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Il vegetarianesimo è la migliore scelta possibile?

Mossa da fervore ambientalista, negli ultimi tempi ho ridotto sensibilmente il consumo della carne fino a non mangiarne quasi più.
Cionondimeno, mi sto chiedendo un po' per necessità - sono sempre stanca, non riesco a mangiare niente, ho difficoltà in generale fisicamente parlando - un po' per criticità di pensiero se sia davvero la cosa migliore in senso etico.
In generale io mi sono informata circa la bontà dei prodotti a km zero, l'impatto degli allevamenti e della deforestazione e ho letto tante opinioni di diversi animalisti, ma non so bene cosa pensare; non ho terreno di confronto riguardo quest'argomento. Le persone che ho attorno si limitano a criticare aspramente le mie scelte senza fornirmi argomentazioni logiche.

Voi che ne pensate?
❤️
but the Earth refused to die
Ameliemaxwax67TormalinaNera
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Commenti

  • DomenicoDomenico Post: 3,935
    Non saprei darti argomentazioni che possano farti la differenza, nel momento penserei due cose: la prima è che anche quelle che citi sono un business per quanto etico e c'è dietro un marketing (leggi: manipolazione) sofisticatissimo (nel loro gergo saresti classificata come consumatrice 'sociali conscious'), la seconda ci terrei di più; al tuo posto darei la precedenza alla salute psicofisica piuttosto che a martirizzarsi per una causa.

    Pensa al tuo bene e fallo anche per le persone care, esistono tanti modi di far bene del bene senza per questo darsi al masochismo :)
    amigdalaEstherDonnelly
    Piuttosto che maledire il buio è meglio accendere una candela - Lao Tze
  • @Domenico

    A me preoccupa proprio il discorso marketing. Nel senso che ho letto un articolo del Sole 24 ore che parla dell'inganno del cibo bio:

    https://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2019-03-08/il-biologico-favola-bella-e-impossibile-intervista-elena-cattaneo-115909.shtml?uuid=ABNq64bB

    Al contempo mi preoccupa molto l'impatto ambientale degli allevamenti intensivi.
    Per non parlare del discorso etico circa l'uccisione dell'animale!

    Personalmente, non riesco a entrare così in empatia con l'animale da allevamento al punto da farmi passare la voglia di mangiarlo. Forse è perché non ho diretto contatto con la realtà delle macellerie, forse è perché la mia è empatia selettiva,

    Insomma... c'è molta "carne al fuoco" riguardo questo argomento.
    (Dopo questa battuta siete legittimati ad ardermi viva su una pira)
    TormalinaNeraNemo
    ❤️
    but the Earth refused to die
  • DomenicoDomenico Post: 3,935
    Ok ma mica sei responsabile tu di una carneficina (se paragonata al mangione che sono io :)) )

    In ogni caso esattamente perché ci stai in mezzo per lavoro devi a te stessa il rispetto della tua salute, anche per un futuro dove potresti fare ancora di più una differenza: soldato vivo (e sano) è buono per un altra battaglia ;)
    EstherDonnellyValenta
    Piuttosto che maledire il buio è meglio accendere una candela - Lao Tze
  • Si, sicuramente in questa misura mi posso assolvere :P Grazie!

    Mi (ti/vi) chiedo una cosa però: se c'è l'eventualità, non è "giusto", o la cosa migliore almeno, limitare ogni sofferenza possibile agli animali?
    Fermo restando che una persona che smette di mangiare carne non fa molta differenza, ma se già diventano migliaia e migliaia...

    Io non penso ci siano risposte assolutamente giuste a priori, però amando molto gli animali mi pongo questo quesito.
    DomenicoCorocottasAmelie
    ❤️
    but the Earth refused to die
  • DomenicoDomenico Post: 3,935
    Non esistono gruppi di pressione magari in rete nei confronti degli allevamenti intensivi?

    Non è possibile muoversi in modo mirato e collettivo nei confronti di marche e prodotti selezionati almeno quanto basta per fargli arrivare il messaggio?

    Con internet dovrebbe essere più facile arrivare e partecipare a certi gruppi di pressione... Almeno credo!
    EstherDonnelly
    Piuttosto che maledire il buio è meglio accendere una candela - Lao Tze
  • RobKRobK Post: 1,267
    Sono d'accordo su quanto detto su marketing e "manipolazione", il biologico non garantisce la genuinità dei prodotti e nemmeno delle garanzie per i dipendenti (e poi si sono inventati il sale biologico, pensa un po'...)
    Io non sono vegetariana ma non mangio carne.
    Non compro hamburger di soia e altri prodotti pensati per i vegetariani, mi preparo tutto da sola.
    È etico mangiare un animale? Credo che ognuno abbia il suo pensiero, ma negli allevamenti intensivi soffrono tantissimo e sarebbe corretto limitare un po' i danni, la vedo dura peró se molte persone continuano a mangiare carne tutti i giorni... A parer mio si dovrebbe diminuire almeno un pochino il consumo di carne, come dici tu se lo fa uno non fa differenza, ma se migliaia e migliaia di persone si limitassero, penso che cambierebbero le cose.

