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Evento online per i 10 anni di Spazio Asperger

Scuola media e BES

Mio figlio ha appena superato - con immensa fatica - la prima media. Quest'anno, quelle che sono sempre state sue caratteristiche comportamentali, alla fine tollerate ed accettate fino alla quinta elementare, lo hanno messo in conflitto sia con i suoi compagni, sia con gli insegnanti. Mentre io, piano piano, prendevo coscienza della necessità di approfondire i suoi problemi, la scuola assumeva un atteggiamento molto duro. In sostanza, i professori si sono convinti che lui possa essere tra i primi della classe ma che il suo 'cattivo carattere' lo sprofondi tra gli ultimi.
Abbiamo intrapreso il percorso di valutazione che si è concluso pochi giorni fa con una diagnosi di Asperger. D'accordo con la npi, si è deciso di non procedere con il riconoscimento dell'handicap per il sostegno scolastico, ma di chiedere il riconoscimento dei 'bisogni educativi speciali', in modo da poter tarare il piano didattico supportandolo sulle cose che gli creano maggior disagio e sofferenza (es. lavori di gruppo, esposizione orale di fronte agli altri, manualità fine - disegno tecnico, flauto, organizzazione - evitare, magari, i quaderni ad anelli...). Insomma, niente di particolarmente gravoso né per lui né per la scuola, ma assolutamente necessario per fargli riacquistare fiducia in un mondo che tende sempre più a rifiutare.
Ora, la comunicazione con la coordinatrice di classe ha fatto emergere alcune difficoltà che, veramente, non mi aspettavo. In sostanza, credo ci sia un'enorme ignoranza sull'Asperger e, di conseguenza, la paura di non essere in grado di gestirlo. Voglio sorvolare sull'amarezza rispetto a una scuola che dovrebbe essere aperta a tutti ma che spesso è talmente alle corde da temere di non avere risorse (materiali e umane) per far fronte a situazioni anche relativamente semplici. La professoressa ha insistito sul sostegno, ma noi genitori, e anche la npi, siamo contrari: sarebbe un ulteriore 'faro' sulla sua diversità, che i suoi compagni non capiscono ma intuiscono e di cui già si prendono abbondantemente gioco.
Mi piacerebbe conoscere altre esperienze simili e magari sentire da qualche ragazzo più grande quali sono state le sue 'strategie di sopravvivenza' alle medie o di cosa avrebbe avuto bisogno...Tutto questo potrebbe aiutarci a elaborare al meglio il suo piano didattico. Grazie a tutti!

friedenIggyBlueSaturnMonica76bet
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Commenti

  • resetreset Post: 2,151
    :)
    Mi sembri talmente in gamba da non aver bisogno di strategie.
    Domande, ha superato la prima media senza debiti?
    In storia come si è trovato?
    State già valutando che tipo di indirizzo fargli prendere?
    Ha qualche interesse suo personale fuori dalla scuola?
    Nelle domande ci sono alcune risposte. Ma mi è necessario sapere qualcosa di voi.

