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Né scusa né accusa. Sindrome di Asperger, neurodiversità e messaggi mediatici.

wolfgangwolfgang Post: 10,787
modificato febbraio 2015 in Advocacy e Neurodiversità

Né scusa Né accusa

Sindrome di Asperger: Il problema non è l´etichetta, ma il modo in cui la si usa.


Autore: David Vagni


Una panoramica senza filtri su preconcetti e pregiudizi portati avanti dai media, e non solo, riguardo l´autismo e la Sindrome di Asperger


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Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
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Commenti

  • ValentaValenta Post: 10,759
    Grazie Wolf bellissimo articolo.
    yugenPhoebeAJDaisy
    Vale (egli\lui\gli)- feedback e reactions sempre graditi
  • aspirinaaspirina Post: 3,054
    Grazie David devo rileggerlo  con più calma  ma ho la sensazione che sia una messa a punto fondamentale su tutto il nostro modo di considerare la faccenda, a caldo ti dico che ne sentivo un estremo bisogno
    a dopo
    aspirina
    wolfgangdavidemosconeAJDaisy
    Alla fin fine, amici, ecco la verità: è tutta una supercazzola
  • giovannagiovanna Post: 3,905
    Si' dev' essere un chiarimento per noi dopo che ci ha letto.
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • wolfgangwolfgang Post: 10,787
    Ci sono molte persone che necessitavano di chiarimenti @giovanna :) non solo qui, anzi soprattutto non qui :)
    giovannadavidemoscone
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • giovannagiovanna Post: 3,905
    modificato febbraio 2015
    Ci sono degli ostacoli, pero'.

    Poiche' hai parlato di maestra, vediamo i problemi della scuola.
    Non quelli della " buona scuola", ovvio.

    Il tuo discorso mi sembra universale, vale per ogni singolo anche non asperger.

    Il problema e' che anche se l' insegnante o alcuni insegnanti notano qualcosa di un bimbo come lo noterebbero in un loro figlio, e lo fanno presente ai genitori, magari proponendo un' osservazione da qualcuno, la risposta della famiglia e' quasi sempre difensiva, perche' ogni famiglia ha un suo modello di educazione.

    A quel punto, noi ci sentiamo sfiduciati a proporre il nostro, se siamo soli.

    Se un bimbo ruba e il papa' ci viene a dire che sono ragazzate, noi come interveniamo?

    Se proponi un' osservazione psicologica, da parte di persone piu' autorevoli di noi, o dicono di si e poi non ce lo accompagnano, o dicono no perche' mio figlio non ha problemi.
    Andato_87PeregrinowolfgangKrigerinneAndato46vanessa
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • Theda_BaraTheda_Bara Post: 1,329
    modificato febbraio 2015
    Molto interessante, per molti motivi diversi. Grazie, @wolfgang. Mi rendo conto che non è il punto focale dell'articolo, ma cosa intendevi esattamente quando hai scritto che "il male è sempre una scelta"? Non sono sicura di condividere questo pensiero, o forse non l'ho capito fino in fondo. Non saprei neppure convincermi che esista "il male". Quando cerco il "male" dentro di me mi sembra piuttosto paura, vergogna, sfiducia o impotenza davanti al "bene", che a sua volta potrebbe facilmente diventare potere la potenza di tutto ciò che lo vorrebbe contrastare, umiliare, torturare, uccidere, vanificare - se io non riuscissi a fare alcuno sforzo nella direzione opposta; e se lo faccio, è solo perché ho avuto la possibilità, dentro e fuori di me, di conoscere il bene che fare o ricevere il bene mi ha fatto. In altre parole, non credo che il "male" sia una scelta, credo sia, come diceva qualcuno, ignoranza del "bene". 
    wolfgangKrigerinneAndato_87Andato46yugenClaraDiLuna
    OT.
  • wolfgangwolfgang Post: 10,787
    modificato febbraio 2015
    @Theda_Bara anche io credo che il male sia ignoranza del bene. In realtà non credo al "male" come concetto o atto. Credo che una persona che fa il male è una persona che ignora, che non sa ed è per questo che è importante "educarla". Mi sono permesso un'abbreviazione del concetto onde evitare di allungare troppo e buttarla troppo sul filosofico ;) ma sono d'accordo con te.
    Però quando agiamo, agiamo scegliendo in ogni caso. Diciamo che in quel caso ho usato la parola scegliere e volontà in senso neuropsicologico, non in senso teologico-filosofico. Il senso psicologico è molto più debole.
    Theda_Bara
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • Andato34Andato34 Post: 4,027
    modificato febbraio 2015
    Anche in senso filosofico, secondo me, l'ignoranza non si contrappone alla scelta, perché la scelta è semplicemente l'inevitabile conseguenza di natura+esperienza+educazione+conoscenza+caso. Inevitabile nel senso che per evitare una scelta, ad esempio una scelta maligna, si può agire su uno di quei fattori, ad esempio l'educazione (o la conoscenza, dunque anche diminuendo l'ignoranza).