    Comunque se devi star male prova a reintrodurla in misura minore, la salute prima di tutto!
    (Pensa che nei miei ultimi periodi da "onnivora" mi sentivo male se mangiavo carne)
    DomenicoValentaEstherDonnellyMich1992
  • NewtonNewton Post: 5,326
    Io sono sempre dell'idea che tanto si farebbe anche solo riducendo i consumi. Non c'è bisogno di mangiare carne ad ogni singolo pasto, così come non c'è bisogno di usare così tanta plastica o di comprare una tshirt a settimana da H&M e affini (per estendere il discorso ad altre questioni ecologiche ed etiche...).
    RobKEstherDonnellyValentaSirAlphaexaAmelieLisaLaufeysonAJDaisyShiki_Tima_RyougiTormalinaNeraNemo
  • ValentaValenta Post: 10,759
    RobK ha detto:


    Io non sono vegetariana ma non mangio carne.

    Scusami Robk, cosa intendi? Mangi il pesce? Chi mangia formaggio e uova è comunque vegetariano.

    Comunque pure io sento la necessità di mangiare carne di tanto in tanto, un po mi costringi per motivi di salute, se no non ne mangerei praticamente mai.

    Vale (egli\lui\gli)- feedback e reactions sempre graditi
  • RobKRobK Post: 1,267
    Si @Valenta , mangio pesce. Avevo provato ad eliminarlo ma sono stata maluccio, e per me la salute è sempre al primo posto. In questa maniera sto benissimo
    DomenicoEstherDonnellyValentaShiki_Tima_RyougiTormalinaNera
  • @Newton

    La penso ESATTAMENTE come te.
    A dirla tutta difatti non sono sicura che il vegetarianesimo sia tanto una soluzione quanto il mangiare IL GIUSTO di carne.

    Probabilmente se gli allevamenti intensivi esistono è per soddisfare l'utente medio che si strafoga dal McDonald's tutti i giorni, non per quello che la mangia una volta a settimana (o al mese).
    DomenicoChristianTormalinaNera
    ❤️
    but the Earth refused to die
  • DomenicoDomenico Post: 3,935
    EstherDonnelly ha detto:

    per soddisfare l'utente medio che si strafoga dal McDonald's tutti i giorni, 

    Hai appena citato il mio sogno infranto :((
    EstherDonnellyAmelieChristianNewtonNemo
    Piuttosto che maledire il buio è meglio accendere una candela - Lao Tze
  • CorocottasCorocottas Post: 1,322
    modificato aprile 2019
    Si, sicuramente in questa misura mi posso assolvere :P Grazie!

    Mi (ti/vi) chiedo una cosa però: se c'è l'eventualità, non è "giusto", o la cosa migliore almeno, limitare ogni sofferenza possibile agli animali?
    Fermo restando che una persona che smette di mangiare carne non fa molta differenza, ma se già diventano migliaia e migliaia...

    Io non penso ci siano risposte assolutamente giuste a priori, però amando molto gli animali mi pongo questo quesito.
    "Amo" molto gli animali anch'io e questo quesito e' molto interessante. Logico che di primo acchito viene da dire che si', e' giusto limitare ogni sofferenza possibile agli animali. Fin qui siamo d'accordo.

    Il discorso si complica tuttavia gia' dal gradino successivo... Come si limitano le sofferenze agli animali? In primo luogo, verrebbe da dire per logica, lo si fa osservandoli e imparando a conoscerli nei dettagli, per comprendere le loro esigenze al meglio e provvedere, di conseguenza, ai loro bisogni nel miglior modo possibile.

    Il problema nasce nel momento in cui molti di coloro che fanno, o pretendono di fare, informazione "a favore degli animali" questo principio logico - vuoi per buona fede, ovvero "ignoranza" in senso etimologico, vuoi per malafede, ovvero per adeguare la causa animalista ai propri scopi - lo applicano poco o nulla.

    Percio' ci si ritrova a leggere anche su riviste di un certo livello, o ascoltare da professionisti plurititolati in TV, fesserie che non stanno ne' in cielo ne' in terra, che tuttavia il pubblico in buona fede naturalmente accetta, data la fonte da cui provengono, data come accreditata.