  • FraRomFraRom Post: 34
    Hai ragione @reset
    No, ha avuto un trattamento tutt'altro che morbido: 4 materie con asterisco, cioè 5 trasformati in 6. Matematica, scienze, geografia e musica. In quasi tutte era abbastanza vicino al 6, ma la matematica gli mette moltissima ansia (e la npi sospetta una leggera discalculia per la quale lo faremo comunque valutare) e in musica non riesce a suonare il flauto (ma la npi ha detto che non ci riuscirà mai :) ). In più, dimostrando una rara sensibilità, ha avuto il 7 in condotta, motivato con la sua estrema (e spesso veramente tenera e disarmante) sincerità verso gli insegnanti. In sostanza risponde in maniera 'inopportuna' senza capire quale registro usare e essendo totalmente estraneo a qualunque ipocrisia.
    Mi piacerebbe mettere un punto a capo, dire ok, non ci siamo capiti ma ora possiamo ripartire, tutti più consapevoli.
    In storia va bene anche se non quanto potrebbe: ne sa molto più dei suoi compagni perché - e rispondo all'altra domanda - è una delle sue passioni. Oltre a questo, scrive in maniera meravigliosa, da sempre (quando non sapeva scrivere, dettava a me le sue storie...) Passa molto tempo a scrivere e, attraverso la scrittura, riesce a far emergere tutto quanto ha appreso (per esempio quest'anno ha scritto un lungo racconto epico, utilizzando un perfetto stile omerico e tutte le sue conoscenze di storia greca ma inventando una storia originale). Il problema è che, sentendosi non compreso a scuola, volontariamente fa emergere il meno possibile anche i suoi talenti.
    Ragionando sul suo futuro, penso che dovrebbe seguire studi classici per due motivi: intanto per assecondare i suoi interessi, in secondo luogo per limitare il tempo scuola e lasciare che si organizzi il suo studio autonomamente.
    Detto tutto questo, è un ragazzino con una cultura e una curiosità grandissime e io, come madre, me ne frego che questa si traduca in voti. Però lui ne patisce e vorrei solo che potesse mostrare a tutti quanto è speciale, per sentirsi meglio con se stesso :)
    Ameliemandragola77ShadowLineFenice2016friedenKaliaIggyBlueSaturnbet
  • resetreset Post: 2,151
    Prima di tutto credo che tu figlio parta com un grande vantaggio rispetto ad altro ragazzi: i genitori. L'approccio del mettiamo un . è quello.che ho usato anch'io.
    Tuo figlio è bravo nella materia più rilevante, italiano e se ha già la prospettiva per gli studi futuri, parte con una motivazione. E questo credimi è fondamentale. Avere una prospettiva futura. Sapere che gli sforzi hanno un obiettivo.
    Diciano che musica, non è tra le materie rilevanti.
    Ma matematica si. Quindi, un aiuto in matematica. Secondo me, i migliori insegnanti sono i genitori. Quindi, senza opprimerlo, qualche esercizio durante il periodo estivo con voi.
    Geografia fu un problema anche con il mio, dovetti riscrivere ogni volta i testi. Le dobbie negazioni lo confondevano. Non riusciva a capirli. Mi sono aiutata con schemi, fotografie.
    Scienze puoi interessarlo con libri mirati, se è un accanito lettore, o se ha una memoria visiva con video. Non tanto per la didattica, ma per aumentare il suo interesse.
    Sul comportamento, non posso aiutarti, perché mio figlio stava sempre zitto. Quindi avevo il problema inverso.
    Per lo strumento musicale, è obbligatorio il flauto?

  • FraRomFraRom Post: 34
    @reset: il punto è proprio che non c'è niente di fondamentale. Abbiamo la possibilità, con il riconoscimento dei BES, di mirare il tipo di supporto in ogni materia. Le tue indicazioni mi sono utilissime proprio per la stesura del piano. Concordo con te: su matematica è necessario intervenire, su musica... boh, mi interessa poco. Scienze secondo me lo interessa ma lo mette in difficoltà per come è strutturata nei libri (ha 4 libri, ognuno su aree diverse, che la prof alterna). E sì, ama leggere :)
    Grazie infinite
    reset
  • giovannagiovanna Post: 3,905
    Mio figlio ti risponde: a parte studiare, non andarci proprio, alle medie, saltarle:), come strategia( ha 16 anni e fa la seconda superiore, dalla terza media in poi ha avuto il sostegno)
    Vero, giuro.:)

    rondinella61Nemo
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • FraRomFraRom Post: 34
    :) ringrazia tuo figlio! Mi sembra molto in sintonia con il mio. Peccato però  che non si riesca a immaginare una scuola che sappia accogliere tutti...
    bet
  • giovannagiovanna Post: 3,905
    Da mamma mi sono concentrata sugli aspetti psicologici, la scelta del sostegno e' stata dettata dalla parola stessa, sostegno come supporto persona a cui riferirsi perche' mio figllo era diventato fragilissimo e con la stima sotto i piedi, un emarginato.
    Bes senza sostegno puo' cavarsela, come consiglio starei attenta ai compagni di scuola, che impari a difendersi psicologicamente, ma mi sembra che seguito da una npi e dai genitori sia in buone mani:)
    resetNemoMonica76
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • PavelyPavely Post: 3,350
    (Questi sono post che mi fanno pensare a quanto sia necessario che Spazio Aspeger avesse una "parte legale" di diritto sanitario/scolastico/della disabilità con l'approccio che gli è proprio...)
    mandragola77Doorgiovannarondinella61EowynNemoMonica76
  • FraRomFraRom Post: 34
    @Pavely: credo tu abbia ragione, ma sarebbe bello se avessero anche uno spazio dedicato agli insegnanti nei diversi gradi di scuola... Le prof di mio figlio mi chiedono materiali sui quali formarsi e io, ovviamente, vado un po' a tentoni...
  • fattore_afattore_a Post: 2,337
    Senza scendere nei dettagli, ho esperienza di un ragazzo con autismo atipico e di uno Bes nella stessa classe. Nessuno dei due aveva il sostegno ma il ragazzo Bes ne avrebbe avuto estremo bisogno.
    Un anno tra convocazione dei genitori, riunioni col dirigente, note, brutti voti e una bocciatura per nulla inattesa. Il prossimo anno sembra che cambierà scuola ma non vedo modifiche al suo disagio interiore e a quello della madre, che con estrema pazienza lo aiutava a studiare giorno per giorno, studiando lei stessa le cose da spiegare al figlio.
    giovannarondinella61
  • Fenice2016Fenice2016 Post: 1,736
    Io sto pensando di creare un breve PowerPoint per fare, insieme alla famiglia una mini "formazione" che vorrei utilizzare per aiutare i futuri prof di un mio ex alunno a capire meglio,... forse potrebbe essere utile che tu, insieme alla npi creassi qualcosa che spieghi la sindrome e anche tuo figlio, perché ci vogliono info sulla sindrome, ma ognuno è poi diverso e tu potresti dare molte informazioni utilissime, secondo me. E poi presentare questa cosa al Consiglio di Classe.

