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Passereste un anno in un bunker completamente soli?

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Commenti

  • charliecharlie Post: 226
    Ho avuto delle risposte che mi hanno fatto capire che la maggior parte degli aspie -come gli nt- amano la compagnia e temono/soffrono la solitudine.

    Solo @inconscio è più sulla mia linea, io soffro la presenza di chiunque, credo non quella di inc visto che s'è autoinvitata nel bunker e probabilmente finiremmo per stare ai due lati opposti, e magari comunicare col walkie talkie.
    bzz bzz "inc! il té è pronto, si raffredda!"
    shh bzz "arrivo, stavo odiando in silenziosa contemplazione la cultura idroponica, è tutta verde e rigogliosa... ancora insalatina, uffi..."
    What can I tell you? I got a short fuse and a long memory!
  • inconscioinconscio Post: 319
    charlie ha detto:
    Ho avuto delle risposte che mi hanno fatto capire che la maggior parte degli aspie -come gli nt- amano la compagnia e temono/soffrono la solitudine.

    Solo @inconscio è più sulla mia linea, io soffro la presenza di chiunque, credo non quella di inc visto che s'è autoinvitata nel bunker e probabilmente finiremmo per stare ai due lati opposti, e magari comunicare col walkie talkie.
    bzz bzz "inc! il té è pronto, si raffredda!"
    shh bzz "arrivo, stavo odiando in silenziosa contemplazione la cultura idroponica, è tutta verde e rigogliosa... ancora insalatina, uffi..."
    Che simpatico inc! Anche la pianta del tè va coltivata, credo.
    charlie
  • AmOnlyAmOnly Post: 126
    @charlie
    Ho avuto delle risposte che mi hanno fatto capire che la maggior parte degli aspie -come gli nt- amano la compagnia e temono/soffrono la solitudine.
    In realtà temiamo sia la compagnia sia la solitudine, poiché in entrambe le parti c'è sofferenza.
    Da un lato abbiamo la difficoltà a socializzare, e dall'altro lato la consapevolezza di essere soli.

    Comunque rispondendo alla tua domanda inerente al bunker, pur amando la solitudine, ti direi di no. Hai tolto l'unica cosa che da sempre mi ha aiutato a resistere ai dolori della vita, ovvero ''Internet''.
    Se ci fosse stato internet, allora avrei detto di sì.

    Solo @inconscio è più sulla mia linea, io soffro la presenza di chiunque, credo non quella di inc visto che s'è autoinvitata nel bunker e probabilmente finiremmo per stare ai due lati opposti, e magari comunicare col walkie talkie.
    bzz bzz "inc! il té è pronto, si raffredda!"
    shh bzz "arrivo, stavo odiando in silenziosa contemplazione la cultura idroponica, è tutta verde e rigogliosa... ancora insalatina, uffi..."
    Se avessi necessità di comunicare con qualcuno, per me andrebbe bene col ''codice morse''.

    Però pensandoci non lo farei, perché visto che devo restare 365 giorni in solitudine, preferirei rispettare i piani.
  • charliecharlie Post: 226
    @AmOnly si, anche io se ho internet mi potresti lasciare ovunque.

    Ma la mancanza di internet era proprio per sottolineare la solitudine e la mancanza di una definizione di tempo.

    Ho escluso anche avere videogiochi o pc, sempre perchè possono essere uno svago troppo coinvolgente per molti di noi.
    Per il passato son stato tranquillamente 16h davanti allo schermo a giocare...

    Ma un libro non mi ha mai preso per più di qualche ora, quindi i libri ci sono.
    What can I tell you? I got a short fuse and a long memory!
  • luli12367luli12367 Post: 250
    charlie ha detto:
    É una cosa che spesso mi sono chiesto.
    Riuscirei a stare 365 giorni da solo in un bunker? 