    Da qui si crea un circolo vizioso, dato che questo animalismo "superficiale" tende, nelle sue forme piu' estreme, ad uniformare e "fondere" tutti gli esseri viventi in una sorta di "pan-specie" dalle mille forme buffe e coccolose, anche quando magari si tratta di animali pericolosissimi, e ad attribuire loro le stesse esigenze dell'essere umano... e questa visione, che ha un che di "spiritualista", ha una presa molto forte sul pubblico non esperto, specie in quest'epoca di "revisione frequente delle tradizioni consolidate".

    E questo e' deleterio, perche' finisce che si sentono veterinari (veterinari eh, in teoria gente titolata... ma per me non sono veterinari veri, sono quelli che io chiamo i "veterinari micio-bau" o in alternativa i "pediatri mancati") dire che "il coniglio non va tenuto in gabbia perche' metteresti mai il tuo gatto in gabbia"? Logico, pensa la "mente ingannata", non fa una piega, sono piccoli e pelosi omini senza parola tutti e due alla fine, no? E liberiamoli un po', 'sti conigli dalle gabbie, e' ora.

    Quando la logica "vera", invece, suggerirebbe di guardare cosa fanno in natura questi due animali... come vivono il gatto e il coniglio? Uno e' un predatore semi-arboricolo con un ampio territorio generalmente pieno d'alberi e arbusti e/o rocce, l'altro e' erbivoro e passa l'80-90% del suo tempo sottoterra, in un buco grande circa quanto il suo corpo, "a masticar palline o a dormire" per dirla come Adams, ovvero a mangiare la propria cacca per riciclare nutrienti e per il resto non fare assolutamente niente, a parte mezz'oretta all'alba e mezz'oretta al tramonto per uscire a pascolare con tutti i sensi all'erta, pronti a rientrare nel buco alla prima zaffata di volpe o alla prima voce umana in lontananza.

    E' ovvio, guardandola da questo punto di vista, che vanno tenuti in due modi diversi e che il coniglio nella gabbietta sotto la tettoia buia dove e' sempre stato tenuto dai contadini ci sta benissimo... eppure l'idea del coniglio-gatto coccoloso e domestico e' talmente accattivante che alla fine si giustifica con una "causa animalista" una modalita' detentiva di un animale, in questo caso il coniglio, che in realta' causa stress all'animale stesso.

    Poi e' ovvio che mettere un uomo in una gabbietta sotto una tettoia e lasciarlo li' dentro sarebbe orribile... ma un essere umano non vive in un buco con la forma del suo corpo uscendo solo quando e' mezzo buio (a meno che non sia un vampiro o uno zombie), sta li' il problema... o meglio il problema sta nel fatto che la cosa sembra lampante eppure i piu' sembrano non capirla, anche ottenebrati dal fatto che l'immagine dell'animale come "omino peloso" vende, attrae e "mette d'accordo tutti", percio' la si incentiva (a volte, paradossalmente, a scapito degli animali stessi).

    Il discorso fatto per i conigli vale per tutte le altre specie: solo conoscendo nei dettagli le abitudini delle singole specie si puo' stabilire cosa e' maltrattamento e cosa no, cosa va contro le abitudini etologiche di una specie e cosa invece "sembra" un maltrattamento soltanto ai nostri occhi umani perche' immaginiamo se lo facessero a noi.

    C'e' poi da aggiungere, alla "malafede" di chi lascia che si diffondano informazioni sbagliate perche' spesso "fanno piu' presa" di quelle giuste, il dilagare della disinformazione "in buona fede", che tende spesso a "umanizzare" i comportamenti animali incentivando le persone a comportarsi di conseguenza.

    Ho in mente per esempio un video che mostra il trasferimento a nuova stalla di un soggetto bovino di sesso maschile di meno di due anni, apparentemente in ottime condizioni di salute e nutrizione... che e' diventato virale (e probabilmente ha anche convinto o "suggerito" a tante persone a non mangiare carne bovina) grazie al titolo ad effetto "Salvano un toro da una vita di abusi, guardate la sua incredibile reazione!" (si trova facilmente su Youtube) e alla musica volemose-bene che l'accompagna.

    L'"incredibile reazione" del torello in questione sarebbe strofinare le corna sulla paglia della corsia e sgroppare quando viene liberato dalla catena cui e' legato e immesso sulla corsia stessa, che e' una cosa che fanno tutti i bovini, specie i maschi o in genere quelli giovani, quando vengono trasferiti da uno spazio a un altro che "non conoscono", nel senso che non sono abituati a trovarvisi. Non c'entra niente con la gioia o la felicita' o la gratitudine.

