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Anche voi avete una memoria straordinaria?

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Commenti

  • Quando ricordate qualcosa della vostra vita, vi vedete visti da fuori o vedete quello che avevate in quel momento davanti agli occhi?
  • @fattore_a Io vista da fuori, come da un testimone "altro" che mi vede da sopra, di lato o davanti. A volte invece è come se mi vedessi attraverso i ricordi della persona con la quale parlavo. E' una cosa comune?Come mai succede?
    amigdala
    OT.
  • Quando ricordate qualcosa della vostra vita, vi vedete visti da fuori o vedete quello che avevate in quel momento davanti agli occhi?
    Sì anch'io, non ci avevo fatto caso, ma vedo i ricordi dal di fuori. O meglio, vedo contemporaneamente me da fuori e gli altri da dentro. Una sorta di cubismo, ma non agli estremi del vero cubismo artistico.
    Forse qualcosa di simile alla visuale che si può avere nei sogni.
  • ct87ct87 Post: 2,956
    @fattore_a si mi vedo da fuori come se fossi in alto vista a volo d'uccello. Anche a me piacerebbe conoscerne il motivo

    Sapere Aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza
  • @Francesco la memoria è facilissima da allenare. Conosco bene le tecniche per farlo
    Ed è facilissima anche da rovinare.
    Al mio secondo lavoro, appena lasciato il liceo (lavoro onesto ma umiliante a causa dei datori di lavoro peggio che pessimi) ho perso molte capacità di memoria a lungo termine, perché per molte ore al giorno mi era richiesto di trasferire informazioni al computer, riferire messaggi e telefonate, tenere a mente cognome/numero/affare da sbrigare con quella particolare persona/oggetto da consegnare... oltre alle cavolate tipo bagnare le piante dopo pranzo, guai scordarlo.
    Per gestire contemporaneamente questa miriade di compiti di scarsa qualità intellettuale ma di un certo sforzo, mi sono abituato a eliminare il prima possibile l'informazione dopo averla recepita. Riprendere a studiare nella maniera giusta all'università non è stato facile.
  • A differenza di voi @Theda_Bara, @Peregrino, @c87, io vedo cosa vedevo nel momento che sto ricordando e non vedo me come se a vedermi fosse un altro.

    Non saprei il motivo nè dell'uno, nè dell'altro caso.

    Ricordando cosa vedevo allora, posso dire - per esempio - che tempo c'era, cosa stavo mangiando, cosa c'era in tv ecc.

    Qualcuno sa se ci siano differenze?
  • PeregrinoPeregrino Post: 779
    modificato settembre 2014
    Ricordando cosa vedevo allora, posso dire - per esempio - che tempo c'era, cosa stavo mangiando, cosa c'era in tv ecc.

    Qualcuno sa se ci siano differenze?
    Forse è anche il modo in cui uno guarda il mondo (io mi guardo vivere anche da un punto di vista "esistenziale" o "filosofico").
    Almeno fino a ieri (intendo prima dell'autodiagnosi) ripensare ai ricordi era anche un modo di capire se avessi agito nella maniera giusta o avessi sbagliato qualcosa, quindi anche il mio cervello cerca di elaborare non il mondo ma me nel mondo.
    Ritorna la figura di Vitangelo Moscarda e il discorso su "Uno, nessuno e centomila" che avevo fatto qualche mese fa con @ertimidone e altri.
  • GecoGeco Post: 1,585

    [...]  ho ancora difficoltà a salutare le persone col loro nome ed azzeccare il momento della giornata, dico buongiorno la sera per esempio, [...] .

    ... buongiorno compagna di figuracce!!!

