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Persona guida

RakiRaki Post: 17
modificato maggio 2014 in Esplorare i sentimenti
La prima volta che ho sentito parlare della sindrome di
Asperger, tra i vari sintomi vi era scritto "bisogno di una persona
guida" in quel momento ho pensato ad un tutore che aiutasse, gli asperger,
a svolgere la propria vita.. Informandomi di più sulla sindrome ho capito che
ciò non è possibile, o meglio lo è solo nei casi più gravi, ma nei casi più
lievi cos’è la persona guida? Io naturalmente una mia idea me le fatta, ma
potrebbe anche essere un idea sbagliata perciò sarò lieto se potete rispondere
a queste mie domande:  potere aiutarmi a
capire questo concetto in maniera chiara, magari con l’aiuto di qualche
esempio?  La persona guida è solo una o
può cambiare nel tempo? Inoltre vorrei chiedervi se vi è mai capitato di
perdere, per qualunque ragione, la vostra persona guida, se si come avete reagito?
e se per un lungo periodo non si riesce a “scegliere” la persona guida?

"Quando sei miserabile..cerchi qualcosa che è ancora più miserabile di te. Quelli che non sono umani..quelli che sono disumani.. SIETE VOI!" - Elfen Lied - " All'angelo corrotto cacciato dal paradiso non resta altro destino che farsi demonio..." - Cowboy Bebop - "Ecco che se ne va: uno dei prototipi di Dio. Un mutante ad alta potenzialità neanche preso in considerazione per una produzione di massa. Troppo strano per vivere e troppo raro per morire" - Paura e delirio a Las Vegas -
Post edited by Andato_Sim on
MariAlberi
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Commenti

  • EnderEnder Post: 153
    Non credo di poter rispondere alla tua domanda perchè è la prima volta che rifletto sul concetto di persona guida. Non credo sia la stessa cosa, ma io ho sempre avuto persone reali o immaginarie che prendevo come esempio. Non ho mai chiesto come dovevo comportarmi, ma quando rispetto, ammiro ed ho un alta considerazione di qualcuno lo prendo come esempio e quando non so come comportarmi penso cosa farebbe questa persona. Solitamente non sono mai persone reali perchè non è mai facile inquadrarle completamente e conoscere così a fondo una persona da poterla prendere come esempio è quasi impossibile, almeno per me. Non fraintendermi però non è che le imito, imparo da loro e le scelgo in base ai loro valori che devono coincidere con i miei.
    Se quello che ho descritto io può coincidere con la persona guida allora le mie sono cambiate nel tempo, ma soprattutto nelle occasioni, a volte immagino cosa farebbe x nella mia situazione e magari in un'altra situazione immagino cosa farebbe y.
    In alcuni periodi invece le allontano completamente e sono quei periodi in cui sono più confusa o magari sto attraversando una fase di cambiamento.
    Adesso sto mettendo in discussione le mie "persone guida" e non so se ho bisogno di trovarne un'altra, sono in una fase di passaggio e di confusione, ma solitamente poi tornano sempre ad essere le stesse e probabilmente sarà di nuovo così.
    Rispondendo alla tua ultima domanda, se per persona guida si intende qualcuno da prendere come esempio, non credo che tu debba affannarti a cercarlo, io lo capisco e basta quando desidero imparare qualcosa da qualcuno. 

    (Non so quello che ho scritto possa coincidere con il concetto di persona guida per nd perchè io non sono stata diagnosticata, ho solo qualche sospetto)

  • Francy75Francy75 Post: 405

    Io ho una vita solo grazie alle mie persone guida.

    Ne ho 3.

    Rappresentano per me una specie di catalizzatore mentale,

    senza di loro non so uscire di casa senza provare ansia, (tranne in luoghi vicini e conosciuti),

    sono indispensabili per fare ogni cosa che richieda interagire con persone sconosciute,

    senza di loro non potrei vivere o sarebbe veramente una vita da reclusa.

    Non mi è mai capitato di perdere una persona guida e francamente l'idea mi preoccupa.