    In un altro caso, addirittura, sotto un titolo del tipo "Vacca felice rivede il vitellino salvato dal mattatoio" o qualcosa del genere si vede un video in cui un soggetto gia' cresciutello di razza Jersey da latte viene portato a una riluttante vacca Hereford da carne (tra l'altro anche evidentemente diversa fisicamente), e i due animali all'inizio non si riconoscono neppure, com'e' naturale che sia (tra l'altro il video in quel punto e' tagliato)... e' una pratica comune tra chi alleva bestiame, quando una bovina ha magari due gemelli e rifiuta di nutrirne uno o non ha abbastanza latte, uno dei due cresce sotto un'altra bovina anche di una razza diversa, che non ha piu' il suo vitello. Ma il titolo ad effetto la fa sembrare una scena commovente e, letteralmente "ci fa vedere una scena che non esiste".

    Potrei andare avanti per ore anche con esempi piu' dettagliati, e' un argomento estremamente interessante di cui adoro parlare. Ma il succo e' che bisogna fare bene attenzione... difendere gli animali e' un'ottima causa, ma per farlo e' fondamentale conoscerli molto bene, si' da non cadere in certe "trappole mediatiche" che rischiano di peggiorare le cose a solo vantaggio delle associaizoni animaliste, dei produttori di cibo vegano, dei vari partiti politici che strizzano l'occhio a questi movimenti, eccetera, con l'"effetto farfalla" che ben conosciamo nei fenomeni sociali di grande portata...
    claluiAmelieEstherDonnellySophiaAlniyatValentaNemo
  • SophiaSophia Post: 5,904
    modificato aprile 2019
    @EstherDonnelly
    non entro nel merito delle scelte di tipo etico perchè reputo l'argomento molto complesso, quindi non credo di riuscire a rispondere alle tue domande, ma spero in parte di dare ugualmente un contributo.

    Ci sono alcuni aspetti importanti da considerare come per esempio la propria relazione con il cibo. Il cibo assolve a molte funzioni e la questione può essere spinosa.

    A volte, dietro ad alcune scelte possono esserci rigidità o selettività alimentare. Nel caso si decida per un certo tipo di alimentazione, è fondamentale monitorare lo stato di salute, eseguendo gli esami del sangue che rilevano il malassorbimento, e utilizzando integratori adatti qualora si attuassero restrizioni rigorose.

    Bisogna far attenzione perchè che ciò che mangiamo influisce molto sulla nostra salute non solo fisica ma anche mentale.

    Ci sono persone che pur attuando scelte di un certo tipo riescono a mantenere l'omeostasi, per altre la cosa può essere drammatica.

    DomenicoNewtonEstherDonnellyNemo
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • @Corocottas

    Condivido le tue perplessità: non apprezzo particolarmente chi promuove una sorta di ricerca di unione mistica con il creato in questi termini, perché in natura non è mai esistito il rispetto nella forma che gli diamo noi, tantomeno l'amore in senso aulico. 

    Mi hai fatto venire in mente un documentario di Werner Herzog, Grizzly Man:

    https://www.youtube.com/watch?v=uWA7GtDmNFU

    Ho sentito descrivere da una mia coetanea questo film come "la storia di un uomo che ama tanto gli orsi". La cosa mi ha raggelato il sangue, perché nella realtà il documentario descrive esattamente il fenomeno di cui andiamo scrivendo in questi commenti.
    Difatti, il protagonista del documentario con tutto 'sto amore per gli orsi ci fa pure una bruttissima fine.

    CorocottasNewtonValenta
    ❤️
    but the Earth refused to die
  • NewtonNewton Post: 5,326
    Infatti un grosso problema è riversare sugli animali sensazioni e vissuti prettamente umani, come aveva fatto Treadwell, o - senza stare a scomodare casi eclatanti - come fanno tante persone che per esempio credono che la gatta "abbia desiderio di maternità" e la fanno ingravidare noncuranti delle implicazioni che a volte possono anche essere drammatiche.
    AmelieEstherDonnellyAlniyat
  • Esatto, è un genere di animalismo che non mi piace per niente. Stile "gli animali sono meglio delle persone".

