forum nella sezione su "amore e sentimenti" e questo mi sta aiutando molto, soprattutto a capire ciò che fino ad ora non avevo capito (sia per una mia ignoranza e anche lentezza ma anche perché lui su certe cose è proprio il contrario di quello che la persona media si aspetta... tipo che ama la discoteca ed è un grande chiacchierone se si trova in una situazione di socialità... ) e anche a evitare comportamenti insistenti volti a fargli cambiare idea. Intanto cercherò quel film, grazie!
  • Ho avuto diverse relazioni prima di incontrare mia moglie, totalmente NT (l'ho sottoposta più volte al test). Le relazioni precedenti andavano male perché ero sempre attratto da persone con problemi, e i loro problemi più i miei ci facevano implodere. Con mia moglie è diverso, ha problemi normali, di ordine pratico, ha sperimentato un attacco d'ansia della durata di un ora in tutta la vita. Battibecchiamo come una coppia normale... ma ho dovuto impegnarmi tanto per superare i miei limiti e poter stare con lei. Ho avuto tanti momenti di depressione, ansia, scatti d'ira, ossessioni per interessi vari, e lei mi ha sempre sopportato.
    Credo però sia successo per un motivo: io l'ho resa partecipe di tutto ciò che mi accadeva, dei miei pensieri, dei miei turbamenti e del mio impegno quotidiano per superare fisime, nevrosi, tristezze improvvise e ansie.
    Ovviamente tutto ciò è successo per gradi, l'avessi fatto dal primo giorno credo sarebbe scappata senza voltarsi indietro.

    Quando parli di lui come di una persona che davanti a un tuo problema parla di una sua esperienza, mi ci rivedo tantissimo.
    Per me ha una spiegazione: lo facevo per far capire all'altra persona che so cosa sta passando e che siamo simili, possiamo capirci.
    Questo ovviamente non funziona, perché a quanto ho capito tra NT non funziona così, o per lo meno prima di comunicare la propria esperienza bisogna ascoltare in modo attivo e mostrare delle emozioni. Ho imparato a fare anche questo, perché ho capito che sbagliavo e che le persone si stizzivano quando dopo un loro racconto o l'esposizione di una loro problematica, io procedevo con la mia quasi fosse una gara. Che fesso. Una volta capito il meccanismo ho pure capito perché risultavo freddo e distaccato, ma il punto è che non ne avevo idea, e raccontare la mia esperienza mi sembrava un ottimo modo di partecipare alla conversazione e far sentire l'altro capito.

    Lo stesso vale per i fraintendimenti: non sai quante volte dicevo una cosa e veniva recepito il contrario. Lì non so, sono modi diversi di comunicare, io ragiono molto per immagini e intuizioni, e cerco di comunicarle. Non sempre funziona, ma è una questione di pratica e di conoscenza, ci vuole tanto tempo prima di capirsi. E soprattutto mi pare di capire che gli asperger sono parecchio ostinati, testardi e rigidi. Quindi uscire dai propri schemi e tentare di farsi capire con il linguaggio dell'altro è difficile, invece vorremmo sempre che la nostra lingua venisse capita e tradotta dagli altri senza difficoltà, per sentirci accettati. Ma questa è una mera illusione, solo un esperto potrebbe capire cosa intendiamo facendo le giuste domande. A volte dobbiamo scendere dal piedistallo e andare incontro agli altri, senza pretendere che siano sempre loro a tradurci.
    SabMoc
  • SabMocSabMoc Post: 16
    Questo tuo racconto della tua esperienza personale mi fa pensare a una cosa che è venuta fuori con la fine della relazione (più da parte di lui, che è molto più maturo e razionale di me, che nonostante i miei 54 anni, a volte penso e sento come un'adolescente) e cioè che la cosa che è stata davvero fatale per noi due, è la distanza e la mancanza di quotidianità e delle piccole cose. Poche esperienze condivise e troppa verbosità sia scritta che parlata.