     

     

     

    LudoCyranoSinOfHybris
  • GrizliGrizli Post: 288
    non ci ho mai pensato in quei termini ma in effetti anche io ho sempre avuto a guidarmi e ispirarmi persone che ammiravo o stimavo. come dice Francy75 sono stati come dei catalizzatori mentali. 
  • fattore_afattore_a Post: 2,337
    C'è stata una persona guida e ne parlavo in un commento ieri.
    Un amico dell'università che, tra l'altro, mi ha introdotto in un cerchio di conoscenze virtuoso. Grazie a queste circostanze, credo, sono arrivato alla laurea e a tante altre cose.
    Di me so soltanto il risultato del test. Nessun parere medico.
  • Francy75Francy75 Post: 405

    Le persone guida non hanno caratteristiche che ammiro particolarmente,

    ma mi fido di loro ciecamente, sono persone che conosco da tanto tempo e so che non mi lascerebbero mai nei guai.

  • zisczisc Post: 1,603
    modificato maggio 2014
    Non credo sia solo una prorogativa aspie voglio dire ci sono anche delle religioni che hanno varie persone guida.

    credo dipenda dalle persone, sia nd o nt che siano.
    fearSinOfHybris
  • Lycium_bLycium_b Post: 1,868
    La persona guida non è altro che una persona con cui l'Asperger ha un rapporto speciale di affettività e di profonda fiducia. È una persona che ha una funzione simile a quella che per un NT potrebbe aver avuto la madre (o il padre) durante l'infanzia.
    Spesso la persona guida è un genitore o un parente molto prossimo. L'Asperger ha necessità d'avere una persona guida per avere un esempio da seguire nel relazionarsi col mondo e con gli altri, per decodificare ciò che non riesce a capire degli altri e delle relazioni, per capire come relazionarsi, ecc... Non solo. L'Asperger per sua natura stabilisce pochi rapporti affettivi nella sua vita, ma questi pochi sono comunque molto intensi. Di solito i pochi legami affettivi che stabilisce sono proprio quelli con le persone guida.
    La perdita di una persona guida per un Asperger è un lutto molto grave, molto simile alla perdita di un genitore in età infantile o adolescenziale. L'Asperger si sente perso perché il suo mondo ruotava tutto attorno a lei/lui. La persona guida ha una grande responsabilità morale e se se ne va, ignorando il rapporto affettivo, fa un grande danno, proprio per le difficoltà che l'Asperger avrà nel rimpiazzarla, date i suoi problemi nell'instaurare rapporti e amicizie nuove.
    La persona guida di solito non viene scelta con criteri razionali, ma affettivi. Oltretutto l'Asperger ha molta difficoltà (a volte impossibilità) a comprendere le reali intenzioni della gente e può rimanere "fregato" scegliendo persone guida che poi lo abbandonano o lo mettono su una cattiva strada.
    Io personalmente, ho avuto diverse persone guida, prima tra tutte un famigliare stretto, che tuttavia all'età di 13 anni mi ha letteralmente abbandonato trasferendosi lontano dalla famiglia e interrompendo i rapporti con me per svariati anni. In seguito i rapporti sono stati ripresi, in modo superficiale e rarefatto, ragione per cui l'abbandono è stato perpetrato. Si tratta a tutt'oggi di una ferita aperta.