    Sono sicura che esistano posizioni più moderate ma sono fatte per persone che ci perdono del tempo effettivo, a informarsi correttamente.
    Il problema è che per influenzare le persone a prendere in massa una decisione spesso bisogna passare per canali di comunicazione più semplici, dando poi luogo a questo genere di fenomeni.
    Su breve termine è utile, su lungo termine si rischia di fare dei danni - anche solo trasmettendo l'idea che che la realtà sia o bianca o nera.
    CorocottasAJDaisy
    ❤️
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  • CorocottasCorocottas Post: 1,322
    modificato aprile 2019
    @EstherDonnelly grazie per la segnalazione, non ho mai visto quel documentario (ho anche altre cose da aggiungere al discorso che mi sono venute in mente via via, ma le scrivero' domani).
    EstherDonnelly
  • Personalmente, soprattutto per motivi etici, "ho fatto la connessione" da poco più di tre anni (si parla di connessione tra la mucca che pascola liberamente sul prato o del maiale grufolante (immagine peraltro falsa per il 99% degli animali da reddito) e la bistecca o il prosciutto nel banco frigo del supermercato) e da allora ho eliminato il 100% della carne, salumi  e un buon 98% di pesce, uova, formaggi etc.

    Di base mi sono chiesto se avessi avuto il coraggio di guardare negli occhi la mucca (o il maiale, o la gallina, o il coniglio o qualunque altro animale) di turno negli occhi, per poi ammazzarla e farla a pezzi, e la risposta è stata NO.

    Poi ho cominciato a vedere (con gli occhi strizzati e senza audio) i vari filmati girati di nascosto nei vari allevamenti, dove questi poveri animali, nati solo per essere uccisi a pochi mesi di vita (tutti, non solo gli agnelli), vengono pure seviziati nel modo peggiore prima della fine.

    Con il tempo ho scoperto quante risorse, acqua, suolo, inquinamento diretto ed indiretto (si parla di 13/15 (o più) kg di grano, migliaia di litri d'acqua, metri e metri quadrati di suolo utilizzato, chili e chili di CO2, componenti azotati, metano, gas serra) servono e si generano per produrre un solo kg di carne, che il 90% della soia coltivata nel mondo (che potrebbe sfamare miliardi di persone) è ad uso zootecnico, che una percentuale variabile tra il 60% e l'80% degli antibiotici prodotti nel mondo è ad uso veterinario (non cani e gatti), perchè gli animali che vivono negli allevamenti intensivi devono essere "sani", anche se questa pratica sta generando virus e batteri che sono immuni a qualunque terapia nota.

    Prima che qualcuno chieda: ma il latte? ma le uova? ma il pesce?

    Partiamo dall'ultima: il pesce. 
    A parte i vari molluschi bivalvi (muscoli (sorry sono Ligure, per il resto d'Italia, le cozze o mitili), vongole etc.) che non sembra siano pienamente senzienti, tutti gli altri che "respirano" sott'acqua, fanno la morte più atroce di tutti, una sorta di annegamento contrario al nostro (in aria invece che in acqua).

    Uova: le galline ovaiole passano la loro breve esistenza (si, anche quelle "allevate a terra") in capannoni illuminati H24, mangiando H24, producendo una quantità di uova assolutamente innaturale, per poi finire, non appena il rendimento cala, macellate e trasformate in alimenti di bassissima qualità (oppure mangimi per altri animali, anche erbivori). Per rimpiazzare quelle sfinite e macellate servono altre galline fresche, ma solo femmine e, siccome le nascite sono circa 50% pulcini maschi e 50% pulcini femmine, sapete cosa si fa (legalmente) del 50% dei maschi di ovaiola (che non sono buoni neppure per la carne)? Si mettono tutti in un grosso tritacarne e si frullano vivi, bzzzz finito!!!
    Siate onesti, avete mai visto un pulcino? Avreste il coraggio di metterlo nel frullatore di casa e premere START?

    Latte: le mucche producono latte per il loro vitello, ergo, se il vitello lo beve la produzione finisce. Soluzione: le mucche vengono ingravidate (sapete come? Andate su youtube, è super romantico.... :(  ), poi, una volta nato il vitello (se maschio o femmina lo vediamo dopo) le viene tolto subito (sapete come reagisce? Andate su youtube pure per quello.......la mamma è super felice). La neo-mamma viene munta meccanicamente 1/2 volte al giorno fino a quando la produzione cala, poi si torna alla fecondazione, e così via, fino a quando non riesce più a sostenere il ritmo, allora macello a diventare hamburger o mangime.
    Tornando al vitello maschio o femmina, si fa presto:
    FEMMINA: a seguire le tristi orme della madre.
    MASCHIO: se gli va bene, pochi mesi di vita, poi fettine o nodini di vitello. Se gli va male (vedi vitelli di bufalo (quelli della mozzarella)) ammazzato subito o lasciato a morire di stenti, perchè assolutamente inutile.

