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Massa, 18 febbraio 2023, evento gratuito

Cosa vi accade durante i meltdown?

BohBoh Post: 678
modificato febbraio 2015 in Mi sento giù
Io sento il bisogno di sfogarmi.
Ho dei movimenti involontari anche forti e sento il bisogno di urlare.

Succede anche a voi?
Asperger probabile, non diagnosticato.
Post edited by yugen on
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Commenti

  • geekjakegeekjake Post: 404
    Durante i meltdown forti io urlo tanto (una volta ho urlato così tanto che mi sono scoppiati dei capillari vicino agli occhi), mi rotolo per terra oppure mi accuccio e mi tappo le orecchi e a volte colpisco chi mi sta accanto o spacco le cose, molte volte piango (più per lo sforzo però).
    Di solito mi capitano più spesso gli shutdown, allora mi chiudo involontariamente in una "bolla" e non parlo, mi muovo poco e mi sento come staccato dal mio corpo. Ciò può durare anche per diverse ore.
    PinkPepper
  • Andato_87Andato_87 Post: 3,049
    modificato maggio 2014
    Prendo a pugni le porte, impreco ad alta voce usando espressioni molto offensive e volgari, mi chiudo nel mio guscio e dopo circa mezz’ora mi metto a piangere.
    Oggi è rarissimo che mi accadano, durante l’adolescenza me ne veniva circa uno alla settimana, oggi arrivo a tre o quattro all’anno.
    Spesso, dopo la crisi, non ricordo il 90% dei motivi che mi hanno portato ad essa.
    PhoebeEstherDonnelly
  • DoorDoor Post: 648
    In ordine, ho voglia di urlare, fare del male o rompere ciò che lo ha causato, farmi del male, piangere.
    EstherDonnellybludiprussia
    Il mio sistema limbico è crashato.
  • Andato_87Andato_87 Post: 3,049
    modificato maggio 2014
    Di shutdown, invece, ne ho molti, specie quando qualcuno mi fa arrabbiare.
    La sensazione che provo è quella di non essere compreso da nessuno, di essere il migliore, e nel contempo, il peggiore di tutti. Una sensazione contraddittoria come la mancanza di coerenza che mi fa arrabbiare, pur senza farmi sfociare nel meltdown.
    In quei momenti sono intrattabile e mi chiudo a riccio.
    Di solito sbollisco stando da solo a casa e ascoltando musica di diversi generi. Nell’ordine: 15 minuti di rock, punk o canzoni-invettiva in italiano; poi un’altro quarto d’ora di musica più tranquilla e “soft”, spesso malinconica, e altri 15 o 20 minuti di musica pop o dance per esorcizzare il tutto, nella speranza che le cause della crisi siano sparite.
    EstherDonnellyPinkPepper
  • yugenyugen Post: 1,888
    modificato maggio 2014
    Idem
    Di solito sono preceduti da qualcosa, notizia avvenimento sensazione, qualcosa di negativo, qualcosa che in tempi relativamente brevi sale dentro e mi sento come una pentola a pressione.
    Quando ho raggiunto il livello insostenibile io lo sento inizialmente come una rabbia fortissima.
    Da ragazzina dovevo distruggere qualcosa, lanciavo oggetti contro il muro, almeno un paio di volte ho distrutto la stanza.
    In quel momento sento le tempie pulsare, mi si annebbbia la vista, ho tachicardia e respiro male.
    Perdo il controllo.
    Ma non mi viene da urlare e non aggredisco gli altri, piuttosto mi aggredisco da sola.
    Oggi che non mi riesce tanto di "agire" la rabbia, devo stare attenta pero' a non avere vicino nessuno perche' aggredisco verbalmente e dico cose cattivissime che realmente non penso.
    Poi piango finche' non sono esausta.
    Anche se molto repressi rispetto a prima sono frequenti anche oggi.
    Poi segue un periodo di chiusura, non ho voglia di parlare con nessuno finche' le energie non tornano.
    Orribili.
    Penso anche che fisicamente finiranno per provocarmi danni irreparabili.
  • Theda_BaraTheda_Bara Post: 1,329
    Io ho molti, molti più shutdown che meltdown. Ma durante i meltdown - che per fortuna sono sempre più rari - divento o molto aggressiva(o verbalmente o fisicamente verso di me o verso gli altri) o piango istericamente. Esempio del primo caso: una volta alla stazione Roma Tuscolana è salito un predicatore sul treno e si è messo a urlare cose sull'inferno, sul fatto che finiremo tutti all'inferno, ecc. All'inizio ero incuriosita - diciamo antropologicamente parlando. Non era un cosiddetto "folle", era ben vestito, curato, aveva dei pamphlet in mano. Poi ha cominciato a urlare che i primi a finire all'inferno saranno "quegli ignobili malati", come gli "omosessuali" e  i "negri". E continuava a ripeterlo, a urlarlo, nell'indifferenza generale. C'erano anche dei bambini, il che rendeva il tutto più mostruoso. A me è venuto da vomitare. Poi ho visto tutto bianco e quando sono tornata lucida mi sono resa conto che mi ero alzata, l'avevo spintonato sulla porta del treno, con una mano gli avevo tappato la bocca e con l'altra lo stavo picchiando. Forte. Ho smesso. Mi sono girata verso la gente, ma la gente mi guardava con lo stesso sguardo fisso e assente che aveva rivolto a lui. Non sono riuscita a guardare lui. In quel momento il treno è arrivato alla stazione successiva e sono scesa, per la rabbia verso di lui e la gente, ma anche per la paura e la vergogna di quello che avevo fatto io. L'anno scorso mi è capitato un caso analogo, ma pur reagendo molto male sono riuscita a controllarmi in tutto e per tutto. Esempio del secondo caso: una volta i gatti di un mio amico - ero a casa sua - hanno cominciato ad azzuffarsi. Io mi sono tappata le orecchie, sono scappata sul balcone e ho cominciato a piangere e piangere come una pazza. Non riuscivo più a smettere, neanche quando li hanno divisi. Credo fosse perché tutta quella violenza era inaspettata, come nel caso del predicatore, era inaspettato tutto quell'odio schifoso e completamente gratuito. In ogni caso anche io come @koko dopo ho un periodo di chiusura e può durare molto, molto tempo. 
    MariAlberi
    OT.
  • anankeananke Post: 1,585
    Io ho molti, molti più shutdown che meltdown. Ma durante i meltdown - che per fortuna sono sempre più rari - divento o molto aggressiva(o verbalmente o fisicamente verso di me o verso gli altri) o piango istericamente. Esempio del primo caso: una volta alla stazione Roma Tuscolana è salito un predicatore sul treno e si è messo a urlare cose sull'inferno, sul fatto che finiremo tutti all'inferno, ecc. All'inizio ero incuriosita - diciamo antropologicamente parlando. Non era un cosiddetto "folle", era ben vestito, curato, aveva dei pamphlet in mano. Poi ha cominciato a urlare che i primi a finire all'inferno saranno "quegli ignobili malati", come gli "omosessuali" e  i "negri". E continuava a ripeterlo, a urlarlo, nell'indifferenza generale. C'erano anche dei bambini, il che rendeva il tutto più mostruoso. A me è venuto da vomitare. Poi ho visto tutto bianco e quando sono tornata lucida mi sono resa conto che mi ero alzata, l'avevo spintonato sulla porta del treno, con una mano gli avevo tappato la bocca e con l'altra lo stavo picchiando. Forte.. 



