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Problemi relazionali

piccolamartapiccolamarta Post: 16
modificato maggio 2018 in Mi presento
Ciao a tutti. È da un pò di tempo che leggo alcune vostre discussioni, ma solo oggi ho trovato il coraggio di registrarmi e scrivere, forse spinta da disperazione. È da quando ho memoria che non riesco ad interagire con gli altri. Da piccola la mia unica relazione significativa era con mio padre, ma si trattava di una relazione profondamente disfunzionale, nel senso che essendo lui una persona molto chiusa praticamente ha creato con me un rapporto molto esclusivo, dal quale era esclusa persino mia mamma. Di conseguenza io stavo sempre e solo con lui, nonostante parlassi anche con mia mamma e mio fratello...ma con il resto del mondo, parenti compresi, mantenevo un silenzio totale, e così è stato sia all asilo che alle elementari. Mutismo selettivo mai diagnosticato. Poi piano piano sono riuscita a sbloccarmi da sola, con tanta fatica e coraggio, e questo ha comportato una rottura della relazione con mio padre, che non ha saputo adattare il nostro rapporto alla mia crescita...forse avrebbe voluto che io restassi sempre e solo con lui... Oggi ho 27 anni, un fidanzato da otto anni, un cane che è la mia felicità... Ma non riesco a rivolgere la parola a mio fratello, con mio padre solo frasi di circostanza, ma siamo due sconosciuti praticamente... Mentre con mia mamma riesco un pò a parlare e confidarmi, anche se lei è una persona talmente ansiosa che spesso sono io a sostenere lei... Non riesco a instaurare amicizie, sono fidanzata solo perché lui è stato talmente testardo da non scoraggiarsi mai nonostante io in tre anni di amicizia e durante i primi mesi di fidanzamento non gli abbia mai mandato nemmeno un messaggio, mai nemmeno una telefonata...se non fosse stato per la sua testardaggine avrei allontanato pure lui, come faccio sempre.... Non so se sono Asperger, ma so che non riesco a comprendere i meccanismi relazionali...ho un assoluta difficoltà a capire come ci si comporta, cosa gli altri si aspettano da me....quando mi trovo in un gruppo non capisco mai quando è il mio turno per parlare...non riesco mai a prendere l iniziativa per cercare le persone.... Vedo che gli altri riescono a entrare in confidenza relativamente in fretta, mentre a me servono tempi biblici e il più delle volte nemmeno ci riesco...anche perché generalmente le altre persone non hanno tutta questa pazienza e dopo un pò si stancano e si allontanano...forse fraintendono la mia difficoltà per mancanza di interesse, e questo mi fa soffrire perché accade anche con persone a cui voglio molto bene ma con cui non riesco proprio a mantenere i rapporti...sono sola e mi sento sola, e vorrei tanto un libretto di istruzioni in cui ci fosse spiegato per filo e per segno come relazionarsi, ma purtroppo non esiste, o forse comunque non lo capirei...è da quando ero bambina che mi chiedo perché non ce la faccio, mi sento come una persona che ha qualcosa che non funziona, qualche meccanismo che si è inesorabilmente inceppato. Chiedo aiuto e consiglio a voi...non so, magari la mia è solo ansia sociale...ho fatto il test online per il comportamento sociale degli adulti è il mio punteggio è di 43... Scusate se ho scritto così tanto, ma in realtà non ho scritto nemmeno la metà di tutti i miei disagi...grazie a chiunque leggerà e vorrà rispondermi.
chocolatMarco75rondinella61maxwax67Sniper_Opsale82

Commenti

  • Marco75Marco75 Post: 2,110
    modificato maggio 2018
    Ciao @piccolamarta, benvenuta.
    Le cose che racconti della tua vita "sociale" sono comuni a molti di noi. Sembra che la natura "esclusiva" del rapporto con tuo padre abbia condizionato gli sviluppi successivi della tua vita, ma da quanto racconti è difficile capire se questa sia stata una causa del tuo isolamento, una conseguenza, o un po' tutte e due le cose, in un circolo vizioso che si autoalimenta.
    Per chiarezza, come si chiama di preciso il test che hai fatto? È uno di quelli presenti (per l'autismo ce ne sono più d'uno) su http://www.neuroscapes.org?
    "There are those that break and bend. I'm the other kind"

