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Einstein non ha parlato fino ai 4 anni...

wolfgangwolfgang Post: 10,787
modificato marzo 2015 in Apprendimento e linguaggio

Il rifiuto dell´autismo - Einstein non ha parlato fino ai 4 anni


Il punto di vista di un padre



di Stuart Duncan

Nella mia esperienza, la persona più portata tra i due genitori a negare che un figlio possa essere autistico è principalmente il padre. Comunque, nel caso della mia famiglia, mia moglie ed io non lo abbiamo negato neanche per un momento, cosa che invece hanno fatto tutti gli altri!.



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Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
Post edited by yugen on
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Commenti

  • Anche mio figlio asperger e adolescente (uno dei migliori al liceo studiando pochissimo) non ha parlato fino a 3 anni. Ma quando ha cominciato a parlare sembrava un professore universitario, la npi disse che anche se non parlava dentro di sè incameravae andava avanti. Nella scuola solo verso i 9 anni ha cominciato ad emergere e da allora è sempre stato tra i migliori, con quel qualcosa in più che lo distingue.
    E' asperger in tutto e per tutto, ieri sono andata a prenderlo all'uscita della scuola e lui non era dove avevamo fissato ma ha cambiato strada. Io quando lo ho trovato mi sono arrabbiata moltissimo. Poi in seguito abbiamo parlato e tutti e due abbiamo riso di questo suo fare bizzaro tipico degli asperger.
  • corneliacornelia Post: 1,185
    Grazie Wolfgang di aver aperto questo post sulla negazione di uno dei due genitori (diciamo così per rispetto di quei pochi  padri che invece accettano subito la diagnosi).
    Io, in questo momento, sto vivendo proprio la negazione dell'autismo di mia figlia da parte di mio marito e della sua famiglia. Non sarebbe così grave, se non fosse che sono loro che devono pagare le varie terapie perchè io, non lavorando per stare con i miei figli (sono in aspettativa non retribuita fino a gennaio) non posso essere totalmente autonoma nelle mie decisioni e non posso e non voglio aspettare gennaio per poter pagare di tasca mia (cosa che farei con enorme piacere se mi fosse possibile farlo già da oggi). 
    Come posso far accettare la diagnosi? come posso convincerlo del vantaggio di iniziare terapie efficaci a due anni anzichè a due e mezzo? Ho già spiegato tutto quello che so sull'autismo fisiologico, sano, ecc. ma lui non ci sente. La sua famiglia quasi quasi mi giudica la causa di tutto perchè se mi fossi fatta gli affari miei la bimba non avrebbe la diagnosi e, secondo loro, senza diagnosi, niente autismo. Bah. I miei genitori hanno capito, ma anche loro alla loro maniera, mio padre addirittura vede nella diversità della nipotina un qualcosa in più e non in meno. Insomma, lui per accettare la cosa credo che ne veda solo il lato positivo. Lui vede mia figlia con un qualcosa in più. Credo che nella sua mente la veda come il figlio di Dianora e si sia innamorato di questa immagine. Vede una bambina intelligentissima e adorabilmente stravagante. Devo dire il vero, la vedo così anche io, è questo che mi fa avere tanta fiducia, ma sono cosciente al 100% che potrebbe essere anche altro. Dato che i miei non hanno soldi non possono aiutarmi nel cammino terapeutico che tanto approvano. 
    Insomma, la mia domanda è: come posso fare per far accettare a suo padre la diversità della bimba e l'assoluta necessità di iniziare una terapia efficace e rispettosa della sua particolarità (quindi non quella della ASL)?
  • Sophia38Sophia38 Post: 414
    modificato ottobre 2012
    Ma va? Einstein non ha parlato fino ai 4 anni e solo a 9 ha formulato la prima frase di senso compiuto?
    Mi pare esattamente che il suo comportamento rispecchi la teoria che ho esposto nella discussione "l'autismo non è una malattia".
    Vuoi vedere che quando non parlava stava cominciando a formulare le basi della teoria della relatività! :)
    >-)
    E la sua vita, il suo genio, il suo successo sarebbero esistiti se egli fosse stato forzatamente costretto a uscire dal suo stato per sottoporsi a 40 ore settimanali di terapia, durante le quali doveva ripetere meccanicamente frasi stereotipati dette dalla mamma o dal terapeuta che per lui non avevano senso?


