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Pensare per immagini

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Commenti

  • iieiie Post: 697
    riot ha detto:

    38/40
    devo dire però che alcune immagini suggerite non appartengono alle categorie che io visualizzo meglio. ad esempio, troppo spesso aspetti naturali e niente architetture, oggetti e macchinari.

    Nel VVIQ originale di Marks del 1973 (quello che è stato somministrato alle persone coinvolte nello studio di Zeman, Dewar e Della Sala) c'è anche una domanda che riguarda aspetti non "naturali":

    Think of the front of a shop which you often go to. Consider the picture that comes before your mind’s eye.
    9.  The overall appearance of the shop from the opposite side of the road.
    10. A window display including colours, shapes and details of individual items for sale.
    11. You are near the entrance.  The colour, shape and details of the door.
    12. You enter the shop and go to the counter. The counter assistant serves you. Money changes hands.


    Esiste poi una seconda versione del questionario (VVIQ-2) pubblicata sempre da Marks (credo nel 1995), ma l'unica che ho trovato online in forma di test è quella abbreviata presente sul sito della BBC.
    riot
  • WhoamiWhoami Post: 272
    A volte mi capita di pensare a qualcosa e nel mentre che sto pensando a parole mi rendo conto a mezza frase o anche prima di iniziarla che io quel pensiero l'ho già avuto, il concetto c'è l'ho già, sta già lì, senza avere il bisogno di fare una frase e perciò mi fermo, quindi mi chiedo se è possibile pensare senza parole o immagini? È un modo di pensare che ha un nome o e semplicemente il modo in cui si creano i pensieri? Essendo abituata a pensare a parole, facendo frasi compiute, non ci ho mai fatto caso.
  • marco3882marco3882 Post: 1,871
    Test 37/40.

    Anche io visualizzo come nella realtà. Sono più bravo a visualizzare oggetti piuttosto che cielo come nel test.
    riot
  • LifelsLifels Post: 1,850
    modificato giugno 2017
    @Whoami Penso che il cervello elabori i dati in entrata e faccia collegamenti anche quando non usiamo il pensiero a parole o immagini.
    Ho la sensazione che il pensiero "a parole o immagini" sia una trasposizione, una traduzione di qualcosa che è già presente dentro di noi, di un'elaborazione già avvenuta.
    Marco75WhoamiPiu82
    Tutto “tra virgolette”

  • SophiaSophia Post: 5,904
    Piu82nebelriot
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • nebelnebel Post: 344
    13/40, nessuna immagine definita, al più qualche colore, con l'arcobaleno solo l'arco ma nessun colore.
    ho a che fare con delle immagini solo quando si verificano le seguenti condizioni:
    -il contesto mi viene suggerito dall'esterno, non è mai creato dal nulla
    -si innesca dall'esterno un avvenimento che mi porta a ricordare (che non penso sia come pensare) determinate vicende già vissute e quindi sempre con una base non interiore
    -sono completamente distratta e mi estraneo.
    non sono sicura di dare la risposta corretta, ma io credo di pensare per parole, molte volte sono talmente nitide da riempire il silenzio circostante, forse è per questo che non sento la necessità di troppe interazioni. spiegherebbe anche la fluidità e la facilità con cui armeggio con le parole, è come se fossi in continuo allenamento.

    i vostri risultati vicini al 40 mi stupiscono...
    riot
  • Piu82Piu82 Post: 1,536
    Io dico spesso di pensare "per immagini".


    E mi sembra davvero bizzarro che alcune persone non conoscano questo modo di pensare:
    se non avessi un'immagine o una scena di tutto ciò che penso o che mi viene detto credo che mi sentirei molto smarrita e senza riferimenti.


    Non so se la mia autoanalisi sia corretta, ma credo di poter ricondurre questo modo di pensare al fatto che amo molto utilizzare degli
    esempi quando parlo o penso, anche tra me e me.


    In tal modo, qualsiasi concetto astratto può essere trasformato in un'immagine, ma tutto ciò avviene in modo abbastanza veloce e immediato.