    Comunque i prof potrebbero iniziare leggendo qualche libro e facendo qualche ricerca su internet.... se uno ha voglia di sapere secondo me trova anche il modo di raccimolare le informazioni.

    Io non so come sia tuo figlio, però, ho un'idea dei prof (è non è un pregiudizio, ma una constatazione non validata legata al considerare la loro formazione), che spesso hanno una buona formazione specialistica sulla loro disciplina, ma peccano nell'ambito educativo-emotivo. Questo secondo me è da considerare perché, ripeto, non so come sia fatto tuo figlio, ma dalla mia esperienza (poca eh, intendiamoci) con un alunno con sindrome di Asperger è fondamentale tanta sensibilità, delicatezza, pazienza e capacità di ascolto autentico (oltre che avere le informazioni). Tutti elementi slegati dalla preparazione specialistica disciplinare. È un pochino qui secondo me che ci possono essere problemi. Magari non è il tuo caso. Poi, chiaro, ci vuole anche la volontà di modificare la didattica in funzione degli stili degli alunni.

    @FraRom concordo che sarebbe utile una sezione con materiali, ne avevo fatto cenno a @wolfgang tempo fa, ma da ciò che ho capito sarebbe una cosa molto complessa sia da realizzare che da gestire.
    Anche io quando ho iniziato ad autoformarmi ho fatto fatica a trovare materiale didattico (le info si trovano invece) e così mi sono arrangiata e ho creato io prendendo spunto di qua e di là. Poi credo, aldilà dei materiali, che ci voglia la capacità di partire da quello che c'è, dalla conoscenza del contesto (e non parlo solo del ragazzo, ma dell'intera classe), per strutturare proposte con modalità adatte proprio per quel contesto. Perché io sono fermamente convinta che non si debba agire solo su un alunno,ma sull'intera classe. Questa, per me, chiamasi vera accoglienza o inclusione.

    Ciao
    giovannamammarosanna
  • giovannagiovanna Post: 3,905
    Pavely ha detto:

    (Questi sono post che mi fanno pensare a quanto sia necessario che Spazio Aspeger avesse una "parte legale" di diritto sanitario/scolastico/della disabilità con l'approccio che gli è proprio...)




    Perche' telo fanno pensare?
    Non ho ben chiaro cosa intendi, @Pavely.

    Perche' proprio questi post?
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • giovannagiovanna Post: 3,905
    modificato giugno 2016
    Si' nelle classi di oggi ci sono duemila tipi di problemi magari ci fosse l' Asperger diagnosticato e si lavorasse sull' inclusione sua.

    Sono tutti Asperger:)in un certo senso:)

    I BES si dividono in tre categorie:
    Gli H, con sostegno, i DSA con certificazione, e i BES generici, senza certificazione:)

    L'Asperger rientra negli H, cioe' ha diritto al sostegno.

    Il spstegno giuridicamente e' un diritto di cui fruire, non un marchio d' infamia, se e' questo un problema.

    Se uno e' H, con sostegno, fa tranquillamente il programma di tipo A, cioe' quello di tutti, e prende un diploma regolare.
    Se invece si vede che prende tutti due, e non riesce nelle interrogazioni di tutti, e non ha sostegno e neanche certificazione, si convoca la famiglia.
    Alle medie si chiede alla famiglia se non sia opportuna un' osservazione, alke superiori idem, se questo non viene fatto alle superiori si boccia, ma se fai il programma A alle superiori bocci lo stesso, anche se fino ai 16 e' piu' improbabile perche' sei nell' obbligo, dopo non si sa, o bocci o fai il programma B, che non ti da' un diploma equipollente.

    Ora, alle medie questo problema non c' e', di solito passano tutti, quelli BES, hanno garantita la promozione anche se l' asl non li ha mai visti, lo decide il consiglio di classe, e un consiglio di classe delle medie non boccera' mai, in quanto bisogna dimostrare di aver fatto tutto il possibile, il che e' impossibile.