    Perché anche se non c'è mai stata una diagnosi, lui ha sempre messo chiaro fin da subito il suo essere strano e atipico, tanto da definirsi "alieno" e sebbene io avessi collegato questa atipicità esclusivamente al suo stile di vita, idee politiche e abitudini sociali (cose che non mi avevano allontanato ma, anzi, mi avevano affascinato) e non invece al suo modo di formulare pensieri ed emozioni, alla fine piano piano ci sono arrivata a capire che il fatto che mi tenesse lì per ore fino a che un certo discorso non gli tornasse, era il suo modo per dirmi quanto io fossi importante per lui.

    Voglio dire, alla fine, come dimostra anche il tuo matrimonio, è possibile trovare il punto di incontro tra le due lingue, ma il problema della distanza e del vedersi una volta ogni due/tre settimane, è davvero insormontabile. E questo del resto è un problema trasversale a tutti i tipi di coppie di tutte le combinazioni che la natura umana possa regalare.
    Alessandroebasta
  • Nelle altre relazioni che non hanno funzionato c'era presenza ma anche distacco, un distacco che non sopportavo. Con mia moglie, a parte il fatto di esserci conosciuti dopo le esperienze precedenti che mi hanno insegnato tanto, siamo andati a convivere nel giro di un mese... Vivevamo entrambi da soli ed è stato un processo naturale. Ha fatto la differenza.
    Ho bisogno della presenza dell'altra, di conoscere le sue radici e di intrecciarle alle mie. La distanza fisica diventa distanza emotiva.
    SabMoc
  • SabMocSabMoc Post: 16
    Infatti, è proprio così e noi al momento non abbiamo la condizione materiale per poter fare un passo del genere. Mi addolora tantissimo questa cosa ma è la realtà. Per fortuna non ci siamo lasciati in  malo modo, speriamo almeno di riuscire a mantenere un rapporto da ex, non lo voglio perdere dalla mia vita. 
  • Dovendo avere una nuova relazione sarebbe difficile... ma con un nuovo amore sentirai meno la sua mancanza. Fatti coraggio, è andata così e non poteva andare diversamente. Fai come direbbe Raffaella: Trovi un altro più beeeello che problemi non haaaaa!  ;)
    SabMoc
  • SabMocSabMoc Post: 16
    Dovendo avere una nuova relazione sarebbe difficile... ma con un nuovo amore sentirai meno la sua mancanza. Fatti coraggio, è andata così e non poteva andare diversamente. Fai come direbbe Raffaella: Trovi un altro più beeeello che problemi non haaaaa!  ;)
    Spero che rimarremo in contatto, da amici o comunque da ex che si stimano. Io vorrei anche riprovare... dico la verità, ma vedo che lui è proiettato oltre e quindi non coltivo la mia illusione nella maniera più assoluta, non voglio creare spazi di ambiguità e confusione che farebbero male ad entrambi. 

    Avrei invece delle ultime cose da chiedere su alcuni tratti che non avevo descritto all'inizio, tipo il camminare in modo strano, quasi saltellante in punta di piedi; ascoltare solo un genere musicale, molto particolare in quanto sottogenere di un altro e solo quello; grande capacità di adattamento purché si ricrei il suo angolo con il computer e i 3 schermi che gli servono per lavoro, svago e socialità (ad esempio ha vissuto 3 anni con dei cinesi per via della fidanzata di un tempo, ma si era ricreato il suo ufficio in quella casa); difficoltà ad apprezzare le canzoni con le parole e soprattutto impossibilità di imparare le canzoni; non chiamare mai al telefono e non solo con me ma con tutti, amici e genitori da sempre; indifferenza verso il cibo nel senso che non è selettivo ma potrebbe mangiare un piatto di lasagne oppure un tozzo di pane o cibo cinese e per lui è uguale; scordarsi di mangiare se non mette un avviso; non capire il senso di andare a fare un aperitivo con gli amici... Mi viene un po' di nostalgia ora... Ma attenzione, non è che io mi ci sento legata perché voglio fare la crocerossina stile "io lo salverò" "non troverà una che lo ami come lo amo io"... No no, a me proprio manca lui per come è, perché ci stavo proprio bene insieme, mi divertivo e non mi annoiavo mai, sarà proprio difficile lasciarlo andare :bawling:
    charlie
  • SabMoc ha detto:
    Dovendo avere una nuova relazione sarebbe difficile... ma con un nuovo amore sentirai meno la sua mancanza. Fatti coraggio, è andata così e non poteva andare diversamente. Fai come direbbe Raffaella: Trovi un altro più beeeello che problemi non haaaaa!  ;)
    Spero che rimarremo in contatto, da amici o comunque da ex che si stimano. Io vorrei anche riprovare... dico la verità, ma vedo che lui è proiettato oltre e quindi non coltivo la mia illusione nella maniera più assoluta, non voglio creare spazi di ambiguità e confusione che farebbero male ad entrambi. 