    È come se ogni volta nella mia mente apparisse una scena con titolo "come se"
    (anche quest'ultima frase ne è un esempio: ho immaginato una vignetta con il titolo "come se" e con dentro me che immagino appunto la scena "come se"....nulla di artificioso come sembra dalla mia descrizione, è tutto agito in pochissimi istanti)



    Allo stesso modo accade con il termine "assioma" riportato come esempio nell'articolo sopra postato: se conoscessi un assioma, mi potrebbe venire in mente un esempio di un assioma e lo vedrei scritto sulla pagina del testo in cui lo studiai a scuola, "sentendo" proprio me seduta al mio posto e vedendo direttamente la frase, oppure, potrei visualizzare la definizione che conosco di "assioma", se mi viene per prima cosa in mente il nome di un autore di un assioma vedo una sua foto vista in un testo o cose del genere.
    Dipende da ciò che mi viene subito in mente come immagine.


    Purtroppo ciò spesso mi ha portato a credere di ricordare bene un concetto,
    quando invece avevo solo una sua immagine fissa e "sicura" nella mia testa, ma appena cercavo di tradurla in parole, ad esempio durante un esame, diventava magicamente impossibile da reperire.



    Quindi deduco che queste immagini non sono per me sempre "leggibili"; a volte stanno lì e basta.


    Quando accadeva questo mi rendevo conto che era importantissimo "ripetere" a voce alta gli argomenti di studio (cosa che detestavo); trovai così un escamotage faticoso ma funzionale: facevo dei riassunti scritti e poi sottolineavo le frasi-chiave con colori diversi e strategicamente scelti (vi risparmio i dettagli); a quel punto, durante l'esame, mi veniva più facile visualizzare le frasi da usare per rispondere alla domanda dell'insegnante: la "vedevo"in base al colore scelto per il paragrafo, al titoletto, alla forma del paragrafo in base alla posizione di ciascuna frase e alla forma delle parole singole.


    Mi sono arresa a -6 materie della specialistica, facendo la rinuncia agli studi: subentrando stimoli che hanno destabilizzato un equilibrio della mia vita quotidiana, questo modo di studiare ha iniziato a fare acqua da tutte le parti, perché è abbastanza laborioso e a me richiedeva stabilità e controllo assoluto.
    iieMononokeHime
  • Marco75Marco75 Post: 2,109
    Around 25% or one quarter of participants fall into this band, alongside you. It places you in the lower half of the population for imagery vividness, but your score is not unusually low.
    Your score:
    24/40



    Fatto il test proprio ora. Risultato così così, tendente verso il basso. Mi è venuto meglio visualizzare il volto del mio amico, ma non i particolari del corpo e della camminata. Molto meglio invece il cielo e il tramonto.
    "There are those that break and bend. I'm the other kind"

    Cinema, teatro, visioni
  • iieiie Post: 697
    modificato giugno 2017
    Trovo l'articolo segnalato da lollina molto affascinante.

    Già nelle premesse leggo qualcosa che per me ha dell'incredibile (ma che vedo almeno in parte confermato dai punteggi altissimi che diverse persone sembrano facilmente ottenere nel "VVIQ ridotto"):

    "Quello che ci si potrebbe aspettare è che tratti empatici ed autistici non influenzino la capacità di immaginare parole concrete o teoriche. Tutti – indipendentemente dai loro tratti autistici – dovrebbero avere una scarsa capacità di immaginare parole teoriche (che non sono direttamente basate sulla percezione) e una spiccata capacità di immaginare parole concrete (che si basano invece ampiamente sulla percezione)."


    Per me non c'è sostanziale differenza nel pensare alle parole "candela", "felicità" o "assioma": in tutti e tre i casi, semplicemente, penso al concetto senza richiamare alla mente immagini o altre percezioni sensoriali (e se ci provo esplicitamente, ad esempio nel caso della candela, non ci riesco).