    Ho cercato di essere più conciso possibile, ma ci sarebbero mille altre cose da dire.
    EstherDonnellyShiki_Tima_Ryougirondinella61Fenice2016TormalinaNera
  • DomenicoDomenico Post: 3,935
    Scusate mi sta venendo fame...
    EstherDonnelly
    Piuttosto che maledire il buio è meglio accendere una candela - Lao Tze
  • Shiki_Tima_RyougiShiki_Tima_Ryougi Post: 3,865
    modificato aprile 2019
    Io vorrei diventare vegana. Ma al momento non mi è permesso e ho qualche debolezza... con uova e formaggi e il pesce.
    How wonderful it is that nobody need wait a single moment before starting to improve the world. - Anne Frank

    La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con sé l'annullamento totale. Guarderò in faccia la mia paura. Permetterò che mi calpesti e mi attraversi, e quando sarà passata non ci sarà più nulla, soltanto io ci sarò. - Frank Herbert, libro Dune
  • @maxwax67

    Hai espresso molto bene tutti i motivi (nel senso che citi informazioni che sono arrivate anche a me) che mi hanno portata a ridurre i consumi e, più in generale, allo scegliere il più possibile per il km 0.
    Per il resto, continuo ad avere difficoltà (vedilo come un limite, non come una scelta senziente) a togliere completamente la carne perché fino a poco fa, dopo averla eliminata del tutto, sono arrivata a un punto di malessere indefinibile. Come ho scritto in apertura, non riuscivo né a mangiare qualunque cosa non fosse carne, né a dormire, e tutti i giorni mi sentivo esausta e con un peso sul petto simile alla pressione dell'ansia.

    Forse se fossi motivata da sufficiente empatia per "sentire" l'animale come mio pari lotterei e vincerei questa difficoltà, ma ti confesso in tutta onestà che non la provo. Sono stata cresciuta in un contesto urbanizzato, non ho mai visto dal vivo scene violente nei confronti degli animali; probabilmente, quindi, non sarei in grado di ucciderne uno con le mie mani. Cionondimeno, se devo evitare di mangiare carne la ragione etica mi riesce difficile da comprendere perché serve una componente emotiva che in me, almeno attualmente, manca.
    Non escludo che in futuro io possa scoprirla, però per ora le cose stanno così.
    Domenicomaxwax67rondinella61
    ❤️
    but the Earth refused to die
  • Non mangio carne da quando avevo 16 anni. Mi ha sempre fatto schifo, mi ricordo che quando mi davano qualcosa di carne la prima cosa che pensavo era "ma quelle sono ossa? Quella cosa rossa è una vena? Ma che schifo"
    Mi veniva proprio la nausea e non mangiavo più. Le uniche cose che prendevo era carne mascherata : würstel, nuggets.

    Poi sono troppo empatica col regno animale, escluso Homo sapiens. Salvo le lumache col guscio fratturato dalla strada portandomele a casa e aiutandole a ricostruire un guscio e ho preso anche due api ferite, ho detto tutto.
    Mi ricordo che una volta sui 10 anni, in una fiera di paese cuocevano un maiale e davano la carne sul momento, e si vedeva tutta la carcassa e sono scoppiata a piangere. Ho pianto per ore pensando a quel maiale.
    Non riuscirei mai a mangiare un animale così intelligente soprattutto che capisce che sta per essere ammazzato. Pensare che l'ultima cosa che ha pensato è stato solo il terrore come se si trovasse con un serial killer in un vicolo cieco.


    E onestamente ODIO le persone che dicono " amo gli animali " e poi li mangiano.
    Odiatemi pure per questo, non mi interessa.
    Un gattino si può salvare perché è carino ma un pollo no?
    Il gatto è carne. Mio nonno mi diceva sempre che ha mangiato sia cani che gatti da ragazzo.
    Un gatto si può mangiare quanto un maiale.
    Un cane si può mangiare quanto una mucca.
    Tutti trovano belli i cavalli, però li mangiano.

    Fino a tre annetti fa non mangiavo nemmeno pesce, poi sono stata male (non per l'alimentazione, ho un corpo che fa schifo) e ho bisogno di omega-3. Così ho reintrodotto il pesce una volta alla settimana.
    Ed è strano, perché da bambina odiavo anche il pesce, pensavo che puzzava di cadavere e lo mangiavo solo al giapponese.
    Ora lo apprezzo di più, ossia al di fuori del giapponese.
    rondinella61EstherDonnellyFenice2016WBorgmaxwax67
  • DomenicoDomenico Post: 3,935
    @EmilyTheStrange esistono integratori di omega-3 per un periodo li ho presi anche io. Pensi possano essere un alternativa (non so si ricavano)?
    rondinella61
    Piuttosto che maledire il buio è meglio accendere una candela - Lao Tze
  • EmilyTheStrange ha detto:

    Un gattino si può salvare perché è carino ma un pollo no?