    Non esistono talenti inutili, ma persone senza fantasia.
  • wolfgangwolfgang Post: 10,787
    @dianora7 mia figlia ha fatto uguale. Per la scuola bisogna attendere (fra poco fa 5 anni).
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • biancabianca Post: 1,380
    @dianora7: bellissima qs immagine di tuo figlio che si prende in giro da solo! A me un po' manca: prima della diagnosi le persone vicine mi prendevano in giro dalla mattina alla sera, era divertente. Ora mi sembrano più "politically correct", un atteggiamento che mi fa orrore.
  • wolfgangwolfgang Post: 10,787
    @Sophia38
    Secondo me si. E certo non pensava alla relatività, semplicemente Einstein dall'esame del cervello ha una fusione tra i centri matematici e visivi che riduce lo spazio del centro del linguaggio. Cosa che capita in un sottogruppo, non grandissimo, di bambini autistici. Se vuoi leggiti: The Einstein Syndrome: Bright Children Who Talk Late. Personalmente la trovo un'ottima descrizione di questi bambini che hanno tutta una serie di caratteristiche proprie (tra cui quella di avere tutti un QI superiore alla norma... cosa non da poco nel fare una prognosi), l'unica pecca del libro è che Thomas Sowell, l'autore, è anti autismo in maniera spinta, e a tratti ridicola. C'è da dire, spezzando una lancia in suo favore, che lui parlava di "autismo", in un momento in cui autismo = ritardo mentale, psicofarmaci, ABA di stampo Loovas (pessima), etc.. normale che difendesse quelle posizioni, così come Asperger difendeva la distinzione tra l'autismo e la sua sindrome (che per lui era, giustamente, un tratto della personalità, ma comunque che necessitava supporto), in un momento in cui, durante la seconda guerra mondiale, i bambini autistici veniva gassati.

    Per quanto riguarda la tua domanda, non è insensata. Devo dire che in passato ne ho discusso parecchio. In primo luogo l'ABA oggi, si fa al più 25 ore settimanali, non 40. Le 25 ore a rigor di logica andrebbero inserite in contesti scolastici o fatte su bambini piccoli che a scuola non ci vanno (un bambino passa mediamente 40 ore settimanali al nido, cosa che mi permetto di dire è necessaria ma non è detto sia meglio di 40 ore di ABA, o almeno, per mia figlia non lo sarebbe stato, infatti tra le due abbiamo preferito tenerla a casa e seguirla, cosa di cui è stata felice, piuttosto che andare al nido, cosa che non avrebbe fatto neanche sotto tortura).

    L'ABA Lovaas (pura) è pessima @Sophia38, non in quanto a risultati misurati (funziona e sono buoni), ma in quanto a tutto il resto. Se trovi oggi qualcuno che ancora usa quell'approccio (tra parentesi inventato da lovaaas, non da Skinner) significa che è rimasto molto, molto indietro. Ma ti ricordo anche che a quei tempi i ragazzini venivano bacchettati sulle mani a scuola... si usava l'elettroshock o venivano buttati in istituti. Quindi contestualizziamo (anche se non giustifichiamo, Lovaas ce l'ho sul libro nero accanto a Freud, due estremisti opposti, ma ugualmente folli a mio avviso...).

    Il fatto è che c'è scarsità di persone capaci che conoscono l'ABA, motivo per cui spesso i genitori si orientano verso altro, e al momento (spero che cambierà con le Linee Guida) non è passata dallo stato, quindi c'è anche il problema economico e di tempo.

    Tornando ad Einstein. Penso che dipenda. Se uno fa come consigliano alcuni psicologi, maestre, medici, genitori.. in modo trasversale su tutti gli orientamenti ed elimina gli interessi del bambino, probabilmente hai ragione. Ma quello è un problema pedagogico non tecnico. Io personalmente non ho mai levato a mia figlia i suoi interessi e ho sempre lavorato sulle sue abilità insieme ai suoi problemi. Problemi risolti, abilità mantenute.

