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Gestione meltdown

Buona sera, credo che oggi mio figlio abbia avuto un meltdown. Eravamo in casa dei nonni e quando ha sentito che saremo dovuti andare via, ha sbottato! Urla pianti, testate, con nonni intorno che lo toccavano con un misto di tenerezza e pietà (e lì il meltdown stavo per averlo io). Volevo chiedervi è un meltdown?
E seconda cosa, voi come vi comportate in questi casi? Io lo abbraccio e prova a calmarlo, ma dopo un po' mi monta l'ira e mi scappano le sculacciate, con fortissimi sensi di colpa.
Ci sono volte che lo vorrei strozzare! Mi vergogno e mi pento per le mie sensazioni, ma sono molto stanca.
Datemi dei consigli, soprattutto voi nd

Commenti

  • Bhe, prenderlo a sculacciate non dovresti farlo, ed in alcuni paesi è persino vietato per legge. Consigli non te ne posso dare, sono stato diagnosticato adulto, ma lasciarmi stare da solo finché non mi passava sembrava funzionare. Avevo visto un video, ma non lo ritrovo, dove un padre cercava di abbracciare e cantare alla figlia mentre le andava in meltdown. Il video era genuino, ovvero era veramente un padre che cercava di affrontare la situazione e non i soliti video che danno consigli. Purtroppo non lo ritrovo. Sembra che cantargli qualcosa di leggermente calmo e toccarlo per farsi abbracciare solo quando vuole lui sembri funzionare, ma richiede molta pazienza.

    Ripeto, sono cose che ho visto da un video genuino, e nel mio caso me ne andavo in una stanza da solo finché non mi passava. Non ho competenze su come gestire la situazione. Ma per esperienza mia diretta, sicuramente non brutalmente o in maniera autoritaria, se mio Padre avesse fatto una cosa simile gli avrei distrutto casa.
    aang91
  • loconiloconi Post: 357
    Ti ringrazio tantissimo. Purtroppo ci prende a testate! Io sono quasi sempre la prescelta, sclero. Sono umana.
    Ma hai ragione, potrebbe ricordarlo e non me lo perdonerei mai. Lo adoro, ma mi fa impazzire, un po' come tutti i figli.
    lucy84
  • Ciao, il video non te lo trovo, forse è stato rimosso dal padre per motivi di privacy.

    C'è questo che è in Italiano.


    I genitori, dovresti controllare il canale nel secondo link, hanno circa 50.000 iscritti con milioni di visualizzazioni. Magari da quel canale puoi trovare qualcosa di utile.

    Però come sicuramente sai, spetta al medico decidere cosa fare, anche perché ogni caso viene affrontato in modo differente. Magari trovi qualche buona idea. Alcuni di quei video li trovo un po controversi, ma non so che metodo educativo in base al loro medico stia usano, per questo attieniti al tuo di medico. Buona fortuna.
    loconi
  • loconiloconi Post: 357
    Grazie! Avevo già visto dei video di questo bambino, ma non questo.
  • mamma_francescamamma_francesca Post: 1,713
    modificato dicembre 2020
    Non so che consigli darti, però, io se qualcuno - chiunque pure un figlio in difficoltà - mi desse delle testate, sinceramente mi allontanerei, certo non gli permetterei di "farmi fisicamente male". Per come sono fatta non lo tollero da nessuno per nessun motivo, mi terrei a distanza di sicurezza.