    Premetto che mi riferisco ad un installazione dove non manca ne cibo, ne aria, si hanno medicinali base, c'è una biblioteca, ma nessuna interazione con l'esterno, isolamento totale, nessuna connessione internet, nessun programma che simuli una presenza senziente che possa dare compagnia.

    Aggiungo che non c'è nulla che dia cognizione del tempo che passa. (questa è la cosa più difficile, ma scaduti i 365 giorni la porta si apre)

    Io credo ci riuscirei, ma prima cosa costruirei un orologio ad acqua o simile per darmi una stima del tempo, so stabilire il passare dei secondi, ma sarebbe la sfida maggiore.

    So che ho fame ogni tot ore, quindi altra stima del tempo, ma al tempo stesso farei attenzione al mio peso, che non cali ne aumenti.
    La barba mi fa prurito dopo sei giorni, le unghie crescono di tot la settimana, tutti tempi fissi.

    Probabilmente comincerei a scrivere un libro di fantasia e potrebbe assorbirmi fin troppo.

    Non avrei ansie perchè mancherebbe l'interazione con chiunque.

    Sapendo l'ambiente ideale, costante nel tempo, mi darebbe sicurezza.


    Voi vi vedreste in un simile ambiente? cosa fareste? credo sia una cosa particolare, non per chiunque, son curioso di quello che ritenete voi importante o insopportabile in una situazione simile.

    (e per chi se lo chiede, i vostri famigliari stanno benissimo, solo non li potrete sentire per 365 giorni)
    No mi farebbe pure male la psiche una roba del genere perché vuoi o non vuoi tutti gli esseri umani Asperger o non hanno bisogno di interazioni sociali anche semplicemente come stiamo facendo noi qui sul forum infatti se noti c'è proprio l'esigenza di condividere e chiedere consigli 
    charlie
  • Ho sofferto moltissimo durante il lockdown solo per il fatto di non poter uscire e non ero da sola. Quindi se succedesse qualcosa ok, e fossi obbligata sí, è ovvio, ma credo che starei molto male tutto il tempo. Se non potessi avere neanche uno dei miei cani e i gatti proprio sarebbe pessimo. 
  • charliecharlie Post: 226
    Ho sofferto moltissimo durante il lockdown solo per il fatto di non poter uscire e non ero da sola. Quindi se succedesse qualcosa ok, e fossi obbligata sí, è ovvio, ma credo che starei molto male tutto il tempo. Se non potessi avere neanche uno dei miei cani e i gatti proprio sarebbe pessimo. 
    Io il lockdown l'ho sofferto perchè dovevo stare vicino a persone che mi facevano ribrezzo, quindi preferisco sempre stare da solo.

    Durante il lockdown la mia compagna era a 100km, ci telefonavamo e amen, non ho ricordi negativi o tragici di quella separazione, non saprei nemmeno dire quanti mesi siano stati.

    Il non poter uscire è stato comunque pesante sempre per il fatto di dover rimanere con persone che non sopportavo.

    Un cane o un gatto nel bunker credo non farebbe differenza sulla permanenza, rimane il fatto "te la senti di chiudere con te, per un anno, il tuo animale?" 
    Vedresti una sofferenza in lui? io penserei a quello, non porterei il gatto perchè ne soffrirebbe, certo, se fuori il mondo fosse distrutto il gatto lo salvo, che voglia o no :)
    What can I tell you? I got a short fuse and a long memory!
  • anonimoanonimo Post: 61
    Visto che stiamo in argomento di case sicure, vi dico come è fatta la mia casa ideale:
    * Localizzazione: piccola città, in zona pianeggiante non alluvionabile, forse su un altipiano, in ogni caso una zona accertata da un geologo per essere sicura
    * Struttura: setti di calcestruzzo armato, almeno all'esterno
    * Fondamenta con isolatori antisismici, se posta in luogo anche solo poco sismico, per resistere anche a terremoti di rara potenza, illesa
    * Impianto antincendio splinkler di spegnimento automatico di eventuali incendi
    * Infissi: finestre antiproiettile con inferriate d'acciaio fisse di classe antieffrazione 4 e porta blindata di lusso di classe almeno 4 antieffrazione
    * Pertinenze: muro di cinta e filo spinato, bunker antiatomico sotterraneo
    charlie
  • anonimoanonimo Post: 61
    Non avete capito che la vera sicurezza non è blindarsi in un bunker, ma condurre una vita normale con piccolo rischio e avere una via di fuga sicura, un rifugio in caso di emergenza.
    charlie
  • AmOnlyAmOnly Post: 126
    Finché c'è contatto sociale, a parer mio è impossibile avere una vita ''normale'', volente o nolente un autistico acquisirà la consapevolezza della fatica sociale in qualsiasi effimera interazione (andare al negozio, rispondere al telefono e così via). Certo si possono minimizzare i rischi, ma questo non condurrà ad una vita normale, anzi sarebbe uno stress in più. 