    Quindi sono d'accordo con quell'affermazione di wolfgang nell'articolo.

    Condivido anche come frase riassuntiva dell'articolo: i ponti si costruiscono incontrandosi nel mezzo. Questo secondo me è il messaggio più potente che un neurodiverso possa portare con sé nell'interagire con gli altri.
    wolfgang
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • PhoebePhoebe Post: 2,066
    Davvero un bell'articolo :)
    wolfgang
    Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci dev'essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io. Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me. Beh, spero che, se tu sei lì fuori e dovessi leggere ciò, tu sappia che sì, è vero, sono qui e sono strana proprio come te.

    Frida
  • wolfgangwolfgang Post: 10,787

    Ma dì un po', come fai ad amare una tale marmaglia di uccelli che ha tentato addirittura d'ammazzarti? Oh, Fletch, non è mica per questo che li ami! È chiaro che non ami la cattiveria e l'odio, questo no. Ma bisogna esercitarsi a discernere il vero gabbiano, a vedere la bontà che c'è in ognuno, e aiutarli a scoprirla da se stessi, in se stessi. È questo che intendo io per amore. E ci provi anche gusto, una volta afferrato lo spirito del gioco,

    Iraniaaspirina
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • Andato_87Andato_87 Post: 3,049
    Articolo che chiarisce il significato della frase "La natura non è una scusa" e smonta i media, secondo i quali tutto è bianco o nero.
    Facile mitizzare gli Asperger, facile demonizzarli.
    Non condivido il fatto che "il male è una scelta", o meglio può esserlo ma dev'essere sempre scoraggiata con la buona educazione.
    Il punto è sapere qual è la "buona educazione". Si può educare il proprio figlio secondo i propri valori, ma se crescendo mi diventa un estremista cosa fare?
    Peregrinowolfgangfattore_avanessaClaraDiLuna
  • wolfgangwolfgang Post: 10,787
    L'educazione non è data solo da i genitori o solo dalla scuola o solo da "xxx", l'educazione di un uomo è un'attività collettiva della società nel suo insieme. @A87
    Krigerinnefattore_aWBorg
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • wolfgangwolfgang Post: 10,787
    Grazie a tutti dei feedback sulla parte finale. Ho fatto una piccola modifica così è più chiaro e non da adito a dubbi.
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • PavelyPavely Post: 3,350
    Sono semplicemente commosso.

    Un articolo bellissimo.
  • E' un po' frustrante... quando ci si scontra con questi due muri.
    Backend developer ~ Asperger ~ ex tutor ABA
    You split the sea so I could walk right through it
  • IraniaIrania Post: 199
    ben detto @wolfgang
    "Conserviamo ciò che amiamo, amiamo ciò che comprendiamo, comprendiamo ciò che conosciamo"(Babà Dioum)
  • IndecisoIndeciso Post: 2,754
    mi spiace ma non sono d'accordo su bene e male, perchè si presuppone di dare un valore assoluto a cosa è bene e cosa è male, come fa la religione,o la "morale", e questo mi lascia un po' stupito visto il modo di pensare "alternativo" che ci riguarda . Ma ho imparato a mie spese che non c'è niente di più relativo del concetto di bene e di male, e @Theda_Bara, il film Old Boy ne è un esempio lampante. Ma sto andando OT.
  • Per questo tutti i "bene"  e i "male" nel mio intervento sono comparsi fra virgolette.
    Indeciso
    OT.
  • CyranoCyrano Post: 1,041
    @wolfgang Mi chiedevo se per la giornata della Sindrome di Asperger, vista la tua posizione, non potresti tentare di inserire un articolo o un'intervista su un quotidiano nazionale dove porre la questione. Dopotutto sei una persona che rientra in molte delle caratteristiche che vengono "romanticamente" attribuite agli Asperger; se una persona in questa posizione dice qualcosa, ha forse un impatto diverso sulla gente. O quantomeno il dott. Moscone. Non so, è solo un'idea.
    ValentaaspirinaDomitilla
    I portoni del mio isolamento cingono parchi di infinito… (Pessoa)
  • wolfgangwolfgang Post: 10,787
    @Cyrano Stiamo già provvedendo. Anche se uscirà qualche giorno dopo.
    Domitilla
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • aspirinaaspirina Post: 3,054
    Provo a fare qualche considerazione al proposito.