    Post edited by giovanna on
    fattore_a
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • Ciao, ho letto con attenzione i post e riflettuto. Posso sapere quali sono questi comportamenti che hanno portato al 7 in condotta? E poi ti chiedo qual e' il rapporto con i compagni? Se i suoi prof sono cosi' ottusi non c'e' la possibilita' di cambiare scuola?
    Mi piacerebbe saperne di piu' per dirti poi quel che penso sui BES e soprattutto sul sostegno a scuola (che io eviterei).
    Mio figlio ha appena finito la terza media e certe decisioni devo prenderle anche io per il suo percorso alle superiori.
  • @giovanna ma scusa, tuo figlio e' contento del sostegno?
  • giovannagiovanna Post: 3,905
    Non lo e', ma lo vede poco, ha poche ore, e in realta' lui lo voleva togliere, ma in sede di Pei, ci hanno sconsigliato una scelta simile, ora che va al triennio, perche' pur avendo buone prestazioni, e' altalenante nel rendimento, per cui davvero si esporrebbe troppo.

    La 104 non gli impedisce nulla, ma gli offre garanzie.

    Lui sa che deve studiare lo stesso e dare il massimo impegno, questo e' l' accordo fra lui e noi.
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • FraRomFraRom Post: 34
    modificato giugno 2016
    Intanto grazie a tutti. Provo a rispondere ad alcune osservazioni.
    fattore_a ha detto:

    Senza scendere nei dettagli, ho esperienza di un ragazzo con autismo atipico e di uno Bes nella stessa classe. Nessuno dei due aveva il sostegno ma il ragazzo Bes ne avrebbe avuto estremo bisogno.
    Un anno tra convocazione dei genitori, riunioni col dirigente, note, brutti voti e una bocciatura per nulla inattesa. Il prossimo anno sembra che cambierà scuola ma non vedo modifiche al suo disagio interiore e a quello della madre, che con estrema pazienza lo aiutava a studiare giorno per giorno, studiando lei stessa le cose da spiegare al figlio.

    Ovviamente ogni ragazzo è diverso. Mio figlio, per convinzione anche della psicologa della scuola, non ha bisogno di sostegno, così come non ha bisogno che io studi con lui (con la sola eccezione di matematica, per la quale mi vuole vicino tipo antistress...). Non ho mai pensato di cambiargli scuola perché ritengo che sia importante risolvere i suoi problemi 
    Fenice2016 ha detto:

    Io sto pensando di creare un breve PowerPoint per fare, insieme alla famiglia una mini "formazione" che vorrei utilizzare per aiutare i futuri prof di un mio ex alunno a capire meglio,... forse potrebbe essere utile che tu, insieme alla npi creassi qualcosa che spieghi la sindrome e anche tuo figlio, perché ci vogliono info sulla sindrome, ma ognuno è poi diverso e tu potresti dare molte informazioni utilissime, secondo me. E poi presentare questa cosa al Consiglio di Classe. 

    Questa mi sembra un'idea molto interessante, grazie!
    Fenice2016 ha detto:

    Poi credo, aldilà dei materiali, che ci voglia la capacità di partire da quello che c'è, dalla conoscenza del contesto (e non parlo solo del ragazzo, ma dell'intera classe), per strutturare proposte con modalità adatte proprio per quel contesto. Perché io sono fermamente convinta che non si debba agire solo su un alunno,ma sull'intera classe. Questa, per me, chiamasi vera accoglienza o inclusione.

    Ciao

    Sono d'accordissimo: come ho scritto altrove, un percorso di inclusione è importante non solo per l'alunno a cui è mirato ma per la crescita di tutta la classe. Paradossalmente, in classe di mio figlio c'è un ragazzo autistico con problemi molto importanti e con il sostegno: intorno a lui sono state create attività importanti e interessanti che hanno coinvolto tutta la classe e sono state fondamentali per far crescere i ragazzi. La mia sensazione, però, è che con l'Asperger si fatichi di più proprio perché meno 'visibile'. Mio figlio non ha alcun deficit cognitivo e questo, paradossalmente, lo rende meno compreso nella sua diversità.