    Negli ultimi anni, dopo che mi sono ammalata ed è morta mia mamma, si è fatta strada un altra persona guida, ma anche questa col tempo sta maturando la volontà di abbandonarmi perché probabilmente non so sente all'altezza della situazione. Se accadrà anche questa lascerà una ferita indelebile. E non so come farò.
    Ho in effetti un altra persona guida o meglio un punto di riferimento, un Rifugio, come si dice nel Buddhismo tibetano, che è la pratica del Dharma stesso. Fino a due anni fa il mio Rifugio era un Lama molto anziano e saggio. Ogni volta che avevo bisogno di qualcosa chiedevo a lui sul da farsi. Quando lasciò il corpo (temporalmente vicino alla scomparsa di mia madre) provai un dolore e soprattutto uno smarrimento terribile. Ma tenni duro ed inoltre, fortunatamente il Buddhismo tibetano pullula di Lama realizzati a cui chiedere consiglio e su cui fare affidamento, cosicché a distanza di qualche anno sono riuscita a raccapezzarmi. Ma per quanto riguarda figure o persone guida nella mia vita materiale sono stata parecchio sfortunata e non so come andrà a finire perché purtroppo in questa vita non siamo solo spirito ma anche corpo e un minimo di aiuto per la nostra sussistenza è necessario averlo.
    Prego per questo spesso, non solo per me, ma anche per tutte le persone sfortunate o che hanno condizioni simili alle mie.
    MariAlberifearCyranoSinOfHybris
  • KrigerinneKrigerinne Post: 3,163
    Sì la persona può cambiare. Io ne ho cambiate 2 nella mia vita e attualmente riesco un po' di più a farne a meno, anche perché si può dire che l'ultima mi abbia abbandonata.
    La cosa fondamentale non è la perdita di "funzione" della persona "guida", ma l'acquisto di funzione di tutte le altre, o meglio, di me in rapporto agli altri. Da più bambina senza la presenza della mia amica del cuore non riuscivo a socializzare. Alle superiori apparivo abbastanza normale, ma quando mancava la mia migliore amica me ne restavo tutto il giorno seduta al mio banco con le orecchie tappate perché diventavo a tutti gli effetti PIU' autistica senza di lei. Aumentava l'ipersensibilità, aumentava l'ansia, aumentava tutto. Tanto che se sono in metro o sul treno con le mie amiche attualmente riesco a stare bene. (faccio progressi, ora è con tutti gli amici un po' stretti o i conoscenti compatibili, non solo con l'amica "del cuore") Se mi ritrovo sul treno o in metro da sola entro nel panico; mal di testa, tachicardia, nausea, attacchi di calore, dolore alle orecchie per colpa dei freni della metro, ecc...
    Backend developer ~ Asperger ~ ex tutor ABA
    You split the sea so I could walk right through it
  • KenariJKenariJ Post: 128
    modificato maggio 2014
    Solitamente, quando esco, lo faccio su invito di qualche mia conoscenza, perchè ovviamente non ho alcun tipo di amicizia precedente ai 20 anni (dato che non avevo una vita che si potesse chiamare tale, prima dei 20 anni XD ). Inizialmente, ero stavo talmente attaccato alla persona che mi aveva invitato da provocarle fastidio, il che mi fece riflettere: che senso aveva lo sforzo (perchè era una sforzo allucinante XD ) di uscire senza l'interazione con chi non conoscevo? XD 

