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Ho paura di perdere le persone che ho conosciuto.

Andato_SimAndato_Sim Post: 2,046
Io ho paura di perdere le persone che ho conosciuto.
E faccio enormi sbagli, per questo.
Come fate voi a non perdere le persone?
Ciao. Grazie. Simone
Tutto ciò IO penso (e scrivo).
wolfgangriotAmelieEuniceMonica76vanessachandraEowynStefanoIcaro89e 1 altri.
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Commenti

  • Andato46Andato46 Post: 5,160
    Io credo che quel che conta principalmente sia trovare le persone giuste, che ci capiscano e ci accettino veramente per quello che siamo. Se troviamo queste persone (e purtroppo non è né facile né scontato e spesso si prendono un sacco di abbagli) l'importante è trasmettere loro l'importanza che hanno per noi. Penso che ognuno abbia un modo diverso di esprimere questa importanza, personalmente credo che piccoli gesti sinceri e sentiti possano svolgere bene questa funzione. E poi far capire agli altri che ci siamo, interessarsi a loro, chiedere come stanno e ascoltarli. E ricordarsi, anche, di quel che ci dicono, in particolare se ci hanno confidato un problema o di stare male allora ricordarsi di chiedere come va, per far sentire loro la nostra vicinanza.
    Questo è quello che provo a fare io e che mi fa piacere quando è fatto a me.
    Andato_SimAmelieKaliariotMonica76
  • Anch'io ho questa paura @simone. Faccio di tutto per corrispondere al più possibile al loro ideale, cerco di non contraddirli, di non fare cose che potrebbero dare loro dispiacere. E non parlo di amici. Proprio della mia famiglia. Nonni, zii, cugini, persino mia madre. Cammino in punta di piedi in casa mia. Ho una costante, irrazionale paura che se faccio qualcosa di sbagliato mi odieranno, anche solo se esprimerò un pensiero diverso ed è insopportabile.
    Mi rendo conto che il mio atteggiamento mi rende fredda (quella che non vuole disturbare, che non si immischia) e vorrei essermi permessa di comportarmi più come una bambina normale, che da' per scontato l'amore dei suoi. Forse però le mie difficoltà erano derivate da questa condizione neurologica. Forse è anche a causa del bullismo psicologico, per cui ogni cosa facessi era sbagliata e mi attirava addosso l'odio dei pari. Fatto sta che sono debole. Una persona che non è in grado di reclamare il suo posto nel mondo come fanno tutti gli altri. Per paura di perdere quel poco di amore che riesco a sentire.
    Andato46Andato_SimwolfgangriotAmelieLudoMonica76CorocottasvanessaEowyn

  • EllyElly Post: 38
    simone ha detto:

    Io ho paura di perdere le persone che ho conosciuto.
    E faccio enormi sbagli, per questo.
    Come fate voi a non perdere le persone?
    Ciao. Grazie. Simone

    Negli ultimi anni, ho sentito molto, la tua stessa paura. Più di una persona, ha reagito nei miei confronti con delusione. A volte Perché ero...onesta. E rovinavo tutto (sul lavoro). Due uomini che amavo molto, perché erano convinti che un certo tipo di donna, ami la mondanità, l'apparenza e ne rifugga solo quando non sono a portata di mano. Scoprire che invece fosse introversa, tranquilla davvero, è stata quasi un'amara sorpresa. La farsa, le bugie, le provocazioni di altre donne, si sono rivelate più intriganti della mia affettuosità, della mia tranquillità. Intelligenza fa rima con furbizia, con malizia. Buono, corretto, fa rima con falso o con stupido. La grande delusione mi ha portata a chiudermi. Ad allontanarmi da tutti, in termini stretti.
    Ero stanca di fare amicizia sul lavoro e trovarmi il muso duro, perché avevo voglia di lavorare e non volevo essere coinvolta nel mobbing contro un collega e in qualcosa di poco onesto contro la società....e sentirmi una specie di moralista, di traditrice.... A volte la gente si comporta male, senza volerlo, senza rendersene conto. Poi torna, ti chiede scusa.....ma ti rimane un vuoto, quello lasciato da quella fiducia che solo l'amicizia sa dare e farti sentire al sicuro....e che tu avevi dato. L'amicizia è fatta di fiducia. A volte, si fa fatica a darla. Si fa fatica a chiedere aiuto, ad aprirsi. Se non è nella tua natura, fai fatica. Per le persone, la fiducia si dà per sentore. Invece, andrebbe data per logica. Dopo essersela meritata. Dopo aver dato prova di esserne degni. Perché nella vera amicizia, puoi dire tutto. E' quello il terreno che va a crearsi. In certi casi, non devi nemmeno dire niente. Ci sono persone che ti amano e ti capiscono, senza spiegare. Se le persone ci piacciono, va coltivato quel terreno, nella parte che ci compete, essere sicuri di averci messo cura e chiarezza. Di aver dato, fosse anche in tempi e con tempi insoliti. Di aver tentato di essere presenti nel bisogno. Il resto del lavoro, spetta all'altro e non vi è modo di costringerlo ad amarci o a rimanere. Di convincerlo che la nostra presenza nella sua vita sia un bene.
    L'amicizia è una forma d'amore, di scambio.....deve essere nel nome della libertà reciproca. Ci sono persone che non ci lasceranno mai. Altre che, malgrado il nostro amore, ci abbandoneranno e non ci capiranno. Se qualcuno un giorno andrà via e non ti capirà, pensa a chi ti ama veramente e corri da quella persona, vedrai che è sempre lì. Ci sono cuori che non si spostano mai e saprai sempre dove sono. Abbi cura di quelli. Si rivelano col tempo, a poco a poco. La delusione, poi, è un altro discorso.....fa male....ma fa parte della vita di tutti, nessuno escluso...
    Un abbraccio.
    ValeymkupAndato_SimMonica76
  • GecoGeco Post: 1,585
    modificato giugno 2015
    Risposta 100% onesta: boh?? perché le persone non si perdono prima o poi??