    Comunque penso che il post di charlie, sia stato fatto per analizzare quante persone (in particolare quelle autistiche) avrebbero accettato una tale solitudine.

    Poi tutto il resto sono incomprensioni sfociate nella sicurezza dell'ambiente.

    @charlie penso che leggere un libro, chiamare la vicina col walkie talkie, avere un animale da compagnia, non sia una vera solitudine. 

    Una vera sfida sarebbe stata ad esempio stare un anno sempre in un bunker (o qualsiasi altro posto), però solo con i propri pensieri (e il cibo), senza fonti di intrattenimento. 

  • charliecharlie Post: 226
    @AmOnlypenso che il post di charlie, sia stato fatto per analizzare quante persone (in particolare quelle autistiche) avrebbero accettato una tale solitudine

    esatto, credo che una simile proposta ad un NT sarebbe subito rifiutata categoricamente, infatti stimavo -in errore- che un asperger desiderasse la solitudine, ma vedo che i solitari son molto pochi.

    Una vera sfida sarebbe stata ad esempio stare un anno sempre in un bunker (o qualsiasi altro posto), però solo con i propri pensieri (e il cibo), senza fonti di intrattenimento. 

    Hai ragione, l'idea iniziale era solo libri, poi è molto deragliata.
    Tu escluderesti anche i libri da leggere? 
    Se mi lasciassi di che scrivere, carta e penna, non avrei problemi a passare il tempo, mi creo una mia avventura e la scrivo, su questo non ho problemi, anzi, la solitudine mi farebbe mettere tutti i particolari che normalmente tralascio nelle mie descrizioni di fantasie.

    Quindi tornando alle origini, cibo, acqua, rifugio, medicinali base e niente altro, io non vedo problemi, però posso scrivere... se non potessi nemmeno scrivere mi rifugerei nelle fantasie e temo mi dimenticherei di mangiare e bere.
    What can I tell you? I got a short fuse and a long memory!
  • Ma perché proprio un bunker? Un bunker non è solitudine, è costrizione. La solitudine vera la incontro solo in natura, e basta un rifiuto a terra, un palo del telefono, un tubo dell'acqua, a ricordarmi che ci sono altri esseri umani che hanno calpestato quella terra prima di me, spesso deturpandola.
    Per me la vera solitudine è un posto isolato, un luogo naturale, dove solo pochi si avventurano, dove la traccia umana è minima.
    Un conto è sperimentare la solitudine, un altro è la costrizione senza aria e senza sole. Nessuno può sopravvivere in modo sano senza sole, è una questione biologica, asperger o no.
    ClaraDiLuna
  • Concordo con @Alessandroebasta, quello che mi incuriosisce del post è perché associare (se in effetti è così) la solitudine alla costrizione?

    Alessandroebasta


  • charliecharlie Post: 226
    @Alessandroebasta e @ClaraDiLuna
    costrizione alla solitudine è perchè devi avere qualcosa in te stesso che ti permetta di resistere, non dico forza di volontà, perchè è una cosa che per me non ha senso, ma avete quella forza interiore che non vi fa impazzire?