    @wolfgang  ha scritto:
    <<Le etichette non sono descrizioni delle persone, sono chiavi di lettura del loro comportamento, da usare e comporre flessibilmente per comprendere e non per escludere o giudicare. >>
    Questo sarebbe giusto, anzi sacrosanto, se fosse messo in pratica.  Nella realtà invece cosa accade?  L'etichettamento è l'estremizzazione del categorizzare, che è una modalità del pensiero per rappresentarsi la realtà.   Questo accade per una esigenza di risparmio, non posso codificare ogni evento e quindi raggruppo in categorie sempre più ampie.  Me è solo un modo per semplificare la conoscenza della realtà? Non lo penso. Sarebbe stato logico insegnare alle generazioni che ci hanno preceduti che - dopo la categorizzazione,  per immagazzinare gli infiniti dati dell'esperienza - dovrebbe essere fatta la decostruzione di tali categorie, perché l'unico dato di esperienza è il dato singolo.  Cioè costruire la cultura dell'unicità. Non della diversità, che presuppone uno standard da cui ci si possa scostare, ma dell'unicità.
    Questo però porterebbe a tanti pensieri quante sono le persone. Sarebbe troppo oneroso per il potere, per la scuola, per il sistema sociale. Meglio allora continuare a generalizzare, e vedere le persone come consumatori, come iscritti al partito (e nemici degli iscritti al partito), come ossessivo-compulsivi, femministe, vegani, cattolici, abortisti, spacciatori, eccetera.
    La cultura dell'unicità porterebbe a valorizzare ogni persona, ma poi le persone vorrebbero il diritto di vivere a modo loro, scopare a modo loro, adorare ognuno i suoi dei.
    Per questo penso che sì, il tuo discorso sia giusto, ma vada visto in un'ottica più politica, secondo me non c'è progresso nei diritti umani e nel rispetto per la persona senza un rovesciamento delle logiche economiche e di potere.
    Ovviamente non mi metto a fare il vecchio discorso se cambiare prima l'uomo o il sistema sociale, le due cose vanno di pari passo, ma vorrei solo sottolineare il fatto che etichettare è economico, valorizzare le differenze no. 
    Ma noi non smetteremo solo per questo.........
    Sono consapevole che le mie sono solo riflessioni un po' all'impronta, ma ci sono fior di testoline qui dentro che potrebbero chiarire meglio questi discorsi.
    A voi la palla
    aspirina

    yugenwolfgangEunicegiovannaAmelie
    Alla fin fine, amici, ecco la verità: è tutta una supercazzola
  • Sentirvi parlare mi ha aiutato a capire degli aspetti degli Asperger e' vero che è più semplice catalogare le persone dentro gli schemi che considerarle uniche e perché uniche straordinarie. Tuttavia io mi sono trovata in difficoltà con mio figlio perché non riesco a inserirlo in uno schema e questo mi e gli causa ansia isolandoci dagli altri e cercando di giustificare i comportamenti stravaganti dicendo che è la malattia... e' triste parlare in questo modo
    giovanna
  • aspirinaaspirina Post: 3,054
    @simon67, vuoi dire che non riesci a dargli una identità o una definizione  che gli altri possano accettare?
    Mi perdoni se ti propongo un video come risposta?


    :-)
    aspy

      



    Sole
    Alla fin fine, amici, ecco la verità: è tutta una supercazzola
  • giovannagiovanna Post: 3,905
    modificato febbraio 2015
    mi ricordo che prima di preoccuparmi, prima dell' ingresso in societa' di mio figlio, nell'ambiente accogliente della materna, io non vedevo proprio nulla in lui di strano o eccentrico.
    Senza il pregiudizio e i riscontri con i comportamenti " normali" c' e' stato un periodo, oasi di tranquillita'.

