Salta il contenuto

Identità

TsukimiTsukimi Post: 3,827
modificato marzo 2015 in Aspie al femminile
Vi pare mai di non avere una identità definita? Come se aveste provato così tante maschere da non avere trovare più la faccia vostra, o da dubitare che sia una maschera anche quella (senza però avere l'opzione della verifica "fisica")?

Mi ha colpito leggere, nell'elenco delle caratteristiche delle donne Aspie, il fatto che specie prima della diagnosi siano "camaleontiche". Ecco, a me è successo questo: di provare un'identità dopo l'altra, in base a ispirazioni maturate per ragioni variamente casuali, ma ogni volta sperando fosse la volta buona, cercando di identificarmi con il personaggio che mi ero trovata, solo per poi ritrovarmi a chiedermi se al di sotto di tutto questo vi fosse una qualche identità mia.

Ma esiste affatto una cosa come una propria identità? Come la vivete voi?
"The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
Post edited by yugen on
Wandavera68
«13

Commenti

  • wolfgangwolfgang Post: 10,787
    Guarda, io penso che sotto il punto di vista sociale sono un "asperger donna". Nel senso che alla fine sono camaleontico ed ero ben in grado di percepire la "necessità sociale".
    Però non mi sono mai posto questa domanda. Mi sono chiesto più volte se una data identità mi piaceva, se non mi piace la cambia. Trovo il senso del sé un limite da superare, non una cosa buona. Ovviamente se uno non ha un IO frammentato, ma non vanno necessariamente a braccetto le due cose.

    Io vivo me stesso e identifico me stesso con il padrone di un albergo, ci sono tanti ospiti, invitati, posso organizzare conferenze ed addobbarlo per far vedere uno degli ospiti, cambiargli la faccia, l'importante è che tutto sia organizzato e sotto la supervisione del padrone. Anche se il padrone non si vede mai, perché ha il solo compito di organizzare gli invitati.
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • TsukimiTsukimi Post: 3,827
    Secondo me questo va bene quando è fatto con consapevolezza - cioè quando 1. sai cosa stai facendo 2. hai presente quali sono le tue necessità di base. Diverso è il caso se ad ogni "giro" credi di aver trovato la Verità su te stesso, + dall'altro lato ti cali in ruoli che non sei fisicamente in grado di sostenere.
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • TsukimiTsukimi Post: 3,827
    Altra cosa fastidiosa (ma solo contingentemente) è incontrare persone che non vedevo da tempo, perché mi sembra di dovermi ri-presentare da capo.
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • violaviola Post: 240
    Più che identità a me sembra a volte di nn avere pensieri miei, nel senso che mi sembra che quel xhe penso o dico derivi dalle letture che ho fatto
  • ho sempre avuto problemi d'identità, la latente sensazione di essere un alieno

    soprattutto la sensazione di non avere un identintà maschile, ma nemmeno femminile

    questa sensazione non può non aver fatto si che tutti i miei tentativi di socializzare siano falliti

     

  • TsukimiTsukimi Post: 3,827

    questa sensazione non può non aver fatto si che tutti i miei tentativi di socializzare siano falliti

     

    Non avevo mai connesso i due aspetti. Certe impersonificazioni erano anche fatte nell'utopia di socializzare.
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • questi ragionamenti mi hanno ispirato un aforisma:

    "Così come il nostro sesso biologico non coincide necessariamente col nostro orientamento sessuale, quest'ultimo non coincide necessariamente con la nostra identità sessuale."