    Avrei invece delle ultime cose da chiedere su alcuni tratti che non avevo descritto all'inizio, tipo il camminare in modo strano, quasi saltellante in punta di piedi; ascoltare solo un genere musicale, molto particolare in quanto sottogenere di un altro e solo quello; grande capacità di adattamento purché si ricrei il suo angolo con il computer e i 3 schermi che gli servono per lavoro, svago e socialità (ad esempio ha vissuto 3 anni con dei cinesi per via della fidanzata di un tempo, ma si era ricreato il suo ufficio in quella casa); difficoltà ad apprezzare le canzoni con le parole e soprattutto impossibilità di imparare le canzoni; non chiamare mai al telefono e non solo con me ma con tutti, amici e genitori da sempre; indifferenza verso il cibo nel senso che non è selettivo ma potrebbe mangiare un piatto di lasagne oppure un tozzo di pane o cibo cinese e per lui è uguale; scordarsi di mangiare se non mette un avviso; non capire il senso di andare a fare un aperitivo con gli amici... Mi viene un po' di nostalgia ora... Ma attenzione, non è che io mi ci sento legata perché voglio fare la crocerossina stile "io lo salverò" "non troverà una che lo ami come lo amo io"... No no, a me proprio manca lui per come è, perché ci stavo proprio bene insieme, mi divertivo e non mi annoiavo mai, sarà proprio difficile lasciarlo andare :bawling:
    Mi dispiace che ci soffra e scusa se ho provato a sdrammatizzare, mi sa che non era il caso.

    Tutti quegli atteggiamenti sì, sanno di asperger... ne avevo mille dello stesso genere, anche se alcuni opposti. Ad esempio io ascoltavo solo canzoni ed odiavo la musica senza parole, ritenendola inutile e priva di trasmettere emozioni, ma ho una grandissima capacità di ricordare una canzone, tanto che mi basta ascoltarla una volta per ricordare tutta l'intonazione e poche volte per ricordare tutte le parole.
    Oggi ho abbandonato quei limiti e anche la musica senza parole può piacermi tanto.

    Purtroppo l'uomo di cui parli si è barricato dietro ai suoi limiti e non vuole saperne di abbandonarli, e ha capito benissimo che stare con te, o con chiunque altro probabilmente, significa essere flessibili e scendere a patti. Devi capire che se non scende a patti con te, non è perché ti manca qualcosa, ma perché manca a lui. Gli mancano il coraggio, o la determinazione, o la voglia, o la motivazione (non vedendo i benefici futuri, tipico nostro) per mettersi in gioco veramente in una relazione.