    Adesso che e' grandino ha un paio di amici che non sanno di lui, e proprio non vedono nulla, hanno la sua eta' e sono extrascuola.
    L' ho scoperto da poco.

    Bisognerebbe guardare gli altri senza pregiudizi.

    E anche se stessi. Comunque se si va da qualsiasi psy ti dice che ognuno e' diverso e unico, non e' una novita'!
    Qui devo riabilitare certi analisti quando non ti fanno diagnosi.
    aspirinaAmelie
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • wolfgangwolfgang Post: 10,787
    @giovanna personalmente penso che molti psicoanalisti non dicano le diagnosi semplicemente perché non ci credono. La psicoanalisi utilizza una nosografia diversa delle persone, le lenti che usano loro sono diverse e il non dichiarare quali usano è a mio avviso solo un modo per non doverle mettere alla prova.
    Ho conosciuto difficilmente persone con un pensiero più stereotipato e penso che dichiarare i propri stereotipi sia l'unico modo per renderli flessibili
    giovannayugen
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • giovannagiovanna Post: 3,905
    modificato febbraio 2015
    Anche loro puntano al cambiamento e alla consapevolezza: qual e' la differenza tra voi e loro a livello epistemologico e come si traduce in termini operativi?

    La parola cambiamento e' strausata e noi dobbiamo stare attenti ai nostri cambiamenti, che tipo di cambiamenti.
    Potrei cambiare anche in peggio, per dire.
    Proprio gli analisti abusano di termini come cambiamento, consapevolezza e scelta, e responsabilita', e anche questa e' un'educazione.Sono dell' opinione che gli analisti rovescino tutto addosso al paziente, comodo

    " resistenza al cambiamento"

    Anche questo cambiamento qui, forse per loro e' una lente diversa.

    Chiedo scusa per l' intervista improvvisata, ma nell' articolo ho notato diverse analogie con la psicoanalisi, probabile un mio abbaglio.

    E' la frase finale, ad esempio, probabile che l' abbia sentita dire anche a una madre di bimbo Asperger, da uno psicoanalista, poveretta.

    Era rivolta forse alla societa' in generale.

    Forse la differenza stara' nel passaggio dall' occuparsi di bambini ad occuparsi di adulti, correggimi se sbaglio.
    Che comporta far cambiare una persona con rigidita' ben maggiori, piu' si cresce e piu' ci si fossilizza e un ' educazione potra' rivolgersi forse piu' al riconoscimento delle emozioni, che al comportamento spicciolo.

    Anche gli analisti a modo loro cercano di farlo.

    Non si puo' fare a un adulto una terapia " tidicocomefare", e neanche una tutta "midicitucomevuoifare". :)
    Post edited by giovanna on
    kachina
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • @aspirina, grazie bellissimo video io devo fare molta strada per capire mio figlio e se hai altro materiale inviamelo grazie
  • wolfgangwolfgang Post: 10,787
    @giovanna le differenze a mio avviso sono due:
    A) gli psicoanalisti lavorano facendo sentire in colpa la gente, noi lavoriamo cercando di cambiare la cornice di riferimento. Un conto è dire che il passato e la diagnosi dipendono dalla mamma, un conto è dire che il FUTURO di un bambino dipende dalla società.
    B) la psicoanalisi è archeologica, scava nel passato, noi cerchiamo di cambiare il presente.
    Andato46Mikigiovanna
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • giovannagiovanna Post: 3,905
    modificato febbraio 2015
    Grazie, molto chiaro.
    Capire il perche' a volte non serve a niente razionalmente.
    Se sai che sei in un modo perche' nella piu' remota infanzia hai avuto un certo tipo di esperienze anziche' altre non ti cambia in automatico.

    non mi addentro su passato, presente e futuro per gli analisti, perche' sconfinerei nel campo filosofico, psicologico, nelle realta' che interagiscono, in cose talmente astruse che solo chi e' passato dalle forche caudine di un' analisi puo' sapere quanto siano paralizzanti.

    Dovrebbe essere il regno della logica, l'analisi, invece e' diventato un campo mistico, da campanellini e Tibet.

    ( ma questa e' un' altra storia)

    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • MeiMei Post: 548
    Sono riuscita a leggerlo solo oggi, @wolfgang ,  ma mi è piaciuto molto. Devo dire che è l'unico articolo che ho letto oggi che mi ha un po' riconciliato con sta giornata mondiale.
    Grazie
    wolfgang
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