    Cinema, teatro, visioni
  • Ho fatto il test asbq, uno di quelli presenti su questo sito di spazio Asperger... Comunque si, la mia impressione è che si tratti un pò di un circolo vizioso dal quale non riesco a uscire.... Ho riflettuto anche su altri tratti...ad esempio, non ho difficoltà a comprendere le emozioni altrui, anzi sono una persona molto empatica e spesso chi mi conosce dice che una delle mie qualità è proprio che so ascoltare e comprendere le emozioni di chi mi parla...solo che non so gestire le mie di emozioni...le situazioni quotidiane mi sfiniscono proprio perchè a livello emotivo mi caricano troppo e allo stesso tempo mi svuotano...non so come spiegarlo meglio...non so gestire la rabbia, nel senso che non mi arrabbio assolutamente mai...mentre spesso mi sento soccombere dal senso profondo della vergogna... Altra caratteristica che mi ha fatto riflettere è che se all ultimo tempo viene modificato uno dei miei piani vado in ansia...ho necessità di situazioni chiare, prestabilite e predefinite...non so, sono tanto confusa...
    Marco75alia
  • Marco75Marco75 Post: 2,110
    Da questi pochi dettagli, alcuni tratti potrebbero essere riconducibili alla condizione Asperger, ma anche a tante altre cose.
    Comunque, il punteggio all'Asbq è abbastanza alto. Magari, per avere qualche indicazione in più (ripeto: SOLO indicazioni, visto che le auto-diagnosi non esistono) prova anche a fare altri test, come AQ, EQ, SQ, e RAADS-R (quest'ultimo dovrebbe essere un'intervista clinica, ma se autosomministrato può dare un'idea approssimativa se vale la pena approfondire o no).
    "There are those that break and bend. I'm the other kind"

    Cinema, teatro, visioni
  • Mi rendo conto dell'impossibilità di una diagnosi online, e anche del fatto che potrebbe trattarsi di altro...di ringrazio dei consigli e provo a fare gli altri test...magari poi scrivo i risultati in questa discussione? Essendo neofita non so bene come comportarmi..
  • Marco75Marco75 Post: 2,110
    mammamimmi
    "There are those that break and bend. I'm the other kind"

    Cinema, teatro, visioni
  • Ok riporto i risultati:
    AQ: 50
    EQ: 52
    SQ: 48
    RAADS-R: 94
    A me sembrano tutti un pò alti....non so cosa pensare....so che voi non potete darmi una risposta, ma non nascondo che sono un pò preoccupata.... Ogni giorno faccio una fatica immensa, e me ne sono sempre fatta una colpa sentendomi un'incapace, tanto che la mia autostima è davvero bassa...sarebbe bello leggere consigli, opinioni, esperienze...in ogni caso vi ringrazio...
  • Marco75Marco75 Post: 2,110
    @piccolamarta, l'AQ è effettivamente alto, ma EQ ed SQ sembrano praticamente neurotipici, e il RAADS-R (ripeto: molto discutibile se autosomministrato) è di poco superiore al cut-off.
    Io ti suggerisco di continuare a frequentare il forum, confrontare le tue esperienze con quelle degli altri, e poi decidere se approfondire e andare a verificare questo aspetto di te o no.
    Una eventuale diagnosi comunque non dovrebbe né "preoccuparti" né rallegrarti: il punto è riuscire a vivere meglio possibile, e ad accettarsi (e dove si può migliorarsi) con le proprie potenzialità e i propri limiti. Questo vale per chiunque, Asperger o no.
    "There are those that break and bend. I'm the other kind"