     

     

  • wolfgangwolfgang Post: 10,787
    E' verissimo direi. E due sessi sono pure troppo pochi.
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • questo discorso però va al di là della neurodiversità, il fatto di sentirsi uomini o donne non implica un preciso orientamento sessuale

    credo che la crisi d'identità di genere comporterebbe secondo la vulgata alcune conseguenze necessarie: asessualità, bisessualità o omosessualità repressa

    non è il mio caso: il fatto di aver sempre avuto problemi d'identià è convissuto con la mia prevalente eterosessualità

    ci sono esempi d'individui omosessuali o bisessuali dall'identità maschile molto più marcata della mia e di altri: Ernst Rohm e Jukio Mishima 

  •  

    Non avevo mai connesso i due aspetti. Certe impersonificazioni erano anche fatte nell'utopia di socializzare.

    il fatto di sentirci sdoppiati dalla nostra corporeità più degli NT ci rende spesso troppo distaccati per essere empatici con potenziali amici o partner

    la tragedia è che nessun esperto di autismo può aiutarci a contrastare questo dilemma esistenziale 

  • TsukimiTsukimi Post: 3,827
    Ci sono persone che cambiano sesso pur non essendo in partenza omosessuali (cioè sono es uomini etero che si sentono donne omosessuali). Quindi sì, le due cosa non sono per forza legate.
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • TsukimiTsukimi Post: 3,827

     

    Non avevo mai connesso i due aspetti. Certe impersonificazioni erano anche fatte nell'utopia di socializzare.

    il fatto di sentirci sdoppiati dalla nostra corporeità più degli NT ci rende spesso troppo distaccati per essere empatici con potenziali amici o partner

    la tragedia è che nessun esperto di autismo può aiutarci a contrastare questo dilemma esistenziale 

    Non l'avevo mai pensato fosse un problema di distacco dal corpo. Cioè non credevo fosse la causa delle difficoltà relazionali.

    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • è un distacco legato alla nostra difficoltà nella comunicazione non verbale, il motivo per cui ci danno fastidio i convenevoli, le frasi di circostanza e la diplomazia  

  • TsukimiTsukimi Post: 3,827
    Comunque il quesito originario non era solo sull'identità di genere. 
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • TsukimiTsukimi Post: 3,827
    Canzone appropriata: 

    image
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • wolfgangwolfgang Post: 10,787
    Sono assolutamente slegate. Conosco una donna che sta cambiando sesso per diventare uomo ed andare con gli uomini. 
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • marielmariel Post: 1,551
    Mi sento una bambina e spesso asessuata, questo mi crea molti problemi e devo sforzarmi di fingere una identità che non mi appartiene. 
  • TsukimiTsukimi Post: 3,827
    Stavo pensando. E se l'identità fosse effettivamente un progetto del possibile anziché una descrizione di ciò che è attuale?

    Non parlo di identità sessuale, parlo di quando diciamo "io sono così".

    Magari è solo una cosa mia, non so.
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • wolfgangwolfgang Post: 10,787
    L'identità è anche quello, di sicuro. Se sia più legata al passato o al futuro è una questione spesso di temperamento.
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • TsukimiTsukimi Post: 3,827
    Ci riflettevo perché, come accennavo sopra, il mio calarmi in una identità è spesso stato una forma di "voglio essere così (specie per scelta irrazionale che non saprei come giustificare) - e quindi mi convinco che è la mia vera 'essenza'"; l'ho sempre considerato una forma di malafede in senso sartriano ( = raccontarsi balle da soli) o comunque di recita per risolvere altri problemi identitari; ma mi è venuto il dubbio che in effetti ci potesse essere di più. Vabbé, devo elaborare meglio.
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • wolfgangwolfgang Post: 10,787
    modificato gennaio 2012
    Faccio così anche io, ma l'ho sempre considerato il modo giusto di fare, ma quello perché non considero ci sia un vero io. "Jarod il camaleonte" era uno dei miei film preferiti. Quello che conta per me è aiutare il prossimo, il resto è un ruolo che interpreto per arrivare allo scopo.
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • wolfgangwolfgang Post: 10,787
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • wolfgangwolfgang Post: 10,787
    Da un punto di vista psicologico (psicologia sociale) il senso di identità viene spesso suddiviso in 3 componenti. Un senso autobiografico (quindi proiettato al passato), un senso dei "possibili se" proiettato al futuro, e un senso del se nucleare legato ai core believes, le credenze ben scavate in noi rispetto al nostro ruolo e al nostro temperamento.