    In effetti, dopo averci riflettuto per diverse ore, credo di poter affermare che il mio pensiero funzioni per "concetti" e "collegamenti".

    Quindi, in un certo senso, sento (ossia "percepisco", e la mia percezione potrebbe anche essere sbagliata) che la suddivisione delle parole nelle tre categorie indicate dall'articolo (percezione esterna, percezione interna, informazione linguistica) non sia del tutto applicabile al mio modo di pensare.


    Lo studio dimostra una forte correlazione tra AQ/EQ e capacità di immaginare emozioni, propriocezioni e parole teoriche (persone con AQ molto alto ed EQ molto basso tendono ad avere maggiori capacità di immaginazione/visualizzazione):

    "[...] this group probably compensates for the lack of direct emotional experience by developing a higher capacity to imagine emotions in a visual manner. This same tendency – even if to a lesser and non-significant degree – is discernible also in the case of proprioceptive terms referring to bodily (proprioceptive and interoceptive) states."

    "[...] we were also able to ascertain that people with high levels of autistic traits and lower levels of empathic traits have a more developed capacity to imagine theoretical words and this is compatible with the common knowledge that they are outstanding in understanding theoretical issues and in accomplishing abstract tasks. Thus, we can conclude that the capacity to dynamically form and mentally recall representations of past sensory experience associated with a word is in general positively related with a better grasp of the phenomena denoted by the words."


    L'ipotesi conclusiva, per me ancor più sorprendente, è ben riassunta nell'articolo presente su Spazio Asperger:

    "Ma c´è di più: lo studio potrebbe essere rilevante anche in un´ottica clinica, giacché l´indice di “immaginabilità” per determinate classi di parole potrebbe rappresentare uno strumento per predire la tendenza o la presenza di maggiori tratti autistici o empatici nell´individuo."


    Cioè, secondo la mia personalissima interpretazione (e, vorrei precisare, si tratta di una semplificazione volutamente eccessiva che mi aiuta a "immaginare" meglio il concetto (del resto non sono in grado di farlo visivamente...)), indicando con AEQ la condizione "punteggio AQ elevato e punteggio EQ basso" e con CIV la condizione "elevata capacità di immaginazione/visualizzazione", si dovrebbe avere un'implicazione che vale in entrambi i versi:

    AEQ <=> CIV

    Pur sapendo perfettamente che non si tratta di implicazioni che valgono in generale, ma soltanto dei risultati di un'analisi statistica, io - da persona che soddisfa chiaramente la condizione AEQ e altrettanto (se non più) chiaramente non la condizione CIV - rimango meravigliato davanti a questi dati.
    NemoPiu82
  • Piu82Piu82 Post: 1,536
    Mi chiedo quali collegamenti potrebbe avere questo modo di pensare con l'intelligenza, o meglio, con il QI.


    Premettendo che non ho quasi nessuna conoscenza in merito, ho immaginato che la mente possa elaborare molto più velocemente se lavora per concetti e collegamenti ed essere invece appesantita e rallentata dalla presenza, soprattutto in memoria a breve termine, di immagini e "fotografie"....
    Mi ha fatto anche riflettere, a tal proposito, l'affermazione di @nebel sulla sua fluidità e facilità di linguaggio verbale, cosa che io (e anche chi mi ascolta parlare) considero una chimera!


    Penso che in linea di massima sia più efficace il potere e sapere utilizzare entrambi i modi di pensare, adattandoli ai diversi contesti di utilità.
    (la mia inflessibilità nell'utilizzo esclusivo della memoria visiva mi rendeva un po' problematico studiare e riportare un testo, ma probabilmente sarei molto brava a rievocare un dettaglio visivo durante un interrogatorio...)


    Però mi piacerebbe sapere se i soggetti "concettuali" ottengono punteggi di QI più elevati rispetto ai soggetti "visivi".
    nebel
  • iieiie Post: 697
    modificato giugno 2017
    La tua domanda è interessante, @Piu82, ma io - premettendo che, proprio come te, non conosco a fondo l'argomento - credo che la risposta sia no.