    Cinema, teatro, visioni
  • Già... La mia difficoltà forse consiste nell'accettarmi...perché vorrei tanto sentirmi circondata da persone che mi vogliono bene, invece riesco solo ad allontanare tutti o quasi...sogno di vivere in condivisione con le persone che amo ma poi inevitabilmente mi chiudo perché mi scontro con questa mia incapacità.... È doloroso vedere che ogni volta perdo le persone a cui vorrei tanto riuscire a dimostrare il mio affetto... In effetti hai ragione, la diagnosi è relativa e ciò che conta è il modo in cui si vivono le proprie difficoltà... e al momento non riesco proprio a viverle bene. Credo che seguirò il tuo suggerimento e continuerò a frequentare il forum...chissà.. Grazie
    Marco75Nila
  • Riguardando i risultati ho notato che ho sbagliato riportando i risultati dell AQ...il mio risultato è 30....mi ero confusa riportando il punteggio massimo...
    Marco75
  • NilaNila Post: 25
    Ciao @piccolamarta !
    Ho letto con interesse il tuo messaggio.
    Con queste poche informazioni su di te, non saprei darti un parere, ma sicuramente quì non ti sentirai sola.

    Potresti spiegare un po' meglio (e lo chiedo anche agli altri utenti nd) cosa succede tra la volontà di avvicinarti agli altri e l'atto pratico?
    Esempio: "vorrei tanto mandare un messaggio a quella persona, ma non lo faccio perché....".

    A volte vedere i propri meccanismi/reazioni è un passo importante per iniziare a lavorarci su.. :)
    Un abbraccio
  • piccolamartapiccolamarta Post: 16
    modificato maggio 2018
    Ciao @Nila :) rispondo con piacere alla tua domanda.....nel momento in cui vorrei avvicinarmi all'altra persona, ad esempio mandando un semplice messaggio, innanzitutto credo che il primo meccanismo problematico che si innesca nella mia mente è che inizio a pensare ad ogni singolo dettaglio...ad esempio in che giorno e ora mandarlo, cercando di accordarmi agli orari e impegni che magari conosco dell altra persona...poi passo a pensare e ripensare al contenuto del messaggio, tanto che alcune volte ho dovuto prima scriverlo e riscriverlo tra le bozze per sentirmi sicura di avere usato le parole giuste ecc...dopo tutto questo, quando dovrebbe arrivare il momento fatidico in cui mandare il benedetto messaggio, mi sale un'ansia assurda, con affanno e mani che tremano, e mi blocco...nel senso che per quanto mi sforzi di inviarlo è come se ci fosse qualcuno che fisicamente mi bloccasse le mani per impedirmelo...so che è assurdo, e questo succede con le persone alle quali magari tengo particolarmente perché vorrei riuscire a instaurare un'amicizia....se si tratta di mandare un messaggio ad un conoscente questi meccanismi arrivano lo stesso ma in misura molto ridotta....praticamente solo con il mio fidanzato non mi succede più ormai, ma i primi tempi era così anche con lui. E la stessa cosa succede quando mi trovo con gli altri di persona, nel senso che magari in una situazione sociale in cui rivedo una persona dopo giorni o settimane, magari avrei delle cose da raccontare a quella persona e penso al momento in cui la incontrerò e gliele racconterò...invece poi al momento dell incontro non riesco, a meno che non sia l altra persona a chiedermi direttamente ogni singola cosa...altrimenti rimango pressoché zitta a cercare di interpretare l umore dell altra persona per capire se potrebbe aver voglia di ascoltare quello che vorrei dire ad esempio, o cercando di cogliere il momento giusto....e anche qui finisco per assumere un atteggiamento di chiusura che dimostra l esatto opposto di quello che vorrei....non so se sono riuscita a spiegarlo in maniera abbastanza comprensibile, spero di si..
    Nilarondinella61woodstock
  • @piccolamarta non è vero che sei sola, hai un fidanzato che ti ama, una famiglia che ti vuole bene, sei empatica e sai ascoltare gli altri (se può consolarti io ho totalizzato 11/80 all'EQ, ho un bidone al posto del cuore (:| ). Vedo una bambina molto amata, messa al centro dell'attenzione dal proprio papà che ad un certo punto ha trovato il coraggio di aprire le ali e che è riuscita a comunicare con gli altri, che sa ascoltare e capire.
    Che vuol dire che non ti arrabbi praticamente mai? Perché dici di provare vergogna?