    Secondo l'MBTI, se non sbaglio, il senso passato è dato dal Si (introverted-sensing), quello futuro dal Ne (extroverted intuition).
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • danilodanilo Post: 100
    non mi piace l'espressione core believes.....preferisco core values :P
  • wolfgangwolfgang Post: 10,787
    Beh valori e credenze sono cose diverse :P
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • Tsuky, io, invece, una identità mia la percepisco eccome... :-)

    E' quella che si cela sotto tutte le maschere che siamo costretti ad indossare...

    D'altronde, considera che la parola stessa "personalità" deriva da maschera (le maschere che si usavano nel teatro greco - persona - un ' immagine che mi ha sempre affascinato e che mi ha permesso di capire molto del mio rapporto con gli altri...) , cioè, quello che mi hanno sempre passato, è che la personalità è anche il risultato di quello che vogliamo apparire agli altri. Appunto, il "ruolo" che vogliamo assumere.

    Ma l'attore che decide la maschera che ci mettiamo siamo sempre noi. Qualcuno parlava di "sentirsi alieno", ecco, io, il mio "sentirmi alieno" lo percepisco proprio come un tratto saliente della mia identità.

    Le "maschere" le trovo necessarie per interfacciarci con gli altri. Pensaci bene: sarebbe assurdo se mantenessimo lo stesso atteggiamento ad una festa fra amici, una riunione di lavoro o ad una riunione di famiglia.

    Sta a noi decidere se quali aspetti di noi mostrare di volta in volta (o, addirittura, mentire per manipolare ma sta' cosa non riuscirò mai a farla).

    Io la mia identità la vivo come l'attore che sta' dietro alla maschera, e, ti dirò, questa identità inevitabilmente muterà a seconda delle situazioni che mi troverò a vivere o i ruoli che mi troverò ad interpretare.

    Però c'è, e devo ammettere che sto' iniziando ad affezionarmici.. ^_^

      

  • TsukimiTsukimi Post: 3,827
    Certamente percepisco un continuum come "io agente e percipiente" sotto tutte le maschere, ma le ulteriori connotazioni mi appartengono fino a un certo punto. Non mi comporto in un modo o in un altro perché lo decido in base al fatto che sono "una persona di un certo tipo", semmai perché mi sono messa in testa di voler diventare quella certa cosa. Mi sa che sto complicando il tutto.
    Wanda
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • marielmariel Post: 1,551
    mi adatto alle maschere degli altri e uso quella più compatibile anch'io, sempre per un bene comune.So però di avere uno scheletro di identità mio che mi porto appresso e mi evita disorientamenti. 
  • zzzzzzzz Post: 213

     Tsukimi @ ,: il mio calarmi in una identità è spesso stato una forma di "voglio essere così (specie per scelta irrazionale che non saprei come giustificare) -

    Io stavo pensando che ci ho investito tanto nel fingere ( socialmente Specialmente) : ma ora il risultato e ' che non lo so piu' bene dov ' e ' che fingo qualche cosa se dov ' e ' che sono me stessa : quando all ' inizio ci provai a fare l ' aspie quiz , risulto ' 128 nd e 68 nt , ma sinceramente non se il risultato sia vero(probabilmente sei neurodiversa diceva ) : a certe domande non ho risposto precisa  Dovrei rifare il test .. Comunque mi sembra di non avere questa grande identità ( di me stessa) :  a mio modo di vedere , al giorno d ' oggi se non hai un gran senso della tua identità individuale non sei avvantaggiato, anzi..

    Z
  • biancabianca Post: 1,380
    Anch'io ho investito tanto nel fingere, più che altro mi sono ispirata a modelli che mi piacevano e che a mio modo di vedere avevano successo. Però oggi è difficile per me pensare che sono finta, perché quella ormai sono io e non saprei essere in un altro modo.
Accedi oppure Registrati per commentare.