    Risposta ragionata (si fa per dire).
    Variabili "maggiori": distanza, impegni di famiglia, interessi comuni.

    In più ci si deve porre la domanda, ma io cosa voglio?
    1- mantenere una conoscenza che prevedere che ci scriviamo ogni tanto
    2- mantenere una conoscenza che implica vedersi ogni tanto
    3- mantenere una conoscenza che prevede il contatto telefonico

    Stabilito questo, c'è il fattore "frequenza", personalmente tendo a stressare le persone ogni due/tre mesi, poi se la cosa ingrana si trova un equilibrio. Se sono sempre io a contattare, mi inizio a porre delle domande.

    In base a questi tre parametri provo a regolarmi di conseguenza: provo, contatto, vedo la reazione ed aggiusto il tiro, tenendo sempre ben presente la regola fondamentale: nelle conoscenze funziona come sul forum, appena
    iscritti si scrive/partecipa tanto, poi la presenza va a scemare. Ergo è da mettere in preventivo di perdere varie persone e quindi ritorno alla mia prima risposta, evidentemente per me è quella che vale.
    Ciao.

    Andato46Andato_SimMonica76amigdala
  • EllyElly Post: 38
    Valeymkup ha detto:

    Una persona che non è in grado di reclamare il suo posto nel mondo come fanno tutti gli altri. Per paura di perdere quel poco di amore che riesco a sentire.

    Coup de coeur....
    Idem.
    ValeymkupAndato_Sim
  • Andato46Andato46 Post: 5,160
    Però mi pare riduttivo riportare tutto alla semplice frequentazione. C'è molto di più. È la sintonia che si crea con una persona che conta, e bisogna dirglielo.in qualche modo, perché gli altri non sono nella nostra testa, non sanno cosa pensiamo, se non quando glielo diciamo a parole o, meglio ancora, coi fatti.
    Se bastasse stabilire solo una certa frequenza nel sentirsi, allora saremmo amici di tutti quelli che vediamo ogni tot e con cui scambiamo abitualmente due chiacchere, mentre non è assolutamente così.
    AmelieEuniceKaliariotAndato_SimMonica76
  • AmelieAmelie Post: 5,373
    modificato giugno 2015
    Le persone non si perdono, perché altrimenti sarebbero pacchi postali. Le persone decidono di andarsene, oppure il rapporto può diventare rarefatto fino a sfumare e a svanire da ambo le parti. (Ci si perde, ma in questo caso vi è una reciprocità e si segue un sentire comune).
    Un rapporto si fa in due, quindi possiamo agire solo per il nostro 50% (per quanto sia difficile accettare che una persona possa perderci, andandosene. Ma in quel caso è lei che perde noi, non viceversa, anche se è dura vederla in questa prospettiva).