    E per la mancanza di sole ovviamente c'è una cabina con luci uvb per permettere la sintetizzazione della vitamina D attraverso la pelle, per chi mi hai preso? un anno senza sole! ovvio che deperisci :)

    Io non mi vedo a parlare con gli oggetti per la solitudine, o ad arrivare a vedere persone nell'ambiente come in una sorta di realtà aumentata per non sentirmi solo, è questo il punto che volevo capire se era tipico solo di me, o comune agli asperger
    (ho capito che è molto tipico di me e di pochi altri asperger)
    What can I tell you? I got a short fuse and a long memory!
  • Ma quindi tu questa situazione la vedi come un sogno che si realizza o come una sorta di prova di forza da fare con sé stessi? 


  • inconscioinconscio Post: 319
    Secondo me stare in un bunker è la situazione ideale per un autistico che ricerca il silenzio e la concentrazione. E non serve più di tanta forza di volontà per metterla in pratica.

    Mio padre si è costruito il suo bunker nel garage di casa sua, vive in una villetta tra le montagne e ha sentito il bisogno di isolarsi ancora di più circondato da pc e altre cose tecnologiche con cui smanettare tutto il giorno indisturbato. E ci vive proprio lì dentro, si è portato tutto l'occorrente anche per quando è inverno e si gela.

    Sono sicura che la solitudine in mezzo alla natura è un'esperienza bellissima da vivere, ma dev'essere un vero posto isolato dal mondo e ad ogni modo serve un proprio posto dove vivere. Camminare da soli per i boschi qualche ora al giorno non è proprio la stessa cosa.
    charlie
  • charlie ha detto:
    @Alessandroebasta e @ClaraDiLuna
    costrizione alla solitudine è perchè devi avere qualcosa in te stesso che ti permetta di resistere, non dico forza di volontà, perchè è una cosa che per me non ha senso, ma avete quella forza interiore che non vi fa impazzire?

    E per la mancanza di sole ovviamente c'è una cabina con luci uvb per permettere la sintetizzazione della vitamina D attraverso la pelle, per chi mi hai preso? un anno senza sole! ovvio che deperisci :)

    Io non mi vedo a parlare con gli oggetti per la solitudine, o ad arrivare a vedere persone nell'ambiente come in una sorta di realtà aumentata per non sentirmi solo, è questo il punto che volevo capire se era tipico solo di me, o comune agli asperger
    (ho capito che è molto tipico di me e di pochi altri asperger)
    Quindi fammi capire, il succo della questione non è né il bunker né l'isolamento, ma la forza interiore?
    Credo in qualche modo si ricolleghi alla questione della figura da seguire...

    Il sole non è sostituibile da nessun tipo di luce artificiale. Al di là delle funzioni legate alla vitamina D, il sole è vita. Senza sole il cervello tende ad atrofizzarsi, così come senza persone e senza natura. Non ha niente a che vedere con l'essere asperger, ma con l'essere umani, e che vi piaccia o no abbiamo dei vincoli in quanto tali.

    Con delle luci si può rimandare di un po' la necessità del sole, ma come ben sanno nei paesi del nord del mondo, senza sole si esce di testa. Il ritmo notte giorno scandito dal sole non ha eguali, la biologia del nostro corpo è impostata su quello. L'addestramento può fare la differenza ma alla lunga non c'è niente da fare.

    Comunque sono più interessato a capire il reale motivo di questa discussione.

    Vi racconto una cosa: quando andai dalla mia prima psicologa, ancora ero preda di attacchi di panico, ansia 24h su 24, crisi di rabbia, rigidità mentale, mille traumi. Mi chiese perché ero lì. Risposi "sono qui perché voglio imparare a stare da solo".
    Mi disse: "per imparare a stare da solo devi prima imparare a stare con gli altri".