    Attwood scrive:
    La compensazione rappresenta lo sviluppo del cervello, e la nascita di piante e arbusti nella radura rappresenta lo sviluppo delle diverse funzioni cerebrali. Nella radura, un alberello cresce molto rapidamente e crea un baldacchino sopra le altre piante e creando una struttura che limita l´accesso al sole e ai nutrienti, inibendo quindi la crescita delle piante concorrenti. L´arbusto dominante, che diventa ben presto un albero, rappresenta la parte del cervello dedicata al ragionamento sociale. Se l´alberello che rappresenta il ragionamento sociale, non si sviluppa rapidamente, diventano dominanti altri alberi, o abilità. Queste piante rappresentano le abilità di ragionamento meccanico, musica, arte, matematica e scienze, e la percezione delle esperienze sensoriali. La persona può quindi vedere la sindrome di Asperger come una spiegazione del proprio talento E delle proprie difficoltà.

    Quindi ipoteticamente si può pensare che se si sviluppa una cosa è a discapito dell'altra. Questo è vero se si mantiene lo stesso nutrimento per il terreno. Quando fai un'educazione specifica è proprio quello che non va fatto. Va fornito tanto concime, tanta luce. In modo che gli alberi che sarebbero cresciuti alti, crescano uguale, quelli che non sarebbero cresciuti, crescano ugualmente alti.

    [tra parentesi li si parla di Asperger e Asperger di talento, che spesso non fanno interventi intensivi come quelli che dici te, es. con mia figlia facevamo 4 ore con l'educatrice e una decina di ore noi, il tutto in ambiente naturalistico]

    Secondo. I bloomer esistono indipendentemente dalle terapie. Sono circa il 10% dei bambini nello spettro. E tutti gli altri?
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • Ma come posso io permettermi di stabilire che tutti gli alberi crescano della stessa altezza?
    E come posso io permettermi di stabilire che uno o due non possano essere più alti degli altri o più bassi?
    Dalla differente altezza degli alberi sta l'unicità di un bosco (alberi: abilità, bosco: persona). 
    Se sono io, o chi per me, a decidere quanto far crescere ogni albero creo una persona che rispecchia un mio progetto, non aiuto la persona che già esiste a venire alla luce!
    Non esistono talenti inutili, ma persone senza fantasia.
  • Andato34Andato34 Post: 4,027
    Ma come posso io permettermi di stabilire che tutti gli alberi crescano della stessa altezza?
    E come posso io permettermi di stabilire che uno o due non possano essere più alti degli altri o più bassi?
    Dalla differente altezza degli alberi sta l'unicità di un bosco (alberi: abilità, bosco: persona). 
    Se sono io, o chi per me, a decidere quanto far crescere ogni albero creo una persona che rispecchia un mio progetto, non aiuto la persona che già esiste a venire alla luce!
    Concordo pienamente.
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • wolfgangwolfgang Post: 10,787
    Secondo me non esiste nessuna persona pre-esistente. Ed esistono abilità minime che tutti devono avere per vivere agevolmente e poter sfruttare le altre.
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • Allora wolf tu neghi l'esistenza della genetica?
    Non esistono talenti inutili, ma persone senza fantasia.
  • Andato34Andato34 Post: 4,027
    Allora wolf tu neghi l'esistenza della genetica?
    Che discorso è, se ci fosse solo la genetica saremmo ancora al livello delle scimmie.. o peggio
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • wolfgangwolfgang Post: 10,787
    Allora wolf tu neghi l'esistenza della genetica?
    No, assolutamente, sono un patito della genetica. Ma la genetica non stabilisce la persona. Sono livelli diversi. La persona si costruisce sull'interazione della genetica e l'ambiente. Con lo stesso patrimonio genetico non sarei mai stato quello che sono oggi e non avrei avuto gli stessi pensieri se fossi vissuto 2000 anni fa.
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • corneliacornelia Post: 1,185
    Voglio solo dire la mia. Io sono d'accordo con il papà dell'articolo. Che me frega a me cosa è successo ad Einstein. Sono contenta per lui, ma un pò di terapia avrebbe fatto bene anche a lui. Eh sì, c'è un lato più nascosto perchè meno fiabesco nella vita di Einstein. Come padre era una chiavica. Suo figlio, intelligentissimo e geniale anche più del padre e della madre (la moglie di Einstein era una vera cervellona) ha vissuto i suoi giorni in un istituto per malati mentali, sembrerebbe, a causa del rapporto con un padre che era più un problema (a causa di problematiche interpersonali) che una risorsa. Preciso che ho letto questo su Internet dove si trovano tante di quelle bufale, quindi prego chi ha notizie più certe di smentire, eventualmente, questa parte di biografia. Se così fosse, la pianticella della socialità o dell'empatia magari sarebbe stato bello averla coltivata un pò anche in lui.
  • Oddio, dalla genetica non si scappa. Se sono nata rossa posso anche mettermi una parrucca bionda, ma resta sempre un artifizio! Sotto i miei capelli rimangono rossi.