    @fattore_a mi vedo come se avessi una telecamera sulla spalla, non so bene come spiegare... diciamo che mi intravedo dall'esterno.
    Ciao.
  • Anch'io, qualche volta, ho provato a fare congetture di questo tipo, in mancanza di informazioni convalidate in merito. Cioè, di spiegare questo fenomeno - di vedersi dall'esterno nel ricordo - attraverso il mio punto di osservazione ed elaborazione delle cose, che insomma ci fosse una corrispondenza fra il mio distacco verso le cose e gli eventi - necessario per penetrarle a più livelli, tutti egualmente e simultaneamente importanti per comprenderle - e il distacco da me stessa nel ricordo di quelle stesse cose e di quegli stessi eventi. Però potrebbe anche essere il contrario, no? Cioè che proprio il modo in cui tu ricordi abbia indotto e determinato il modo in cui guardi il mondo, e il punto da cui lo osservi, che è anche, come dici, "filosofico" o "esistenziale".
    OT.
  • Ho una memoria"folle",nel senso che dimentico oggetti tipo chiavi,penne e così via pur avendoli appena riposti e mi ricordo di aver perso dei guanti così il 3 febbraio 2004 in treno,era un martedì e fu un giorno grigio molto triste,anche col senno di poi dato che il 4 febbraio 2004 invece iniziò l'era di Facebook(non me ne vogliano gli estimatori,io non lo sono).I miei ricordi iniziano nell'estate 1986(dove fui un mese malato ed ebbi la visione estiva di un camion ribaltato in curva in montagna a quasi 4 anni) e detengo in generale una strabiliante rappresentazione mentale a partire dal 1990 in poi,ricordo i fine settimana dal 1990 in poi,la gente mi consulta per evocare ricordi altrui assopiti e quiescenti.Si tratta come già riportato in precedenza di ipertimesia(a me piacerebbe essere ricordato come ipertimexico per associarlo lessicamente al Messico,giuro che la rima Messico-lessico l'ho adoperata per un papiro di laurea di un caro amico poi emigrato laggiù),con ipertimesia termine coniato nel 2006 per il caso di una donna americana dalla memoria di ferro.Non so se sia una fortuna o una sfortuna avere tanta memoria,a me piacerebbe dimenticare certe brutte persone e alcuni tristi vicende con cui ho avuto a che fare nell'arco della mia vita,ma mi pare sia un dazio inevitabile...me ne farò una ragione,dopotutto ho una memoria iron-ica(memoria di ferro con dose di ironia che mi conosce pare apprezzare molto,mah...).Goodnight to all!
  • PeregrinoPeregrino Post: 779
    modificato settembre 2014
    Anch'io, qualche volta, ho provato a fare congetture di questo tipo, in mancanza di informazioni convalidate in merito. Cioè, di spiegare questo fenomeno - di vedersi dall'esterno nel ricordo - attraverso il mio punto di osservazione ed elaborazione delle cose, che insomma ci fosse una corrispondenza fra il mio distacco verso le cose e gli eventi - necessario per penetrarle a più livelli, tutti egualmente e simultaneamente importanti per comprenderle - e il distacco da me stessa nel ricordo di quelle stesse cose e di quegli stessi eventi. Però potrebbe anche essere il contrario, no? Cioè che proprio il modo in cui tu ricordi abbia indotto e determinato il modo in cui guardi il mondo, e il punto da cui lo osservi, che è anche, come dici, "filosofico" o "esistenziale".
    E' possibile. In effetti il mio primo ricordo (non so dire quanto tempo avessi) ha le stesse caratteristiche: vedo me che cammino per casa quasi al buio, e ragiono sul fatto stesso di 'avere coscienza di me e delle cose' (in sostanza mi ero semplicemente reso conto di stare pensando); poi l'immagine dei miei stesi su un divano lungo, arancione, e mentre li guardo mi chiedo se anche i miei genitori, e le altre persone in generale, siano in grado di "ragionare con la mente". Mi rispondo che, probabilmente, sì.
    Sicuramente non usai la parola 'ragionare', non so che parole avessi usato, o se avessi usato parole per esprimermi. Ricordo il ragionamento in sé, è difficile spiegare. Mi accade spesso di non ricordare i concetti verbalmente ma di "srotolarli" solo all'occorrenza, ma senza immagini o altre strategie, proprio il concetto in quanto tale, etereo. Se c'è anche una immagine, meglio, mi risulta più facile, ma non è necessario.
    Il modo di "vedermi", per i ricordi più vecchi (diciamo fino alle elementari): ho la mia visuale normale su braccia e gambe, ma leggermente aumentata, come se avessi gli occhi non davanti ma dietro la nuca. Mi vedo quasi di schiena, ma non proprio a figura intera. Per i ricordi da adolescente e adulto, la visuale spesso è a telecamera, da diverse angolature.