    @Nila provo a rispondere alla tua domanda: tu parti dal presupposto che io voglia chiamare quella persona per sapere come sta ma non lo faccio per vari motivi, in realtà il fatto che io (parlo per me) non cerco gente è perché davvero non mi interessa sapere come sta. Sento il bisogno di routine precise, ho i miei orari e tutte le cose che mi fanno stare bene e un'uscita improvvisa, una telefonata inaspettata, possono sconvolgere la mia giornata e provocarmi un sovraccarico emotivo. Se devo uscire con qualcuno devo prepararmi psicologicamente, adattare i miei stati d'animo. Devo capire che se di solito passo la serata a leggere o a guardare un film ma anche a stirare o a studiare filosofia quella sera le cose andranno diversamente e mentre tu (sei nt?) lasci che la serata scorra serena a me capita che mi metta a pensare a quello che ho lasciato. Ho difficoltà a cambiare le mie abitudini, devo lasciare le mie cose e farne altre a cui non sono abituata e questo mi porta via energie, non riesco ad essere istintiva.
    Nilarondinella61
  • Ciao @ArtemideR :) si hai ragione, sono stata una bambina molto amata, ma a volte il troppo amore fa male....mio padre mi ha amata creando un rapporto esclusivo con me, e questo dal mio punto di vista non l ha fatto pensando al mio bene...se avesse avuto a cuore il mio bene mi avrebbe dovuto aiutare a crescere, invece ha avuto un modo un pò egoistico di amarmi...tanto che poi quando ho aperto le ali e ho cercato di aprirmi al resto del mondo, lui non è riuscito ad accettarlo e ha smesso di esserci per me da un punto di vista emotivo, nel senso che non si è mai interessato alla mia vita...ma non lo condanno per questo, perché capisco che dalla sua famiglia non ha a sua volta ricevuto grandi esempi di amore...solo che da bambina tutto questo mi ha ferita...non ho avuto la possibilità di apprendere la socializzazione primaria, e ora le conseguenze si vedono, e oltretutto mi sono sentita abbandonata da lui...e oltretutto in colpa per avere in qualche modo "abbandonato" lui... Con mio fratello la relazione è totalmente inesistente... Quindi io una famiglia che mi ama purtroppo non la sento, apparte mia mamma...che però soffre di ansia da quando sono nata io, e questo mi è stato trasmesso... Quindi diciamo che mi sento sola perché non trovo un rifugio, un sostegno sicuro, nemmeno nella mia famiglia...e la famiglia secondo me dovrebbe essere un pò quel riparo che ti tiene in piedi anche in mezzo alla tempesta...questo mi manca. Il mio fidanzato si, c'è e mi ama, anche se stiamo cercando di ricostruire un equilibrio che ultimamente si è un pò spezzato per il fatto che da diversi mesi sto riflettendo e analizzando tante cose, e sto concretamente facendo di tutto per fare passi avanti e trovare il coraggio di fare le mie esperienze... Questo mi porta a essere più indipendente, e vorrei che riuscisse anche lui ad essere più indipendente da me...forse perché alla fine anche la nostra relazione in questi otto anni è stata un pò esclusiva...chissà, forse sono tesa a riproporre l attaccamento che ho avuto da piccola con mio padre...ma adesso ho bisogno di aprirmi al mondo...e non ci riesco...comunque ti ringrazio per il bel messaggio e mi scuso per il messaggio infinito :)
    rondinella61
  • NilaNila Post: 25
    modificato maggio 2018
    Ciao @ArtemideR ,
    il presupposto riguardava la volontà della nuova utente di voler instaurare/mantenere amicizie, che nella pratica non trovava modo d'esprimersi.

    Anche io (da nt ) non scrivo se non ho un reale interesse.