    Mi è chiaro che il sostegno non impedisce un percorso di studi regolare, il punto non è questo. Il vero problema è che, nel caso di mio figlio, non solo non è necessario, ma rischia di essere controproducente: ha già il timore di esser preso in giro per l'educatore che lo affiancherà alcune ore a casa e questo non contribuisce alla costruzione dell'autostima.
    enrichetta68 ha detto:

    Ciao, ho letto con attenzione i post e riflettuto. Posso sapere quali sono questi comportamenti che hanno portato al 7 in condotta? E poi ti chiedo qual e' il rapporto con i compagni? Se i suoi prof sono cosi' ottusi non c'e' la possibilita' di cambiare scuola?
    Mi piacerebbe saperne di piu' per dirti poi quel che penso sui BES e soprattutto sul sostegno a scuola (che io eviterei).
    Mio figlio ha appena finito la terza media e certe decisioni devo prenderle anche io per il suo percorso alle superiori.

    @enrichetta68
    Il 7 in condotta è stato motivato con un generico interesse altalenante nelle attività didattiche e con alcuni episodi che, a mio avviso, avrebbero dovuto essere letti come un campanello d'allarme e non stigmatizzati con atteggiamento punitivo. Nel primo quadrimestre si è assunto la colpa di un gesto che non ha fatto (strappare alcune pagine da un diario) perché, come ha poi spiegato, sperava così che i suoi compagni premiassero il suo gesto con l'amicizia. Nonostante sia stato 'scagionato' dagli stessi compagni, ha ricevuto un richiamo scritto formale e il 7 in condotta. Nel secondo quadrimestre, per stessa ammissione dei prof, è stato molto più attento e partecipativo, ma l'ultimo giorno di scuola la prof di matematica ha chiesto agli alunni un commento sulla sua materia. Lui ha scritto: "Per me quest'anno le ore di matematica hanno rappresentato una sofferenza indicibile, per questo voglio che la matematica, con tutti i suoi numeri, se ne vada in malora". Quando la npi ha letto il biglietto ha giustamente osservato che è un tipico esempio di difficoltà di comprensione dei registri comunicativi. Ma, in ogni caso, veramente un po' poco per giustificare un 7 in condotta...
    Il rapporto con i compagni è l'altro corno del problema. Quest'anno si è isolato completamente perché sono 'esplose' quelle peculiarità che lo hanno sempre reso eccentrico ma che, fino alla quinta, sono state accettate: la goffaggine fisica, gli interessi diversi e assorbenti, il non conformismo (non ha alcuna attenzione verso il suo aspetto fisico e il suo abbigliamento, salvo per i capelli), il disinteresse verso chat e social network, la prudenza ecc... Non credo che i suoi compagni siano peggio degli altri, sono convinta solo che a questa età cominciano a fare attenzione a chi è omologato e chi non lo è.
    E vengo alla domanda sul cambiargli scuola. Mio figlio ha frequentato le elementari fino alla quarta a Roma, in una scuola dove c'erano moltissimi problemi. In quinta ci siamo trasferiti a Torino (io e lui: il padre, dal quale sono separata da molti anni, vive ancora a Roma). Il primo anno si è trovato benissimo, tanto da far rientrare i miei dubbi e sospetti su sue difficoltà che non fossero solo caratteriali. Ora, in prima media, è rimasto nello stesso plesso scolastico, con numerosi compagni della quinta, eppure le dinamiche sono del tutto cambiate. Sono restia all'idea di sottoporlo a un nuovo cambiamento e mi piacerebbe che, sulla base della diagnosi, si potesse trovare uno spazio di collaborazione per aprire la mente sia ai prof sia ai ragazzi...
    Un'utopia?
    friedenFenice2016IggyBlueSaturn
  • giovannagiovanna Post: 3,905
    modificato giugno 2016
    @FraRom

    Il discorso sostegno e' per i bimbi e i genitori un problema perche' con gli Asperger non sai piu' se gli fanno un trattamento di favore, o se e' farina del loro sacco, ma questo, rifletto, succede anche a quelli senza sostegno.

    In una sezione trovi il prof ostile, e ti schianta a priori, in un' altra ne trovi uno pro, e ti promuove a priori.

    Ora col sostegno c' e' di piu' il dubbio, in piu' effettivamente non ho elementi se non quelli di genitore, io, se guardo i quaderni dico: " ho un ' H in casa, ma se lo interrogo, ma lui non vuole, dipende.
    Ovviamente nella mia materia io gli trovo punti positivi e lacune, ma e' superiore a tanti normali in alcune cose.

    Per lui sarebbe salutare abbandonarlo al destino di tutti, anche al rischio bocciatura, lo fortificherebbe: se passa, e' sicuro che lo ha fatto con le sue forze, se ripete, e' tutto suo anche quello, impara le strategie.

    Ora, noi abbiamo sofferto troppo quand' era bambino, non ce la sentiamo di riconsiderarlo come prima.

    Non siamo sicuri che sia sicuro e pronto emotivamente, sono solo tre anni che siamo con un po' di pace.