    I ricordi più ricorrenti, che si sono ripresentati molte volte nella mia mente lungo gli anni, smettono di essere ricordi per diventare 'nozioni'. In quei casi l'immagine che ho delle persone viene rimodernato, perdono i tratti fisici che avevano all'epoca per assumere quelli più adulti. Come se il ricordo esatto, diventato inutile perché trasformato in dato, fosse cancellato e sostituito da un pensiero "montabile" all'occorrenza. In questi casi l'episodio diventa anche 'irreale', come se fosse parte di una storia e non della mia vita. So che è successo, ma se non avessi il ricordo di averlo ricordato, potrei credere che l'episodio non sia mai avvenuto e che il ricordo mi sia stato impiantato artificialmente.
  • E' un primo ricordo veramente prezioso, e veramente emozionante, anche solo da leggere. Ho sempre pensato che sarebbe molto interessante poter rivivere il modo in cui ci comunicava la coscienza prima dell'intermediazione delle parole dei pensieri, e quindi non posso che trovare altrettanto interessante il fatto che tu sia riuscito ad intercettare questo momento così determinante di "transizione", e che sia rimasto con te, crescendo. Altrettanto interessanti, certo, trovo in generale i meccanismi della tua memoria. Io dovrei rifletterci un po' per arrivare a un'analisi così compiuta del modo in cui ricordo. Quel che è certo è che ho sempre ricordato 'da fuori'. Non ricordo assolutamente niente dal mio punto di vista. Il mio primo ricordo - avevo 2 anni - è un albero morto, molto suggestivo e molto particolare, accanto a quel che restava del penitenziario dell'isola di Santo Stefano. Ricordo di aver pensato(ma appunto, non era ancora un pensiero verbale) che i  rami secchi dell'albero erano simili alle sbarre carcerarie che ancora si ergevano da un muro sgretolato. Ma nel momento in cui ricordo il vedere l'albero - ed è sempre stato così, sin da quando ricordo il modo in cui ricordo - ricordo anche il suo vedere me, come se fosse stato lui a essere cosciente, lui a pensare, lui a vedere, ed io ad essere pensata, io ad essere vista. Sarei veramente curiosa di sapere perché ci capita così, spero che un giorno qualche dotto in materia sul forum ce lo spieghi.
    OT.
  • Ricordo di aver pensato(ma appunto, non era ancora un pensiero verbale) che i  rami secchi dell'albero erano simili alle sbarre carcerarie che ancora si ergevano da un muro sgretolato. Ma nel momento in cui ricordo il vedere l'albero - ed è sempre stato così, sin da quando ricordo il modo in cui ricordo - ricordo anche il suo vedere me, come se fosse stato lui a essere cosciente, lui a pensare, lui a vedere, ed io ad essere pensata, io ad essere vista. 
    Che poetessa in erba!
    E sogni nello stesso modo?
    @fattore_a anche i tuoi sogni hanno la stessa visuale dei fatti reali?
  • ( Senza dubbio il poeta era l'albero :) ) Dipende dai sogni. Qualche volta vedo dalla mia visuale, ora che mi ci fai pensare, oppure da quella del personaggio o dell'animale che sono in sogno, e di conseguenza ricordo il sogno così, da un punto di vista soggettivo, diciamo. Ma molto più spesso anche in sogno mi vedo e mi ricordo dall'esterno, come nella realtà. Però a differenza del ricordo nella veglia, quando mi vedo dall'esterno nei sogni, i miei tratti sono molto indistinti e mutevoli. Ad esempio, un sogno comincia che mi vedo dall'alto, ma non riesco a vedermi bene. Poi, man mano, la mia visuale si avvicina e i miei tratti si fanno più definiti, ma questi tratti sono cambiati a seconda di come mi sono comportata nel sogno - via via più angelici o via via più mostruosi, fino al punto, ad esempio, di riuscire a "visualizzarmi" solo quando sono ormai già in decomposizione. Non so come spiegarlo, ma è come se riuscissi a vedermi distintamente in sogno solo quando il mio comportamento ha dato un esito positivo o negativo, ma comunque definitivo, al sogno; e il sogno ha deliberato che aspetto devo assumere. Quindi, a differenza del ricordo nella veglia, quando sogno non riesco a ricostruire dall'esterno i miei tratti oggettivamente. Diverso è il caso dei sogni lucidi, anche se non è che ne abbia fatti tanti. Mi vedevo sempre dall'esterno, però la mia ricostruzione fisica era molto meno approssimativa e non cambiava mai. E te invece? C'è una corrispondenza tra come ricordi la realtà e i sogni? 
    OT.