    Favolosa!:) Io non so come tu l'abbia vissuta ma fossi stata con te sul treno sarei stata fra quelli (e penso che molti altri realmente lì presenti abbiano fatto lo stesso) che ti avrebbero fatto una standing ovation fra sè e sè o che comunque avrebbero mormorato più o meno apertamente parole di approvazione, vedendo nel tuo gesto, qualcosa di impulsivo sì, ma anche di giusto e condivisibile.
    M'è capitato una volta in stazione che un gruppo di ubriaconi, quasi tutti con la testa rasata, si erano messi a gridare frasi inneggianti il Duce e il fascismo. Uno di loro mi si è rivolto vagamente, chiamandomi signorina. Io ero seduta su una panchina leggendo Berlin Alexanderplatz che è un romanzo degli anni '20. MI è partita una connessione storico - temporale di tipo sfavorevole. Mi si è chiuso lo stomaco, mi sono guardata attorno nel timore fossimo tornati indietro di quasi un secolo eppoi mi sono allontanata salendo furtivamente sull'autobus. Sentivo il cuore battermi in petto e cercavo di placare la voglia di tornare di sotto per prenderli a bastonate perchè sapevo che così mi sarei messa nei guai. Intanto li sentivo continuare a gridare idiozie, ma ho sentito pure qualcuno vicino di me reagire gridandogli di smetterla che sennò avrebbero chiamato la polizia. Lì ti giuro, quella volta ho avuto davvero paura, perchè - sarà anche la suggestione data dal libro che stavo leggendo o da altri fattori - avevo l'inspiegabile percezione di essere tornata indietro storicamente e mi son portata dietro questa spiacevole sensazione per tutto il pomeriggio. TI giuro perciò che a quel punto vedere una persona reagire come te mi avrebbe dato un'ottima immagine e sarebbe diventata il mio mito:)
  • Theda_BaraTheda_Bara Post: 1,329
    Boh, non so sinceramente quanto mettere le mani addosso a qualcuno possa rappresentare "un'ottima immagine" - in qualunque caso. E poi non è stato un atto deliberato, frutto di un processo decisionale di cui poi andar fieri. Insomma, ormai sono passati molti anni - all'epoca ne avevo 19 - e pur avendoci riflettuto tanto, non ho mai capito se sia stato giusto questo comportamento, anche se era proprio dovuto all'insopportabilità dell'ingiustizia della situazione. Sarebbe stato molto più saggio - e anche più eloquente - aspettare semplicemente che mi salisse la nausea e poi vomitargli addosso. Una volta l'ho fatto ad una persona che si comportava male con me. Ti assicuro che poche cose sono così "correttive". 
    :)
    OT.
  • anankeananke Post: 1,585
    modificato maggio 2014
    Ma vomito nel senso di reflusso vero e proprio oppure in senso metaforico?