    Innanzi tutto, credo che sia utile Definire il rapporto: di che rapporto stiamo parlando (conoscenza, amicizia, amore ecc)? Qual è la sua profondità, la sua frequenza, le sue modalità?
    A seconda del tipo di rapporto e della persona, cambia la modalità con cui gestirlo. 
    (Es) Alcuni rapporti funzionano bene con una frequenza bassa, altri richiedono una frequenza alta. Dipende da te e dalla singola persona, ma è essenziale che ciò sia reciproco, altrimenti una delle due sarà insoddisfatta

    perciò a volte è necessaria la Mediazione. 

    Reciprocità: i rapporti solidi sono reciproci, c'è uno scambio. 

    Distanza: la distanza, nel tempo, incide negativamente nel caso di profondità bassa. In caso di profondità alta, bisogna capire se la modalità del rapporto richiede l'incontro e quanto spesso.

    Tempo: per coltivare i rapporti, c'è bisogno di tempo. Più sono profondi, più tempo richiedono. Quanto tempo siamo disposti a dedicare a questo singolo rapporto? E l'altra persona?


    Ora ti parlo solo di coloro che sono importanti (e quindi hanno Profondità, Tempo, Reciprocità e per forza di cose Mediazione):
    non credo che ci sia una ricetta per non perdere le persone, perché le persone che scegliamo e che a loro volta ci scelgono davvero non si perdono, restano. Semplicemente perché ci vogliono bene e quindi giorno dopo giorno rinnovano la loro scelta. Scegliere qualcuno è anche una responsabilità: un giardino va innaffiato altrimenti si secca. Idem i rapporti.

    (Io ho perso delle persone, e credevo che tutti se ne sarebbero andati una volta vista come sono veramente, perché ho un brutto carattere e sono difficile: invece non è vero. Ma è molto difficile, infatti temo ancora di perdere le persone e "lo metto in conto").

    Possiamo essere Amabili, però, ascoltando quello che sentiamo (se la persona che temiamo di perdere ci ispira tale sentimento d'affetto): mostrarle e dirle che le vogliamo bene, attraverso piccoli gesti e attenzioni, dedicandole il nostro tempo. Facendola sentire unica e speciale per noi. 

    Io faccio questo: mi piace. Amo far sentire importanti le persone (ma parlo solo delle persone più intime, facendo un'attenta scrematura), ascoltarle, dedicare loro piccoli scritti, condividere momenti insieme. Fare piccoli giochi di parole e sorprese. Io non so dire loro a voce "ti voglio bene", non mi riesce, allora lo scrivo. Ma ci sono molti modi per trasmetterlo :)

    Le persone importanti, quelle che (ti) meritano, ti scelgono e ti amano così come sei. E, sostanzialmente, sono quelle che restano e su cui puoi contare. 
    E, se tu vuoi loro bene e loro ne vogliono a te, ed entrambi lo mostrate e siete chiari, trasparenti e gentili gli uni con gli altri, credo possiate essere soddisfatti e anche fortunati.
    KolymaDallasMikiriotAndato_SimMonica76WBorg
  • KolymaKolyma Post: 651
    modificato giugno 2015
    Se hai idea delle persone a cui avvicinarti, sei già a buon punto nel lavoro...spesso proprio la selezione dei rapporti è la fase più complessa. Dopo, le regole variano da caso a caso. Dubito che i nd scelgano persone mosse da logiche prevedibili, il che porta a un grosso lavoro di analisi emotiva...

    @Amelie ha introdotto le dimensioni su cui si misurano i contatti umani, trascurando però un fatto: il 90% delle persone che incontriamo ci vede come contatti episodici, e spesso non si interessa a noi. In questo senso, occorre Creare eccezioni e portare coloro a cui teniamo vicino a noi. Se sarà troppo faticoso e impossibile, vorrà dire che l'altro non s'impegna a sufficienza e occorre accettarne l'allontanamento.
    Bisogna dare poco a qualcuno, molto a pochi e tutto a una sola persona per volta secondo me.
    riotAmelieAndato_SimMonica76
    Despite all my rage I am still just a rat in a cage
    Then someone will say what is lost can never be saved
  • Pur essendo stato capace di allontanarmi persone care o gradite senza capire, a suo tempo, com'è potuto accadere, ho capito cos'è stato. Ho delle tendenze ad assumere alcuni atteggiamenti compulsivi o autoritari, o anche possessivi, che ho imparato con fatica a tenere sotto controllo. I vantaggi sono notevoli: le persone sono più accomodanti, qualcuno che mi conosce fin da bambino si è dimenticato cosa sono stato, e questo cambiamento dell'ambiente ha anche annegato il senso di malessere che inizialmente percepivo se non mi comportavo male. All'inizio un po', ma poi sparisce. Mi sento meglio.
    Ottengo quello che vorrei, non c'è bisogno di pretenderlo se tanto arriva. Quindi, se hai paura di perdere le persone, chiediti quali sono i comportamenti che te le potrebbero allontanare e fai uno sforzo per cambiarle. All'inizio è dura, ma vedrai le persone cambiare insieme a te.