  • @fattore_a anche i tuoi sogni hanno la stessa visuale dei fatti reali?
    Ho letto con interesse i vostri interventi. Grazie per la domanda.
    Nei miei sogni a sembrare reali sono più le voci che le cose che vedo. Tante volte mi sono svegliato tanto sembravano vere quelle voci. È con una voce che ho avuto il sogno premonitore sulla morte di mia madre 20 anni fa.

    Voi sognate con l'audio in presa diretta o pensate alle parole degli altri?
  • PeregrinoPeregrino Post: 779
    modificato ottobre 2014

    C'è una corrispondenza tra come ricordi la realtà e i sogni? 
    Credo di sì, ma adesso più ci penso più mi vengono in mente sogni diversi con tipologie diverse. Nei rari sogni lucidi che mi è capitato di fare, invece, la visuale era quella della realtà, molto più che nei ricordi
    Tante volte mi sono svegliato tanto sembravano vere quelle voci
    Mi succede, anzi spesso sento proprio qualcuno che mi dice "svegliati", oppure "è ora di andare" a voce alta, e allora apro gli occhi di soprassalto e mi accorgo di essere da solo. Però non sempre so a chi appartenga quella voce.
    Post edited by Peregrino on
  • Theda_BaraTheda_Bara Post: 1,329
    @fattore_a
    Ma sono voci di persone che conosci?E se non sono voci di persone che conosci, come le descriveresti?Maschili?Femminili?Che tono hanno?Che sensazione ti lasciano?(scusa le tante domande, forse anche indiscrete, ma mi interessa molto). La maggior parte delle volte nei miei sogni normali il contenuto delle parole è trasmesso telepaticamente, oppure per iscritto, ma comunque quasi sempre in silenzio(nei sogni lucidi, invece, le parole sono parlate). Però non è raro che come fonte di suono ci sia la musica, e spesso è molto bella. 
    OT.
  • fattore_afattore_a Post: 2,337
    Ma sono voci di persone che conosci?E se non sono voci di persone che conosci, come le descriveresti?Maschili?Femminili?Che tono hanno?Che sensazione ti lasciano?
    Proprio alla trasmissione telepatica mi riferivo quando vi chiedevo se nei vostri sogni sentite parlare.

    Non saprei se sono voci maschili o femminili; non sono voci conosciute: anche quando sogno - per esempio - che una persona mi telefona la voce non è la sua reale. Non vale sempre e a volte le parole le sento come per telepatia ma sono diverse, non le "sento" in quel caso.

    Stamattina, caso vuole, ho aperto gli occhi perchè ho sentito nel sogno il miagolio di un gatto e io non ho gatti in casa.
  • Sì e no, perché se qualcuno mi dice di ripetere quello che ha detto nell'immediato non lo ricordo ma se qualcuno mi chiede la stessa cosa dopo qualche anno ricordo tutto e spesso con le stesse parole . Le date in genere mi ricordo quelle di compleanno dei miei amici, ma di altro ricordo molto.
  • WBorgWBorg Post: 4,497
    In teoria mi ricordo quasi tutto. Però non ho un accesso istantaneo a tutte le informazioni.
    Se mi concentro su un determinato posto del passato i ricordi riaffiorano in una maniera aleatoria. Sono immagini nitide, suoni, odori, sensazioni. Anche la sinestesia mi fa ricordare nella stessa maniera.
    Ho il controllo totale sulle informazioni riguardante una persona che mi interessa. Nella mia città di origine dove quasi tutti ci conoscevamo avevo ricordi di qualche centinaia di persone, seguivo la loro evoluzione, la loro vita. Qui nel forum mi interessano in questo modo al massimo una decina di persone. Perciò di loro mi ricordo quasi tutto quello che hanno scritto nei ultimi tre anni, qualcuno lo può anche confermare.
    Ho anche un forte memoria degli odori, variazioni di temperatura e umidità del aria. Anche la memoria tattile non è male.
    Più di una volta tutto ciò è un calvario.
    marco3882Nemo
    Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale
  • Io ricordo solo ciò a cui presto attenzione. La memoria assoluta è un bel grattacapo.
    marco3882
    Tutto appare sempre un po' diverso quando lo si esprime, un po' falsato, un po' sciocco, sì, e anche questo è bene e mi piace moltissimo, anche con questo sono perfettamente d'accordo, che ciò che è tesoro e saggezza d'un uomo suoni sempre un po' sciocco alle orecchie degli altri.
    -Siddharta
  • ale82ale82 Post: 953
    modificato ottobre 2017
    Solo per ció che mi piace o mi interessa in qualche particolar modo.
    Odio i numeri in qualsiasi loro manifestazione.
    Dunque non ricordo quasi nessuna data, compresa quella del mio compleanno...sono pessima, lo so..:(
  • MinolloMinollo Post: 516
    Per quanto riguarda me, anch'io ho una forte memoria per le date (o meglio, gli anni), specialmente di cose di cultura generale, me l'ha fatto notare pure la mia analista (che mi invoglia pure ad avere più fiducia nelle mie capacità, visto che di solito non ho molta fiducia in me stesso, purtroppo).
  • ElementoAcquaElementoAcqua Post: 63
    modificato febbraio 2018
    Io ho una memoria eccezionale, è forse la mia caratteristica principale