    Mi accorsi che, anche nella vita di tutti i giorni, l'interazione diveniva più sopportabile solo in presenza di quella particolare persona .... quando seppi che dell'Asperger e del meccanismo della "persona guida", lo ammetto, rimasi alquanto perplesso e sbigottito, provando diverse sensazioni di deja vù.

    Così ho cominciato, con mediocri risultati, a svincolarmi dal meccanismo della persona guida, anche perchè notavo che tali persone avevano la tendenza a montarsi la testa e a pensare che, senza il loro prezioso supporto, io fossi una specie di zero ....... e cazzo, non la sopportavo questa cosa XD per niente! 


  • bannato2bannato2 Post: 2,035
    Ben venuta / o
  • damydamy Post: 1,196
    Non posso dire di essere caratterizzata dalla sindrome di Asperger, però due persone guida ci sono state ad indirizzarmi sulla "retta via", sganciandomi un po' dal mondo ovattato nel quale mi ero rifugiata.

    Io credo però che un amico o un fidanzato/a possa aiutare moltissimo una persona con sindrome di Asperger, soprattutto nella mediazione dei rapporti sociali. Un amico un"sincero" vale più di mille terapie.
  • Andato46Andato46 Post: 5,160
    Non credo di capire bene che si intende per persone guida...
    Io ho delle persone a cui tengo tantissimo, ma non le definirei delle guide. Sono persone con cui mi confido, che mi aiutano a ragionar sulle cose (due in particolare), però certamente l'imitazione non è contemplata.
    Qualche persona "ponte" invece c'è stata. Nel senso che in genere io me ne sto in disparte, ma poi qualcuno magari mi si avvicina e allora è un modo per inserirmi in un gruppo. Però dopo che mi sono inserita nel gruppo non ho più il bisogno che questa persona ci stia perché possa "parlare" con gli altri.
  • yugenyugen Post: 1,888
    Io so di avere il bisogno assoluto di una "presenza" di riferimento. "Presenza" perche' puo' anche non essere presente.
    Ma e' vitale, e posso anche soffrire della sua assenza, ma non sono sola.
    Eppure sono stata sola per tanto tempo, ma non ero sola davvero.
    Si capisce qualcosa di quello che ho scritto? :-/
    fear
  • yugenyugen Post: 1,888
    Quello e' uno dei bisogni, il secondo e' la persona con cui confrontarmi, con cui parlare di quello che mi accade..l'amica del cuore, a cui puoi dire tutto e non ti giudica, ma ti fa vedere il punto di vista "normale", oggettivo della situazione.
    E' stato fondamentale trovare questo tipo di rapporto nell'adolescenza.
    Ma anche frustrante, capivo che io ne avevo bisogno e l'altro di me non capiva niente.
    Questo tipo di legame fiduciario e affettivo e' spesso stato motivo di delusioni e sofferenze.
    Ho smesso di essere dipendente quando ho conosciuto la mia analista. Almeno aveva gli strumenti per assolvere a questo compito.
    Cinico forse, ma ho preferito pagare per essere ascoltata.
    La mia analista comunque e' una persona magnifica, sono stata fortunata.
  • Andato46Andato46 Post: 5,160
    Ah ok. Io ho due persone che so che mi capiscono, ci somigliamo molto, per quello riesco a confrontarmi con loro. Io ho bisogno di questo genere di persone, ma di una "presenza" decisamente no, anzi, soffro molto la troppa presenza.
  • Ho avuto diverse "persone guida" nel tempo, e spostandomi per studio/lavoro le ho "perse" per forza di cose. Credo che trovarne una sia più che altro una questione di fortuna.

    Nel mio caso, la persona guida è quella con cui mi relaziono maggiormente (o unicamente) all'interno di un gruppo (scuola, lavoro, parrocchia, sport, etc.) che sua sponte si assicura che io prenda parte alla "vita" del gruppo. In assenza di questa figura, la mia partecipazione al gruppo si limita alle attività strutturate, sia per una certa difficoltà ad approcciare le attività non strutturate, sia per relativo disinteresse verso la socializzazione fine a se stessa.

    Per me è una figura diversa da quella del mentore, che è una persona più "anziana" con cui trovarsi e parlare più o meno periodicamente di cose serie e costruttive (eg. padre spirituale, coach, collega senior).


    Il mio Aspie blog: http://happilyclueless.me
  • EnderEnder Post: 153
    Ah ok. Io ho due persone che so che mi capiscono, ci somigliamo molto, per quello riesco a confrontarmi con loro. Io ho bisogno di questo genere di persone, ma di una "presenza" decisamente no, anzi, soffro molto la troppa presenza.
    Lo stesso vale per me, ho due amiche che mi capiscono e con cui posso confrontarmi. Non sono però le mie persone guida.


    Per me è una figura diversa da quella del mentore, che è una persona più "anziana" con cui trovarsi e parlare più o meno periodicamente di cose serie e costruttive (eg. padre spirituale, coach, collega senior).


    Probabilmente io ho confuso la persona guida con il mentore. Dopo i vostri commenti credo di poter concludere di non avere una persona guida e se ce l'ho (ne dubito) allora non ne sono consapevole.
  • TsukimiTsukimi Post: 3,827
    Non credo sia solo una prorogativa aspie voglio dire ci sono anche delle religioni che hanno varie persone guida.