    Il concetto che mi preme particolarmente è quello succitato:

    Chi può permettersi di formare una persona in base a un suo progetto?
    Chi può arrogarsi il diritto di stabilire quali e quante abilità una persona debba sviluppare per essere considerata accettabile?
    Non esistono talenti inutili, ma persone senza fantasia.
  • wolfgangwolfgang Post: 10,787
    Chi può permettersi di formare una persona in base a un suo progetto?
    Chi può arrogarsi il diritto di stabilire quali e quante abilità una persona debba sviluppare per essere considerata accettabile?
    I genitori lo fanno tutti i giorni, indipendentemente da qualsiasi genetica del figlio.
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • wolfgangwolfgang Post: 10,787
    La domanda vera dovrebbe essere: come farlo al meglio? Quali obiettivi porsi?
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • Lo so. Lo vedo, purtroppo.
    Questo è profondamente sbagliato e triste.
    Non esistono talenti inutili, ma persone senza fantasia.
  • wolfgangwolfgang Post: 10,787
    Voglio solo dire la mia. Io sono d'accordo con il papà dell'articolo. Che me frega a me cosa è successo ad Einstein. Sono contenta per lui, ma un pò di terapia avrebbe fatto bene anche a lui. Eh sì, c'è un lato più nascosto perchè meno fiabesco nella vita di Einstein. Come padre era una chiavica. Suo figlio, intelligentissimo e geniale anche più del padre e della madre (la moglie di Einstein era una vera cervellona) ha vissuto i suoi giorni in un istituto per malati mentali, sembrerebbe, a causa del rapporto con un padre che era più un problema (a causa di problematiche interpersonali) che una risorsa. Preciso che ho letto questo su Internet dove si trovano tante di quelle bufale, quindi prego chi ha notizie più certe di smentire, eventualmente, questa parte di biografia. Se così fosse, la pianticella della socialità o dell'empatia magari sarebbe stato bello averla coltivata un pò anche in lui.
    Quella sul rapporto con la moglie da che so io, sembra essere una bufala. O meglio, la verità, ma va contestualizzata. Einstein faceva parte del gruppo di scienziati immigrati negli USA. Trattavano tutti le mogli in quel modo purtroppo. Non so bene le ragioni sociali (non mi ricordo) ma era una prassi (sbagliata) diffusa.
    Per quanto riguarda il figlio se ricordo bene è vero, ma anche li bisognerebbe vedere quanto piuttosto che del padre non sia colpa dei geni... probabilmente era autistico ma le sue "pianticelle" si sono sviluppate meno che al padre..
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • wolfgangwolfgang Post: 10,787
    Lo so. Lo vedo, purtroppo.
    Questo è profondamente sbagliato e triste.
    L'alternativa? Un bambino non può svilupparsi da solo. Non è un caso se un genitore che non si occupa dell'educazione dei figli viene considerato abusivo e gli vengono tolti.
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • Mah! Io continuo a credere che si debba imparare dai bambini chi vogliano essere, come insegnare loro.
    Non esistono talenti inutili, ma persone senza fantasia.
  • corneliacornelia Post: 1,185
    Grazie Wolfgang, il figlio non rientrava in quel fortunato 10% di autistici late bloomers, probabilmente.
    Sophia, anche i terapisti (parliamo sempre di quelli in gamba, naturalmente) preparano le interazioni con i bimbi autistici in modo unico, cioè con ogni bambino occorre avere un approccio differente. Ma questo non perchè hanno fatto chissà quali ragionamenti, ma solo perchè con i bambini molto piccoli, tipo l'età dei miei figli (2 anni) non hai altra scelta. Ai miei due non riesci a far fare niente di quello che non vogliono fare. Quindi seguire loro è una scelta obbligata. A meno che non si sia una mamma "tigre" del tipo cinese, ma anche lì, secondo me possono permettersi di essere mamme tigre perchè i loro figli sono docili di natura. Se una di quelle mamme beccasse i miei, andrebbe in giro con la testa fasciata perchè il violino, che queste mamme tanto insistono a far suonare, se lo troverebbe direttamente in testa.
    Quindi i terapisti sanno perfettamente che occorre seguire il bimbo per ottenere un risultato. per questo hanno successo, per questo non sono ammaestratori di pulci.
  • corneliacornelia Post: 1,185
    Preciso: per seguire loro intendo dire attendere una settimana in più, un mese in più ed aspettare che siano maturi a sufficienza per accettare un nuovo insegnamento senza opposizioni, ma l'insegnamente va riproposto, perchè un minimo di civiltà e di educazioni e di competenze i bimbi, proprio per crescere sereni, lo debbono raggiungere.
    Se non vuoi suonare il violino a 3 anni, chi se ne importa! Se non vuoi mangiare con le posatine, insomma, entro un tempo ragionevole, seguendo la tua maturità, ma lo devi imparare.
  • biancabianca Post: 1,380