    PERO', prima o poi, dovremo vedere cosa fa senza supporto, per forza.

    Lui piu' che altro, per questo richiediamo impegno, nella vita serve quello.

    Lui ha sentito tutti questi discorsi, voleva sapere anche lui quali sono le sue reali forze.Ha sedici anni, quasi, capisce tutto.
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • giovannagiovanna Post: 3,905
    modificato giugno 2016
    Il punto per me e' educare alla vita, alla crescita, imparare che cio' che conta e' fare del nostro meglio, ovviamente anche imparare che stare con i prof e i compagni e reggerli:), e' la prima cosa.

    Strategie di vita, impegno, imparare qualcosa di utile, anche gestire le relazioni.

    A imparare due numeri son buoni tutti, ma a imparare che quei numeri ti serviranno se vuoi manovrare la sala macchine di una nave,oppure, non ti serviranno mai perche' la vita non te li richiedera', ci vuole del tempo.

    Pero' a impegnarsi il cervello si allarga, il sudore a correre fa bene, questo gli va detto.

    Che impegnarsi con passione puo' gratificare.

    Ho sentito tutte queste cose nelle tesine di terza media, da henry ford alle emozioni, dal lavoro al progresso, il valore della conoscenza, i rapporti con il prossimo, molto interessanti.

    Sapete vero, me lo dicevvano proprio stamani, che alle superiori c' e' la corsa al BES, portato agli ultimi giorni di scuola?

    Io chiederei alle Asl se gli sembra il caso di far fare queste figurette alle famiglie.

    Una diagnosi e' una cosa seria, serve al bimbo, il DSA portato per non bocciare ci rende tutti ridicoli.
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • FraRomFraRom Post: 34
    @giovanna
    Capisco benissimo quello che dici e condivido: chiedo e pretendo da mio figlio impegno e non cambierò il mio atteggiamento per questa diagnosi. E però per impegnarsi bisogna avere una certa serenità interiore. All'inizio dell'anno scolastico, lui andava benissimo, era tra i primi della classe. Poi hanno fatto una gita di tre giorni ed è stato un disastro. Dopo, non si è più ripreso. Verso l'inizio del secondo quadrimestre si è rimesso sotto d'impegno, ma a quel punto è stata tutta una rincorsa. Per questo penso che non abbia bisogno del sostegno, quanto di un minimo di serenità nella relazione con compagni e professori. Negli ultimi mesi con i compagni è andata un po' meglio (anche se non ha mai voluto frequentarli fuori scuola), ma i professori non sono stati per nulla comprensivi (alle medie promuovono tutti? nella sua scuola niente affatto...) nonostante sapessero che stavamo effettuando la valutazione.
    giovannafriedenFenice2016
  • giovannagiovanna Post: 3,905
    modificato giugno 2016
    Ecco, da una parte puoi prenderla al positivo se bocciano ancora, dipende da chi bocciano.

    Io sono ancora di quelle che pensano che si premia l' impegno e un buon comportamento sociale, inteso proprio come comportamento, non come capacita' di partecipaziine e socializzazione.
    Perche' quello ha tante sfumature, che capisco, ma non ritengo applicabili, a scuola,altrimenti ' gli alunni sono tutti bes, il che e' un disastro.

    La chiarezza.



    Sono per il semplice, perche' proprio mio figlio e' semplice, nelle sue manifestazioni.

    frieden
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • giovannagiovanna Post: 3,905
    modificato giugno 2016
    La classe e' simile a un gruppo terapeutico da gestire, un cerchio.
    Si stabiliscono delle regole, poche ma chiare.
    C' e' un facilitatore, l' insegnante.
    Questo e' un gradino sopra, distanziato mentalmente, garantisce la sicurezza.

    Per tutti.
    Chiaro che qualcuno ci dovra' rimettere, per mantenere l' equilibrio, tutti hanno un turno, puo' essere l' interrogazione, il proprio tutno, puo' essere un' intervento, puo' essere non ho nulla da dire.

    Nel sostegno, si aggiunge un intermediario, ma questo non e' del ragazzo in questione, diventa di tutti, osservatore, mediatore, terzo incomodo, risorsa.

    Infatti il sostegno e' a tutti gli effetti, un insegnante di classe.
    Ora sono stati introdotti altri insegnanti, detti di potenziamento/recupero.

    Un educatore, uno psicologo, uno del sevizio civile, sono invece ausilii esterni, ma possono essere identificati dai ragazzi come parte del corpo docente, anche se non ne fanno parte, e diventare figure importanti per i BES.

    Il PDP invece ti dice cosa fara' la scuola didatticamente.