    Ancora oggi non sono sicuro di cosa volesse dire. Pian piano sto imparando a stare con gli altri, e anche da solo sto molto meglio.
    Entrambi gli eccessi sono deleteri, ho bisogno di solitudine ma anche di compagnia.
    Non credo che riuscire a stare in un bunker da soli per un anno sia un segno di forza.

    Stare con gli altri, per un anno, senza incazzarsi, quella si che sarebbe una prova  =)
    ClaraDiLuna
  • riotriot Post: 6,649
    Comunque sono più interessato a capire il reale motivo di questa discussione.

    Vi racconto una cosa: quando andai dalla mia prima psicologa, ancora ero preda di attacchi di panico, ansia 24h su 24, crisi di rabbia, rigidità mentale, mille traumi. Mi chiese perché ero lì. Risposi "sono qui perché voglio imparare a stare da solo".
    Mi disse: "per imparare a stare da solo devi prima imparare a stare con gli altri".

    Ancora oggi non sono sicuro di cosa volesse dire. Pian piano sto imparando a stare con gli altri, e anche da solo sto molto meglio.
    Infatti secondo me, si è già dentro un bunker costruito dal modo in cui viene trattata la diversità. 

    Imparare a stare con gli altri vuol dire anche porre coloro che riteniamo importanti davanti a questo problema sociale ancora irrisolto nonostante le belle parole (inclusione, il valore delle diversità ecc.)
  • Non so @riot, non sono sicuro di aver capito cosa intendi.

    Il bunker tante volte ce lo creiamo da soli, a causa della visione che noi abbiamo degli altri e di noi stessi.
    La maggior parte delle persone attorno a noi (o almeno a me) non hanno alcuna idea della diversità.
    Non possono chiudermi in un bunker, ma sono io che mi ci chiudo ogni volta che non li capisco o che non vengo capito.
    Per noi è molto più difficile partecipare alla socialità, molto più doloroso, e questo potrebbe portarci a desiderare di evitarla... ma siamo sicuri che non sia ancora più doloroso?
    Siamo sicuri che oltre quella immane fatica, quelle delusioni, quelle incomprensioni, non ci sia un enorme premio ad aspettarci?

    Stare da soli può darci solo noi stessi, stare anche con gli altri può darci ANCHE gli altri.
    Il problema è riuscire a distinguere i momenti, e distinguere gli altri da noi stessi.

    Una vita in totale solitudine, per me, è una vita sprecata, una vita priva di vita.

    In fondo tutto ciò che avete citato della solitudine sono bunker, tè, libri... non sono questi prodotti umani? Non è il frutto dell'impegno di qualcuno? Quindi in fondo abbiamo bisogno degli altri.