    Comunque con "ottima immagine" - e sicuramente ho anche sbagliato espressione - non stavo parlando di esempio da seguire in qualunque occasione, ma piuttosto di quelle azioni che vedi legate a casi eccezionali ed isolati - proprio perchè senti che chi le fa non le ha "decise" ma ha seguito un impulso momentaneo - e ti paiono in qualche modo condivisibili. Almeno lì per lì e come azioni non legate a consuetudine ma appunto eccezionali come si diceva. Perciò lì hai semplicemente avuto un trabocco di indignazione e ti direi di non giudicarti per averlo fatto. Anche perchè devi pensare che quando ci rendiamo conto di aver superato il solco, dentro di noi scatta qualcosa che ci porterà poi ad integrare un nuovo tipo di filtro per gli impulsi, aumentando così l'autocontrollo (soprattutto quando si parla di azioni derivanti da impulsi non calcolati nè voluti, come sono appunto quelle date da un meltdown). Magari ci vuole tempo, ma da quel che posso dire osservando me stessa e altri, è questo ciò che accade. 
    Dunque non preoccuparti che eventuali eccessi verranno assorbiti dal tempo e ridimensionati. 
    AtLast
  • Theda_BaraTheda_Bara Post: 1,329
    modificato maggio 2014
    Nel senso di reflusso proprio e vero. 
    Comunque sì, me ne sono accorta anche io, di questo "ridimensionamento". Appunto, come dicevo prima, quando mi è capitato in tempi più recenti un caso simile, mi sono comportata in maniera molto più signorile, anche se non meno arrabbiata. Ma mi sono comportata, controllata bene(e questo probabilmente per il peso del ricordo precedente). Questo non era un predicatore, ma "solo" un razzista. Il tram era pieno di stranieri e lui urlava che schifo di qui, che schifo di lì. Io gli ho chiesto di starsene zitto, ma lui continuava. Gli ho chiesto di starsene zitto per favore, ma lui continuava. Allora sono andata da lui, vicino vicino, gli ho preso il visetto fra le mani, l'ho guardato dritto nelle palle degli occhi e gli ho chiesto: "Perché provi tanto odio, signore?". Lui mi ha risposto: "Di che religione sei, tu?Sei una bigotta, eh?". Io gli ho detto che ero della religione dell'uomo. E lui non ha più detto niente, e quindi è finita così.
    Post edited by Theda_Bara on
    MariAlberiAtLast
    OT.
  • Andato_87Andato_87 Post: 3,049
    @Theda_Bara
    Non ho mai fatto a botte e non sarei capace di farlo, ma capisco perfettamente ciò che provasti in quell’occasione. Le idee degli estremisti religiosi e dei sostenitori del fascismo sono distruttive per la società, e non è un’opinione ma un dato di fatto. Il lavaggio del cervello che abbiamo subìto al catechismo ci basta e avanza.
  • Theda_BaraTheda_Bara Post: 1,329
    @A87 Io nemmeno sarei capace di fare a botte in circostanze non meltdowniane. Non mi verrebbe proprio. Credo di essere una persona molto pacifica, ma a volte perdo le staffe. Soprattutto davanti ai soprusi, o la violenza. E quando le perdo...le perdo. 
    OT.
  • fattore_afattore_a Post: 2,337
    Non ricordo episodi del tipo meltdown come quelli descritti, ma spesso mi stuzzicavano appositamente per sentire le mie risposte e si andava avanti per pomeriggi interi.
    Non so il significato autentico di shutdown, ma mi sono spento e disconnesso da tutto e tutti parecchie volte; attualmente mantengo connessioni al minimo vitale (o anche meno).
    Credo di essere più tipo da shutdown, eventualmente.
    PinkPepper
  • happilycluelesshappilyclueless Post: 100
    modificato maggio 2014
    Idem
    Di solito sono preceduti da qualcosa, notizia avvenimento sensazione, qualcosa di negativo, qualcosa che in tempi relativamente brevi sale dentro e mi sento come una pentola a pressione.
    Quando ho raggiunto il livello insostenibile io lo sento inizialmente come una rabbia fortissima.
    Da ragazzina dovevo distruggere qualcosa, lanciavo oggetti contro il muro, almeno un paio di volte ho distrutto la stanza.
    In quel momento sento le tempie pulsare, mi si annebbbia la vista, ho tachicardia e respiro male.
    Perdo il controllo.
    Ma non mi viene da urlare e non aggredisco gli altri, piuttosto mi aggredisco da sola.
    Oggi che non mi riesce tanto di "agire" la rabbia, devo stare attenta pero' a non avere vicino nessuno perche' aggredisco verbalmente e dico cose cattivissime che realmente non penso.
    Poi piango finche' non sono esausta.
    Anche se molto repressi rispetto a prima sono frequenti anche oggi.
    Poi segue un periodo di chiusura, non ho voglia di parlare con nessuno finche' le energie non tornano.
    Orribili.
    Penso anche che fisicamente finiranno per provocarmi danni irreparabili.
    Uguale, anche se non mi scaglio contro gli oggetti, ma solo con le persone (altri/me stessa). Ovviamente quella che si fa male sono io. Quando ho meltdown nel sonno mi sveglio sbattendo la testa contro il letto.