    Stando a quello che ho letto, nei test del Quoziente Intellettivo "seri" tipo il WAIS, a differenza dei test ridicoli che si trovano su Internet (in cui è davvero troppo facile ottenere punteggi anche molto alti), vengono valutate in modo approfondito diverse aree cognitive.

    Non ho mai visto di persona questi test, ma da una rapida ricerca sul web (http://www.neuropsicologia.it/content/view/106/90/) trovo ad esempio che il WAIS-R dovrebbe essere composto da undici subtest:

    (I) Informazione o Cultura generale;

    (II) Comprensione;

    (III) Memoria di cifre;

    (IV) Ragionamento aritmetico;

    (V) Analogie;

    (VI) Vocabolario;

    (VII) Completamento di figure;

    (VIII) Riordinamento di storie figurate;

    (IX) Disegno con cubetti;

    (X) Ricostruzione di figure;

    (XI) Associazione tra simboli e numeri o cifrario.


    Mi chiedo allora: è forse anzi possibile che una scarsa capacità di "visualizzazione" possa penalizzare in alcuni di questi subtest?

    (Qui sarebbe forse utile l'opinione di qualcuno che conosca davvero i test.)


    A proposito del Quoziente Intellettivo, gli autori dell'articolo in questione scrivono (evidenziando il fatto che nel raccogliere i dati utilizzati nella ricerca non si è tenuto conto del QI dei partecipanti):

    "[...] we can imagine that cognitive level may be a strong predictor of word imageability, so it is a limitation that no measures of cognitive performance were taken into account. However, in the current study we decided not to collect any IQ measure for technical reasons."

    Sembrerebbe quindi che, secondo il loro punto di vista, il Quoziente Intellettivo possa avere una correlazione positiva con la capacità immaginativa.
    nebelPiu82
  • Piu82Piu82 Post: 1,536
    È appunto un limite conoscitivo, seppur non di validità, non aver considerato il QI per motivi tecnici.

    Chiedi @iie:
    "è forse anzi possibile che una scarsa capacità di "visualizzazione" possa penalizzare in alcuni di questi subtest?"

    In effetti, io risponderei si nel caso di scarsa capacità di immaginare parole concrete.


    La capacità di immaginare parole astratte, tuttavia, potrebbe agevolare lo svolgimento di alcuni (pochi?) items (ad esempio VIII: riordinare storie figurate), ma potrebbe "inceppare" il funzionamento in altri compiti e in generale in modo più marcato rispetto a quanto potrebbe farlo la totale carenza di capacità di pensiero per immagini.

    Soprattutto considerando il fatto che, come riferiscono gli autori, si tratta di una strategia di compensazione a meccanismi che altrimenti utilizzerebbero altre vie, consentendo un... traffico più scorrevole...

    Ripeto, è solo una mia curiosità.
    iie
  • iieiie Post: 697
    In effetti @Piu82 ho visto che ti riferivi a @nebel, che ha descritto una modalità di pensiero "verbale" che mi appare molto diversa dal "mio" pensiero per concetti/schemi (io, per esempio, non ho assolutamente fluidità nel linguaggio verbale - non sono minimamente in grado di sostenere una conversazione "botta e risposta" -).

    Non so se esistano studi inerenti all'argomento "Quoziente Intellettivo e Stili di Pensiero" (ho provato a cercare un po' ma non ho trovato nulla), ma credo anch'io che si tratti di qualcosa di potenzialmente interessante.


    L'unica cosa che posso fare, in qualità di non-pensatore per immagini, è cercare di riportarti la mia "sensazione" personale.

    Non avverto alcun "vantaggio" derivante dal fatto di non essere in grado di formare immagini compiute nella mia mente.

    Non credo che il mio Quoziente Intellettivo sia particolarmente alto, né soprattutto che sia più alto di come sarebbe se invece riuscissi a immaginare la cera che cola da una candela accesa, o se "vedessi" un prato verde ogni volta che sento pronunciare la parola "assioma".