    ---

    Penso che piuttosto bisogn fare in modo di non arrivarci al meltdown, è li che bisogna farsi consigliare dai terapisti. Una volta che è scoppiato bisogna mettersi e metterlo in sicurezza e basta.
    Post edited by Sniper_Ops on
  • loconiloconi Post: 357
    Questa delle testate è un vizio che ha, purtroppo. Non solo durante un meltdown, ma anche quando gli si dice di no. A detta dei terapisti bisogna spostarsi o tenerlo, perché se non raggiunge il suo scopo, il comportamento si estingue. Mah!
  • adiadi Post: 199
    Ciao loconi. I meltdown di mio figlio sono all ordine del giorno .
    Penso che te lo hanno già detto che la miglior cosa è prevenire . Devi tenere un diario con metodo ABC ..Anche se non sempre è possibile prevedere.
    Durante il meltdown cerca di mettere lui in sicuro prima di tutto. Assicurati che non si faccia male o che non faccia male a voi ....se puoi rimani comunque presente ,accanto ..sono in mezzo di una tempesta e hanno bisogno di sapere che stiamo li vicino per loro . Non parlare , non dire niente di verbale
    Piuttosto utilizza la comunicazione non verbale . Il mio bambino vuole essere preso in braccio o coccolato da me ....devo dire che bisogna fare tanto allenamento su di noi ...Io ancora non ci riesco su di me . Spesso mi faccio prendere dal panico e mi arrabbio tanto per l incapacità di gestire il tutto. Ci vuole tanta tanta pazienza ....una volta finita la crisi , prova a capirne insieme perche del comportamento e come si può agire diversamente ....bisogna provare qual 'è la strategia migliore che funziona con lui
    mammaconfusa80claluigufomatto79
  • Se ha davvero un meltdown non va assolutamente sculacciato! Se tu avessi un attacco di panico vorresti essere presa a schiaffi? Se ha un accumulo di stress e scoppia va messo in sicurezza perché potrebbe farsi del male e calmato e rassicurato, il meltdown non è un capriccio perché mentre il secondo è controllato, il meltdown non lo è! Capisco che a volte sia dura ma se riconosci che state perdendo la bussola a casa fatevi aiutare.
    Alex1919
  • loconiloconi Post: 357
    @mammaconfusa80 sai che mi stai facendo riflettere?
    Forse non era un meltdown, ma tantrum.
    È partito perché non voleva andare via da casa dei nonni, poi però è esploso con molta violenza. In questi casi cerchiamo di non dargli quello che vuole, per non fare passare il messaggio " se faccio così ottengo"
    Poi però credo che abbia perso il controllo! Urlava, piangeva, andava dal fratello e cercava si togliergli la giacca. Io l'ho abbracciato, un po' contenendolo, ma è forte e sono caduta per terra.
    Non vedevo l'ora di portarlo via da lì, perché i nonni mi angosciavano con la loro ansia e al ritorno ha voluto fare la strada in braccio. Una volta a casa si è calmato.
    Era nervoso tutto il giorno, ma adesso non credo che fosse un meltdown, può essere un tantrum scappato di mano?
  • Dal tuo racconto non si capisce se era presente anche il papà, oltre a te e ai nonni; nel caso penso che tu dovresti tenerti lontana ed eventualmente dovrebbe contenerlo il papà .... non mi sembra una buona idea avvicinarsi se da le testate e tu sei quella a cui le da; prima di tutto la sicurezza!
    Poi secondo me, è meglio lasciarlo da solo in sicurezza; se è un vero meltdown è un accumolo di stimoli e quindi meglio non aggiungerne altri; poi se tutti voi vi allontanate da lui, se vi viene dietro in un'altra stanza - vuol dire che sta in realtà avendo un controllo sull'ambiente - e quindi non si tratta di un meltdown ma di un capriccio. Nel caso di un capriccio è sempre meglio dare la minor attenzione possibile; dargli invece la massima attenzione se una volta calmato vi spiega le sue motivazioni.

    Un ultimo consiglio: se sai che sei in un ambiente per te ansiogeno in cui non vuoi dover gestire un capriccio, meglio cedere alle richieste subito finchè sono espresse a parole, magari trovando un accordo, tipo ok stiamo ancora 10 minuti dai nonni e poi andiamo via.
    riot
  • loconiloconi Post: 357
    modificato dicembre 2020
    Sì, aveva un controllo perfetto dell'ambiente, ma nessuna intenzione di calmarsi, ha persino cercato di togliere la giacca al fratello perché era un modo di prolungare la permanenza dai nonni.
    Non sente ragioni! Ha una buona comprensione comunicativa, ma non dialoga e men che meno, quando è arrabbiato.
    Non ha neanche sei anni, lo blocco ancora, anche se è molto forte.
    Infine, per quanto riguarda l'accontentarlo in un ambiente ansiogeno, mi è stato fortemente sconsigliato dalla terapista. Anzi secondo lei non devo mai accontentarlo quando si comporta così perché la volta successiva alzerà il livello, mentre mettendolo in sicurezza e ignorando, il comportamento si estingue.
    Ho dimenticato di dire che per lei era un capriccio.
    Linna
  • Sì certo che era un capriccio. Comunque intendevo accontentarlo prima che faccia il capriccio, non certo durante il capriccio, durante il capriccio mai se no capisce che è un metodo che funziona. 
    Intendevo dirgli "adesso andiamo via dai nonni"..... se lui ti dice "no, voglio stare ancora un po'" di accontentarlo ... non credo che parta subito con il capriccio .... penso che prima ti dica NO magari con tono poco gentile e un po' prepotente (che non andrebbe bene) ..... se ad una situazione che non gli sta a genio parte subito con un capriccio senza prima dire di NO ..... allora penso che sarebbe subito una cosa su cui lavorare con le terapiste in via prioritaria 
  • Io credo comunque che non dovresti bloccarlo, ne cercare di spingerlo a vestirsi per uscire, ma dovresti proprio non considerarlo e magari - nella situazione dell'andare via di casa - aprire la porta e uscire tu per prima, con il fratellino e fare quella che va via .... così vedi se ti segue.