    EDIT: Per "meltdown nel sonno" intendo sognare e avere un meltdown. 
    Post edited by happilyclueless on
    AtLast
    Il mio Aspie blog: http://happilyclueless.me
  • fattore_afattore_a Post: 2,337
    ...sto ricordando qualcosa ma non mi sento di parlarne; un episodio è dell'agosto 1991 e non fa testo.
  • Andato_87Andato_87 Post: 3,049
    modificato maggio 2014
    Non so in cosa consista un meltdown nel sonno, non avevo alcuna idea della sua esistenza.
    Qualcuno può spiegarlo se se la sente? Anche in questo caso esistono fattori e motivazioni scatenanti?
  • Lycium_bLycium_b Post: 1,868
    modificato maggio 2014
    Io ho lunghi periodi di shutdown a cui seguono meltdown. Già di questo ne parlai in un altra discussione.
    Sono sempre stata una persona pacifica, mite e paziente, al limite dell'indolente (anche se vengo minacciata o maltrattata non reagisco), ma quando la frustrazione, la disperazione e l'esasperazione per un problema o una situazione critica che sto vivendo superano un certo limite ecco che fuoriescono tutte insieme attraverso il meltdown, che di solito si verifica nel corso di una discussione oppure se subisco l'ennesimo sopruso/umiliazione/insulto, ecc...
    Insomma devo proprio vivere una situazione estremamente stressante e anche protratta perché ciò accada. Ma poiché la mia vita è stata un mobbing o una tragedia continua dai 15 anni in poi, da quell'età in su ho iniziato ad avere meltdown, di numero variabile tra i 7 ai 2 all'anno. Quando andavo all'università e stavo relativamente bene non ne ho avuti per alcuni anni.
    Durante il meltdown urlo fino a ferirmi quasi le corde vocali e poi piango disperatamente. Non sempre, però a volte è capitato che me la prendessi fisicamente con me stessa (sbattendo la testa al muro rischiando peraltro di rompermela :(...), con oggetti (mobilio, soprammobili, oggetti vari), o più raramente con altri (tirando spintoni o manate a chi mi era davanti e restava immobile a fissarmi con aria supponente, cosa assolutamente da evitare durante un meltdown secondo me, perché non c'è niente di peggio che avere atteggiamenti di sfida o provocatori di fronte ad una persona che soffre e che ha una crisi).
    Mi sono sempre vergognata di queste crisi e le considero una cosa gravissima, che mi fa sentire veramente molto in colpa e a disagio, poiché aborro ogni forma di violenza.