    Ripeto, è solo una sensazione, non c'è niente di "scientifico".

    Piu82
  • riotriot Post: 6,425
    modificato giugno 2017
    Piu82 ha detto:

    ho immaginato che la mente possa elaborare molto più velocemente se lavora per concetti e collegamenti ed essere invece appesantita e rallentata dalla presenza, soprattutto in memoria a breve termine, di immagini e "fotografie"....
    Mi ha fatto anche riflettere, a tal proposito, l'affermazione di @nebel sulla sua fluidità e facilità di linguaggio verbale, cosa che io (e anche chi mi ascolta parlare) considero una chimera!

    è sempre soggettivo, ma dalla mia esperienza, posso dire che il "problema della velocità" non è tanto nel pensare per immagini (anzi!) quando nel comunicare, dovendo tradurre in simultanea gran parte delle imagini in parole, selezionando soprattutto tra le immagini che non servono a quella comunicazione (perché si affollano).

    in me la fluidità è incostante. penso che i miei interlocutori notino che ogni tanto rallento nel mezzo di una frase proprio perché devo corrispondere la giusta parola all'immagine, al film che vedo.

    @iie sulla questione delle parole astratte ne parlammo già in un altro thread che illustra i tre modi di pensare (verbale, visivo e per pattern. se ho un po' di tempo poi ve lo cerco).
    la capacità di pensare parole astratte visualizzandole non è diversa dalla capacità di visualizzare oggetti, persone e contesti. cambia però da persona a persona il modo.
    per me è vedere oggetti geometrici che hanno (a cuasa della sinestesia che m'ingenerano) anche una consistenza fisica.
    non c'è bisogno di nominarli perché la sensazione associata è precisa.
    ma ecco che nell'ipostesi dell'item VIII: riordinare storie figurate, non saprei predire cosa potrebbe guidarne il completamento in quell'attimo tra le due: il suggerimento dell'immagine geometrica come a se stante, o la sinestesia che genera (tattile o gustativa per lo più).
    questo era per dire che se l'intelligenza entra in gioco, penso, è critica soprattutto per la capacità di selezione da immagini verso la verbalizzazione coerente, ovvero nella capacità di rendere fluida, appunto, la comunicazione.
    Piu82
  • vera68vera68 Post: 3,075
    Assolutamente io penso per immagini. Ma è una cosa di cui ho preso coscienza negli ultimi 10 anni, da quando cioè sono uscita da un lungo periodo di ibernazione emotiva sicuramente durato almeno vent'anni anni. (Durante questo 20 anni provavo sicuramente delle emozioni, ma non davo loro attenzione. era una strategia di sopravvivenza. Solo la rabbia era la valvola di sfogo.)
    Da dopo quel periodo per parlare di ciò che sento, per spiegare quale emozioni mi suscita quella particolare situazione, posso solo usare le immagini che mi compaiono davanti agli occhi. Sembra che sappia solo più esprimermi usando come metafora l'immagine che ho davanti agli occhi e posso fare discorsi molto lunghi usando la stessa metafora o cambiandola, e nel discorso che sto sostenendo quando esco fuori dalla metafora faccio molta fatica a non usare termini che sarebbero propri nella metafora utilizzata ma che non lo sono fuori. (E pensare che una volta mi esprimevo come la pagina di un saggio di filosofia.)
    Però ho notato che qualcuno ha provato a fare il contrario con me, cioè a spiegare le sue sensazioni attraverso immagini, forse pensando di venirmi incontro...è difficilissimo che capisca, non vedo proprio il nesso
    Piu82WBorgamigdala
  • Non riesco a capire che tipo di mente
    io abbia. Mi sembrerebbe una combinazione delle tre.