    Le strategie, ma, in particolare non fa che dire da che cosa sara' dispensato.
    Tipo: verifiche semplificate, orale e lo scritto non si valuta, facilitazioni con schemi, tabelle, che non servono a nulla se non le hai studiate prima, ti chiedo solo i nomi delle capitali, e' il piano B delle superiori, a meno che uno non si cimenti con le prove normali.

    Strategie sono il lavoro in coppia e in gruppo, ci rimette il piu' debole, talvolta.

    Quindi attenzione, perche' secondo me le strategie didattiche servono meno di un buon rapporto con un insegnante tradizionale.
    Post edited by giovanna on
    frieden
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • FraRomFraRom Post: 34
    @giovanna
    ti ringrazio per le tue indicazioni. Da quanto ho capito, la npi pensa a cose tipo: prova scritta invece di interrogazione (e nemmeno in tutte le materie), un minimo di facilitazione in matematica, qualche aggiustamento con tecnologia.
    Detto questo, anche io credo nel valore del rapporto con l'insegnante e penso che, se ci fosse quello, non servirebbero i bes. Però alle medie (e poi al liceo) gli insegnanti sono molti e sono esseri umani con le loro peculiarità, per questo forse avere un pdp può servire come traccia comune...
  • FraRomFraRom Post: 34
    PS Anche io sono contenta che boccino ancora. Ma la valutazione deve essere non solo una fredda media, specie alle medie, piuttosto un giudizio complessivo sui risultati, certo, ma anche sull'impegno e le eventuali difficoltà...
  • friedenfrieden Post: 1,387
    modificato giugno 2016
    "( lavori di gruppo, esposizione orale di fronte agli altri, manualità fine - disegno tecnico, flauto, organizzazione - evitare, magari, i quaderni ad anelli...)"

    @FraRom Mi sembra di vedere mia figlia alle medie...adesso va in seconda superiore, liceo linguistico.

    Mia figlia canta meravigliosamente (impara da autodidatta, ad orecchio quindi, semplicemente ascoltando). Conosce molte cose della storia della musica, più dei suoi coetanei; conosce canzoni dei Beatles, Rolling Stones, ACDC etc etc. Ha letto il diario di Kurt Cobain nella versione originale. Conosce la vita e i testi delle canzoni di molti artisti di diverse epoche, eppure aveva la sufficienza a malapena in musica, per via del Flauto...non riusciva a suonarlo...aveva chiesto di poter suonare la chitarra o qualche altro strumento (in teoria si potrebbe) ma la scuola non era attrezzata.

    Disegna meravigliosamente e ama storia dell'arte, ma in educazione tecnica e disegno tecnico un disastro.

    Non parliamo dei quadernoni ad anelli!!! Per fortuna alle superiori può usare quello che vuole.
    Post edited by frieden on
    Fenice2016
  • friedenfrieden Post: 1,387
    "All'inizio dell'anno scolastico, lui andava benissimo, era tra i primi della classe. Poi hanno fatto una gita di tre giorni ed è stato un disastro."

    Anche a mia figlia diverse volte ha avuto questo paradigma scolastico: inizio meraviglioso con ottimo rendimento scolastico. Poi accadeva "qualcosa" e il rendimento andava a farsi benedire: dal 9 al 6 senza vie di mezzo. Sembra che la motivazione sociale, il sentirsi accettata e capita siano molto importanti per andare bene a scuola.