    Nel sonno non ho veri e propri meltdown però mi capita, sempre nei periodi di forte stress a causa di contrasti e problemi abbastanza seri con le altre persone, di avere incubi e di lottare nel sonno, per cui mi sveglio urlando sproloqui e tirando calci e pugni (al vuoto ovviamente).
    HazelWolf
  • geekjakegeekjake Post: 404
    Io non ho meltdown nel sonno (non ho neanche ben capito di cosa si tratti), però mi è capitato di sognare di avere un meltdown!
    Anche io mi ferisco, mi mordo i polsi e sbatto la testa contro l'armadio. Quando avevo undici anni e ho avuto un periodo molto brutto, me ne veniva uno 3-4 volte a settimana.
  • Lycium_bLycium_b Post: 1,868
    Anche io ho sognato varie volte di avere dei meltdown.
  • ThemOutThemOut Post: 239
    modificato maggio 2014
    è buffo.
    Anche io. Da più piccola mi svegliavo perché tiravo calci al muro. Ora più spesso con le solite contrazioni muscolari e respirazione un po' bloccata.
    Quando non capivo cosa fosse il sovraccarico (è con questo forum che non lo identifico più con attacco di ansia o di panico un po' diverso") usavo espedienti di natura autolesionista per riportarmi a qualcosa di definito.
    Funziona pure contare qualcosa di esistente o avere ordini precisi da una persona che accetto.
  • Io non ho meltdown nel sonno (non ho neanche ben capito di cosa si tratti), però mi è capitato di sognare di avere un meltdown!
    .
    Si, intendo questo. Orribile.
    Il mio Aspie blog: http://happilyclueless.me
  • Andato11Andato11 Post: 370
    Idem
    Di solito sono preceduti da qualcosa, notizia avvenimento sensazione, qualcosa di negativo, qualcosa che in tempi relativamente brevi sale dentro e mi sento come una pentola a pressione.
    Quando ho raggiunto il livello insostenibile io lo sento inizialmente come una rabbia fortissima.
    Da ragazzina dovevo distruggere qualcosa, lanciavo oggetti contro il muro, almeno un paio di volte ho distrutto la stanza.
    In quel momento sento le tempie pulsare, mi si annebbbia la vista, ho tachicardia e respiro male.
    Perdo il controllo.
    Ma non mi viene da urlare e non aggredisco gli altri, piuttosto mi aggredisco da sola.
    Oggi che non mi riesce tanto di "agire" la rabbia, devo stare attenta pero' a non avere vicino nessuno perche' aggredisco verbalmente e dico cose cattivissime che realmente non penso.
    Poi piango finche' non sono esausta.
    Anche se molto repressi rispetto a prima sono frequenti anche oggi.
    Poi segue un periodo di chiusura, non ho voglia di parlare con nessuno finche' le energie non tornano.
    Orribili.
    Penso anche che fisicamente finiranno per provocarmi danni irreparabili.