    Secondo me uno evita di mangiarsi il gatto perché vive in un mondo dove la cultura ha previsto che suddetto gatto sia addomesticato, non tanto perché è carino.
    Ovverosia, l'uomo è stato così esposto al fenomeno "gatto animale domestico" che lo vede come un convivente, non come rappresentante della natura selvaggia. Di fatto, un gatto domestico non ci chiappa niente con un gatto selvatico.

    Inoltre, per come sono messe le cose oggi - cioè per come la specie si è adattata alla vita dell'uomo, o per come l'uomo ha gestito la cosa - è funzionale tenere un gatto in casa, nel senso che l'animale in casa ci sta benissimo.
    Non so se si potrebbe dire la stessa cosa di un animale selvatico o da allevamento (nel senso che no, non si può dire, un animale selvatico o da allevamento la casa te la ribalta e ci soffre pure a starci).
    DomenicoCorocottas
    ❤️
    but the Earth refused to die
  • Domenico ha detto:

    @EmilyTheStrange esistono integratori di omega-3 per un periodo li ho presi anche io. Pensi possano essere un alternativa (non so si ricavano)?

    Li presi, mi ricordo, ma mi facevano schifo :P
    Non mi odio così tanto e non sono una di quelle persone tipo setta.
    EstherDonnelly ha detto:

    EmilyTheStrange ha detto:

    Un gattino si può salvare perché è carino ma un pollo no?

    Secondo me uno evita di mangiarsi il gatto perché vive in un mondo dove la cultura ha previsto che suddetto gatto sia addomesticato, non tanto perché è carino.
    Ovverosia, l'uomo è stato così esposto al fenomeno "gatto animale domestico" che lo vede come un convivente, non come rappresentante della natura selvaggia. Di fatto, un gatto domestico non ci chiappa niente con un gatto selvatico.

    Inoltre, per come sono messe le cose oggi - cioè per come la specie si è adattata alla vita dell'uomo, o per come l'uomo ha gestito la cosa - è funzionale tenere un gatto in casa, nel senso che l'animale in casa ci sta benissimo.
    Non so se si potrebbe dire la stessa cosa di un animale selvatico o da allevamento (nel senso che no, non si può dire, un animale selvatico o da allevamento la casa te la ribalta e ci soffre pure a starci).
    Ovvio, ormai è nella cultura occidentale.
    Ci sono posti dove animali considerati domestici vengono mangiati. Sta a discrezione.

    Un animale selvatico si abitua. Non ti può portare un cervo dentro casa, ma con la frequenza si può tutto.
    Ho lavorato ( a gratis ) per il Bioparco e passato qualche tempo, mi riconoscevano tutti.
    Non è giusto togliere un animale selvatico se sano da un contesto di libertà. Infatti, al Bioparco sono quasi tutti animali salvati da situazioni di contrabbando, circhi e vari.
    Per l'allevamento, penso che se lo porti via dall'inferno che sono gli allevamenti, gli fai un favore.
    maxwax67
  • @EmilyTheStrange

    Non sono del tutto d'accordo: si, un animale si abitua, ma prima che la specie sia addomesticata devono passare intere generazioni.
    Anche l'animale singolo non si addomestica dall'oggi al domani. Chi tiene animali "esotici" in casa riporta situazioni di disagio non indifferenti, difatti.

    Poi si, se la situazione è di pericolo meglio levarcelo, ma a farlo può essere solo chi ha le carte in regola per salvarlo, sennò si rischia di dargli solo un inferno diverso. 
    Che il Bioparco lo faccia mi sta bene, ma è una situazione eccezionale.
    ❤️
    but the Earth refused to die
  • EmilyTheStrangeEmilyTheStrange Post: 2,314
    modificato aprile 2019
    Quello si, le volpi ci vogliono generazioni ed hanno antenati in comune con l'uomo.
    Dipende dal grado di selvaggità. Da quanto l'uomo ci sta a contatto da era ed ere.
    Dalle connessioni nervose dell'animale, da quanto è "sviluppato".