    Credo di pensare prevalentemente per
    immagini, anche se non sono molto molto dettagliate, direi che
    restano sempre un pochino sfumate. Mi accorgo che il mio pensiero è
    molto veloce, ma poi si scontra con la difficoltà ad esser
    verbalizzato. Capita molto spesso ad esempio che io possa indicare
    subito e con sicurezza la risposta ad un quesito, ma faccio davvero
    molta fatica a trovare le parole per argomentare la mia risposta. Il
    processo mi sembra questo: si evoca un'immagine, devo cominciare a
    parlarne in modo da individuare lo schema, il percorso logico che il
    mio cervello ha fatto per evocare proprio quell'immagine e non
    un'altra. Una volta chiarito questo percorso logico attraverso l'uso
    della parola il pensiero diventa più chiaro anche per me e sono in
    grado di spiegarlo a qualcun altro. Per capire una qualunque quindi
    io ho sempre bisogno di schematizzare attraverso le parole, dette o
    meglio ancora scritte.

    Studiando filosofia analitica invece
    riesco molto facilmente a riconoscere schemi logici, è come se li
    cogliessi subito, intuitivamente. Faccio molto caso agli schemi, ad
    esempio in situazioni anche molto diverse io noto subito se si è
    verificata una dinamica simile. E nella mia memoria rimane il ricordo
    della dinamica, dello schema o la legge di fondo, ma dovendo in
    seguito dare un esempio specifico di quella dinamica farei fatica a
    ricostruirla nella memoria. Non riconosco i dettagli come elementi
    rilevanti da ricordare, ma come variabili e basta, per cui per me è
    lo schema il punto centrale da ricordare. La mia mente ricorda
    quello, non lo specifico contesto di applicazione.

    Inoltre io per tutto il giorno parlo da
    sola, immaginandomi un interlocutore. In sostanza per tutto il giorno
    immagino di verbalizzare i miei pensieri a qualcuno (sempre una
    persona specifica) che se ne sta lì ad ascoltare tutto quello di cui
    io ho voglia di parlare in maniera logorroica, senza dovermi
    preoccupare che si stia annoiando o meno.

    Inoltre alla visita per la valutazione
    Asperger mi è stato chiesto se ho un'immagine dell'organizzazione
    della mia mente come uno schema, un archivio, cassetti.. io me la
    immagino come una gran confusione, con un insieme di idee sfumate che
    che andrebbero messe in ordine, sebbene in realtà sia un caos
    organizzato... per cui un po' titubante ho risposto che la immagino
    come se fosse composta da tanti fiumi, che si incanalano e vanno a
    creare l'idea complessa.. della quale poi io devo rintracciare la
    struttura logica con un procedimento di analisi.

    Alla luce di tutto questo... che mente
    ho??



  • OrsoX2OrsoX2 Post: 972

    Vorrei riesumare questa discussione e raccontare la mia esperienza a proposito di "pensare per immagini", anche se temo di "volare un po' basso". 

    Mi è capitato di usare un trucco per risolvere problemi spiccioli per acquisti ed organizzazione di ambienti: immagino una persona che può avere bisogno di qualcosa (p.es, per compleanno o Natale) o che deve andare a vivere in un nuovo ambiente (casa o lavoro) e la vedo agire in pochi istanti, velocissimamente, da quando si sveglia a quando va a dormire, per passare in rassegna tutto quello di cui può avere bisogno per sé e per l'ambiente dove si trova. E' tanti anni che uso questo sistema, e trovo che sia piuttosto efficiente: le cose che servono riesco a  "vederle" molto nitidamente. ;) E soprattutto, questo meccanismo riesce ad essere complementare a quello che usa mia moglie, che è sicuramente diverso... anche se non ho ancora capito quale.

    Piu82rondinella61ale82
    ("Caducità delle umane cose!" - considerazione indifferentemente attribuibile a Umani e Non)
  • LifelsLifels Post: 1,850
    @iie

    Molto brevemente, ti comunico che, facendo il test WAIS, non mi sono sentito affatto penalizzato dal fatto di non saper “visualizzare”. Ho con molto sforzo compensato “egregiamente” a questo “deficit”.