    Io ne faccio una questione di pragmatismo terra-terra. Se sei stranissimo, ma riesci a condurre una vita indipendente, libero di essere strano. Se invece non sarai mai in grado di mantenerti perché non hai imparato a parlare o non ti è chiaro il concetto che devi lavarti, allora non va bene. Ora il punto è: come fai a 2 o 4 anni a sapere se hai a che fare con un Einstein o con un futuro disabile? Non lo sai e basta. Quindi, nel dubbio, gli fai la terapia. Se è un novello Einstein, non diventerà più scemo per questo, si annoierà e basta. Anzi, se non è vero che non è in grado di parlare, ma semplicemente non vuole, farà un'unica eccezione per dire: "Sapete cosa? Mi state sfrantumando "i cosiddetti" con la vs terapia ABA!". Se invece, al contrario, non ha capito come si tira l''acqua del bagno, avrà una chance di impararlo. Perché tirare l'acqua del bagno E' importante, e ho conosciuto un ragazzo AS che non lo fa. Non dimentichiamoci che ci sono sempre meno soldi (hanno dimezzato la 104 per chi assiste i genitori anziani, rendiamoci conto!), quindi l'indipendenza è sempre meno un dettaglio. Sulla terra.
  • corneliacornelia Post: 1,185
    Bianca sei un mito! =D>
  • Andato34Andato34 Post: 4,027
    Se avessero "curato" Einstein da piccolo avrebbe avuto altre qualità non solo in più, ma anche in meno, perchè avrebbe sviluppato il cervello in un'altro modo. Non avrebbe sviluppato di più, ma in modo diverso. E questo mi fa propendere per pensare che non sarebbe stato lo stesso scienziato e non avrebbe raggiunto quei risultati. Se poi voi volete credere nel destino e avere una visione del cervello sbagliata pensate pure che Einstein sarebbe diventato una persona ancora migliore se si fosse sottoposto ad una terapia. Io non lo credo affatto. Con questo discorso non voglio dire che non si debba intervenire su quel tipo di bambini, ma solo che se vogliamo progredire dobbiamo tenere conto anche i lati negativi delle cose che decidiamo di fare, perchè se un giorno arriva una soluzione migliore dobbiamo saperla confrontare in modo obiettivo.
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • biancabianca Post: 1,380
    assolutamente sì, @alessiodx, e sono convinta che le terapie che faranno tra 10 anni saranno migliori di quelle che fanno oggi! Ma quello che dici tu - che condivido - è diverso dal buttare via tutto!
  • corneliacornelia Post: 1,185
    Bianca speriamo. Sarebbe magnifico. Terapie che possano permettere anche agli LFA di vivere in pieno la loro vita, magari potremmo scoprire che anche tra di loro i ritardi cognitivi sono in numero minore rispetto a quanto si ritiene siano oggi. Il mio sogno è che già oggi nuove generazioni di autistici si stiano dedicando allo studio della psicologia e della neuropsichiatria infantile e che un domani alla visita della NPI dell'ospedale i genitori di bambini autistici possano trovare una dottoressa che dica loro: sono la dottoressa tal dei tali e sono autistica. E che questi studiosi possano un domani migliorare le terapie. in fondo non è un sogno affatto irrealizzabile. 
  • wolfgangwolfgang Post: 10,787
    @cornelia, lo fanno!