    Non è facile, lo so, anche io ci lotto tutti i giorni. Ma non credo che la solitudine sia forza, ma al contrario sia debolezza. La debolezza di non saper stare con gli altri e non saper tollerare gli altri e noi stessi dinanzi agli altri.
    Per stare con gli altri, per chiedere aiuto, per condividere e fidarsi, bisogna avere tanta autostima e tantissima forza.
  • inconscioinconscio Post: 319
    @Alessandroebasta A me non piace stare con la maggioranza delle persone che popolano il pianeta. Mi fa stare meglio stare con me stessa da sola o con poche persone che sono come me. Mi diverto e mi aiuta a realizzare meglio ciò che voglio per me stessa. Non mi sembra una resa la mia quanto più un atto di egoismo.
    Dipende da come vuoi vivere la vita da autistico anche, se la vuoi dedicare a te stesso e poi con quello che realizzi arrivare anche agli altri, oppure se dedicarla solo a farti capire inutilmente da chi non ti capirà mai e a cercare a tua volta di capire loro illudendoti che ti ricambino il favore. Scusa se sono stata un po' drastica.
    Alessandroebastacharlie
  • inconscio ha detto:
    @Alessandroebasta A me non piace stare con la maggioranza delle persone che popolano il pianeta. Mi fa stare meglio stare con me stessa da sola o con poche persone che sono come me. Mi diverto e mi aiuta a realizzare meglio ciò che voglio per me stessa. Non mi sembra una resa la mia quanto più un atto di egoismo.
    Dipende da come vuoi vivere la vita da autistico anche, se la vuoi dedicare a te stesso e poi con quello che realizzi arrivare anche agli altri, oppure se dedicarla solo a farti capire inutilmente da chi non ti capirà mai e a cercare a tua volta di capire loro illudendoti che ti ricambino il favore. Scusa se sono stata un po' drastica.
    Per nulla drastica a mio avviso, sei stata chiara. Capisco cosa vuoi dire, e se si tratta di una scelta che ti fa stare bene, ok. 
    Ma se ho ben capito si tratta di una scelta che ti fa stare meglio, e non di una prova di forza. E ci sono delle persone che ti piacciono e con cui vuoi stare.
    Adesso non fraintendetemi, non voglio fare il pignolo. Però quante persone avete conosciuto abbastanza bene da sapere di voler passare del tempo con loro? Nel mondo siamo più di 7 miliardi, quindi se fate qualche moltiplicazione noterete che di gente con cui potreste stare ce n'è tantissima.
    Ma se non si esce e ci si isola, come si fa ad incontrarle? Se non si sperimenta davvero la vita, fallendo tantissime volte, come si può arrivare al successo? (sociale, lavorativo, familiare, ecc)
    C'è a chi va bene subito, c'è a chi vanno bene tutti, e c'è a chi no.
    Noi siamo "a chi no". :)
    Ci tocca impegnarci maggiormente, o isolarci e non tentare. (ovviamente si parla di isolamento totale, così come proposto inizialmente da @charlie.)
  • inconscioinconscio Post: 319
    inconscio ha detto:
    @Alessandroebasta A me non piace stare con la maggioranza delle persone che popolano il pianeta. Mi fa stare meglio stare con me stessa da sola o con poche persone che sono come me. Mi diverto e mi aiuta a realizzare meglio ciò che voglio per me stessa. Non mi sembra una resa la mia quanto più un atto di egoismo.
    Dipende da come vuoi vivere la vita da autistico anche, se la vuoi dedicare a te stesso e poi con quello che realizzi arrivare anche agli altri, oppure se dedicarla solo a farti capire inutilmente da chi non ti capirà mai e a cercare a tua volta di capire loro illudendoti che ti ricambino il favore. Scusa se sono stata un po' drastica.
    Per nulla drastica a mio avviso, sei stata chiara. Capisco cosa vuoi dire, e se si tratta di una scelta che ti fa stare bene, ok. 
    Ma se ho ben capito si tratta di una scelta che ti fa stare meglio, e non di una prova di forza. E ci sono delle persone che ti piacciono e con cui vuoi stare.
    Adesso non fraintendetemi, non voglio fare il pignolo. Però quante persone avete conosciuto abbastanza bene da sapere di voler passare del tempo con loro? Nel mondo siamo più di 7 miliardi, quindi se fate qualche moltiplicazione noterete che di gente con cui potreste stare ce n'è tantissima.
    Ma se non si esce e ci si isola, come si fa ad incontrarle? Se non si sperimenta davvero la vita, fallendo tantissime volte, come si può arrivare al successo? (sociale, lavorativo, familiare, ecc)
    C'è a chi va bene subito, c'è a chi vanno bene tutti, e c'è a chi no.
    Noi siamo "a chi no". :)
    Ci tocca impegnarci maggiormente, o isolarci e non tentare. (ovviamente si parla di isolamento totale, così come proposto inizialmente da @charlie.)
    Dici che lo stare in mezzo agli altri per noi è come il bunker per gli nt? Come prova di forza ti do ragione, per me lo sarebbe lo stare in mezzo agli altri. Ma non resisterei a lungo, sarebbe un delirio su tutti i fronti.
    Sì, si dovrebbe uscire e sperimentare. Ma se sai come funzioni e ti conosci non starai perdendo solo tempo? Puoi passare anni a cercare di capire gli altri e non fare più niente per te stesso.
    Credi che un nt vorrebbe sperimentare il bunker per crescere come persona o per avere successo nella vita? Secondo me non lo farebbe perchè non è nella sua natura e non lo aiuterebbe davvero a crescere.
    Per un nt è solo una prova di forza, una prova di coraggio, un modo per imparare resistere al delirio per un anno e poi poter dire di aver fatto un'esperienza fuori dal comune.
    Imoegnarsi socialmente serve se gli altri sono aperti a farlo anche loro con te che sei diverso da loro, la socialità si fa in due o più non devi essere tu a farla e a sopportare. Quella non è socialità, è tolleranza verso chi è diverso da te.
  • Esatto, ma la tolleranza fa parte della socialità. 
    Il bunker forzato o la socialità forzata non servono a nessuno.
    Io parlo di mezze misure, saper stare con se stessi e saper stare anche con gli altri.