    Vai avanti, pensa ad altro, distraiti, incontra altre persone... troverai qualcuno con cui starai meglio, vedrai.
    L'ho detto e lo ripeto: l'amore deve essere semplice, ci si deve trovare bene, senza troppe liti, senza troppi casini. Quando stai bene con una persona, anche se non te ne innamori subito, dopo arriva l'amore vero, quello in cui ci si vuole bene e ci si accetta.
    O almeno, per me è così... mi sa che farò un post per indagare come la pensano gli altri.
    charlieSabMoc
  • SabMocSabMoc Post: 16
    Grazie! Grazie! Grazie! Anche per la sdrammatizzazione precedente, ci voleva proprio, altro che! Alla fine avevo messo le lacrime perché nel descriverlo, sono stata assalita dalla tristezza e dalla nostalgia, ma so che passerà.
    Io penso che con una convivenza totale o parziale, sarebbe venuta fuori anche la sua capacità di essere flessibile e scendere a patti, ma è come se ci fosse bisogno di una persona presente che lo stimoli in quel senso. Con la nostra distanza siderale è come se lui non ha mai potuto mettersi alla prova per superare questi suoi limiti, perché si trascorrevano due/tre giorni insieme e poi ognuno di noi ripiombava - più per forza di cose che per volontà - nella sua quotidianità (la sua fatta del suo "bunker" per usare le parole di una delle sue uniche due amiche e la mia fatta di lavoro su turni e una figlia di cui occuparmi da sola perché sono ragazza madre) e quindi è come se si rimanesse sempre al punto di partenza, non si va mai avanti. 
    Ma come dicevi te un po' di post fa, non è colpa di nessuno dei due.
    Grazie ancora per l'ascolto, la comprensione e la condivisione di vedute ed esperienze. 
    Alessandroebasta
  • LupaLupa Post: 661
    Ciao, io sono donna, ma probabilmente sono come lui. Quello che tu interpreti come distacco emotivo, come razionalità eccessiva di fronte a un bisogno di conforto, potrebbe essere un modo di elaborare le emozioni. Stessa cosa vale per quanto riguarda il riportare su di sé il discorso: sembra una forma di egocentrismo, ma a volte è l'unico modo che abbiamo per capire cosa provano gli altri. Tante volte non comprendiamo le emozioni: ci travolgono tipo treno in corsa e non capiamo istintivamente, come invece sembra accadere ai NT, che roba sia, quali sono le vostre e quali le nostre, che dobbiamo farne. Ecco quindi due strategie di sopravvivenza: distaccarci dalle emozioni o portarle a un livello razionale così da renderle più maneggevoli.
    Poi, ammesso e non concesso di aver capito cosa sta provando l'altro, abbiamo difficoltà a restituire una risposta adeguata sul piano emotivo. Oppure proprio non capiamo, ci viene presentato un problema e la cosa più ovvia è offrire una possibile soluzione. O ancora, riconosciamo il bisogno emotivo altrui ma per noi è troppo oneroso e quindi ci spostiamo su un terreno per noi più confortevole.

    Per arrivare alla tua domanda:
    Anche se tu avessi capito prima le sue caratteristiche in che modo ti avrebbe aiutato a fare andare meglio la relazione? Sapere che quello è il suo modo per interessarsi a te sarebbe stato sufficiente a soddisfare i tuoi bisogni affettivi? Da ciò che scrivi a me sembra che lui stia bene così e che non avverte la necessità di elaborare ulteriormente il suo modo di vivere l'affettività o come scrivi tu di "scendere a patti". Forse, e magari non ne è consapevole, pure la distanza è funzionale al suo modo di vivere una relazione.

    Per quanto riguarda invece mantenere il rapporto da ex: da quello che scrivi a me sembra che a te manchi tanto come fidanzato più che per come è. Se tra voi ci sono affinità tali da poter far diventare amicizia il vostro rapporto credo succederà spontaneamente, ma forse prima dovrai riuscire ad accettare il distacco sentimentale.
    A questo proposito una nota scomoda: per alcuni di noi il distacco è un qualcosa che per tanti NT ha un che di spiazzante. Possiamo passare dal vedere una persona abitualmente a sparire, apparentemente senza un perché. Se non abbiamo occasioni che ci portano a frequentare gli altri (per esempio frequentare gli stessi luoghi, l'essere spronati continuamente con richieste di appuntamenti, ecc ecc) è come se si spegnesse l'abitudine al frequentare quella persona. Non smettiamo di volerle bene, solo non sentiamo la necessità di vederla.

    riotAlessandroebastaSabMoc
  • charliecharlie Post: 224
    Lupa A questo proposito una nota scomoda: per alcuni di noi il distacco è un qualcosa che per tanti NT ha un che di spiazzante. Possiamo passare dal vedere una persona abitualmente a sparire, apparentemente senza un perché. Se non abbiamo occasioni che ci portano a frequentare gli altri (per esempio frequentare gli stessi luoghi, l'essere spronati continuamente con richieste di appuntamenti, ecc ecc) è come se si spegnesse l'abitudine al frequentare quella persona. Non smettiamo di volerle bene, solo non sentiamo la necessità di vederla.

    Hai descritto benissimo quello che mi succede e che sento, e che non ho mai saputo descrivere.

    SabMoc, son romantico, per me riuscite a tornare insieme, non dire mai che poi succede!