    Il laboratorio di Mottron ospita la Dawson (non quella di Autism Speak ma una HFA) che è una ricercatrice di neuroscienze sull'autismo. Il laboratorio è per metà di scienziati NT e per metà autistici, in totale sono una decina.
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • wolfgangwolfgang Post: 10,787
    Tra parentesi la Dawson è un'ottima scienziata ed è anche un'attivista. Ha scritto tempo fa un bell'articolo the misbehavior of behaviorists, in cui si oppone agli eccessi di molti comportamentisti. La parola chiave è eccesso e che si riferisce alla tecnica comportamentale di stile Lovaas con uso di avversivi (Lovaas gli usava, ma non apriamo il vado di Pandora..)
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • biancabianca Post: 1,380
    modificato ottobre 2012
    @cornelia. No, non è irrealizzabile. A me per esempio sarebbe piaciuto andare da uno psicologo autistico, visto che la mia (psicodinamica) non aveva nemmeno capito che io lo fossi. E questo per me è gravissimo. Non era una cattiva persona, ma credo volesse applicare a 360 gradi le sue teorie, senza preoccuparsi di capire chi avesse di fronte. Un mio giovane amico AS ha uno psicologo NT, ma con figlio autistico, e a volte mi riporta alcune sue frasi e penso - conoscendolo - che non avrebbe potuto dirgli frasi migliori, che abbiano un impatto superiore. È importante e qui mi riallaccio al problema che hai esposto stamattina, è talmente serio che non volevo scriverti due cavolate di fretta. Non ho soluzioni, né consigli. Per tanti anni ho avuto paura che ci fosse del vero in quei lievi tratti che vedevo in mio figlio, che non fosse suggestione (ma del resto anche le insegnanti segnalavano il suo scarso sviluppo emotivo). Avevo paura perché sapevo che con il mio ex marito - persona per altri versi generosissima e che non farebbe mai nulla contro di me - sarebbe stata una battaglia persa. Fortunatamente la cosa non si è resa necessaria, ma lui si è molto seccato quando ho fatto outing con mio figlio, mi ha detto: "Era proprio necessario? Non mi sembra che tu faccia una scenata se non trovi il succo d'acero sul tavolo [si riferiva a RainMan n.d.r.], quindi per me sei normale". Immaginati se avessi portato suo figlio da uno specialista! Ho pensato molto a questo, perché di certo quando aveva l'otite non aveva niente in contrario che lo portassi dall'otorino e lo stesso quando ha avuto due episodi di alopecia areata, sono andata da due dermatologi allopatici e dal mio medico omeopatico, e non si è opposto. Anzi, mi diceva che forse era il caso di sentire anche uno psicologo. Ma l'autismo no, l'autismo è qualcosa di orribile e gli autistici sono "mostri". Tuo marito penserà (a ragione!) che non c'é niente di mostruoso nella sua bella bambina e dunque tu sei un po' esaurita.
    Ora il punto, @cornelia, non è l'indipendenza economica. Te lo dice una che sta vendendo una casa che adora, nella zona del suo cuore, piuttosto che accettare un aiuto dal suo ex-marito, con il quale è peraltro in ottimi rapporti (gli autistici ogni tanto parlano innterza persona... ;-)). Io non rinuncerei mai alla mia indipendenza economica, ma ti posso dire che non avrei fatto MAI terapie a mio figlio, senza il consenso di suo padre. E voi, a differenza del mio caso, siete ancora una famiglia unita. Come sono i vs rapporti a parte qs punto, se posso chiederlo? Io penso che le prove di forza (a gennaio la terapia la pagherò con i miei soldi!) non funzionino. Prima di tutto perché sarebbe aberrante pensare che tu non disponi di soldi, solo perché attualmente ti occupi dei tuoi figli. Ma scherziamo?!? E poi perché le decisioni, all'interno di una famiglia, si prendono insieme. Il problema qui è molto semplice, tuo marito dovrebbe capire che autistico non è uguale a mostro, e la cultura che c'è in giro di certo non aiuta. Chiedi consiglio agli specialisti, su questo, potranno suggerirti qualche strategia. Uno degli psichiatri che ha diagnosticato me, si è offerto di parlare con il mio ex-marito, io non ho ritenuto che fosse il caso. Lui li ha mai incontrati? Sui nonni non conterei più di tanto, è un'altra mentalità, la loro nipotina non è "matta" e dunque guai a dirlo! E il pediatra? Cosa ne pensa?
    Spero di non essere stata invadente. Un abbraccio.
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