    è proprio così, è una pentola a pressione che esplode,una rabbia speventosa e incontrollabile irrazionale, ultimamente ho paura anch'io di farmi del male, con l'età a 46 anni i meltdown non sono calati anzi sono aumentati di frequenza e di intensità per frustrazioni, delusioni, fallimenti, inadeguatezza, incompatibilità
    dopo il meltdown segue lo shut down, pianto,senso di freddo, spossamento fisico, spegnimento del cervello poi dormo mi riprendo in un paio di giorni
  • Andato11Andato11 Post: 370
    Idem
    Di solito sono preceduti da qualcosa, notizia avvenimento sensazione, qualcosa di negativo, qualcosa che in tempi relativamente brevi sale dentro e mi sento come una pentola a pressione.
    Quando ho raggiunto il livello insostenibile io lo sento inizialmente come una rabbia fortissima.
    Da ragazzina dovevo distruggere qualcosa, lanciavo oggetti contro il muro, almeno un paio di volte ho distrutto la stanza.
    In quel momento sento le tempie pulsare, mi si annebbbia la vista, ho tachicardia e respiro male.
    Perdo il controllo.
    Ma non mi viene da urlare e non aggredisco gli altri, piuttosto mi aggredisco da sola.
    Oggi che non mi riesce tanto di "agire" la rabbia, devo stare attenta pero' a non avere vicino nessuno perche' aggredisco verbalmente e dico cose cattivissime che realmente non penso.
    Poi piango finche' non sono esausta.
    Anche se molto repressi rispetto a prima sono frequenti anche oggi.
    Poi segue un periodo di chiusura, non ho voglia di parlare con nessuno finche' le energie non tornano.
    Orribili.
    Penso anche che fisicamente finiranno per provocarmi danni irreparabili.
    è proprio così, è come una pentola a pressione che esplode, una rabbia violenta irrefrenabile irrazionale, distruggo piccoli oggetti e temo di farmi del male, l'unica cosa che mi ferma è la paura della violenza, purtroppo con l'età la frequenza e l'intensità dei meltdown sono accresciuti per varie delusioni frustrazioni inadeguatezza incompatibilità, anch'io che di solito sono molto pacata uso parole molto volgari
    segue poi lo shutdown, pianto, freddo, spossatezza fisica, spegnimento del cervello, allora vorrei solo dormire, ho tirato fuori tutto, è allora che mio marito invece sta male e lui non dorme e io non posso aiutarlo, lui in queste crisi non centra niente assiste sgomento, in un paio di giorni torno "normale"
  • Visto che siete tutti più ferrati di me in materia vorrei un chiarimento. Al mio bimbo di tre anni nello spettro capita spesso di avere delle crisi di rabbia, lancia gli oggetti, urla e si dibatte. Quando era più piccolo arrivava a sbattere la testa all'indietro nel pavimento.
    Gli capita quando viene contrariato, quando qualcosa non va come lui vorrebbe e in alcuni casi in cui mi è difficile capire i motivi scatenanti.
    Questi sono meltdown?
  • anankeananke Post: 1,585
    modificato maggio 2014
    @mandragola77   sì penso si tratti semplicemente di quello:) Poi col tempo penso potrete trovare un modo di aiutarlo a gestire le emozioni o a prevenire tali scoppi