    Door
  • @frafrom: Io resto basita dal fatto che nel 2016 una npi possa scoraggiare il sostegno scolastico anche a fronte di una disastrosa pagella come quella riportata, purtroppo, da tuo figlio. La valutazione riportata nelle discipline e nel comportamento esprime chiaramente il disagio che ogni giorno tuo figlio vive all'interno del gruppo classe. Ancor prima di occuparsi della didattica, l'insegnante di sostegno è mediatore di integrazione e inclusione, e agisce su tutta la classe. Cosa avrebbe fatto un insegnante di sostegno per il tuo bambino asperger? Avrebbe lavorato sulla CLASSE affinché venissero accettate e lette in chiave diversa, tutte le sue "bizzarrie"; avrebbe fatto apparire i suoi "difetti"  come qualità (bambino rompiballe / bambino sincero); in altre parole, lo avrebbe reso interessante agli occhi della classe intera. L'insegnante di sostegno sarebbe intervenuto a correggere o a disincentivare qualsiasi atteggiamento socialmente poco accettabile, insegnando quindi le buone pratiche sociali. Avrebbe semplicemente PROTETTO tuo figlio, e lo avrebbe fatto con il massimo della discrezione, poiché la concezione dell'insegnante di sostegno come "maestro per l'alunno X che è handicappato è fortunatamente morta e sepolta da almeno 15 anni; sopravvive evidentemente nella mentalità di alcuni genitori e di alcune npi.  Viene da sé che l'insegnante di sostegno avrebbe lavorato su e con tutto il Consiglio di classe affinché venissero messe in pratica le strategie più adeguate all'apprendimento e al successo formativo del bambino, e venisse adottata una linea coerente e comune nella gestione degli atteggiamenti sgraditi a livello comportamentale.  Scusate, ma faccio davvero fatica a capire come si possa negare ad un bambino il diritto alla serenità...
  • enrichetta68enrichetta68 Post: 155
    modificato giugno 2016
    @FraRom l'esperienza di tuo figlio sembra il calco di quella che ha avuto il mio, a parte la condotta in quanto Jack si tiene certi pensieri per se' (anche troppo visto che poi ha cominciato a sentire le voci a causa della rabbia inespressa).
    Capisco la tua perplessita' all'idea di cambiare scuola, i nostri ragazzi fanno fatica a tollerare il cambiamento. Quel che pero' trovo preoccupante e' la descrizione che fai del corpo docente. Mi sembra siano piuttosto ottusi, i prof di mio figlio, pur non avendo allora la diagnosi, parlavano di lui di un ragazzo particolare e sensibile e (quasi tutti) l'hanno trattato di conseguenza. Quel che voglio dire e' che nel caso di tuo figlio non credo basti un sostegno, o meglio, il sostegno come dice Berthe andrebbe fatto sulla classe e, aggiungo, sui docenti. Ma dovrebbe essere una persona davvero preparata. Tu sai se il dirigente ha una preparazione sui BES o se c'e' a scuola uno psicologo preparato?
    Sai, adesso che mio figlio andra' alle superiori io, per prima cosa chiedero' un appuntamento con la preside, per tastare il terreno, poi agiro' di conseguenza. Un abbraccio.
  • FraRomFraRom Post: 34
    @frieden
    Mi piacerebbe sapere come vi siete 'attrezzati' per superare le medie nella maniera meno traumatica e se oggi, avendo scelto una scuola che le interessa, tua figlia si trova meglio... Grazie!
    Forse sono stata poco chiara e me ne scuso: la npi non ha 'sconsigliato' il sostegno. Ci ha prospettato entrambe le possibilità concordando con noi e con la psicologa della scuola sul fatto che, in prima battuta, valesse la pena tentare con un piano individuale...
    Quello che dici del sostegno lo so anch'io, eppure posso assicurarti che, nella mia esperienza (sia a Roma sia a Torino), l'insegnante di sostegno finisce per essere quello che era vent'anni fa: una persona dedicata al 'contenimento' del bambino in difficoltà che, per la tranquillità della classe, viene spesso allontanato e indirizzato su attività individuali. Come ho scritto più sopra, nella classe di mio figlio c'è un'insegnante di sostegno per un ragazzo con problemi di autismo importanti. Pur avendo lavorato anche con la classe, di fatto le viene richiesto di occuparsi di lui e di gestirlo in modo che non rallenti il lavoro degli altri.
    Il punto è: possibile che non esista una via di mezzo per ragazzi che, come mio figlio, non hanno deficit cognitivi, non disturbano in classe ma hanno bisogno di alcune piccole attenzioni?
    Credimi, scrivo con un atteggiamento di grande umiltà e sono pronta ad ascoltare tutte le voci. Niente ci impedisce - come la npi ha detto anche alla prof - di aggiustare il tiro nel caso le cose non funzionassero...
    milly
  • FraRomFraRom Post: 34
    @enrichetta68
    Credo che la dirigente possa avere una sensibilità diversa: la scuola è nota in città per le sue politiche di inclusione (!). C'è anche un'associazione di genitori che si occupa proprio di queste tematiche... Per questo ho preso un appuntamento con lei e, a giorni, mi confronterò per capire cosa sia meglio fare. So che la dirigente ritiene la sezione di mio figlio una delle migliori e, non a caso, sua figlia frequenta la stessa classe, ma non so se si siano già confrontati con situazioni come quella di mio figlio.
    La psicologa della scuola è una persona splendida con la quale mio figlio si è confrontato per tutto l'anno (lui, per fortuna, esprime molto chiaramente il suo disagio) e con la quale ho avuto numerosi confronti anche io. Da lei mi è arrivato il suggerimento di approfondire i problemi di A., anche se non era convinta dei miei sospetti circa l'asperger. 
    Io credo che con la dirigente e la psicologa sia possibile immaginare un percorso che garantisca serenità ad A., ma questo a patto che i prof accettino di mettersi in discussione. Al momento la mia grande preoccupazione è questa...
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