    In ogni caso se conosce il concetto di tempo e sa leggere l'orologio (mio figlio l'ha imparato prestissimo da solo ed è stata una svolta perchè così sapeva quando sarebbero accadute le cose), credo che si possa anche dire ad un figlio guarda che tra un quarto d'ora andiamo via. Quasi tutti i bimbi piccoli non amano cambiare luogo perchè stanno giocando e devono interrompersi .... e spesso occorre "prepararli" .... dicendo "tra un gioco si va via" ecc. E' una situazione molto tipica di capriccio. Alcuni bimbi fanno capricci più forti, perchè diciamo che di solito hanno tutte le emozioni più forti.

    Ma prima della sua scenata come si sono svolte le cose?
  • loconiloconi Post: 357
    modificato 1 gennaio
    L'accettazione del no e la frustrazione sono un suo grande problema.
    Abbiamo detto " adesso andiamo via" e ha risposto " eh no" come suo solito. Poi all'atto di prepararsi ha iniziato.
    Sul tempo, non ci siamo assolutamente e soprattutto non gli importa in quel momento. Ho acquistato una sveglia visiva e ho un'applicazione sul telefono, in cui un topino mangia le mele prima di arrivare al formaggio in un tempo x. Non è disposto da aspettare.
    È molto impulsivo ancora.
    Diciamo che piange e si lagna tanto quando cerchi di fargli fare qualcosa che non gli va, inoltre, in questo è un fenomeno, capisce perfettamente con chi può e con chi non può.
    I nonni, spruzzano ansia e pietà da tutti i pori e per accontentare i nipoti farebbero qualsiasi cosa... ed ecco che proprio da loro scatta il putiferio.
    Il padre invece, è molto più duro nei rimproveri, meno tollerante nei confronti di certi comportamenti e stranamente non lo aggredisce fisicamente, non vuole entrare in bagno per forza se c'è lui, non gli sfonda la porta se si chiude in una stanza.
    Di contro non lo cerca per farsi aiutare o per andare a letto.
    Tutto questo alla faccia della mancata empatia autistica e del deficit della tom
    vera68Linna
  • Essendo sregolati nelle emozioni spesso quando qualcosa non va secondo la loro mente possono riuscire a non controllarsi e a prendere la tangente. Mio figlio in questo era un mago, appena si arrabbiava o andava in frustrazione non lo riprendevi più perché il comportamento problema diventava esponenziale tanto, secondo me, dal passare dal tantrum al meltdown che spesso terminava in un pianto continuo con singhiozzi. A quel punto lo consolavamo, senza però aver acconsentito al motivo del suo tantrum. Diciamo che se lo fai sempre prima o poi il comportamento migliorerà ma per noi ci sono voluti anni e comunque ancora ci prova ogni tanto. Ovviamente più sanno comunicare e più puoi mediare e trovare soluzioni insieme a loro, ove c’è un problema di comunicazione importante la situazione diventa esplosiva. Non sottovalutare anche il fattore “caldo” perché in mio figlio è determinante. Io mi arrabbio e sento caldo perché mi agito, tu mi metti il giubbotto di sopra e io accumulo doppi stimoli negativi e la frittata è servita.
    mammarosannagufomatto79loconigioialucy84
  • Sono d'accordo con ciò che hanno scritto gli altri. Unica cosa con la quale non sono d'accordo è sul fatto che se una volta cedi, il comportamento non migliorerà. Ci vuole tanto allenamento, pazienza e tempo ma a volte credo che sia anche il caso di cedere soprattutto quando si è fuori. Noi ci abbiamo lavorato tantissimo e i risultati arrivano dopo tanto tempo. Il no secco però a volte non è possibile dirlo. Anticipare che si sta andando via, più volte fino a che non lo vedi accettare meglio la cosa. Nel caso che non funzioni e si vada nel pianto etc... quando è passato lavorare sulla descrizione di ciò che è successo e sulle emozioni provate. Noi abbiamo fatto e facciamo molto questo.
  • mamma_francescamamma_francesca Post: 1,713
    modificato 1 gennaio
    Vedi che ha detto di no prima del capriccio, secondo me fino a quando esprime il suo diniego con le parole, quindi con il no, si può benissimo accontentare, non ci vedo niente di male, anzi in questo modo capisce che esprimere il proprio rifiuto a parole funziona molto meglio dell'esprimerlo con un capriccio.
    Io sinceramente con entrambi i figli sono sempre stata molto più accomodante fuori casa e in tutti quei posti dove non avrei saputo nè voluto gestire un capriccio. L'unica cosa che conta è non accontentarlo quando fa il capriccio, quello è meglio di no, altrimenti alza il tiro.