  • @ananke grazie della celere risposta.
    Io ovviamente in quei momenti non so cosa fare.
  • Eric87Eric87 Post: 275
    Visto che siete tutti più ferrati di me in materia vorrei un chiarimento. Al mio bimbo di tre anni nello spettro capita spesso di avere delle crisi di rabbia, lancia gli oggetti, urla e si dibatte. Quando era più piccolo arrivava a sbattere la testa all'indietro nel pavimento.
    Gli capita quando viene contrariato, quando qualcosa non va come lui vorrebbe e in alcuni casi in cui mi è difficile capire i motivi scatenanti.
    Questi sono meltdown?


    Il meltdown è RABBIA incontrollabile.. 
    Dovresti cercare di distinguere se si tratta di rabbia o di capricci...

    Io da piccolo qualche crisi di rabbia l'ho avuta.. e qualche capriccio l'ho fatto.. 
    e da piccolo piccolo (3, 4 anni) avevo imparato a fare i capricci simulando la crisi di rabbia per le quali i miei avevano un po di difficilta di gestione..
    Dopo una decina di tentativi riusciti comunque hanno scoperto che stavo recitando... allora gradualmente ho smesso...

    [il mio contributo in materia di bimbi è sempre molto modesto.. spero comunque utile. non sono ancora un papà percui non sputatemi.. :-) ]
  • @Eric87 in realtà hai scritto una cosa che rappresenta il mio cruccio. Come si fa con un bambino così piccolo a capire la differenza tra capricci e meltdown?
  • anankeananke Post: 1,585
    @Eric Veramente non sono un'esperta di dinamiche infantili e perciò non potrei essere più precisa nell'aiutare @Mandragola (e anzi sarei molto, molto curiosa di leggere se qualcuno di più pertinente in materia intervenisse per spiegare cosa si fa in questi casi generalmente) però se il bambino ha tre anni ed è nello spettro, mi viene da pensare che si tratti di meltdown amplificato dal fatto che si tratta di un bambino appunto, di tre anni che non ha ancora sviluppato alcun filtro razionale/freno inibitorio e perciò agisce d'istinto.
    Comunque @Mandragola, da semi ignorante in tematica infantile, ti dico di non preoccuparti eccessivamente. Nel senso, che - seppur ovviamente sia il caso di trovare, soprattutto col tempo dei modi per aiutarlo a sfogare la rabbia in modo differente - si tratta semplicemente del modo che ha lui per sfogare la propria frustrazione. Non so quanto occorra sapere se si tratti di capriccio o meltdown in questo caso. Forse l'unico dato utile è sapere che il bambino sta sfogando, come detto sopra, la propria frustrazione per essere stato contrariato, e distinguere se lo faccia in modo più o meno accettabile/appropriato.
    Il meltdown in definitivo altro non è che una "forma" - tendenzialmente legata allo spettro ND - attraverso la quale viene sfogato un eventuale sovraccarico emotivo/sensoriale ecc..
    Quando lo stress supera una certa soglia - e figurati che livello di gestione dello stress può avere un bambino così piccolo:) - è normale che si inneschi un meccanismo del genere.
    Però se qualcuno volesse intervenire per essere più specifico, e spiegarti cosa si può fare in questi casi, gliene sarei grata io per prima, in quanto sono molto interessata alla cosa
  • Grazie @ananke sei stata chiarissima e mi hai tranquillizzata un po. Considera oltretutto che il bambino parla pochissimo per il momento quindi probabilmente non ha proprio mezzi per far valere le proprie emozioni.
    Come è difficile...
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