    Nota a margine: credo di aver descritto i sintomi di un noto disturbo di personalità...se la mia psichiatra si sbriga evito di continuare a farmi seghe mentali :/
    Andato_Sim
    Re-motivate me, I'm all there is to be - An omnipotent being so complete in my diversity
  • wolfgangwolfgang Post: 10,786
    Le persone non si possono perdere perché le persone non si possono avere.
    Io penso Simone che la paura di perdere qualcuno possa rendere difficile la frequentazione. L'amicizia va presa "leggera" secondo me. Il che non significa non dargli importanza, significa non caricare gli eventi di significati che non hanno. Gli amici sbagliano, si allontanano, si avvicinano, ridono, scherzano, si vogliono bene. Tutto questo avviene naturalmente, le amicizie vanno coltivate ma non vanno annegate :)
    ValentaPhoebeValeymkupDallasAndato_SimgiovannaAndato34aspirinaMonica76vanessae 2 altri.
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • riotriot Post: 6,387
    Simone, la vita ci cambia tutti giorno per giorno anche se non lo pensiamo o non lo vogliamo.
    e quello che oggi condividiamo con una persona, domani potrebbe non esserlo più.

    i nostri punti di vista si spostano, le nostre esigenze cambiano, improvvisamente entrano nella nostra vita eventi che cambiano le priorità. e le persone amiche potrebbero arrivare a non avere più nulla da dirci, perché le loro esperienze sono troppo diverse, oppure perché non evolvono, o perché non hanno esperienze con cui possiamo confrontarci. però rimane l'affetto. a meno di gravi conflitti, anche se distanti, l'affetto rimane.
    e tutto questo succede reciprocamente, ma non deve spaventare perché se agiamo con sincerità, nuove persone potrebbero affiancarsi.

    l'amicizia è anche questo: un percorso che si condivide fintantoché le reciproche presenze mettono le persone completamente a proprio agio, sia nei momenti conviviali e sia nei momenti di scambio profondo.
    quindi, mai frequentare persone che non ci fanno sentire completamente a proprio agio pensando che le cose andranno meglio. arriveremo al punto di constatare che non succederà mai.

    fatalisticamente: diamo il meglio di noi, e che avvenga quello che deve avvenire, ce ne faremo una ragione.
    Andato_Sim
  • GrizliGrizli Post: 288
    modificato giugno 2015
    Per me amicizia è volersi bene, ma se dovessi seguire delle regole sociali credo che non avrei neanche un amico, perché non è un ambito in cui sono particolarmente capace. Le persone vanno e vengono, ma ce ne sono alcune che restano per sempre e per me quelli sono gli amici. 
    Vedo che le persone che restano sono quelle con cui c'è stato un contatto, un momento bello o brutto condiviso, una piccola scintilla, il discorso di una sera, un interesse in comune. O anche qualcosa di non piccolo e superficiale che chissà perché si prolunga nel tempo. Poi magari ci si vede ogni tanto, sicuramente non ci si sente al telefono perché io lo detesto, ma ci si stima, è bello, io so che ci sono per me, e io ci sono per loro. Per me è questo. Un altro modo in cui penso si possa essere amici è fare qualcosa insieme. Per esempio suonare insieme in un gruppo. Fare colazione insieme ogni tanto e chiacchierare. 

    L'idea di un'amicizia che implichi un contatto quotidiano non mi attira, mi pare attraente se si è in coppia con qualcuno, ma credo che la coppia sia proprio il luogo che si crea quando ti innamori di una persona e le regole le fai spontaneamente in due, e ti piacciono.