    credo dipenda dalle persone, sia nd o nt che siano.
    Esatto. Diciamo che più sei fragile più ti giova qualcuno cui appoggiarti ma quello di cui si parla non è un sintomo as e non serve identificarsi per forza.
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • Andato_SimAndato_Sim Post: 2,046
    modificato maggio 2014
    Il mio pensiero e' molto schematico e rigido, percio' io ringrazio ogni giorno perche' ho una persona che mi sta aiutando molto nell'affrontare questa rigidita' e vedere le cose sotto altri punti di vista con molta, infinita pazienza. Infinita pazienza perche' il mio cervello e' molto ostinato e io sto facendo una fatica immane per cercare di addomesticarlo.
    E' proprio un ausilio molto importante, cio'.
    Io penso sia una persona guida, e io ogni giorno penso - perche' siamo molto lontani, ma non secondo le scale di grandezza dell'universo - che sono molto, molto fortunate le persone che vivono vicine a questa persona.
    Io la ringrazio ogni giorno per tutti i consigli che mi da' e perche' ha molta pazienza e non mi ha ancora lasciato perdere come hanno fatto tutti, in questi anni.
    Ciao. Grazie. Simone
    Post edited by Andato_Sim on
    Tutto ciò IO penso (e scrivo).
  • aspirinaaspirina Post: 3,054
    Simone, io credo che quella persona sia molto fortunata ad esserti guida, o forse solo ad accompagnarti nel tuo percorso di crescita, perché ognuno - quando si pone in maniera sensibile e rispettosa accanto ad un altro essere umano - viene arricchito quanto e forse più di quanto riesce a dare.
    Personalmente ho qualche esperienza in cui accompagno (non mi sento di dire di guidare, chi sono io per dire ciò) qualcuno nel suo percorso, e ti posso assicurare che imparo tante cose.
    A contenere la mia aggressività per amore e rispetto delle fragilità dell'altra persona.
    A modificare la mia impazienza, cercando di trasformarla nel rispetto dei tempi dell'altro.
    A parlare altri linguaggi oltre al mio, a intendere altre logiche oltre alla mia, a decentrare il mio pensiero e a sforzarmi di capire come l'altro ragiona e sente.
    A sospendere il giudizio  e  sostituirlo con la tenerezza.
    A considerare sacro un altro essere umano, e quindi a prendere coscienza di quanto -a volte -  il mio essere panzer abbia potuto far male alle altre persone.
    Secondo me nelle relazioni, se ci si pone in maniera  davvero sincera sincera sincera,  "ci guadagnano" sempre tutti coloro che sono coinvolti.
    Grazie a te
    aspirina
    SinOfHybris
    Alla fin fine, amici, ecco la verità: è tutta una supercazzola
  • Andato_SimAndato_Sim Post: 2,046
    Io penso che prima o poi io dovro' comperare a quella persona una nuova tastiera del computer, sai, @aspirina.

    Ciao. Grazie. Simone
    MariAlberi
    Tutto ciò IO penso (e scrivo).
  • Io mi ricordo di due compagne di classe molto sensibili che mi hanno ascoltata ed aiutata in un momento molto critico della mia adolescenza, purtroppo con queste ragazze dopo il liceo non ho mantenuto i rapporti: ancora a 18 anni ero molto "orsa", ero incapace di mantenere dei rapporti duraturi, per me fare una telefonata era pesantissimo.
    Una persona guida paziente e buona con me però ce l'ho avuta, era una ragazza 6 anni più grande di me che quando ero piccola mi portava con lei a slittare sui prati vicino a casa. Mi faceva da vice-mamma: quando ho iniziato ad avere problemi di asma (a 16 anni) mi ha portata lei in un'altra città per consentirmi di fare i test corretti (i miei genitori non erano in grado di portarmi lontana ed aiutarmi adeguatamente, purtroppo...).
    A lei confidavo tutto, proprio tutto. Conservo ancore le lettere che ci scrivevamo quando lei andò per un intero anno a fare volontariato in un paese lontano. 
    Quando mi laureai mi regalò un viaggio di 2 giorni a Firenze con lei ed un'altra sua amica (fu veramente una bella esperienza per me che non ero mai andata a fare un viaggio assieme a degli amici).
    Quando io incontrai mio marito ed i miei ostacolarono la nostra relazione perché lui non era credente, lei mi aiutò a trovare un sacerdote che parlasse con i miei genitori e celebrasse il matrimonio col rito misto.
    Ora siamo ancora in contatto. Ha una bimba di 3 settimane più piccola del mio figlio minore :-)
    Ci vediamo e ci sentiamo ormai solo di tanto in tanto quando gli impegni ce lo permettono. A lei devo tantissimo. Se, nonostante le difficoltà sono una persona, mamma e moglie serena è in gran parte merito suo.
  • ThemOutThemOut Post: 241
    Anche io se guardo indietro e anche ora ho sempre avuto solo una persona per volta con cui relazionarmi in maniera intensa. Sin dalle elementari. Non ho mai avuto un gruppo. Sempre detestato. Persone sempre legate al contesto in cui mi trovavo/trovo.
    Quindi lasciate ogni volta che è finito.
    Se ho un legame intenso (e se sono donne poi può darsi ne venga attratta), il mio impegno nel capire l'emotività e la persona si esaurisce o è tutto concentrato su quell'unica. In parte è la mia compagma, prima attributivo a lei (gelosia, preoccupazione) il fatto che io non partecipassi a cene o serate con altri, in realtà sono io che senza di lei non partecipo.
    Mi è capitato di partecipare alla "vita di gruppo" sempre in funzione dell'interesse di una persona. Finito l'interesse (relazione generica) quasi con pulsante on/off, finita la necessità/ utilità di sopportare la vita di gruppo di cui odio, non capisco né sopporto tutte quelle dinamiche emotive e relazionali che si creano sempre. E mi chiedo anche come facciano a vedersi solo per il gusto di farlo.
  • Fenice2016Fenice2016 Post: 1,736
    Non ho mai sentito parlare della persona guida ed è un discorso interessante.
    Per capire meglio.....
    Dunque una persona guida può essere quella che aiuta a ricordare alcune cose  con un messaggio sul telefono? Che in momenti di agitazione sussurra parole  rassicuranti? Che manda messaggi per sapere come è andato lo svolgimento di un'attività  che non risulta piacevole? Che manda messaggi con piccoli consigli o promemoria su come si possono affrontare certe situazioni?