    SabMoc
    What can I tell you? I got a short fuse and a long memory!
  • riotriot Post: 6,648
    modificato 1 agosto
    SabMoc ha detto:
    La cosa che mi ha fatto più stare male è stata il suo distacco emotivo ogni volta che era in ballo un discorso in cui avrei avuto solo bisogno di conforto e appoggio e invece mi rispondeva sempre andando a cercare i dati per quella situazione oppure facendo confronti distaccati con altre persone oppure riportando tutto a se stesso e a cose che erano successe a lui.
    completando dal mio punto di vista/esperienza personale quanto ha scritto @Lupa, il modo di razionalizzare distaccandosi emotivamente è ciò che vedevi tu. Ma tale distacco c'è come modalità di base rispetto alla razionalizzazione di un problema. Così, cercare dati, fare confronti, è per tentare di comprendere e possibilmente risolvere o dare un aiuto rispetto al problema che hai manifestato. E' una prova di affetto, d'interesse, una tensione nel voler dare un aiuto concreto.
    Se questo può essere vero anche per lui, ti dico di leggere questa discussione (ma forse è già troppo tardi per esserti utile):
    https://forum.spazioasperger.it/discussion/6632/facciamo-chiarezza-sui-termini-empatia-compassione-e-simpatia/p1


    SabMoc
  • SabMocSabMoc Post: 16
    modificato 4 agosto
    @Lupa, @charlie, @riot vi ringrazio infinitamente per tutto quello che mi avete scritto! Oltre al fatto di essere la prova che il mondo non fa poi così schifo se ci sono persone che dedicano del tempo ad una perfetta sconosciuta, nello specifico mi è di grande conforto leggervi in un momento per me davvero duro. Quando sono stata lasciata era il 14 luglio e i giorni subito dopo non ero neanche sicura che le cose fossero così definitive. Ora è arrivata la consapevolezza, data anche dal fatto che lui sta già cercando un'altra, un po' come antidoto al dolore, ma molto mi pare che torni con il discorso fatto da @lupa: è come se avesse pigiato un pulsante e gli si sia spento tutto. Il tuo discorso @lupa mi torna tutto eccetto che per la distanza, perché invece credo che per lui avere la possibilità di convivere o comunque di frequentare quasi quotidianamente una compagna, lo aiutano a smorzare quell'apparente distacco, perché poi al bisogno lui si mette in gioco e viene incontro. Ma, appunto, bisogna essere lì, insieme, invece con 200 km in mezzo, questa possibilità gli è preclusa. Al momento lui ha messo la distanza davanti a tutto, il fatto che io mi sia perdutamente innamorata di lui così com'è, pur con i miei scivoloni nel decifrare a volte il suo linguaggio, ma comunque sempre disposta a mettermi in discussione e sicura di volerlo accanto a me così come è, non sono valsi alla prova dei chilometri. Ora mi sta scrivendo di una tipa che sta conoscendo che ha appunto il superpotere della vicinanza, io gli dico che non è il caso che me lo faccia sapere perché ci sto male e lui lo capisce e si limita, comunque (e qui rispondo a @charlie) non ne vuole sapere di riconsiderare di tornare insieme, anche nell'eventualità che con una tipa più vicina di me non vada bene, dice che vorrebbe il mio clone ma vicino e meno incasinata e io ormai son out nei secoli dei secoli. Ho capito che ormai ha pigiato quel pulsante e non si torna indietro. L'unica cosa da fare è come ha scritto @Lupa "Per quanto riguarda invece mantenere il rapporto da ex: da quello che scrivi a me sembra che a te manchi tanto come fidanzato più che per come è. Se tra voi ci sono affinità tali da poter far diventare amicizia il vostro rapporto credo succederà spontaneamente, ma forse prima dovrai riuscire ad accettare il distacco sentimentale." Fa male, tanto. 
    @riot grazie per il link lo leggo ora! (Chissà se ad averlo letto prima le cose sarebbero andate diversamente... presente il film Sliding Doors? A questo punto voglio pensare che sia meglio non averlo letto e che mi si apra davanti una nuova possibilità)

    charlie
  • SabMocSabMoc Post: 16
    ... dopo essermi rialzata da questo macigno sotto il quale mi sento schiacciata
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