    @Simone non credo che le persone si perdano perché si fanno degli sbagli. Secondo me la paura di sbagliare può essere una cattiva consigliera. Io quando sono in difficoltà provo a ricordare che le persone con cui non sono è in confidenza di solito sono neutre e cercano qualcosa di neutro, non sono particolarmente interessate né disinteressate a me e hanno bisogno di non spaventarsi e di non sentire cose troppo intense. Questo mi aiuta come una specie di esercizio di equilibro, perché io di solito sento cose molto intense e per niente neutre!
    Andato_Sim
  • Andato_SimAndato_Sim Post: 2,046
    Ok tutto.
    Ma quasi sempre io non riesco a dire alle persone che tengo molto a loro.
    Oppure come oggi magari sono molto carico dai suoni, dagli eventi, e mi isolo e divento lontano, e dopo esse pensano che non sia stato bene.
    L'ho spiegato, oggi, e hanno capito perché oggi ho incontrato persone molto speciali, che capiscono, ma non tutte fanno così, anzi molto poche.
    Molto poche,

    A me non interessa AVERE le persone.
    Mi interessa solo fare in modo di non allontanarle.

    Solo questo.
    Ciao.mgrazie a tutti.
    riotAmelieMonica76PhoebechandraStefanoamigdala
    Tutto ciò IO penso (e scrivo).
  • riotriot Post: 6,387
    simone ha detto:

    Ok tutto.
    Ma quasi sempre io non riesco a dire alle persone che tengo molto a loro.

    una cosa che ho capito, è che le persone come me, che hanno una grande carenza di ToM, devono esporsi di più.
    ma non so se è il tuo caso.
    comunque, espormi ad esempio con l'abitudine a dire e far capire agli amici quanto ci tengo veramente, anche con piccole cose: mandare un saluto via sms, o una telefonata in più del solito, o con un invito anche quando sembra faticoso, e dimostrare, quando ci sto' insieme, che ci sto' bene.
    può sembrare una vulnerabilità ma, al contrario, credo sia una grande forza. abituarsi ad esporsi a mano a mano senza forzarsi, per persone come me a cui non viene proprio spontaneo, è un grande passo avanti.
    GrizliAndato46AmeliewolfgangAndato_SimMonica76
  • giovannagiovanna Post: 3,905
    Di solito chi ha paura di perderle se le tiene ben strette, a modo suo, chi dichiara invece che ha paura di perderle e che vuol bene a tutti, ha qualche problemuccio in piu':)
    Sotto sotto poi finisce che le allontana di proposito:(
    Non e' il tuo caso, sicuramente, ma come ha detto wolfgang le persone non sono nostre, come i figli, quindi: ci mancano, abbiamo bisogno della loro esistenza, della loro presenza, ma diamo tutto per non farglielo pesare, per non pesar loro sul " groppone":)

    Si cerca di non assillare con la nostra presenza, di far sentire il meno possibile le nostre angosce per loro, di essere discreti, rispettare la privacy, dire cose piacevoli, non far sentire tutti i difetti che abbiamo, uno sforzo immane, insomma:)
    wolfgangdiegoAndato_SimValenta
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • AmelieAmelie Post: 5,373
    modificato giugno 2015
    simone ha detto:

    Ok tutto.
    Ma quasi sempre io non riesco a dire alle persone che tengo molto a loro.
    Oppure come oggi magari sono molto carico dai suoni, dagli eventi, e mi isolo e divento lontano, e dopo esse pensano che non sia stato bene.
    L'ho spiegato, oggi, e hanno capito perché oggi ho incontrato persone molto speciali, che capiscono, ma non tutte fanno così, anzi molto poche.
    Molto poche,

    A me non interessa AVERE le persone.
    Mi interessa solo fare in modo di non allontanarle.

    Solo questo.
    Ciao.mgrazie a tutti.

    No, non tutte capiscono. Forse è anche difficile da capire se una persona non lo prova, non lo so. Ma la cosa essenziale è accettarlo, rispettarlo, anche quando non si riesce a capire (questo fa parte dell'amicizia). Tu puoi fare il passo e spiegare ciò che senti, cosa è faticoso per te e rassicurarle dicendo che sei stato bene con loro, anzi, è necessario farlo. Così c'è chiarezza. 