    Mi chiedo ci può essere bisogno, soprattutto nell'infanzia di qualcuno che accompagni in un modo tipo quello che ho descritto sopra?
    Me lo chiedo perché sto facendo un sacco di cose per un bambino,.. non dico di essere la sua persona guida, però mi pongo delle domande perché a volte mi risulta difficile capire se quello che faccio è utile.
    Ho fatto un po'di pasticcio, ma spero che riusciate a capirmi.
    Grazie.

  • ZenzeroZenzero Post: 645
    modificato gennaio 2016
    La persona guida nella vita, intesa non come professionista, per me è una figura di cui puoi fidarti, a cui se hai dubbi su comportamenti o situazioni puoi chiedere, che ti incoraggia quando sei giù e condivide esperienze con te ma che diventa un riferimento, è anche una persona con cui puoi esprimerti e confrontarti, essere a tuo agio, disponibile (tipo migliore amico/amica). Non deve essere per forza una sola persona, anche se non è facile trovare tante persone così.
    Come professionista invece c'è una figura detta "compagno adulto", che rispetto all'educatore ha un rapporto più tra pari ( per molti aspetti è simile all'educatore territoriale), con cui se sei persona adulta puoi nello specifico chiedere in base ai tuoi bisogni, ad esempio imparare a cucinare, uscire per fare esperienze per le abilità sociali, chiedere consigli e anche trovare e/o sviluppare le risorse.
    Può essere anche una persona Asperger che ha trovato strategie e con cui confrontarti e trarne spunto per attivare poi le tue strategie.


    Per i bambini a scuola in generale si cerca in una prospettiva inclusiva di far fare attività insieme, però non so. Di solito l'educatrice o l'educatore svolgono questa funzione, fra le altre cose ad esempio spiegano se ci sono situazioni non comprese oppure preparano e strutturano le attività in modo da mettere a proprio agio il bambino, ad esempio con la descrizione della programmazione chiara della giornata, aiutando anche nella gestione dell'agenda e del materiale occorrente (cioè aiuta nella gestione) , rassicurando rispetto a cambiamenti, oppure rispondendo alle domande relative a situazioni nuove, sì direi che l'educatore a scuola ha anche il ruolo di persona guida di riferimento, accompagnamento e strumenti per l'autonomia. Sono attente alle dinamiche per riconoscere disagio e "attutire i colpi del contesto" (metto tra virgolette perché non trovo al momento un'espressione migliore).
     