    Ho avuto un coniglio ( si, sono esotici ) per 9 anni e mezzo, so cosa si intende per disagio. Ma mi dispiace, ci vuole mezz'ora al giorno giornalmente per addestrare un coniglio, in quel caso è la gente che prende animali e non sa che farci. Certo, è anche carattere. Ma ci vuole tempo, informazione e costanza.
    Ieri una mia amica mi ha detto che dopo 6 mesi, il suo porcellino d'India si è fatto accarezzare, l'altro invece da subito cercava le coccole. Esempio di carattere e costanza.
    E come ho detto prima, dipende sempre dal grado di sviluppo dell'animale.
    Un conto è una tartaruga, un conto un'iguana, un altro un camaleonte che ti vede solo come " quello del cibo ".

    Edit:
    Uomo, certo. Antenati col cane*
    Forse è meglio che vado a dormire
    EstherDonnelly
  • Andato_87Andato_87 Post: 3,049
    Io non riesco a smettere di mangiare carne, quindi chi se ne frega della scelta vegana.
    DomenicoEstherDonnelly




  • Questo video riassume molto bene le mie perplessità circa il discorso dell'empatia verso il mondo animale.
    Lo consiglio a tutti, poi se volete ne possiamo discutere :)
    rondinella61
    ❤️
    but the Earth refused to die
  • superconcesuperconce Post: 179
    modificato maggio 2019
    Sapete come la penso in merito a ragionamenti sulla presunta “naturalità “ di comportamenti femminili e maschili e sulla differenziazione dei generi basata su presunte differenze biologiche. Non c è alcuno studio che dica che l uomo ha una mente carnivora mentre la donna una mente vegana, i generi sono costrutti sociali,ancor di piu lo sono i comportamenti che i generi hanno adottato negli anni. Cito un famoso slogan “la natura non è la mia cultura” nel senso che troppo spesso facciamo distinzione sciocche dicendo “questo è naturale” “questo è culturale” quando invece è impossibile scindere naturale da culturale. (Qui potrei consigliare la lettura del libri di marco reggio del rapporti tra maschilità tossica. E c è un nesso si tra il machismo e la violenza maschile e il mangiare carne, mangiare carne nella nostra cultura esprime virilismo predatorio,(pensate a quei grossi coglioni che fanno le gare di salsicce mangiate ai barbeque) questo non è affatto positivo, sempre se siamo abbastanza intelligenti da capire che la cultura della violenza va debellata, e che non possiamo farlo senza decostruire la maschilità tossica .
    Tralasciamo.
    Tornando al vegetarianesimo:
    -Si puo essere vegetariani senza cadere in trappole di marketing , scegliendo di comprare la verdura dai contadini e i formaggi dai pastori, in mercatini autogestiti (non ai supermercati bio ecc)

    -si fa per questioni etiche verso il pianeta che possono differenziarsi nel suddetto modo:
    1) ridurre i danni dell impatto ambientale degli allevamenti intensivi sul pianeta
    2) questioni di salute (a molte persone fa male la carne, soprattutto quella imbottita di antibiotici
    3) antispecismo. L antispecismo ragiona sulla supremazia dell uomo sulle altre specie animali. si interroga su come l umano abbia nei secoli utilizzato le altre specie animali sfruttanfole,addomesticandole, sterminandole. in un rapporto di costante dominanza abuso e violenza mai paragonabile all equilibrio tenuto tra altre specie che pur si mangiano tra loro. Ci sembra assurdo sterminare gli umani nei campi di concentramento ma non sterminare migliaia di salmoni o pollo o maiali in campi di concentramento. Questo significa che per noi le morti contano in modo diverso. Quella di un umano conta, quella di un animale no. Quindi l umano vale di più degli altri animali.

    Sull empatia selettiva :) : ho capito che era una battuta, ma ha il suo perché. Ho letto un articolo che parla della “distanza” dell empatia. Diceva che piu è distante il soggetto (non lo vediamo, non lo conosciamo, è di un altro paese, ecc) più sarà debole la nostra empatia.

    Sulle reazioni fisiche di malessere: strano. Interessante. Di solito chi toglie la carne sta meglio. Mi sembra di aver capito che una caratteristica asperger è avere differenti reazioni fisiche ai nutrienti. Tipo addormentarsi col caffè.

    Potrebbe c entrare con il tuo equilibrio intestinale? Forse togliendo la carne (piena anche di medicine) hai alterato la flora del tuo corpo?

    Una soluzione potrebbe essere: non diventare vegana ne vegetariana se non riesci, ma compra sempre dai contadini (che uccidono al massimo due polli al giorno e non seimila, che poi vanno buttati) così almeno eviti di alimentare il sistema e mangi (e uccidi) dolo quello che ti serve.

    Spero di esser stat* utile




    EstherDonnelly
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