    Per quanto riguarda dire alle persone che tieni molto a loro, concordo con @riot. Io cerco di seguire i suoi consigli e funziona abbastanza; nel mio caso ho più difficoltà di persona, perché il mio affetto emerge poco dalla gestualità. Però poco a poco si può migliorare (anche per questo è utilissimo dirlo, perché , almeno in me, mi è stato fatto notare che il sentimento vero spesso non è in accordo con la gestualità e le espressioni, quindi la persona non capisce e pensa che io non sia contenta. Non so se è anche il tuo caso, però in queste situazioni esprimere a parole rende tutto più trasparente).
    riotDallaswolfgangAndato_Sim
  • SheldonSheldon Post: 617
    Penso di provare la stessa cosa. Non mi affeziono alle persone per paura di perderle. Non ho animali domestici per paura che possano morire. A 3 anni ho rifiutato un giocattolo perché sulla confezione c'era scritto (sapevo leggere) che avrebbe funzionato 10000 volte e poi la batteria sarebbe finita senza la possibilità di sostituirla.
    Sì, la mia risposta è che non voglio possedere per paura di perdere in seguito.
    DallasAmelieAndato_SimziscMonica76alexander_pope
  • zisczisc Post: 1,603
    neanche io ci riesco a tenere ne a comunicare che tengo alle persone, cerco di non affezionarmi, ma a volte non ci riesco, trndo a non esplicitare mai il fatto che ci tengo, come per una questione di non volerle vincolare...

    spesso le perdo.
    Andato_Sim
  • Andato34Andato34 Post: 4,027
    Se dopo che tu hai fatto il possibile per comunicare te stesso a loro, loro si allontanano, allora vuol dire che era inevitabile. Perché avere paura di una cosa inevitabile? Una cosa inevitabile si può solo accettare come dato di fatto, se si accetta una cosa come dato di fatto non si può averne paura.
    SoulAmeliegiovannaAndato46
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • SoulSoul Post: 137
    simone ha detto:

    Io ho paura di perdere le persone che ho conosciuto.
    E faccio enormi sbagli, per questo.
    Come fate voi a non perdere le persone?
    Ciao. Grazie. Simone

    Ho conosciuto molte persone e avevo paura di perderle. Ma quando le ho "perse" è stato un sollievo, un peso mi si è tolto e la paura se n'è andata.
    Dallas
    È una vita che si consuma nell'attimo infuocato
    Nello scintillio di una goccia di rugiada
    È concluso appena percepito e così si consuma
    Appassendo
    In un giorno di pioggia d'infiniti attimi.

    Guarda intorno a te... Marte se la cava perfettamente senza nemmeno un microorganismo. Qui la mappa topografica è in costante mutamento. Terrazze alte trenta metri scorrono attorno al polo a ondate, a intervalli di diecimila anni... Perciò dimmi: come potrebbe questo essere migliorato dalla costruzione di un oleodotto o di un centro commerciale? (Dr. Manhattan)
  • AmelieAmelie Post: 5,373
    alessiodx ha detto:

    Se dopo che tu hai fatto il possibile per comunicare te stesso a loro, loro si allontanano, allora vuol dire che era inevitabile. Perché avere paura di una cosa inevitabile? Una cosa inevitabile si può solo accettare come dato di fatto, se si accetta una cosa come dato di fatto non si può averne paura.

    @alessiodx, più che "inevitabile" e basta, direi "inevitabile a causa del loro non interessamento". 
    (Sono troppo cattiva?).
  • Andato34Andato34 Post: 4,027
    Amelie ha detto:

    alessiodx ha detto:

    Se dopo che tu hai fatto il possibile per comunicare te stesso a loro, loro si allontanano, allora vuol dire che era inevitabile. Perché avere paura di una cosa inevitabile? Una cosa inevitabile si può solo accettare come dato di fatto, se si accetta una cosa come dato di fatto non si può averne paura.

    @alessiodx, più che "inevitabile" e basta, direi "inevitabile a causa del loro non interessamento". 
    (Sono troppo cattiva?).
    Anche il loro "non interessamento" è inevitabile, se tu hai fatto di tutto per comunicare te stesso.

    Dunque semmai riformulerei la tua frase così: "inevitabile a causa del loro inevitabile non interessamento".
    Amelie
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • DallasDallas Post: 882
    Non c'è niente di inevitabile. Solo la morte è inevitabile. Se dopo aver fatto il possibile per comunicare c'è un allontanamento da una parte o dall'altra vuol dire che c'è un motivo, una ragione, una causa, una spiegazione.
    AmelieGrizlichandra

  • Andato34Andato34 Post: 4,027
    modificato giugno 2015
    Dallas ha detto:

    Non c'è niente di inevitabile. Solo la morte è inevitabile. Se dopo aver fatto il possibile per comunicare c'è un allontanamento da una parte o dall'altra vuol dire che c'è un motivo, una ragione, una causa, una spiegazione.

    Il fatto che ci sia un motivo, una ragione, una causa, una spiegazione per qualcosa NON implica che quel qualcosa non possa essere considerato "inevitabile".