    Purtroppo come asperger si ricade spesso in pensieri dicotomici: o una cosa o il suo esatto opposto. O le persone mi piacciono o non mi piace nessuno. Mi dispiace ma il mondo non funziona così, e neanche la socialità o la solitudine. 

    Un NT potrebbe sperimentare un bunker se ha la passione per quelli, o la solitudine. Non è detto che un NT voglia per forza stare con gli altri, non generalizziamo.

    Vorrei dare un'altra lettura alle parole di @charlie, ma non vorrei sembrare presuntuoso né prevaricarlo. Ha voluto comunicare un pensiero, qualcosa di molto profondo e in parte inconscio. Spetta a lui arrivare alla chiave del quesito che ha posto.
    Ho dato un indizio parlando di ciò che chiesi alla mia psicologa, facendo notare come nel tempo il mio obiettivo sia cambiato...

    Detto ciò spero che un eventuale risposta ai miei post comprenda la lettura di tutti i miei post, perché solo con l'intero discorso si capisce cosa volevo dire. Decontestualizzare porta a non essere capiti, e nessuno qui vuole non essere capito. Neanche io.


    charlie
  • charliecharlie Post: 226
    ClaraDiLuna ha detto:
    Ma quindi tu questa situazione la vedi come un sogno che si realizza o come una sorta di prova di forza da fare con sé stessi? 
    Cavolo, hai fatto una gran bella domanda.

    É sogno che si realizza lo stare da soli.

    Quando @inconscio ha descritto brevemente suo padre :) oh cavolo, sono nella sua stessa lunghezza d'onda, ma ancora non ho il mio piccolo rifugio fuori dal mondo.

    What can I tell you? I got a short fuse and a long memory!
  • charlie ha detto:
    ClaraDiLuna ha detto:
    Ma quindi tu questa situazione la vedi come un sogno che si realizza o come una sorta di prova di forza da fare con sé stessi? 
    Cavolo, hai fatto una gran bella domanda.

    É sogno che si realizza lo stare da soli.

    Quando @inconscio ha descritto brevemente suo padre :) oh cavolo, sono nella sua stessa lunghezza d'onda, ma ancora non ho il mio piccolo rifugio fuori dal mondo.

    Ti pongo un'altra domanda. Perché stare soli? Perché ami la solitudine totale o perché hai dei problemi a stare con gli altri?

    Mi spiace che ti senta così @charlie

    Sono sicuro al 100% che il padre di @inconscio non sia una persona felice. Non voglio sembrare presuntuoso con questa affermazione, ma è una mia convinzione. 
    Potrà essere calmo, potrà evitare tanti problemi, potrà essere soddisfatto. Ma la felicità è un'altra cosa.