    Mi ha colpito molto la questione routine-spontaneità.
    Il programmare/dettagliare esclude per forza di cose la sorpresa/istintività e questo concetto mi è molto utile al momento. Grazie a entrambe!

    @piccolamarta, hai mai provato a parlarne con un professionista?
    A me personalmente è servito per alcuni miei aspetti disfunzionali.. Non voglio essere indelicata e spero tu comprenda le mie parole: conoscere i propri meccanismi è il primo passo, avere gli strumenti adatti per gestirli è il secondo..


    woodstock
  • Ah poi per il fatto che non mi arrabbio mai...intendo dire che cerco sempre di essere comprensiva, di capire le ragioni degli altri anche quando mi fanno soffrire, perché penso che se gli altri si comportano male con me è in qualche modo colpa mia..e la rabbia la reprimo, forse perché arrabbiandomi avrei paura di perdere le persone, quindi cercò sempre di essere gentile e comprensiva, e questo è profondamente sbagliato perché la rabbia repressa fa solo male... Mentre la vergogna condiziona profondamente tutta la mia vita, tante volte evito le situazioni perché mi vergogno troppo, mi sento inadeguata e non so gestire la sensazione profonda di voler sparire che la vergogna mi provoca... È una sensazione molto brutta...vorrei sparire anche da me stessa, non sentirmi più pur di non dover sentire la vergogna... È difficile spiegare bene queste sensazioni..
    ArtemideR


  • @piccolamarta, hai mai provato a parlarne con un professionista?
    A me personalmente è servito per alcuni miei aspetti disfunzionali.. Non voglio essere indelicata e spero tu comprenda le mie parole: conoscere i propri meccanismi è il primo passo, avere gli strumenti adatti per gestirli è il secondo..



    Ne ho parlato con un mio docente che diciamo un pò mi ha preso a cuore...oltre ad essere docente di psicologia è anche un counselor...mi ha tanto aiutata, innanzitutto a prendere consapevolezza che ho un immagine molto distorta ed esclusivamente negativa di me, che non corrisponde alla realtà... Mi ha fatto trovare la spinta e il coraggio per provarci, e grazie a lui ho fatto passi avanti che mai avrei creduto possibili per me... Ma anche qui è sempre stato lui a offrirmi il suo aiuto, e ora che ho finito l università e non è più il mio docente siamo rimasti in contatto...ma se lui non si fa vivo io non lo cerco assolutamente mai, nonostante gli voglia un bene immenso...ma proprio non riesco... Vorrei tanto rivolgermi ad uno psicoterapeuta, e prima o poi credo proprio che lo farò..
    Nilawoodstock
  • LifelsLifels Post: 1,852
    Ciao piccolamarta, quanta “delicatezza” (mi piace).
    chocolat
    Tutto “tra virgolette”

  • Ciao @Lifels :) potresti spiegarmi in che senso "quanta delicatezza"? Vorrei capire meglio cosa intendi :)
  • LifelsLifels Post: 1,852
    Mi piace la delicatezza che percepisco nelle tue parole, e nel tuo modo di porti, ti trovo “bellissima”.
    Tutto “tra virgolette”

  • Ti ringrazio :)
  • Ciao non so se sto scrivendo nella sezione giusta . Mi presento sono una ragazza di 29 anni e ho iniziato una relazione con un ragazzo aspi 5 mesi fa , inizialmente i sentimenti hanno prevalso e non mi rendevo conto dei suoi atteggiamenti finché non ha cominciato a chiedere spazi e a sparire ad innervosirsi se io cercavo di stargli vicino .. alla fine abbiamo avuto una discussione in cui lui ha deciso di lasciarmi .. è passata una settimana ... io ho capito solo ora che era un aspo e che ho sbagliato tutto nel modo di relazionarmi a lui . Ma la domanda che mi attanaglia di più è se è il caso di scrivergli e spiegargli le cose e cercare udì recuperare la relazione oppure è tutto inutile  e il mio messaggio lo innervosirebbe ancora di più .. ? 
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