    Infatti anche la morte ha un motivo, una ragione, una causa, una spiegazione, eppure la cataloghi tu stesso (non io) come inevitabile.

    Ovviamente quando dico "inevitabile" non sto intendendo "impossibile" in assoluto.

    Se dico "inevitabile" sto intendendo che "non ha alcun senso mettersi a fare altro oltre a quello che si è già fatto, perché non ne varrebbe la pena".

    Oltre a fare il possibile per comunicare sé stessi cosa altro posso fare per convincere una persona ad interessarsi a me o a non allontanarsi da me? Dovrei rincorrerla? Dovrei pregarla? Dovrei forzarla? NO. E' questo che intendevo con "inevitabile", che non ha alcun senso fare altre cose oltre comunicare sé stessi. Dunque io ho fatto tutto il possibile fra le cose che avevano un senso.

    Posso agire sulle altre cause di quel mancato interessamento o allontanamento? Yes, for sure. Ma non ha alcun senso farlo.

    Ergo, siccome su quelle cause non ha alcun senso agire, ALLORA l'avvenimento che causano è INEVITABILE.

    Spero che ora sia più chiaro il mio ragionamento.
    AmeliePhoebechandra
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • DallasDallas Post: 882
    Che la morte abbia un motivo io non lo so, anzi io la trovo assurda, forse lo saprai tu, io so solo che è inevitabile.

    Che una causa debba essere considerata altrettanto inevitabile anche lo trovo assurdo, anche perché se così fosse allora che senso avrebbe trovare una soluzione a un problema?? Tanto è inevitabile... No. Forse tu volevi dire che è inutile insistere, allora si che sono d'accordo.
    chandra

  • aspirinaaspirina Post: 3,054
    Ok tutto.
    Ma quasi sempre io non riesco a dire alle persone che tengo molto a loro.
    Oppure come oggi magari sono molto carico dai suoni, dagli eventi, e mi isolo e divento lontano, e dopo esse pensano che non sia stato bene.
    L'ho spiegato, oggi, e hanno capito perché oggi ho incontrato persone molto speciali, che capiscono, ma non tutte fanno così, anzi molto poche.
    Molto poche,

    A me non interessa AVERE le persone.
    Mi interessa solo fare in modo di non allontanarle.

    Solo questo.
    Ciao.mgrazie a tutti.
    Simone carissimo, forse le persone si allontanano non per quello che fai o non fai, ma perché (e sottolineo forse) potrebbe essere che non sei abbastanza attento a loro, e questo per un autistico non è segno di egoismo, ma di una abilità piuttosto carente.
    Credi davvero che basti aver studiato in dettaglio le espressioni facciali per capire qualcuno? 
    Sei capace di essere attento alle esigenze del tuo interlocutore? Io credo di no, mio caro, e non te ne faccio una colpa ma se non fai qualcosa per imparare questa abilità sarai sempre al punto di partenza.  Sii attento all'altra persona, Simone, e NON solo a dettare le regole del vostro rapporto.
    Tu sai che se parlo è con cognizione di causa. Tu dici all'altro: "io ti ho dato il manuale delle istruzioni di me, perché non lo rispetti?" e così credi davvero di poter dettare le regole e i confini della relazione.
    Ma non è così che funziona, e mai funzionerà così. Tu non sei il centro dell'universo, e le tue regole valgono solo per te. Quindi impara ad accettare che l'altro si comporti con te come è sua natura e sua educazione, e accogli ogni relazione senza aspettative rigide e senza paure.
    Rischia, Simone, non essere attento solo a quello che l'altro ti da... ma solo  se rispetta le regole che tu imponi e i tuoi modi di essere. Rischia di essere cambiato dall'altro, rischia l'imprevedibilità, sii curioso del mondo interiore delle persone, e non sempre solo di quanto le persone si adeguino a te.
    Tu hai ricevuto molto amore da moltissime donne del forum, Simone, e secondo me tutto questo amore  è stato come buttare zolle di meravigliosa fertile terra piena di fiori in un pozzo senza fondo, che non poteva riempirsi  perché era solo lo specchio di una fame infinita.
    L'altro non è solo una persona che tu hai perché per un po' di tempo si dedica completamente a te, l'altro è qualcuno ogni volta diverso, col quale interagire in modo diverso, e -ripeto - imparando anche le sue regole, la sua logica, i suoi bisogni e le sue aspettative.
    Se non impari questo, allora il tuo libro delle istruzioni sarà solo una dichiarazione che dice "Non pensare di cambiarmi, attieniti alla mia logica, e andremo d'accordo"
    Invece impara a lasciarti andare, a lasciarti cambiare, e non perderai più nessuno perché saprai ricambiare l'affetto con attenzione, sensibilità, fiducia e gli altri con te si sentiranno in un legame di reciprocità.
    Mi sono permessa di scriverti questo perché credo che nessuno ignori quanto ti ho voluto e ti voglio bene, ma anche quanto sia difficile continuare ad esserti amica.
    Non puoi continuare a vedere gli altri in funzione dei tuoi bisogni, altrimenti li "perderai" sempre, cerca di vederli per quello che sono, persone anche loro con la loro individualità, non momentanei rifornimenti di affetto e di sostegno.
    Scusa la franchezza
    aspirina