  • charliecharlie Post: 226
    Io invece credo che il padre di @inconscio sia felice perchè si è ritagliato un suo spazio a totale copertura dei suoi bisogni.
    Se avesse ritenuto gli servisse la famiglia se la sarebbe portata, ma così non è (mi spiace inc, ma credo tua padre stia bene così, senza famiglia attorno)

    Ha internet, ha sicuramente contatti suoi e sta bene.

    Io mi vedrei altrettanto bene, immagino anche AmOnly, se gli lasci internet e gli togli le interazioni sociali fisiche, anche lui sta bene (scusa AmOnly se parlo anche per te, ma sai che ti vedo simile a me)

    probabilmente siamo una variante dell'asperger classico e codificato?? io credo di si, quasi sicuramente in infanzia siamo stati plasmati in questa direzione.

    What can I tell you? I got a short fuse and a long memory!
  • charlie ha detto:
    Io invece credo che il padre di @inconscio sia felice perchè si è ritagliato un suo spazio a totale copertura dei suoi bisogni.
    Se avesse ritenuto gli servisse la famiglia se la sarebbe portata, ma così non è (mi spiace inc, ma credo tua padre stia bene così, senza famiglia attorno)

    Ha internet, ha sicuramente contatti suoi e sta bene.

    Io mi vedrei altrettanto bene, immagino anche AmOnly, se gli lasci internet e gli togli le interazioni sociali fisiche, anche lui sta bene (scusa AmOnly se parlo anche per te, ma sai che ti vedo simile a me)

    probabilmente siamo una variante dell'asperger classico e codificato?? io credo di si, quasi sicuramente in infanzia siamo stati plasmati in questa direzione.

    Se per te la felicità è l'evitamento di ciò che ti causa disagio allora capisco.

    Per me la felicità è altro, e per scoprirla ho dovuto superare tanti disagi e guardare oltre quel muro.
  • Comunque noto che continui a ignorare le mie domande dirette, e questo mi fa pensare che forse ti sto causando disagio.
    Eviterò di fartene altre, ma ti invito comunque a rifletterci.
  • charliecharlie Post: 226
    modificato 10 agosto
    Comunque noto che continui a ignorare le mie domande dirette, e questo mi fa pensare che forse ti sto causando disagio.
    Eviterò di fartene altre, ma ti invito comunque a rifletterci.
    scusa ma non le ho colte e non te la prendere, sorry 

    ho bisogno che sia chiara la domanda "come ti chiami?" e ti rispondo

    se la domanda è in mezzo ad un discorso...
    ti riferisci alla terapia? ho provato solo un a psicologa e non mi capisce, non credo durerà ancora a lungo, è anziana e froidiana, froid non ha riconosciuto nulla di simile all'asperger quindi l'asperger è una moda fantasiosa per frichettoni... (la butto sul comico per non essere volgare, ma il concetto è quello)

    alessando, ora mi sento in disagio per non averti risposto :bawling:
    What can I tell you? I got a short fuse and a long memory!
  • charliecharlie Post: 226
    @Alessandroebasta
    Ti pongo un'altra domanda. Perché stare soli? Perché ami la solitudine totale o perché hai dei problemi a stare con gli altri?

    ecco una tua domanda, scusami, allora amo la solitudine ma non avrei problemi a stare con altri che mi capiscono, immagino inconscio o AmOnly, se io fossi in casa con loro e gli dico, non fate odori molesti perchè impazzisco, so che loro non li fanno, e se lo fanno poi fanno circolare l'aria e la riportano al respirabile.
    Se AmOnly dicesse "che nessuno mi disturbi parlandomi per le prossime 12 ore" chiarissimo
    Se inconscio è agitata e dice "non voglio parlare con nessuno" bene chiaro, quando vuole ci rivolge di nuovo la parola.
    Riesci a vedere che tra persone che ci capiamo sappiamo rispettarci, quindi riuscirei a stare con miei simili, con persone dotate di cervello funzionante in grado di capire quando ci parli insieme, dici loro i tuoi limiti e bisogni particolari e ti capiscono veramente.


    What can I tell you? I got a short fuse and a long memory!
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