    Poi crescendo, imparano che la giornata è scandita di tanti momenti e che uno deve finire anche se è bello, ma allo stesso tempo è giusto che sappiano che i programmi possono essere flessibili e per insegnare la flessibilità non si può pensare di farlo attraverso la rigidezza; è importante far vedere che anche gli adulti possono cambiare i loro piani.
    Comunque tu parli di "Gestione del no e conseguente frustrazione", ma a dir la verità non è questo il caso perchè non stava facendo qualcosa che non poteva fare - perchè magari pericolosa - e tu gli hai detto di no, si tratta del contrario: Tu gli hai detto di fare una cosa e lui ti ha detto di no. Credo ci sia molta differenza. Ci sono delle cose che bisogna fare per forza e ci sono delle cose su cui ci si può mettere d'accordo, ma rimane che le due situazioni sono molto differenti.
  • loconiloconi Post: 357
    modificato 1 gennaio
    @mamma_francesca potresti avere ragione. Non ho avuto abbastanza pazienza. Forse attendere un quarto d'ora mi avrebbe evitato il problema. Il fatto sta che non sempre puoi accontentarli e devono anche abituarsi al fatto che puoi decidere che si fa così.
    Se gli dessi tempo e retta, non si andrebbe all'asilo, a terapia ecc. Non è questo lo scopo. Se non c'è un disagio forte, e purtroppo non sono sempre in grado di capirlo, bisogna anche accettare la noia e le decisioni dei genitori. Temo molto che diventi un piccolo tiranno, voglio che capisca i ruoli ecc.. Mio marito (figlio unico superviziato) all'età di 43 anni ha fortissime difficoltà ad accettare un imprevisto perché è sempre stato " protetto" e non abbiamo diagnosi.
    @mammaconfusa80 hai centrato il problema. Anche il figlio nt, pur essendo più piccolo fa le sue piazzate, ma mai così intense.
    Infine vi ringrazio tutti per i consigli.
    vera68Linnamammaconfusa80
  • Anche mio figlio crescendo sta diventando più oppositivo.
    Noi se si può evitiamo lo scontro cercando ad esempio di fargli fare una cosa che lui non vuole promettendo un contentino.
    Nel caso specifico gli diciamo ad esempio dai andiamo a casa facciamo il gioco che ti piace tanto oppure ti faccio vedere un video sul tablet,in genere funziona ed evitiamo così di arrivare a scatenare il capriccio che poi sfocia nel comportamento problema.
    Linna
  • loconiloconi Post: 357
    @chiocciolina lo facciamo anche noi. Purtroppo stavolta era troppo forte la voglia di stare dai nonni.
    Ci succede anche con i rinforzi, se sono troppo forti diventano fonte di ulteriori crisi.
    chiocciolina
  • Si vero a volte capita purtroppo
    loconi ha detto:

    @chiocciolina lo facciamo anche noi. Purtroppo stavolta era troppo forte la voglia di stare dai nonni.
    Ci succede anche con i rinforzi, se sono troppo forti diventano fonte di ulteriori crisi.

    loconi
  • LinnaLinna Post: 322
    Io penso che non c'entra un capriccio o un meltdown. Semplicemente un bimbo che deve
    imparare convenzioni sociali. Cena poi arrivederci. .
    Pero,quando si diverte e difficile, andare via. Anche per adulti. Se no ,non faceva nessuno ore piccole,ad esempio se leggi un libro interessante.
    Con il tempo si impara .
    Da genitore,vorrei tornare indietro nel tempo.
    Cerano le occasioni quando lui si comportava così.Se stavo da sua parte ,potevo gestire meglio situazione .Se avessi avuto più pazienza , se soltanto non avessi avuto paura del giudizio del altri ma siamo tutti umani.
    E un pensiero tutto mio.