    Aggiungo che a me quel test non è sembrato un test “serio”, in quanto incapace di mettere in evidenza gli aspetti in cui la mia mente è maggiormente penalizzata. Sono tanti, ed evidenti quasi a chiunque mi abbia conosciuto di persona. Ho la sensazione che si dovrebbe mettere alla prova la persona con molti più subtest, per avere un buon profilo cognitivo anche di persone molto “atipiche”.

    Sto aspettando di poter esaminare i risultati per fare considerazioni più approfondite, ed eventualmente ricredermi.
    Tutto “tra virgolette”

  • Piu82Piu82 Post: 1,536
    @OrsoX2

    Quel che descrivi mi sembra simile a ciò che faccio quando devo fare la sottolista della spesa: ciò che manca.

    Poiché ogni cosa, nei miei spazi personali, si trova sempre allo stesso identico posto, riesco perfettamente a vedere nella mente quale prodotto è finito o sta per finire, senza andare a cintrollare, passandoli in rassegna visivamente nella mente.

    Oppure, nella mia borsa tengo una miriade di oggetti (è una piccola casa con tutto il necessario e oltre), ma riesco a inserire la mano e a tirare fuori anche un oggetto minuscolo in profondità, perché lo vedo, vedo esattamente in quale posizione di trova dentro la borsa e rispetto agli altri oggetti.
    (Quando vedo persone che rovistano per minuti infiniti alla ricerca di qualcosa, mi viene sempre un po' da sorridere: perché questo stress in più?).

    Poi ancora, mi capita di visualizzare velocissimamente gli spazi di un ambiente per riposizionare i mobili o immaginarne di nuovi nella loro posizione reciproca, e tutte le volte che ho potuto poi concretizzare quella immagine mentale, mi sono sempre stupita di come tutto andasse facilissimanente a posto grazie al fatto di averlo prima immaginato e visto in poco tempo.

    Lo stesso accade quando metto in ordine armadi ecc...
    Ogni cosa trova posto in un modo velocissimo e quasi "magico"...al millimetro!
    E minore è lo spazio a disposizione, più ci trovo gusto
    È comodo.
    (Ad esempio io adoro i piccoli spazi organizzati "stile Ikea").

    Forse è solo frutto di così tanti anni di convivenza con il DOCP, un suo prodotto insomma...
    Non saprei...

    Qualche tempo fa ho anche pensato che avrei potuto "vendere" questa "capacità" a quelle persone che si perdono nel loro assurdo disordine e si disperano perché pensano di non avere spazio sufficiente, mentre semplicemente (ma a me sembra strano) non riescono letteralmente a "vederlo".

    (Però dovrei andare a casa di altre persone e toccare le loro cose. Non posso farlo :D )



    ale82OrsoX2rondinella61
  • OrsoX2OrsoX2 Post: 972
    Piu82 ha detto:

    @OrsoX2

    Quel che descrivi mi sembra simile a ciò che faccio quando devo fare la sottolista della spesa: ciò che manca....

    ... ;) Appunto, dicevo "volare basso" ... però nella vita di tutti giorni può essere utile!


    Piu82
    ("Caducità delle umane cose!" - considerazione indifferentemente attribuibile a Umani e Non)
  • ale82ale82 Post: 953
    modificato dicembre 2017


    Quel che descrivi mi sembra simile a ciò che faccio quando devo fare la sottolista della spesa: ciò che manca....

    ... ;) Appunto, dicevo "volare basso" ... però nella vita di tutti giorni può essere utile!


    Mi rivedo praticamente in tutto quanto da voi elencato.
    Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro, rispetto a come io penso, visualizzo ed elaboro.
    Solo un piccolo particolare forse differisce;
    quando devo elaborare un discorso complesso, lo faccio con le parole stesse, visualizzo letteralmente un foglio bianco con una penna che scrive quel che penso, punteggiatura compresa.
    Per il resto penso tutto visivamente, e letteralmente come se sfogliassi un album di fotografie.
    Fino a qualche mese fa credevo che il mondo intero pensasse in questo modo



    @-)
    rondinella61OrsoX2Piu82
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