    Mi riferisco in particolare alla capacità di memorizzazione, davvero molto alta e me lo dicono tutti anche a lavoro (attualmente faccio un lavoro che rispecchia proprio le mie caratteristiche)

    Il mio post è stato ispirato dal fatto che proprio adesso, fino a pochi minuti fa, stavo memorizzando delle cose per il mio lavoro (quasi un migliaio di indirizzi da dividere in varie parti, ovviamente non devo fare tutto in un giorno ma è un lavoro che normalmente richiede alcuni mesi per arrivare a farlo perfetto e io sto già a praticamente la terza parte dopo 4 giorni per farvi capire)

    Oltre alla capacità di memorizzazione, ho anche particolare memoria per date e numeri: mi basta sentire ad esempio mezza volta di sfuggita per caso la data di nascita di una persona anche di cui non mi interessa niente, e me la ricordo poi anche a distanza di moltissimo tempo........pure se non voglio memorizzare, certe cose la mente le registra e le ricorda

    Anche diversi di voi hanno una memoria così?
    marco3882rondinella61Adalgisa
  • neutraleneutrale Post: 12
    modificato marzo 2018
    Ho un'eccellente memoria per le cose che mi interessano e per una serie di fatti e avvenimenti (ritenuti poco rilevanti, marginali, dettagli) che non saprei meglio catalogare
    Per tutto il resto sono una frana, non ricordo che ho mangiato a pranzo
    vera68
  • LifelsLifels Post: 1,849
    Ho una “pessima” memoria, mi dimentico la maggior parte delle cose.

    Quando cambio interesse tendo a dimenticare quasi tutto di quello precedente. 
    ale82
    Tutto “tra virgolette”

  • ale82ale82 Post: 953
    modificato marzo 2018
    @lifels, questa é una cosa che accade spesso anche a me, non per tutto, peró
    L'altro giorno una collega mi ha guardato strano perché ricordavo a memoria oltre venti codici fiscali che servivano per la compilazione di nuovi contratti.
    Mi sembrava meravigliata quanto interdetta, ho cercato di giustificare la cosa spiegandole che spesso mi ritrovo a trascriverli, ma non sembrava comunque convinta con questa mia risposta :D
    Credo di avere una grande memoria, ma solo in ambiti molto ristretti e inusuali, e alquanto casuali.
  • pokepoke Post: 1,721
    Mah...

    Non ho la classica memoria degli autistici.
    D'altra parte comincio a dubitare seriamente di essere asperger, la mia memoria è eccezionale nel ricordare le persone, quello che dicono o che fanno, i loro atteggiamenti, comportamenti ecc...
    In questo è insolita, accade spesso di ricordare più cose io di loro che loro stessi di sé.

    La definirei la memoria del neurotipico, perché l'interesse è orientato a quello umano.

    Oltre a questo tendo a ricordare bene i ragionamenti.


    Da piccola questo mi è stato utilissimo, ma nella vita adulta ha solo risvolti negativi.

    Io cerco di fregarmene quanto più possibile di ogni persona, per dimenticarla.
    Perché sono stufa d'essere tormentata dai ricordi.

    Io ricordo e gli altri no. Uno schifo.
    Ti fa sentire come se sei invisibile.
    ale82rondinella61vera68
  • MononokeHimeMononokeHime Post: 2,444
    Una volta avevo un’ottima memoria, ma solo su ciò che mi interessava. Ai tempi di medie e superiori, se mi facevi vedere una vignetta qualsiasi del mio fumetto preferito, o le battute di uno dei personaggi in particolare, ti sapevo dire senza sforzo a quale numero apparteneva e in quale posizione della pagina era. Ora... lasciamo perdere, va... :P
    marco3882
    Che io abbia il corraggio di accettare le cose che non posso cambiare, la forza di cambiare le cose che posso cambiare, e la saggezza per poterle distinguere. (versione personale)
  • Credo che mio figlio l’abbia. Ha quattro anni. Ricorda strade e portoni. Ricorda anche se c’è stato una volta sola le stanze dove ci sono giochi. Ricorda la collocazione delle giostre in centri commerciali ampissimi e frequentati di rado. Ha imparato a contare fino a 100 in inglese guardando dei video su YouTube.
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