    Post edited by Zenzero on
    Fenice2016
  • fearfear Post: 83
    Ciao, 
    so che questo post è vecchio ma mi stavo giusto chiedendo cose in merito a questa “persona guida”
    Anche io se ci rifletto, ne ho avute molte e mai contemporaneamente. Una di queste è anche morta quando ero molto giovane e nessuno ha capito veramente il tipo di lutto che stavo passando.
    una cosa però mi chiedo: la persona guida può essere anche una persona con cui hai una relazione sentimentale?
    le persone guida per me (tranne nel caso di quella morta che era una zia) sono sempre state persone con cui ho instaurato un’intensa amicizia che sfociava anche nell amore sentimentale. Mi fa strano perciò vederle associate ad una figura materna o paterna (io odio la figura paterna e il paternalismo) 
    sono persone che stanno sulla mia stessa lunghezza d’onda, con cui posso fare ragionamenti profondi e disquisire del mondo. Sono anche persone che possono insegnarmi qualcosa, ma anche io insegno qualcosa a loro perciò il rapporto non è del tutto asimmetrico. Sono persone che arrivano dove io non arrivo a livello sociale, come un manager per un artista. Ci sono cose su cui proprio sono imbranato come le relazioni con la stampa. A me piace molto stare solo però amo scrivere a queste persone spesso, voglio condividere con loro ogni esperienza.
    questo mi fa ragionare sul fatto che  la solitudine che tanto amiamo in realtà è anche un po’ imposta dall ignoranza che ci circonda, perché se gli umani fossero tutti intelligenti e sensibili come le nostre persone guida, forse staremmo in compagnia più spesso. 
    Una cosa di cui invece mi rammarico è questa: quando finisce l’amore, da parte di queste persone o da me, spesso finisce anche “la guida” . Perché viviamo in un mondo che ci insegna che “è giusto così “ “gli ex sono ex” invece io non sono d’accordo. La stima e  l’aiuto possono durare anche oltre l’amore, e anzi sarebbe meglio che durassero. Non può esistere cura reciproca solo nella coppia, e fuori dalla coppia il nulla. Chi non sta in coppia deve quasi pagare per avere un miglior amico (soprattutto dopo i 30 anni) che sia  pure consulente o aiutante. Invece io credo che il mondo sarebbe un posto migliore se potessimo aiutarci al di fuori dei rapporti di sangue o di coppia o matrimonio. 
    Questo tipo di relazione che non è quella tra fidanzati, ne  quella tra genitori e figli, ne quella tra pazienti e dottori io la chiamo s-famiglia. È un tipo nuovo di rete e mutuo affetto, slegato da contratti e istituzioni. È dire “io ci sono” perciò se avrò bisogno ci sarai, indipendentemente da consanguineità, leggi e istituzioni.
    per intenderci, la s-famiglia ce l’hanno anche le dragqueen, la famosa mamma drag, o i gay cacciati di casa. 
    Questa cosa della figura guida dev’essere quindi una tipicità delle figure marginalizzate che appartengono alle minoranze. Una forma di mutuo aiuto per la resistenza. 
    che dite
    LinnaSinOfHybris
  • vera68vera68 Post: 3,292
    modificato dicembre 2021
    Una persona guida è un mentore, e tutti abbiamo bisogno di un mentore. 
    Altrimenti non si cresce, oppure il risultato è una poltiglia confusionale di emozioni e impulsi.
    Tutti... Nt, nd, (e tutte le sigle del mondo)
    Il guaio è quando il mentore che scegliamo, (ammesso che da piccoli si possa scegliere) é più confuso dell'allievo...
    Se siamo fortunati e si incontra da piccoli un mentore sufficientemente saldo, forse abbiamo la fortuna di poter riconoscere, crescendo, i vari mentori che la vita ci porterà davanti e sceglieremo di seguire. 
    Un mentore non è per la vita
    Un mentore ti accompagna e ti lascia una parte di eredità spirituale, che è un dono e come tale si può fare ciò che si vuole di tale eredità: trasformarla con le nostre idee e il nostro sentire. 
    Post edited by vera68 on
    fearSniper_Ops
  • fearfear Post: 83
    Dicono che le persone di genere femminile facciano più fatica a trovare un mentore per tre motivi:
    1) gli uomini non ti fanno da mentore perché altrimenti in giro si sparge la voce che fate sesso.
    2) gli uomini non ti fanno da mentore perché sono sessisti
    3) le donne non ti fanno da mentore perché sono competitive a causa della discriminazione che vivono, che fa scarseggiare le risorse. 

    alla luce di questi fattori, è possibile che questo abbia influito sul successo sociale e lavorativo delle donne asperger?

    SinOfHybris
  • vera68vera68 Post: 3,292
    Cosa non hai capito @fear
  • fearfear Post: 83
    vera68 ha detto:
    Cosa non hai capito @fear
    non capisco perchè dovrebbe andarsene. non può restare per sempre? non siamo mica su karate kid
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