    vera68mammarosanna
  • sara79sara79 Post: 445
    Mio figlio da piccolo ha avuto dei meltdown, non so, da come lo descrivi non mi sembra questo, erano provocati da problemi sensoriali, i suoi discorsi diventavano sconclusionati e poi per lo sfinimento si addormentava, lo trovo più vicino a un attacco di panico, è improvviso e sembra non avere una causa ben determinata. Quello che hai descritto mi sembra più un tantrum, un capriccio che al bimbo sfugge di mano, ad un certo punto sono talmente coinvolti che non sanno nemmeno più perché stanno urlando. Ci deve essere un articolo che ho letto proprio qui sul sito a tal proposito sulle varie differenze, e sui comportamenti da adottare nel caso. Da prendere Con le pinze perché naturalmente sono esperienze personali.
    chiocciolinalucy84loconi
  • SmeagolSmeagol Post: 207
    Mio figlio colpisce se stesso e ultimamente anche gli altri, sopratutto me (della serie tu gli dici di no e viene a colpire me...).

    Non è facile distinguere l’impuntata, frustrazione, o la natura del gesto... ma piano piano sto iniziando a distinguere perché non mi posso comportare sempre allo stesso modo anche se fa la stessa cosa!

    Quando capisco che è per sfida, e mi colpisce per vedere la reazione mia, lo blocco o paro per non farmi colpire. E non gli dico nulla!
    Prima lo guardavo fisso ma naturalmente era uguale perché anche quella è comunicazione e quindi anche se non dicevo nulla era come se accoglievo la sfida! Poi ho iniziato a ignorarlo e devo dire che si placa perché non ha quel che vuole.
    Quando è per frustrazione che si colpisce o colpisce chi ha a tiro, lo contengo e lo rassicurò, lo faccio calmare e poi magari se serve lo aiuto a compiere quella cosa, oppure lo coccolo fino a che non passa se non può farlo proprio..

    Quando più o meno senza motivo mi colpisce o semplicemente perché contrariato, lo fa, allora lo blocco e gli dico e spiego il motivo per cui non si fa ( ed in quel caso lo sguardo minaccioso ha più effetto).

    Il mio non è verbale e questo naturalmente amplifica le difficoltà.
    Ma devo dire che sto raggiungendo un buon equilibrio, non ancora estinzione ma diminuzione e consapevolezza si.

    È vero prevenire è fondamentale ma è spesso impossibile.
    Stessa cosa con il rinforzo (o il premio se fa quel che si dice) non sempre è efficace, perché non sempre si usano per il criterio corretto.
    Io non uso premi o rinforzi materiali.

    Secondo me, visto che comprende bene, dovresti iniziare ad anticipare l’azione in modo da prepararsi ed accettarlo in tempo.
    Tipo (se capisce l’ora) alle 16 andiamo via (così quando si avvicinano inizi a prepararlo, oppure dopo questo gioco mettiamo la giacca che andiamo a casa e così via.

    Questo anche se non vuole lo dovrebbe portare ad accettare meglio il compromesso o quello che sta per accadere. Spiegare passo passo quello che sta per succedere.
    Hai mai provato con le storie sociali? Io la sto preparando così me la porto sempre dietro...

    Sicuramente pazienza e perseveranza sempre.
    Rispondere con violenza ad un atto violento non fa altro che rafforzare il meccanismo di prevaricazione. Perché finché puoi contenerlo perché piccolo puoi avere la meglio, ma poi? Se apprende che il più forte può ‘menare’ allora se si sente tale, è autorizzato a farlo con chiunque.
    E questo naturalmente vale per tutti..
    mamma_francescachiocciolinamammarosannaLinnariotlucy84
  • loconiloconi Post: 357
    Mi sento di intervenire nuovamente riguardo a quest'argomento. Ieri, il mio secondo figlio NT fino al midollo, ha fatto una scenata all'uscita di scuola perché avrebbe voluto continuare a stare a scuola, c'era la festa di carnevale, e l'ho portato via 10 minuti prima.
    Stessa scena, stessa intensità, stesso sconvolgimento generale.
    Riporto l'accaduto perché spesso tendiamo a preoccuparci troppo per la neuroatipicità dei nostri figli, in fondo fanno anche le cose che fanno tutti i bambini
    Terra_di_Mezzochiocciolinamammaconfusa80gufomatto79Smeagolsara79
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