    Grizlirondinella61chandragiovannaSole
    Alla fin fine, amici, ecco la verità: è tutta una supercazzola
  • IndecisoIndeciso Post: 2,754
    @simoneda mia esperienza personale: piuttosto che preoccuparti di perdere persone conosciute, preoccupati di conoscerle davvero. E sbagliare con loro ti farà capire subito chi merita di essere perso da te senza rimorsi.
    AmelieAndato46aspirina
  • Monica76Monica76 Post: 107
    E' inevitabile... (non mi riferisco a perdere le persone, per me è inevitabile avere paura). Qualsiasi forma d' amore porta con se benessere e paura. In natura, (tutti), non siamo capaci di assaporare il momento, di godere di ciò che abbiamo senza pensare al dolore che potremmo provare se dovessimo perdere le persone che amiamo. Da cosa può dipendere? Dal fatto che molti di noi amano completamente? Da esperienze passate? Da troppa emotività o insicurezza? Non lo so... Alcune volte 'ho provato a non amare' per paura del dolore che avrei provato se mi fossi legata troppo ad alcune persone... ma non ce la faccio a non amare... Ci sono momenti in cui senti il cuore scoppiare, l' amore cammina di pari passo con la paura... Allora cerco di far camminare più velocemente l' amore in modo che la paura resti un passo indietro :)
    giovannachandra
  • giovannagiovanna Post: 3,905
    Ho paura di perdere le persone che ho conosciuto e' un sentimento, non si puo' risolvere razionalmente.

    chandraIcaro89
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • AmelieAmelie Post: 5,373
    @aspirina, mi permetto di rispondere al tuo commento che mi ha toccata molto profondamente. Anche se è personale. Non entro nel merito del vostro rapporto (che non conosco né mi riguarda), ma del contenuto di ciò che hai scritto. 

    Ecco, quello che hai descritto è uno dei modi per perdere le persone. 

    Una persona che mi piace molto e a cui sono legata da un tenero e profondo affetto (io vedo in noi somiglianze con Kafka e Milena) mi sta perdendo per quei motivi. Nelle tue parole, aspirina, ho letto la sua descrizione.
    Dopo anni sto lasciando perdere, e sono triste per questo.

    Se volete bene a qualcuno, se ci tenete, evitate tutto questo.
    E' il modo per sbriciolare un rapporto. 

    Non si può amare qualcuno (in senso lato, in tutte le sfumature di questo sentimento che pure io fatico a distinguere ma sento) senza rischiare, senza esporsi. E io ho paura di espormi, ma almeno lo so e mi sforzo di superarla (se mi importa davvero dell'altro).
    Sono una che ha sempre cercato di dare nomi e regole alle relazioni per capirle, e anche per stabilire una distanza di sicurezza perché affezionarsi significa accettare il rischio della vulnerabilità (e volevo controllare le cose io, quindi ciò non era ammissibile), però questo non basta e a volte è anche dannoso. Ti priva di qualcosa. 
    Accettare questa fragilità significa riconoscerci come esseri umani.

    Perché manca la reciprocità, quindi è tutto inutile (non va più in là di una buona conversazione).
    Quindi, per non perdere le persone, credo vadano evitati questi comportamenti. Più che comportamenti, questa mancanza di bilanciamento nel rapporto, che pende solo da una parte e in cui l'altro -e solo l'altro- si adatta altrimenti ciao.
    Quando l'altro inizia a starci male per questo adattamento a senso unico, è il segno che l'altro l'abbiamo già perso, a meno di non incontrarci subito a metà strada.
    (Questo per amicizia e amore, almeno).


    (Ora smetto di intasare questa discussione con i miei commenti e qui anche con i fatti miei :P).
    giovannaMikiDallasaspirinarondinella61chandra
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